E' tornato il MIFF
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Il Festival delle buone intenzioni
Autore: Simona Maria Frigerio
Torna il Miff nel generale disinteresse dei mass media e del grande pubblico.
L’anno scorso scrivevo che, nonostante wikipedia descriva i festival cinematografici come: “manifestazioni culturali durante le quali sono presentati al pubblico dei film generalmente inediti”, il Miff - forse unico al mondo - per mancanza di fondi non poteva proiettare le pellicole in concorso.
Quest’anno la manifestazione milanese bussa nuovamente alla porta e l’Arcobaleno risponde.
Lungometraggi, corti e documentari sono proposti al pubblico e alla critica dal 7 al 19 maggio in una Milano intorpidita dai primi caldi e stordita dalla vittoria interista del campionato di calcio.
Ad aprire la kermesse, Feisbum, un istant movie dedicato all’evento del momento, ossia Facebook, otto episodi girati da sette giovani registi grazie a un’idea di Marco Scaffardi, che ne è anche il produttore.
Premio alla carriera, invece, per Martin Landau, il protagonista di due cult televisivi, quali Mission Impossible e Spazio 1999 ma, anche e soprattutto, premio Oscar come attore non protagonista di Ed Wood, vero gioiello firmato Tim Burton.
A contendersi i premi come miglior lungometraggio, alcuni film che, sulla carta, potrebbero rivelarsi interessanti. In anteprima mondiale, Lymelife, di Derick Martini, elaborato al Sundance Filmmaker’s Lab e già vincitore dell’International Critic’s Award (il Fipresci) al Toronto International Film Festival 2008; Sur le Mont Josaphat, il primo lungometraggio del belga Jean-Marc Vervoort, che ha esordito nel ’95 alla regia con il corto Le Pendule de Madame Foucault, che gli valse 23 premi; e, ancora, l’anteprima europea di Stephanie’s Image, debutto alla regia di Janis DeLucia Allen.
Sulla crisi economica mondiale, due approcci agli antipodi, il greco Without di Alexander Avranas, che affronta il tema partendo dalla situazione difficile di una famiglia con un bambino di otto anni, e il turco Cars of the Revolution di Tolga Ornek, che racconta la sfida di un gruppo di ingegneri impegnati nella progettazione di una vettura con materiali rigorosamente made in Turchia.
Sempre in concorso, tra gli altri, Badland, un’analisi sui danni collaterali della guerra in Iraq, l’australiano Bitter and Twisted, e l’anteprima italiana dell’ultimo film con Kevin Bacon e Renée Zellweger, My One and Only.
Oltre ai lungometraggi, in concorso i corti e una ricca sezione dedicata ai documentari.
Nonostante le ottime intenzioni, quello che continua a mancare è una serie di workshop, conferenze e incontri con registi, tecnici e protagonisti, ossia tutti quei momenti che sono indispensabili per trasformare un Festival, da passerella di film in evento vivo e partecipato.
Esigenza questa ancora più pressante in un periodo di generale crisi economica, dalla quale si potrà emergere solo creando nuove opportunità di lavoro e produzione.
Miff 2009 - Film Festival Internazionale di MilanoIX edizione - 7-19 maggio
presso l’Arcobaleno Film Center
TUTTI I VINCITORI:
- Miglior Film: “The 27 club“
- Miglior regia: Erica Dunton “The 27 club”
- Miglior sceneggiatura: Erica Dunton “The 27 club”
- Miglior interprete maschile: Jamie Draven “Badland”
- Miglior interprete femminile: Renée Zellweger “My one and only”
- Miglior fotografia: Marco Pontecorvo “My one and only”
- Miglior montaggio: Luca Carbone “Zoè”
- Miglior documentario: “Courting Condi”
- Miglior cortometraggio: “Fanatic”
- Cinema alla moda: “Picture me” In buona compagnia: “Truth in 24″
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 01 Giugno 2009 09:28)



