Sergio Leone moriva 20 anni fa
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2009-04-30 21:04 20 ANNI FA MORIVA SERGIO LEONE, MITO ANCORA VIVO
(di Alessandra Magliaro)
ROMA - "Sono coetaneo di C'era una volta il West e sono orgoglioso di essere il figlio di una leggenda viva per sempre" dice sul filo della commozione Andrea, 41 anni, uno dei tre figli di Sergio Leone nel ricordare il padre a 20 anni dalla morte. "Oggi stiamo festeggiando gli 80 anni dalla nascita, non i 20 dalla morte", prosegue Andrea circondato dalle sorelle Raffaella e Francesca, dalla madre Carla e dai nipotini del regista. L'occasione è pubblica e soprattutto affettuosa: alla Casa del cinema di Roma Felice Laudadio ha organizzato un omaggio che sa di rimpatriata con la famiglia Leone al completo, Ennio Morricone, Carlo Lizzani, Gianni Minà, lo sceneggiatore Franco Ferrini, Giuliano Gemma, Ugo Gregoretti e tanti collaboratori mischiati nella folla piena di giovani.
Non sarà l'unica iniziativa in programma per Sergio Leone: "stiamo lavorando - ha anticipato l'assessore alle politiche culturali del Comune di Roma Umberto Croppi - ad una grande mostra rievocativa per i prossimi mesi", probabilmente in occasione della nuova edizione del Festival internazionale del cinema di Roma. Intanto oltre a Per un pugno di dollari stasera su Raitre, il 3 maggio su Sky Cinema andrà in onda lo Speciale Verdone racconta Leone, personale omaggio del figlioccio Carlo Verdone al regista che gli finanziò l'esordio Un sacco bello. Gli aneddoti sulla leggenda Leone si sprecano e oggi ne sono stati ricordati alcuni come quando rifiutò la sceneggiatura del Padrino perché aveva in mente un altro film sul tema (il capolavoro C'era una volta in America), mentre del giudizio su Clint Eastwood monocorde esistono due versioni entrambe confermate. "Eastwood, che a Leone doveva tutto, mi raccontò che di lui il regista diceva che aveva due espressioni - ha ricordato Minà - con il sigaro e senza il sigaro", ma Italo Moscati autore di un libro su di lui ne ha ricordato un'altra "con o senza cappello".
"Non ho mai firmato niente nei suoi film ma - ha detto la vedova Carla - chiedeva continuamente la mia consulenza su tutto, a volte ascoltava i miei consigli altre no e questo non mi ha mai fatto rimpiangere di avere abbandonato la danza classica per stargli accanto". Morto di notte chinando il capo sulle spalle della moglie, Sergio Leone "simpatico, allegro, pieno di interesse come può ricordarlo una figlia", ha detto Raffaella Leone produttrice con il fratello Andrea, "é andato via prestissimo. Il suo cinema, più profondo di quello che si credeva ai tempi, è di una modernità immensa. Regista rinascimentale capace di inserirsi nelle altre culture sganciandosi dall'identità nazional popolare, secondo la definizione che lui stesso suggerì allo storico Carlo Lizzani, Sergio Leone "capì il matrimonio fondamentale tra la musica e il cinema - ha detto Ennio Morricone autore delle colonne sonore di sei dei suoi sette film - dandomi come nessun altro lo spazio per esprimermi".
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Ultimo aggiornamento (Martedì 03 Novembre 2009 16:43)



