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COME SI SCRIVE UN SOGGETTO PER IL CINEMA?

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IL CORTO - AVANZATO

 

a cura di Elisabetta Manfucci

Qui di seguito alcuni suggerimenti, tecnici e pratici, su come si scrive un soggetto per il cinema o la televisione. So, infatti, che non è facile trovare questo tipo di suggerimenti. In Internet praticamente niente. In libreria: tomi, specie in inglese, di non agevole consultazione. Sperando di essere esauriente, vi auguro buona lettura.

Quali ingredienti servono per fare un soggetto?

•  Una scrittura accattivante e curata, tale da tenere inchiodato al tavolino anche il più "becero" dei produttori

•  Semplicità e chiarezza di esposizione

•  Il tempo presente indicativo, coniugato sempre alla terza persona

•  Il mostrare più che il chiacchierare

La formattazione

Se qualcuno di voi si sta chiedendo: ancora troppo teoria, io non so nemmeno come si imposta in Word un soggetto, eccolo accontentato. Impostare correttamente un soggetto, formattarlo con i suoi crismi, è doveroso. Il rischio è di venire cestinati in produzione. Ogni pagina deve essere composta da: trenta righe per sessanta battute. Cliccate quindi su: "File" (nella barra in alto del menù) e, scegliete la voce: "Imposta pagina". Scrivete i seguenti valori. Margine superiore e margine inferiore: 7 centimetri. Margine destro e margine sinistro: 4,5 cm. Ho provato talmente tante volte, che ora questi numeri li so ad occhi chiusi! Vi do una piccola dritta per non perdere tempo. Inserite anche i numeri di pagina. Scegliete il tipo di Font, ovvero il carattere. Consiglio: "Courier New", 9 punti. Ecco pronto il vostro foglio di lavoro.

Lunghezza

Ma quanto deve essere lungo un soggetto? Per regola non deve superare le dieci cartelle, a meno che qualcuno non vi dia diverse disposizioni. Per esempio, il concorso "Premio Solinas - scrivere per il cinema" richiede ogni anno ai suoi partecipanti un soggetto di venti cartelle. All'opposto esistono dei concorsi per cortometraggi il cui soggetto deve essere racchiuso in una cartella. Ma la regola, di norma, esige che un soggetto cinematografico o televisivo non superi le dieci cartelle.

Tempo Presente

In quale tempo verbale scrivere un soggetto? Rigorosamente al Presente indicativo, in terza persona singolare. E' questo infatti il tempo dell'accadimento. Tutto ha luogo nel momento stesso in cui si racconta. E' il tempo della forza e vivezza d'immagine. Provare per credere. La terza persona, invece, offre distacco tra chi scrive e le vicende esposte. Il tutto deve essere piuttosto sobrio. Immaginate di essere un chirurgo in sala operatoria.

Posso metterci del mio?

Se qualcuno ancora crede che un soggetto sia lo spazio dove inserire commenti personali, come per esempio commenti sui personaggi, ironia di qualunque tipo o fazione, chiacchiere di vario tipo, si sbaglia di grosso. Si scrive solo la nuda e cruda storia. Attenzione però a come la scrivete. Niente di romanzato. Solo immagini. Non si scrive mai: Mario Rossi, impiegato al Comune, quarantacinque anni ben portati. Si scrive piuttosto: Mario Rossi, stringendo la sua logora valigetta di cuoio, impacciato nel suo cappotto grigio, varca la soglia del Comune. Si deve mostrare, non raccontare. Chi scrive per il cinema deve pensare per immagini. Non si fa narrativa. Quindi mai scrivere, per fare un altro esempio: Mario pensa a sua moglie. Il pensiero non si vede. Scrivere piuttosto: Maria cava dalla tasca dei jeans sdruciti una foto. E' una donna giovane, pallida e bionda. Attenzione poi agli aggettivi. Che siano pochi ed essenziali. Un soggetto è poesia senza svelarsi. Utilizzate poi sempre frasi secche e coincise. Molto brevi, quasi lapidarie.

Ma ancora non ho capito…

Ancora non avete capito cosa inserire in un soggetto? Anzitutto: dove si svolge la storia? Il luogo, qualunque esso sia. L'epoca, ovvero una data. Iniziate poi a mostrare la prima immagine, quindi la seconda, in modo che si amalgamino fino a formare una storia. Quindi i personaggi. Fateli entrare in scena come quando sbucciate i lupini. Desiderosi di farli mangiare. Fate capire le motivazioni dei personaggi, senza spiegoni. Ricorrete sempre alle immagini.

Secchi e lapidari

Anche nell'intestazione. Dovete telegrafare il vostro soggetto. Pertanto, prima di iniziare a scrivere, ponete le seguenti diciture (riportate nell'esempio successivo). Che siano poste: in alto, a sinistra, all'inizio del foglio. In grassetto, naturalmente.

Ed ora mi sembra opportuno mostrarvi un esempio di soggetto.

 

TITOLO : Karma

DURATA : 50/55 minuti a puntata

GENERE : Telefilm

AUTORE : Elisabetta Manfucci

Seconda metà del XIII secolo, Roma. Una popolana di nome: Cristina Vanvitelli viene arsa sul rogo come strega. Il suo amante: Michele Rienna, un veneziano alla corte di papa Clemente IV come scultore, non riesce ad intercedere per lei. Si conclude così tragicamente il loro amore. Gli spiriti degli amanti si incarneranno di nuovo nel corso del tempo. Nel XVIII secolo, per esempio, Cristina è una giovane donna d'avanguardia. Scrive sul giornale lombardo: "Il Caffè" ed è molto apprezzata dai suoi giovani amici. A questi una sera si aggiunge: Demetrio, figlio del proprietario della caffetteria greca dove il giornale viene scritto. Scocca la passione. Un articolo di Cristina contro il malgoverno austriaco ne determina l'incarcerazione. Demetrio, grazie all'aiuto di alcuni amici, la trae in salvo, conducendola nel cuore della notte verso Parigi. Durante la fuga la carrozza viene assalita da un gruppo di briganti. Cristina muore. Gli spiriti degli amanti si incarneranno ancora, fino a giungere nel nostro tempo: 2003. Michele lavora come grafico presso il Gazzettino di Venezia. Durante una mostra fotografica conosce Cristina, giovane e promettente pilota d'aviazione. Michele e Cristina decidono di trascorrere una notte in un agriturismo toscano. Al termine del week-end tornano ognuno alle proprie attività. Riuscirà questa volta il loro amore a trovare un lieto fine?