ilCORTO.eu

L'ENCICLOPEDIA DEI CORTOMETRAGGI
  • Il Corto
  • Tecnica
  • Concorsi
  • I Corti
  • I Film
Menu Principale
  • Home
  • Il Corto
  • Sceneggiature
  • Cast e Troupe
  • Tecnica
  • Concorsi Cortometraggi
  • I Corti
    • Cortometraggi - Format TV
    • Cortometraggi Proiezioni
    • Altre info sui Cortometraggi
    • i Cortometraggi
  • Archivio Nazionale Cortometraggi
  • I grandi film
  • Le Tesi
  • Eventi e Notizie
  • Le origini del Cinema
  • Interviste
  • Collaborazioni
  • I corsi
  • i Libri di Cinema
  • Tutto sulla SIAE
  • Tutto il resto
  • Ancora Link di Cinema ed altro
  • Altre Arti culturali
  • Mappa del sito
Banner
Chi è online
 10 visitatori online
Statistiche
Utenti : 2430
Contenuti : 2533
Indirizzi internet : 1
Hits visite contenuti : 2630437
Login



  • Password dimenticata?
  • Nome utente dimenticato?
  • Registrati
Home I Corti Altre info sui Cortometraggi In Italia pochi documentari?

In Italia pochi documentari?

PDF | Stampa | E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
I CORTI - ALTRO

DA NOI SI FANNO POCHI DOCUMENTARI? A LIPSIA DANNO LA COLPA AL CAVALIERE...
Non ci si può fare niente: lo stile italiano esce sempre dai confini nazionali, contaminando usi e costumi esteri, cambiando il quotidiano di interi popoli. Certo, spesso la riproposizione oltre confine del nostro life-style non riesce al meglio, ma tant'è. E così capita che te ne vai a Lipsia, (nella Sassonia tedesca) per assistere al «Festival internazionale del documentario e del cinema di animazione», conclusosi lunedì scorso, e ti becchi dal palco una tirata antiberlusconiana che ti fa sentire subito a casa (magari di giovedì sera, quando Santoro santoreggia sul Due).

Il tutto è nato dal fatto che in gara al festival - uno dei maggiori del settore a livello mondiale - c'erano pochissimi italiani. E nel corso della conferenza stampa finale, a chi gli chiedeva i motivi di una così scarsa partecipazione italica, il direttore dell'evento Claas Danielsen rispondeva: «È semplice: quella italiana è la peggiore televisione in Europa e la colpa è di Berlusconi». Proprio come trovare il ragù pronto entrando in una casa galleggiante sulla Senna: un inatteso profumo di casa.

E così per i vertici del festival non è questione di creatività, di risorse o di un mercato internazionale tutto concentrato in Nord Europa: no, è stato il premier a provocare una moria di talenti italiani nel settore. «Quella dell'Italia è una situazione molto triste - ha attaccato Danielsen -, la televisione fa finta di produrre documentari ma in realtà li acquista dalla Bbc e non lo dichiara neanche. E questo perché c'è Berlusconi al governo». Logica di ferro.

Comunque ci permettiamo di ricordare a Danielsen che, seppur pochi, alcuni italiani - quelli capaci di squarciare la cortina di ferro anti-documentari - in concorso c'erano: Marco Pasquini, Julia Gromskaya e Saul Saguatti, selezionati tra 2578 candidati, in gara rispettivamente con il documentario «Gaza Hospital», «L'anima mavì» e «ransit City #2 - Roma Astratta». Magari poteva spendere due parole anche per loro.

Da "il Giornale"

 

< Prec.   Succ. >
 
Chi siamo | Privacy | Contattaci

Copyright © 2003-2012 by Associazione culturale ILCORTO.IT
All Rights Reserved - Tutti i Diritti Riservati.

Designed by MieiSiti.com di Stefano Francisci.