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Home I grandi film Film di oggi BASTARDI SENZA GLORIA di Quentin Tarantino

BASTARDI SENZA GLORIA di Quentin Tarantino

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I GRANDI FILM - FILM DI OGGI

Non è proprio un remake di  un film italiano, questo di Tarantino, ma certamente il regista americano si è ispirato a Quel maledetto treno blindato di Enzo Castellari degli anni Settanta. E lo ha sempre proclamato ad alta voce, che il suo è un omaggio al cinema di guerra di intrattenimento degli anni Sessanta-Settanta e allo stesso Castellari, annoverato tra i suoi maestri proprio a Venezia. Così il nostro Castellari dopo cinquanta anni ha avuto quel riconoscimento, quasi una rivincita, che il cinema italiano gli ha sempre negato. Da tenere presente che Tarantino ha il culto dei registi italiani, primo fra tutti Sergio Leone. E comunque per Bastardi senza gloria c’è un altro riferimento, ed è un film americano del 1967, Quella sporca dozzina di Robert Aldrich, che in Italia fu accolto con entusiasmo dal pubblico soprattutto per gli interpreti: Lee Marvin, Ernest Borgnine, Charles Bronson, Telly Savalas, John Cassavetes, che hanno ( o avevano ) molti fans in Italia.

La Francia è occupata dai nazisti, che annientano famiglie intere di ebrei, e a un manipolo di soldati americani ebrei, I bastardi, guidati dal tenente Aldo Raine (Brad Pitt), viene dato il via libera, cani sciolti, qualsiasi mezzo, qualunque modo: uccidere più tedeschi possibile sul territorio di Francia. E loro li uccidono anche a bastonate e poi a tutti prelevano lo scalpo. All’interno di questo schema c’è la storia di Shosanna Dreyfus (Mélanie Laurent), che  assiste al massacro della sua famiglia di contadini ebrei operato dal colonnello nazista, Hans Landa (Christoph Waltz, miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes ). Shosanna riesce a salvarsi, si rifugia a Parigi, assume una nuova identità, e per una serie di circostanze diventa proprietaria di un cinema. Cambia vita, ma il suo odio rimane, per i nazisti e per l’assassino dei suoi. Ed è l’odio che la porta a tramare una sua vendetta privata e, guarda caso, a unirsi e  collaborare con  I bastardi, che hanno un piano assai simile ma più ambizioso: riunire tutti i capi del Terzo Reich, Hitler compreso, nel cinema di Shosanna e farli bruciare vivi.

E’ stato detto che Tarantino riscrive la storia ufficiale inventandosi un attentato a Hitler. Va bene. Ma è una frase che impressiona gli sprovveduti, in realtà non dice niente. Tutti coloro infatti che subiscono un torto, e fantasticano di vendicarsi, riscrivono, per modo di dire, gli eventi della loro vita. Le fantasie enfatizzate con azioni estreme sono meccanismi di difesa, fantasie compensatorie, della cui funzione liberatoria si è più o meno consapevoli. Queste fantasie compensatorie, se comunicano agli altri pensieri e suscitano moti affettivi, possono assurgere, al pari di ogni altra fantasia, a un livello espressivo  elevato, cioè a un linguaggio artistico. La domanda è dunque la solita: questo film fa pensare, tocca, fa ridere ( nel senso che diverte ), commuove, impressiona?

A questo punto occorrerebbe distinguere tra satira e ironia, ma non è il momento. Almeno lasciatemi fare un confronto ( che ha a che fare con satira e ironia). Sergio Leone non è regista da  spaghetti western, i western all’italiana; con i suoi grandi western faceva ironia, giocava, incuriosiva, eppure andava a fondo. Tipico dell’ironia, che trascende il contingente, gli eventi attuali. La satira è più grossolana, grezza, e resta in superficie. Non è un caso che spesso è l’unica arma (ahinoi!) di chi contesta e rifiuta un regime che tende alla dittatura… pensiamo alle vignette che ritraggono i politici  che vogliono comandare. E torno a Tarantino. Curioso! Lui riconosce Sergio Leone tra i suoi maestri. Alcuni italiani invece classificano i suoi film appunto “spaghetti western “, sminuendone il valore. Tipico approccio italiano che denigra ciò che ha e apprezza oltre misura tutto ciò che viene da fuori ( in particolare ciò che proviene dagli States ). Omaggio a Tarantino che rende omaggio ai grandi del cinema italiano.

Propongo di vedere Bastardi senza gloria come una satira. La satira è caricatura, “ carica “  ( per questo è grossolana ), distorce personaggi, eventi, ambienti. In questo senso diverte. Ecco I bastardi che fanno come, un tempo e altrove, gli Apaches, e prendono lo scalpo al tedesco massacrato; i grandi capi nazisti che proclamano eroe un soldato che ha fatto solo il cecchino, e al riparo del suo nascondiglio ha ammazzato centinaia di soldati nemici; Goebbels, ministro della propaganda, dittatore della cultura del Terzo Reich, che vuole un film da questa vicenda, da proiettare in un cinema per la gloria di Hitler, che si goda questo film.

Satira è  mostrare gli spettatori pienamente soddisfatti alla visione di un film idiota, dove appunto non c’è altro che un cecchino che spara e americani che cadono in vario modo. Infine, il volto di un Hitler dalla faccia quadrata, i denti larghi, l’espressione di un ebete cattivo, che  ride di cuore ai capitomboli dei soldati americani in pellicola.

I veri personaggi in Bastardi senza gloria non sono i bastardi e nemmeno Hitler e i suoi gerarchi, piuttosto sono il colonnello Hans Landa e Shosanna. Il primo – lo avvertiamo chiaramente –  è sempre lì pronto ad apparire e a compiere misfatti col suo fare mellifluo che genera paura, e cerca proprio lei per completare l’opera. La seconda, lei, è la vittima designata che trama vendetta. E c’è un colpo di scena. Un primo colpo di scena inaspettato. Non lo dico, perché è un film da vedere e che può piacere. Un secondo colpo di scena è invece scontato e viene da chiedere come possa accadere che  un tal colonnello si lasci infinocchiare dai bastardi.

 

di Maurizio Mazzotta - www.essereuomo.it

 

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