| Benché siano passati ben 15 anni dalla sua morte, Moana Pozzi fa ancora parlare di se. In questi anni sono state diverse le trasmissioni che si sono occupate dell’attrice porno che negli anni ottanta ha fatto sognare molti uomini italiani. La sua morte, infatti, è ancora un mistero e tutti coloro che le sono stati accanto, vogliono dire la propria in merito. Tuttavia è in questo ultimo squarcio del 2009 che la figura di Moana è tornata a farsi sentire. Qualche giorno fa, su sky cinema è andata in onda la tanto discussa e criticata fiction “Moana”, in cui Violante Placido nei panni dell’attrice genovese, ci fa rivivere il mito e la fa conoscere a chi in quegli anni era piccolo o ancora non c’era. Sulla scia della fiction, continua l’omaggio alla Pozzi che potremo vedere in 22 foto alla galleria d’arte Contemporary di Bologna, all’interno della mostra “Moana – Casta Diva”. All’interno della mostra, dunque, potremo scoprire Moana tramite gli scatti realizzati dal fotografo Gianfranco Salis tra il 1988 e il 1990 che per la prima volta dona al pubblico 15 foto mai viste prima. Il fotografo, che ha realizzato le foto in tre sedute, racconta: "la prima volta la vidi attraversare un corridoio buio con una pelliccia fucsia e mi disse: 'sono felice di essere qui'. Dopo la prima seduta per me era concluso il lavoro e invece mi chiamò altre due volte per fare nuove foto. Il segreto di queste immagini è la purezza e semplicità con cui sono state realizzate. Sono state fatte per piacere personale mio e suo, non per qualche committente. Lei diceva che erano le più belle che avesse mai avuto". Dello stesso avviso è il regista, maestro dell’eros, Tinto Brass che paragona il sorriso dell’attrice a quello della Gioconda. Circondato dalle stampe appese alle pareti della galleria, il regista ricorda la prima volta che la vide: “l'ho conosciuta nell'83-84, prima che diventasse pornodiva. Si è presentata al provino per Miranda, ma avevo già scelto come protagonista Serena Grandi. Mi è dispiaciuto. Poi l'ho rivista per incontri, dibattiti". "Aveva una sessualità pagana, trasmetteva gioia e liberazione che è il mio pallino di sempre. Eros è liberazione. Moana aveva qualcosa di misterioso: era la sublimazione della sessualità senza censurarla. Le foto di Salis restituiscono tutto questo". La mostra “Moana – Casta Diva” che sarà visibile a Bologna dal 23 gennaio al 27 marzo del 2010, da pure la possibilità di comprare 12 delle 22 foto in edizione limitata, mentre il 30 gennaio, sempre a Bologna, verrà presentato il libro “Casta Diva” che oltre alle foto conterrà anche alcuni contribuiti come quelli di Syusy Blady e Eva Robin’s. |