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I grandi film
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La custode di mia sorella
La custode di mia sorella
| I GRANDI FILM - FILM DI OGGI |
“My Sister's Keeper”,Usa 2009.Regia:Nick Cassavetes.Con :Cameron Diaz,Alec Baldwin,Abigail Breslin,Joan Cusack,Sofia Vassilieva,Jason Patrick.Durata 107', prodotto da Warner Bros. Genere drammatico
Il film ha una trama complessa per i temi trattati:libertà di disporre del corpo,libertà della persona, etica e utilità della medicina,rapporti familiari nella malattia,vista sia da parte del personaggio che ne è colpito che da parte dei familiari.Tuttavia semplice per lo svolgimento composto da scene intime:cene attorno ad un tavolo,gesti confidenziali,gita al mare,lite tra coniugi con la rappresentazione dell'atteggiamento di superiorità dell' “uomo di casa” che nel diverbio esprime una forza che sembra giustificata da ciò che si prefigge di ottenere,una gita al mare con i figli compresa la figlia che per un pomeriggio lascia l'ospedale.Domina nella rappresentazione un'idea della vita domestica di una donna professionista,che è madre , che in parte ha dovuto rinunciare alla sua carriera ,per una condizione che è divergente dall'immagine di donna combattiva e capace che da all'esterno delle mura domestiche.
E' un po' come se la decisione di una certa politica familiare condivisa,ma maggiormente caldeggiata dalla donna ,tesa a salvare la componente più debole della famiglia,una delle figlie con la donazione di midollo fatta dall'ultima nata, ponesse questa donna ,più del personaggio dell'uomo e padre,nella condizione di dovere accettare una sorta di svilimento continuo.Da parte del medico che consiglia alla coppia,con un cenno in più alla donna,di mettere al mondo una altro figlio per rinnovare le cure tramite donazione di midollo e altri componenti .Nel suo ruolo di educatrice,sovrapponendo la sua volontà a quella della figlia minore,futura donna educata fino all'inizio della storia,a non disporre di sé.
Il ruolo della donna come prevaricatrice della bambina e prevaricata nel suo rapporto privato di donna con un uomo,rapporto basato esclusivamente su una atavica convinzione,anche femminile, di debolezza delle donne,mai completamente apprezzate in ambito privato quanto lo sono in ambito pubblico,e della risposta brutale e ridicolizzante da parte dell'uomo,che però ,con un velo di paternalismo che include del cinismo,è quello che offre la tenerezza della gita al mare alle piccole donne e al ragazzino di cui si occupa.
Nella complessità dei temi che si intrecciano,non ci si spiega il perché non ci sia un giudizio di un personaggio o un sviluppo della trama che susciti nello spettatore avversità per i ruoli di genere rappresentati come necessari tra adulti,e adulti come esempio per i bambini,in una situazione drammatica.
Efficaci le scene più lievi,tra le quali la giovane paziente che si ribella con ironia alla prepotenza del personale sanitario non adeguato a quella professione.
Ci si domanda se nella versione in lingua originale del film,non adattata per il pubblico italiano,i dialoghi e le scene,forse in più,presentino un minore irrigidimento su ruoli anacronistici e una maggiore armonia tra personalità lavorativa e personalità sentimentale della donna .Perché l'impressione è che, presentando in ambito domestico la conferma della parità raggiunta dalle donne fuori dalle mura domestiche,il regista abbia temuto di non dare risalto al tema del diritto a vivere pienamente l'esistenza in salute e in malattia.
Dal punto di vista tecnico,la fotografia è straordinaria,lieve e struggente la maggior parte della colonna sonora.
di Marianna Bonina
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