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Cannes 2017, oltre 70 i cortometraggi italiani: al festival anche tanti studenti

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CONCORSI Cortometraggi - RISULTATI
Stanno ancora studiando ma i loro lavori sono stati selezionati nella categoria Short Film Corner del più importante festival cinematografico. È il successo di molti giovani italiani, come i tre ragazzi della Rome University of Fine Arts: Girolamo Capuano, Giulia Tivelli e Beatrice Baldacci.  Il cortometraggio sarà il protagonista italiano di questo settantesimo festival di Cannes. In un’edizione senza film made in Italy in corsa per la Palma d’Oro - anche se Fortunata di Sergio Castellitto e Après la guerre di Annarita Zambrano ci rappresentano in Un Certain Regard - sono stati selezionati oltre settanta corti di produzione italiana.

Anche in questo caso non ci sarà la possibilità di portare a casa dei premi: i film saranno proiettati nella sezione fuori concorso Short Film Corner. Attiva al festival sin dal 2004, è nata proprio con lo scopo di diventare una vetrina per i registi e i produttori di tutto il mondo, esordienti in particolare: lo scorso anno i cortometraggi selezionati sono stati 2674, provenienti da 100 Paesi. Di questi 1034 erano opere prime e 707 erano firmati da studenti. E infatti, anche sul fronte italiano, molti dei registi selezionati sono proprio studenti delle università e delle scuole di cinema.

Lorenzo Ambrosino, per esempio, viene dal Master in Cinema e Televisione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove ha girato Fiammifero (Male non fare, paura non avere), la storia del settantacinquenne Enzo e della sua passione per i gatti di strada. Fabrizio Acampora si è formato nella scuola di cinema Asci di Napoli e a Cannes presenta Pastura: il protagonista della sua breve storia è Pietro, un carpentiere a cui viene affidato il compito di badare a una ragazza destinata alla prostituzione.

Ben tre sono poi i lavori firmati da studenti della Rufa, la Rome University of Fine Arts: Corvus Corax di Beatrice Baldacci, Appocundria di Girolamo Capuano e Milady di Giulia Tivelli. Opere molto diverse che hanno in comune il cuore giovane e pieno di passione dei loro registi.

Corvus Corax ha per protagonista Tom (Andrea Arcangeli), un diciottenne schivo e introverso che insieme a quattro amici inizia a girare un cortometraggio sugli animali. Lui interpreta un corvo: un personaggio con cui si identifica talmente tanto da non volerlo lasciare andare. Tom non toglie più il costume di scena, neanche quando le riprese sono terminate, e inizia ad assumere atteggiamenti animali.
Tutt’altra storia quella raccontata da Girolamo Capuano nel suo Appocundria, ambientato nella grande casa in cui tre fratelli tra i 30 e i 40 anni, Diego (Gennaro Apicella), Desio (Flavio Furno) e Mimmo (Lucio De Francesco), hanno trascorso l’infanzia. Lontani dalla quotidianità, quella villa tra le montagne fa affiorare valori e ricordi che sembravano spariti per sempre.
Ha attinto a piene mani dalla propria biografia, invece, Giulia Tivelli: Milady ripercorre la storia della sua adozione attraverso i propri racconti e quelli dei genitori. Il documentario raccoglie i filmati di famiglia, ricostruendo i primi anni di vita di Giulia e il momento della sua adozione. Inoltre attraverso le testimonianze di tre ragazzi adottati di nazionalità diverse, riflette sulla natura del rapporto che intercorre fra figli e genitori adottivi.

I nomi di questi e degli altri esordienti affiancano quelli dei tanti professionisti del cortometraggio. Tra i selezionati allo Short Film Corner di Cannes 70, infatti, anche vincitori di diversi premi: dal Nastro d’argento Marco Spagnoli, che presenta Sweetheart, interpretato da Violante Placido e Marco Giallini, fino al David di Donatello 2013 Enrico Iannaccone, con Tetris, un dramma sulla difficoltà delle relazioni. Tra gli altri nomi di richiamo: Mario Piredda, che sulla Croisette porterà il cortometraggio vincitore del David di Donatello 2017, A casa mia; Maria Grazia Cucinotta, regista del film contro il bullismo Il compleanno di Alice e lo youtuber Claudio Di Biagio con il suo Noon Moon.

 

articolo di per repubblica.it

 

 

 

 

 

 

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