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Il Regista Imprenditore temporaneo

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25 marzo 2008

Il regista? E' un imprenditore temporaneo

di Marco Lombardi
 
Le scuole di cinema? sono importantissime per poter lavorare in uno dei settori più di nicchia e più difficili al mondo, quello dell'audiovisivo tout court. Tant'è che dei grandi registi come Luis Buñuel, Alfred Hitchcock, Mario Monicelli, Roberto Rossellini, Federico Fellini, François Truffaut, Jean-Luc Godard, Stanley Kubrick, Brian De Palma, Nanni Moretti, David Cronenberg, Ken Loach, Stephen Spielberg, Quentin Tarantino (e come loro, molti altri) sono diventati quello che sono diventati senza aver frequentato alcuna scuola di cinema.
Sembrerà un paradosso, ma quanto appena detto costituisce a contrario la prova che frequentare una buona scuola di cinema serve, eccome se serve: proprio perché i grandi nascono artisticamente grandi a prescindere dalla rispettiva formazione accademica, tutti gli altri devono infatti farsi un mazzo tanto per poter arrivare a fare il loro stesso mestiere.

Non che imparare significhi poi saper fare, e saper fare bene … ma senza il mestiere – in assenza del genio – è assai difficile arrischiarsi nel rutilante mondo della settima arte.
Entrando nel dettaglio delle singole professioni, è poi vero che – servendoci ancora di un paradosso – proprio il mestiere del regista, cioè il più complesso fra i tanti offerti dal mercato dell'audiovisivo, è quello che meno avrebbe bisogno di una formazione scolastica, potendogli bastare una buona conoscenza da autodidatta e/o sul campo. Le doti più importanti per svolgere questa professione, infatti, non sono apprendibili: non solo la capacità d'inventare, ma anche quella di saper essere manager del set.

Per chi non lo sapesse, infatti, il regista è una specie di imprenditore temporaneo che deve gestire risorse umane e materiali al fine di raggiungere – entro una data scadenza temporale – un obiettivo prefissato, il film. Dunque le sue qualità primarie (ancora una volta … paradossalmente!) sono anche aziendali, oltre che artistiche: relazionali/di sintesi/di problem solving/di leadership, tanto per citarne alcune.
Premesso che un barlume (per dirla con un eufemismo!) di spirito creativo è comunque richiesto nella maggioranza dei mestieri del set cinematografico, è pur vero che per certi ruoli importantissimi, ma secondari (montatore, direttore della fotografia, scenografo, fonico, costumista), una sostanziosa base tecnica data da una buona scuola di cinema è estremamente importante.
Un discorso a parte va fatto invece per gli sceneggiatori e per gli autori delle colonne sonore, perché in questo caso i settori di riferimento sono più che altro quelli della letteratura e della musica, anche se i relativi linguaggi adattati al cinema sono del tutto particolari, dunque da apprendere. Si tratta peraltro di due mestieri più creativi, che basati sulla tecnica …
Tirando una linea per quelle professioni dove una buona scuola di cinema è (o meglio: può essere) premessa per una scintillante carriera, bisogna innanzitutto dire: attenzione, perché gli istituti/le scuolette private che non insegnano/illudono/talora imbrogliano sono molte. Senza inventarsi nulla di che, è allora meglio andare sul classico, cercando (dato il ristrettissimo numero chiuso) di entrare allaScuola Nazionale di Cinema, che ha forgiato i migliori artisti cinematografici di sempre, in Italia. O a Roma, se si vuole fare cinema cinema, oppure a Milano, se ci si vuole cimentare col documentario d'impresa/colla fiction/colla pubblicità, od ancora a Torino , se si vuole esplorare il terreno dell'animazione.
Un'ultima cosa: come succede in tutti i corsi di studi universitari, e pure nei master di un certo rilievo, anche le scuole di cinema svolgono una funzione importante, quella di mettere gli allievi a contatti con le maggiori società di produzione, vale a dire con gli ipotetici futuri datori di lavoro. Preparatevi, però, perché quella bestia nera che si chiama precariato, quella che da un po' di anni ha pesantemente attanagliato il mercato del lavoro "normale", cioè quello delle aziende, da sempre è una caratteristica fondante (e non una sua degenerazione, data la temporaneità insita nel prodotto film) di tutto il mondo del cinema!

da: http://job24.ilsole24ore.com/news/Articoli/2008/marzo/

Ultimo aggiornamento (Martedì 06 Gennaio 2009 10:59)

 
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