High concept
| I LIBRI - DINO AUDINO |

Gianluca D'Agostino
Prefazione di Lew Hunter
High concept
Ideazione narrativa e marketing nel grande cinema
Manuali di script 115
Uscito il 12/2008
108 pagine
15,00 euro
Isbn: 978-88-7527-066-7
Aree: Cinema
Keyword: Sceneggiatura, Tv
In Europa, in Italia in particolare, siamo abituati a pensare al film soltanto come espressione artistica di un autore, il regista.
Negli Stati Uniti, invece, il film è innanzitutto un prodotto industriale.
Di conseguenza, il produttore, che lì è considerato l’autore del film, tende a progettare o a prendere in considerazione le storie che gli sono sottoposte dagli sceneggiatori sulla base della loro commerciabilità.
Per questo, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta si è arrivati quasi a teorizzare il modo giusto per produrre film di successo, la cosa a Hollywood è stata considerata più o meno rivoluzionaria e questa rivoluzione ha un nome: high concept.
Questo termine, nel mondo del cinema hollywoodiano e non solo, identifica da oltre un trentennio il film basato su un’idea forte facilmente trasmettibile al pubblico. È il caso di Guerre stellari, Lo squalo, Titanic, tutte storie il cui intreccio può riassumersi in una sola frase ed essere raffigurato in una sola immagine, in modo che il pubblico possa identificare con immediatezza genere, trama ed emozioni suggerite da questi pochi elementi.
Il libro che presentiamo indaga in modo approfondito il rapporto tra marketing e narrazione nei film di Hollywood, facendo luce per la prima volta sull’origine del fenomeno high concept e sulla struttura narrativa che questo implica, fornendo in tal modo una sorta di guida unica per sceneggiatori e produttori che mirano a raggiungere un pubblico ampio; è tratto dalla tesi di dottorato di Gianluca D’Agostino svolta presso l’Università di Stanford e l’Università della California Berkeley.
Gianluca D’Agostino ha lavorato come producer per CNN – che ha trasmesso lo show televisivo The Art Club da lui ideato – e per Associated Press Television. È stato Coordinatore della Euro Screenwriting Colony di Lew Hunter.
È stato ricercatore presso l’Università di Stanford. Attualmente è Visiting Scholar presso il Film Studies Program dell’Università della California Berkeley e ricercatore presso l’Università di Macerata.
Negli Stati Uniti, invece, il film è innanzitutto un prodotto industriale.
Di conseguenza, il produttore, che lì è considerato l’autore del film, tende a progettare o a prendere in considerazione le storie che gli sono sottoposte dagli sceneggiatori sulla base della loro commerciabilità.
Per questo, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta si è arrivati quasi a teorizzare il modo giusto per produrre film di successo, la cosa a Hollywood è stata considerata più o meno rivoluzionaria e questa rivoluzione ha un nome: high concept.
Questo termine, nel mondo del cinema hollywoodiano e non solo, identifica da oltre un trentennio il film basato su un’idea forte facilmente trasmettibile al pubblico. È il caso di Guerre stellari, Lo squalo, Titanic, tutte storie il cui intreccio può riassumersi in una sola frase ed essere raffigurato in una sola immagine, in modo che il pubblico possa identificare con immediatezza genere, trama ed emozioni suggerite da questi pochi elementi.
Il libro che presentiamo indaga in modo approfondito il rapporto tra marketing e narrazione nei film di Hollywood, facendo luce per la prima volta sull’origine del fenomeno high concept e sulla struttura narrativa che questo implica, fornendo in tal modo una sorta di guida unica per sceneggiatori e produttori che mirano a raggiungere un pubblico ampio; è tratto dalla tesi di dottorato di Gianluca D’Agostino svolta presso l’Università di Stanford e l’Università della California Berkeley.
Gianluca D’Agostino ha lavorato come producer per CNN – che ha trasmesso lo show televisivo The Art Club da lui ideato – e per Associated Press Television. È stato Coordinatore della Euro Screenwriting Colony di Lew Hunter.
È stato ricercatore presso l’Università di Stanford. Attualmente è Visiting Scholar presso il Film Studies Program dell’Università della California Berkeley e ricercatore presso l’Università di Macerata.
Indice
INDICE HIGH CONCEPT
Ringraziamenti pag. 9
Premessa 11
Prefazione di Lew Hunter 13
Capitolo primo – La ridefinizione di high concept
Come scrivere una storia di successo 19
Vendere una storia al pubblico della prima serata 22
Catturare lo spettatore 26
La trama universale 29
I pensieri elementari 32
L’evoluzione high concept 33
Come ridurre la storia ad una singola frase 40
Dalla classical alla new Hollywood 44
Forme di presentazione della storia: logline e pitch 49
Coinvolgere qualunque spettatore 50
Vendibilità della storia 52
Capitolo secondo – L’high concept come modello di marketing
L’high concept come modello di marketing 63Ringraziamenti pag. 9
Premessa 11
Prefazione di Lew Hunter 13
Capitolo primo – La ridefinizione di high concept
Come scrivere una storia di successo 19
Vendere una storia al pubblico della prima serata 22
Catturare lo spettatore 26
La trama universale 29
I pensieri elementari 32
L’evoluzione high concept 33
Come ridurre la storia ad una singola frase 40
Dalla classical alla new Hollywood 44
Forme di presentazione della storia: logline e pitch 49
Coinvolgere qualunque spettatore 50
Vendibilità della storia 52
Capitolo secondo – L’high concept come modello di marketing
Economia ed estetica 66
Tema narrativo e tema visivo 68
Lo stile high concept 74
The look the hook and the book 75
Importanza dei personaggi e delle star 79
La formula del blockbuster 80
La differenziazione del prodotto a Hollywood 82
Il marketing cinematografico 85
La conglomerazione dell’industria 86
Il cinema high concept 88
L’era del blockbuster 89
Capitolo terzo – Don Simpson e il fenomeno Paramount 99
Conclusioni 103
Bibliografia 105
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