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CINDERELLA MAN di Ron Howard

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I GRANDI FILM - Il Critico

Titolo: CINDERELLA MAN - Una ragione per lottare (Cinderella Man - U.S.A. - 2005) Regia: Ron Howard Interpreti: Russell Crowe, Renée Zellweger, Paul Giamatti, Connor Price. Craig Bierko, Ariel Waller Soggetto Clifford Hollingsworth Sceneggiatura Akiva Goldsman, Clifford Hollingsworth Fotografia Salvatore Totino Costumi Daniel Orlandi Scenografia Wynn Thomas Musica Thomas Newman Montaggio Daniel P. Hanley, Mike Hill Durata 2h 24min

Il film: La storia del leggendario pugile americano Jim Braddock che nel periodo della grande depressione, dopo una serie di sconfitte che lo avevano spinto al ritiro, decide di tornare sul ring. Riesce a risalire la china fino a sconfiggere il campione di pesi massimi Max Baer famoso per aver ucciso in combattimento due pretendenti al titolo.
ll regista: Nel 1986 Ron Howard fonda la casa di produzione Image Entertainment, con l'obiettivo di realizzare film indipendenti. La società ha al suo attivo numerose produzioni di successo. Fra gli altri film diretti da Ron Howard ricordiamo "Splash - Una sirena a Manhattan", "Cocoon" (1985), "Cuori ribelli"'(1992), "Apollo 13" (1995, nel quale, in un cameo, recitano anche i suoi genitori e la figlia Bryce), "Ransom (1996), "ED TV" (1999). Nel 2002 vince l'Oscar per la miglior regia con "A Beautiful Mind".

I commenti dei critici: (...) La classe operaia va in paradiso salendo sul ring. Film biografico collettivo fedele e crudele sull'America di Roosevelt, con piccini affamati, mamme pazienti, mariti di fronte al porto. Girato in marrone, il film del furbo Ron Howard ci riporta al clima acre dei furori di Ford & Stainbeck, aggiungendo un bel capitolo al romanzo del cinema sulla boxe dopo "Toro scatenato". L'ultimo incontro è da manuale per ritmo, crudeltà, emozioni, sudori. L'autore evita le trappole della retorica, fa un reportage non allineato e sfrutta al massimo il carisma delicato e virile di Russell Crowe di impenetrabile misura espressiva, vero colosso d'argilla.
(Maurizio Porro - il Corriere della Sera - settembre 2005)

I commenti dei critici: (...) "questo è cinema, non mi accadeva da tempo di restare per due ore e mezzo inchiodato alla poltrona" - "la solita americanata, non è possibile..." - "come sempre la parabola dell'eroe sportivo spiega come meglio non si potrebbe la rinascita dello spirito americano dalle ceneri dei suoi periodi più oscuri" - "troppo scontato. retorico, compiaciuto: vogliamo mettere con i classici di Scorsese o di VVise?" - "Clint Eastwood ha appena usato la boxe per smascherare l'incubo a stelle e strisce"... - questi alcuni dei molti commenti sentiti o letti su "Cinderella Man" (...) (...) L'intrepido Howard, un regista che non mira agli empirei dell'arte e si ispira piuttosto all'antica lezione populista dei Capra e degli Hawks, tiene sempre in pugno l'apologo ottimistico, ricostruisce alla perfezione fondali e colori, non fa sconti sulla violenza del ring, scolpisce le figure di contorno (...) e crea una suspense tanto più irresistibile quanto più prevedibile (che in questo caso significa letteralmente invocata dallo spettatore).
(Valerio Caprara -li Mattino - settembre 2005)

Note: E' stato Russel Crowe, affascinato dalla storia del pugile Jim Braddock, a proporre il copione del film a Ron Howard.

da ilclubdelcinema.com

 

 

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