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21 agosto 2009, il Tropea Film Festival, grande manifestazione cinematografica, ha visto la conclusione della quinta giornata di proiezioni.
Con entusiasmo e partecipazione un pubblico, sempre più numeroso, ha popolato la suggestiva location del Teatro del Porto di Tropea, aspettando, con grande interesse, di conoscere i film vincitori che verranno decretati nel corso della serata finale del 23 agosto.
Alle ore 21.30 i presentatori Claudia G. Moretti e Jeff Bifano, dopo un saluto di accoglienza all’uditorio e delle brevi anticipazioni sullo svolgimento della serata, hanno dato il via alle sette proiezioni previste, ovvero un lungometraggio e sei cortometraggi che, come ogni sera, sono passati sotto l’accurata analisi ed il sapiente giudizio dei componenti della giuria, presieduta da Carlo Freccero, Presidente di Rai Sat.
I film in concorso hanno proposto tematiche e spunti di grande riflessione, dal bullismo, all’omosessualità, all’amore, alla solitudine. Grandi consensi ed esplosioni di risate ha suscitato il disincantato cinismo del corto Il tronco muto.
Aisberg, di Alexander Cimini, è il lungometraggio che ha aperto la strada alle proiezioni: la narrazione segue l’intrecciarsi delle esperienze di un gruppo di ragazzi, bulli e vittime, con sguardo attento e implacabile. Un cinema schietto, a tratti crudo.
Sono seguiti i sei cortometraggi: Il tronco muto, di Matteo Parenti, uno spaccato crudo sulle realtà ed i cliché che governano il mondo del cinema cinico e spietato; Eroico furore, di Francesco Afro de Falco, un parallelismo tra il filosofo nolano Giordano Bruno e la figura ormai anziana di un inquisitore che rivive con la memoria il processo nel quale condannò il filosofo per le eresie commesse; Basette, di Gabriele Mainetti, cortometraggio liberamente ispirato alla serie di Lupin III e ambientato in una borgata romana; L’amore non esiste, di Massimiliano Camaiti, storia di Solo, convinto di possedere un tremendo potere, ovvero, ovunque va l’amore svanisce; L’opportunità, di Samantha Casella, la storia di Paolo, giovane innamorato di Francesca, che non ha il coraggio di dichiararsi, ma un improvviso incontro rappresenterà l’opportunità della sua vita; Fuera, di Michele Bertelli, in cui la protagonista, Lidia, fingendosi una giornalista indaga sul mondo gay.
da http://www.calabresi.net