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COME SI DEVE a Berlino

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I CORTI - PROIEZIONI

Sara' proiettato fuori concorso al Festival di Berlino nella sezione ''Culinary Cinema'' il cortometraggio italiano "Come si deve" diretto da Davide Minnella, destinato a far discutere perch' ipotizza l'introduzione in Italia della pena di morte, sotto la spinta di un'onda xenofoba. Il corto, che passera' a Berlino in anteprima assoluta il 14 febbraio, e' interpretato da Piera Degli Esposti e Diane Fleri', scritto da Stefano Sardo e prodotto dalla Master Five Cinematografica di Davide Tovi. Una vetrina di grande prestigio, quella di Berlino, per un'opera che affronta, attraverso una lettura poetica e originale, tematiche di strettissima attualita'. Le pulsioni razziste generate dalla rapida trasformazione in chiave multirazziale della societa' contemporanea hanno portato infatti gli autori a immaginare che la deriva giustizialista e le paure dell'Occidente minacciato spingano anche la vecchia e civile Europa alla infausta decisione di adottare nuovamente la pena capitale. Il corto esorcizza questa paura insinuante mettendo in scena un carcere di massima sicurezza dell'Italia di un non-auspicabile e non definito futuro prossimo, in cui quella legge e' vigente e racconta del potere benevolo e salvifico del cibo, come atto di civilta' e come insostituibile testimonianza di umanita'.

''Siamo molto orgogliosi di portare al Festival del Cinema di Berlino 'Come si Deve' -racconta il regista Davide Minnella- In Italia non c'e' la pena di morte ma la cronaca recente, vedi la caccia all'uomo avvenuta a Rosarno, ci dimostra come anche il nostro paese non sia al riparo dalla tentazione di ricorrere ad una giustizia sommaria. Un pensiero, quindi, va ai recenti fatti di cronaca di Rosarno di fronte ai quali non si puo' rimanere indifferenti. Speriamo che questo cortometraggio possa contribuire in qualche modo a far riflettere'', conclude.

 

L'anziana protagonista di questa storia e' la cuoca del carcere. Il suo ruolo e' preparare l'ultimo pasto dei condannati a morte. Il valore simbolico di questo suo compito e' tale, per lei, da averla indotta sviluppare al massimo il suo talento culinario, che oggi - al momento di andare in pensione e passare le consegne a una giovane sostituta - e' al massimo livello. "Come si deve" e' un tributo all'atto gastronomico, a quel gesto massimo di generosita' e di amore che e' cucinare per qualcuno. Proprio il valore transitorio e sommamente affettivo del dono-cibo e' l'antidoto piu' efficace alla disumanita' della pena di morte.

(Adnkronos 14 gennaio) 

 
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