La seconda guerra mondiale è finita. Nel campo 119, un campo di prigionia USA in California, un gruppo di prigionieri di guerra italiani, di ogni zona della penisola italiana, rinchiusi ed in attesa della liberazione attendono giorno dopo giorno il ritorno in patria e si preparano a festeggiare un altro triste Natale lontani dalle loro famiglie. Per dare un po' di sfogo alla loro nostalgia, si raccontano episodi e ricordi del passato prebellico e della nostalgia del Belpaese lontano. 

natale al campo 119 locandinaDopo aver dato un grosso impulso al cinema italiano del dopoguerra, pioniere del genere peplum, Pietro Francisci esordisce con una commedia neorealista dalla struttura a flashback per ricordare il dramma bellico e celebrare la solidarietà e l'unità tra gli italiani. Nonostante i vincoli imposti dagli stereotipi e dalle inflessioni regionali - che per alcuni è il punto debole della sceneggiatura, caratteristico invece per altri - il cast è eccellente in ogni fila: dal marito Fabrizi vessato dalla moglie-padrona Ninchi al finto cattivone sergente americano Celi, dal nobile squattrinato De Sica all'umanissimo cappellano Campanini. Mario Bava è direttore della fotografia, e si vede.

ANNO: 1947
 
SCENEGGIATURAGiuseppe AmatoAldo FabriziVittorio De SicaPietro Francisci
COLONNA SONORAAngelo Francesco Lavagnino
FOTOGRAFIAMario BavaFerrer Tiezzi
PRODUTTOREGiuseppe Amato
PRODUZIONE: Italia
GENEREDrammaticoCommedia  (bianco e nero)

DURATA: 90 minuti