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I grandi film
Film di oggi
IL GRANDE SOGNO di Michele Placido
IL GRANDE SOGNO di Michele Placido
| I GRANDI FILM - FILM DI OGGI |
l grande sogno è un film del 2009 di Michele Placido, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia; sceneggiatura di Doriana Leondeff, Angelo Pasquini, Michele Placido. Film sul Sessantotto, che ricorda il clima e le vicende di quegli anni e narra le storie di quegli studenti che in genere provenivano da famiglie borghesi e che si misero contro tutto e tutti, anche e soprattutto contro i loro genitori, e alcuni di questi giovani contro se stessi, sicché affrontarono non solo commissari e poliziotti, si ribellarono pure a padri e a madri e a volte risolsero con qualche danno i loro conflitti interiori. Conflitti che affiorano senz’altro nella vicenda del protagonista, il quale gioca il ruolo di spia, di traditore, perché, essendo poliziotto, è un infiltrato tra gli universitari e conosce una ragazza di cui si innamora. Negli anni Sessanta furono protagonisti oltre agli studenti anche gli operai, e così nel film. E allora ecco i personaggi: Nicola, il poliziotto (Riccardo Scamarcio), che in realtà vuol fare l’attore; Laura (Jasmine Trinca), una ragazza di estrazione cattolica che prende parte attiva alla contestazione e alle marce per la pace, e che trova il coraggio di sgretolare il tabù della verginità; Libero ( Luca Argentero ), operaio della Fiat. Dunque anche qui il classico triangolo e un altro problema interiore, che tormentava quegli anni le aule universitarie: come far convivere la gelosia con l’idea e la voglia dell’amore libero? Ma questi conflitti interiori, a mio avviso, potevano essere approfonditi. Sarebbe stato più interessante un film sul Sessantotto che affrontasse i risvolti psicologici di quegli anni, che hanno pesato in seguito tanto e forse più di quanto abbiano pesato le azioni nelle aule e per le strade. Il personaggio di Nicola è Michele Placido, che dalla Puglia arrivò a Roma perché voleva fare l’attore e che per guadagnarsi da vivere entrò nel corpo della Polizia prima di frequentare l'Accademia di arte drammatica. Ed è per questo, anche per il titolo “ Il grande sogno “, che forse ci aspettavamo un altro tipo di film, più psicologico appunto. Placido aveva l’occasione di fare un film d’introspezione.
Uno scrittore o un regista, che emoziona lettori o spettatori con le sue storie, trae la sua forza dalla capacità di vivere egli stesso la storia che racconta, dall’abilità di scegliere, narrando, e di sottolineare quegli elementi che affondano nel mondo affettivo del lettore o spettatore, e tanto più è bravo quanto più convince, cioè penetra dentro chi legge o ascolta e vede. Chi scrive la propria storia è facilitato in un certo senso, a meno che non siano altre le spinte a raccontare se stesso, altri bisogni, se non addirittura tutt’altra motivazione: generica voglia di raccontare se stesso, presentare a tutti le sue personali e reali esigenze, le sue convinzioni, o semplicemente riferire i fatti propri, fatti o misfatti che siano, riferirsi a qualcuno in particolare… e se ne possono trovare altre di motivazioni che non hanno a che fare con la creatività… Ma nel migliore dei casi un autore che parla di sé ha bisogno di comunicare qualcosa di realmente vissuto, sofferto o gioito. E noi vogliamo credere che sia stata questa la motivazione di Placido, e allora ci chiediamo perché non si è soffermato? Avrebbe aggiunto magia e illusione e avrebbe dato diversa luce, precisato un nuovo punto di vista, offerto una chiave di lettura differente da tutto ciò che lo spettatore ha visto e ascoltato sul Sessantotto. Comunque è una bella storia, narrata senza sfilacciature, slittamenti, compiacimenti, senza incertezze; una bella storia che non consente distrazioni, convinta e convincente. Sceneggiatura e montaggio ci fanno vivere o rivivere quegli eventi, quelle situazioni interessandoci, ancora di più appassionandoci a tutto ciò che accade. Ed è per questo che dopo qualche giorno da che l’abbiamo visto, tutto il film ritorna alla mente, e affiorano le atmosfere o le tensioni di certi accadimenti.
di Maurizio Mazzotta ( www.essereuomo.it )
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