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Leggende su «ROMA CITTÀ' APERTA»

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In una intervista rilasciata al Tg3, in occasione del premio Pescara. la signora Marcella De Marchis. prima moglie di Roberto Rossellini, ha dichiarato che Roma città aperta non ebbe calorose accoglienze né dalla critica né dal pubblico, alla sua prima apparizione. Il successo sarebbe sopraggiunto soltanto dopo la presentazione del film a Cannes nel '46. Questa è una delle molte leggende che si tramandano di generazione in generazione ma non hanno alcun fondamento. Sta alla pari con quella messa in giro da Goffredo Fofi secondo cui Totò sarebbe stato misconosciuto, nelle sue qualità di grande attore, dalla maggioranza dei critici italiani. Che la memoria giochi brutti scherzi anche a testimoni insospettabili lo ha ricordato Ejzenstejn quando, citando la famosa invenzione del telo gettato nel Potìomkin sui marinai in attesa di essere fucilati, menzionava uno di quegli uomini che, essendo finito effettivamente nel gruppo delle vittime della rappresaglia, dopo aver visto il film aveva scambiato la ricostruzione scenica con la realtà e avvalorato la storia del tendone. Il caso della signora De Marchis è più semplice perché, a parte le riserve di qualche recensore (compensate dalle lodi degli altri), il film di Rossellini figurava già prima di Cannes in testa agli incassi riservati alla produzione italiana «C'è un posto anche per noi », scriveva Adriano Baracco su Hollywood il 6 novembre '45. Segno questo che la platea non era rimasta indifferente e non aveva atteso i consensi e gli entuasiasmi di oltre Alpe.

da CINEMASESSANTA n.3/1996