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Firenze FilmCorti Festival va in tour per la Toscana

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CONCORSI Cortometraggi - Evento

Per cogliere fino in fondo la valenza culturale e artistica che Rive Gauche-Festival e Diari di Cineclub hanno voluto imprimere alle tre serate di Fucecchio, Montaione e Castelfiorentino ispirate al 5° Firenze FilmCorti Festival, è il caso di ricordare quello che è accaduto poche settimane fa. La notte del 16 giugno scorso, dal palco della Corte delle Murate a Firenze, direttori, presentatori, staff del Festival non hanno dato, come di consueto, appuntamento al prossimo anno, ma alle settimane successive. “il Festival continua” – hanno urlato dal palco alle 400 persone partecipanti alla serata finale delle premiazioni. “Seguiteci ancora”. Questo è il motivo per il quale già sono state vissute due serate elettrizzanti all’Arena Castello, alla periferia nord di Firenze, con la proiezione di 14 film tra premiati e finalisti. E questo è il motivo perché a settembre, nei tre comuni citati, ci saranno nuove diverse selezioni di film dal Festival. Ma perché tutto questo? Dopo tutto si portano in giro dei film corti come se ne vedono tanti in tanti Festival. La risposta è che il Firenze FilmCorti Festival porta con sé delle prerogative culturali e artistiche originali. E’ un Festival che non ama i film che scimmiottano i lungometraggi classici. I 50 film finalisti hanno una caratteristica comune: l’innovazione nei linguaggi e nei problemi affrontati. D’altra parte, questo spiega anche la scelta di fare de Le Murate Progetti Arte Contemporanea, da sempre il caposaldo della contemporaneità e della innovazione delle arti a Firenze, la sede del Festival. E il focus sull’innovazione è così marcato in questo Festival, che il 20 ottobre prossimo ci sarà una giornata specificamente dedicata al cinema sperimentale. Una scelta insomma del Festival che, tra l’altro, ha trovato totalmente consenziente il nostro sponsor, la rivista di cinema Diari di cineclub. E allora scorriamo rapidamente solo alcuni dei titoli, nei quali trovano riscontro le caratteristiche sopra citate: dalle angosce metropolitane dell’australiano Whoever is using this bed, alle tematiche sul dramma dell’emigrazione, ma viste da angolazioni del tutto nuove (Angst/Paura e il pluripremiato Bacha Posh), dalla denunzia contro i mali dell’indifferenza dell’italiano Eyes, ai virtuosismi dello Sloveno La mano invisibile di Adam Smith, girato con ritmo diabolico in unico piano sequenza, fino alla drammatica storia concentrata in 7 min di Stand Down, formidabile interpretazione del Premio Oscar Billy Bob Thornton, riconosciuto come migliore attore del Festival di Firenze. E tante altre sorprese che il pubblico non mancherà di scoprire e di apprezzare. Infine, una iniziativa certamente gradita: accanto al film primo premio del 2018 (l’ungherese Cubneman), sarà possibile anche dare uno sguardo ai primi premi del 2016 e 2017, rispettivamente Lulu and the right words (regista italiano ma completamente girato e prodotto negli USA) e Crash (che ci porta nella cinematografia cinese della lontana e indipendente Macao, col protagonista alle prese con l’uso spregiudicatamente innovativo dei network).

articolo di M. D. per Diari di Cineclub