Dal nulla sorgemmo
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Presentazione del libro di Valerio Gentili
“La legione romana degli Arditi del Popolo”
Promuovono: Patria Socialista, Casa del Popolo di Trionfale
Gli Arditi del Popolo marciano militarmente a squadre. Il primo battaglione è quello di Porta Pia-Salaria, segue il Tiburtino, poi il battaglione Trionfale e ancora i battaglioni Trastevere, Testaccio, Ponte, Popolo, Prati, Borgo, Santa Croce, Celio e San Giovanni. Il Direttorio nazionale è al completo così pure il Direttorio romano. Imponente è il battaglione Trionfale formato quasi completamente da fornaciai, di quei forti lavoratori che sono stati tra i più provati durante le cinque giornate e con coraggio indomito e con esemplare spirito di sacrificio, hanno saputo meravigliosamente fiaccare la prepotenza fascista. Visi bronzei, spalle quadrate, uomini d’acciaio animati da una fede ardente, dominati da una decisa, formidabile volontà di vittoria [...]
Tratto da "Tutto il popolo di Roma per le vittime del Fascismo", “L’Avanti!”, ed. romana, 19 novembre 1921
LA BATTAGLIA DI SAN LORENZO. Un ricordo della poderosa resistenza popolare organizzata dai battaglioni rionali e dal Direttorio cittadino degli Arditi del popolo capitolini a fronte dei continui tentativi, messi in atto da diverse migliaia di camice nere giunte da ogni angolo d’Italia, di espugnare i rioni ribelli della città. In seguito all’omicidio del ferroviere antifascista Guglielmo Farsetti, la mattina del 9 novembre 1921 allo scalo di San Lorenzo, il Comitato di Difesa Proletaria romano dichiarava lo sciopero generale. In serata centinaia di squadristi milanesi, giunti alla stazione Tiburtina con un treno speciale, marciavano inquadrati e armati di tutto punto alla volta del rione sovversivo provocando e insultando gli abitanti affacciati dalla case di via Tiburtina ma arrivati all’altezza di piazzale Tiburtino venivano costretti ad una precipitosa ritirata dall’intervento del battaglione degli Arditi del popolo di San Lorenzo, guidato dal futuro capo partigiano di Bandiera Rossa Renato Gentilezza. Nel furioso scontro a fuoco i fascisti meneghini lasciavano sul campo Francesco Baldini della squadraccia “Aldo Sette”.
“La legione romana degli Arditi del Popolo”
Promuovono: Patria Socialista, Casa del Popolo di Trionfale
Gli Arditi del Popolo marciano militarmente a squadre. Il primo battaglione è quello di Porta Pia-Salaria, segue il Tiburtino, poi il battaglione Trionfale e ancora i battaglioni Trastevere, Testaccio, Ponte, Popolo, Prati, Borgo, Santa Croce, Celio e San Giovanni. Il Direttorio nazionale è al completo così pure il Direttorio romano. Imponente è il battaglione Trionfale formato quasi completamente da fornaciai, di quei forti lavoratori che sono stati tra i più provati durante le cinque giornate e con coraggio indomito e con esemplare spirito di sacrificio, hanno saputo meravigliosamente fiaccare la prepotenza fascista. Visi bronzei, spalle quadrate, uomini d’acciaio animati da una fede ardente, dominati da una decisa, formidabile volontà di vittoria [...]
Tratto da "Tutto il popolo di Roma per le vittime del Fascismo", “L’Avanti!”, ed. romana, 19 novembre 1921
LA BATTAGLIA DI SAN LORENZO. Un ricordo della poderosa resistenza popolare organizzata dai battaglioni rionali e dal Direttorio cittadino degli Arditi del popolo capitolini a fronte dei continui tentativi, messi in atto da diverse migliaia di camice nere giunte da ogni angolo d’Italia, di espugnare i rioni ribelli della città. In seguito all’omicidio del ferroviere antifascista Guglielmo Farsetti, la mattina del 9 novembre 1921 allo scalo di San Lorenzo, il Comitato di Difesa Proletaria romano dichiarava lo sciopero generale. In serata centinaia di squadristi milanesi, giunti alla stazione Tiburtina con un treno speciale, marciavano inquadrati e armati di tutto punto alla volta del rione sovversivo provocando e insultando gli abitanti affacciati dalla case di via Tiburtina ma arrivati all’altezza di piazzale Tiburtino venivano costretti ad una precipitosa ritirata dall’intervento del battaglione degli Arditi del popolo di San Lorenzo, guidato dal futuro capo partigiano di Bandiera Rossa Renato Gentilezza. Nel furioso scontro a fuoco i fascisti meneghini lasciavano sul campo Francesco Baldini della squadraccia “Aldo Sette”.
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