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Secondo il regista di 'Velluto Blu' e 'Twin Peaks' i doppiatori con le "loro voci esagerate" distruggono l'atmosfera originale della pellicola e il carattere degli attori. De Laurentiis: ''Sottotitoli? Il cinema deve essere esportabile''

13 apr. (Adnkronos/Ign) - Il cineasta di culto David Lynch è contro il doppiaggio dei film. Secondo il regista di 'Velluto Blu' e 'Twin Peaks', i lungometraggi dovrebbero essere proiettati all'estero solo in lingua originale e con i sottotitoli. Il doppiaggio è quasi un "peccato", ha detto l'artista 63enne in una visita a Mosca.
Secondo il regista, sceneggiatore e anche pittore i doppiatori, con le "loro voci esagerate" distruggono l'atmosfera originale dei film e il carattere degli attori. "Tutti i rumori rimangono in secondo piano", ha commentato a Mosca, dove ha inaugurato la sua esposizione 'The Air is on Fire', con pitture e disegni e mostra fotografica 'Fetish'.

Lynch si è detto inoltre favorevole alla meditazione trascendentale che amplia la coscienza e porta alla pace interiore. "Il mio lavoro con la meditazione non può liberarmi da tutte le paure. Ma quanto più ampia è la coscienza, meno sono le paure", dice Lynch al quotidiano 'Moskovski Komsomolez'. Nelle sue varie presentazioni, Lynch ha spiegato che la meditazione è ottima contro lo stress e la paura. L'artista, conosciuto per le scene di estrema violenza che mostra nei suoi film, pratica questa tecnica dal 1973, quando studiava cinema.

Sui doppiaggi interviene il produttore cinematografico, nonché presidente del Napoli calcio, Aurelio De Laurentiis. "Sottotitoli nei film sì o no? Dipende dai costi - sottolinea - ma prima di tutto il cinema deve essere promulgabile, esportabile. Poi il maggiore sfruttamento popolare di un'opera avviene attraverso il mezzo televisivo e non può mettere i sottotitoli in tv, i film vanno doppiati perché c'è chi non sa leggere, a chi viene il mal di testa".

De Laurentiis non sopporta chi fa rumore al cinema, "luogo magico dove musica, dialoghi ed effetti dominano e rendono magica l'atmosfera". "Al cinema la gente, in maniera anche molto cafona, fa suonare il cellulare - afferma il produttore - e io impazzisco. Il rumore di chi mangia il pop-corn invece mi diverte''.