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Giovani ed il nuovo cinema italiano

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Con Spike Lee vince il cinema italiano online

Francesco Sperandeo e Nino Sabella sono due giovani registi italiani che probabilmente al grande pubblico non dicono molto. Hanno raccontato la vita con documentari e cortometraggi, piccole produzioni in attesa magari del grande salto che nel frattempo è giunto, se non nelle sale cinematografiche, di certo su internet, nuova frontiera della settima arte. Sono stati i due portabandiera dell’Italia al Babelgum Festival, il concorso per cortometraggi promossa dall’impresa di telecomunicazioni e media creata da Silvio Scaglia (lo stesso che ha lanciato Fastweb) con l’obiettivo di sviluppare la distribuzione di programmi tv e altre forme di video su internet, usando una peer-to-peer tv: un protocollo simile a quello usato per scaricare brani musicali dalla rete.
Il Babelgum Festival - Nel 2008 venne presentata la prima edizione del concorso dedicato ai corti provenienti da tutto il mondo. Film brevi dalla durata massima di 45 minuti, con storie diverse e di vita quotidiana. Vetrine di eccezione per il lancio dell’iniziativa era stato il Festival del cinema di Venezia del 2007 e sin dall’inizio spiccava il volto, tra i giurati, di Spike Lee, che ha ambientato la sua ultima pellicola “Miracolo a Sant’Anna” in Versilia. Il regista americano non perde occasione per ribadire che il futuro del cinema è internet, come ha fatto in occasione dell’edizione 2009 che ha visto trionfare i due filmaker italiani.
Le promesse italiane- Il giovane siciliano Francesco Sperandeo si è aggiudicato il “Prefessional Jury Award” per il film
“Bab Al-Samah”, la storia di un ragazzo turco che cerca redenzione con un viaggio negli angoli del suo paese. Un cortometraggio che ha appassionato la giuria, al punto che Sperandeo ha conquistato pure il riconoscimento di “genio”: il premio “Looking for Genius” è andato proprio a lui.
Nino Sabella, classe 1977, di Sciacca (Agrigento), non è stato da meno: è lui il vincitore dello Spike Lee Award con il film
“Maradona Baby” che racconta la passione per il calcio di un bambino siciliano che, grazie alla sua arte nel palleggio, compie un salto fin su in Paradiso.
Se ne è accorto pure il New York Times - Il cinema di casa nostra sembra così aver trovato spazio ai tempi della tecnologia sempre più avanzata e di prodotti multimediali. Piccoli lavori d’autore dei quali si è accorto pure il New York Times che, pochi giorni fa, ha dedicato un ampio servizio ai corti firmati Ermanno Olmi – Gabriele Salvatores – Paolo Sorrentino per la campagna “PerFiducia” di Banca Intesa. Un progetto approdato sul piccolo schermo dopo il lancio in rete: si va dal viaggio in treno del regista bergamasco alla partita lenta di rugby di Sorrentino. Quest’ultimo viene ricordato anche per l’esperimento del portale Repubblica.it che nei giorni immediatamente successivi al terremoto in Abruzzo ha affidato all’ultimo vincitore del Premio della Giuria a Cannes per la pellicola “Il Divo” e a Michele Placido il compito di raccontare con immagini e suoni la vita dell’Aquila e dintorni.

Dario Mazzocchi

da http://www.ifgonline.it