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Il CORTO va di moda
| IL CORTO - AVANZATO |
TENDENZE La mania di girare pellicole brevi contagia i registi italiani di ogni generazione. E un decreto del governo li sostiene
di GIOVANNA GRASSI
Cinema, quest' anno va di moda il " corto "
Boom dei minifilm. Pontecorvo: cosi' la platea non si annoia. Verdone: il futuro e' nelle novelle, non nei romanzi
Cinema, quest'anno va di moda il "corto" Boom dei minifilm.
Pontecorvo: cosi' la platea non si annoia.
Verdone: il futuro e' nelle novelle, non nei romanzi.
ROMA Il cinema "corto" va di moda ed e' diventato, in tempi di affollamento e rapido consumo di immagini, informazioni e spot pubblicitari, il nuovo modo di esprimersi con la cinepresa. Lo dimostrano non soltanto gli oltre 400 cortometraggi arrivati a Nanni Moretti e ad Angelo Barbagallo per il "Sacher Festival", in corso a Roma, ma i tanti festival all'insegna della "cortomania" disseminati in tutta Italia.
Angariati dall'insuccesso dei loro film nel circuito normale, i giovani registi si rifanno sul "fronte del corto", ma anche i piu' noti autori, da Pontecorvo a Scola, da Tornatore a Benigni, stanno "sgomitando" per poter dirigere filmini.
Cosi' "i corti", sino a ieri relegati nel circuito d'avanguardia, cominciano ad approdare al pubblico sorretti da una forte politica di sostegno. Gongola Walter Veltroni, che ha appena inviato per la firma al ministro del Tesoro un nuovo decreto ministeriale sui corti. Il finanziamento a tasso agevolato passa per ogni film breve da 800 mila lire per lavoro (come prevedeva la vetusta legge del 1971) a 100 milioni. La cifra globale messa a disposizione dallo Stato sara' di 2 miliardi e mezzo. Essendo lo Stato garante per il 60 % di ogni corto, l'investimento dei produttori nel settore sara' in futuro di oltre quattro miliardi e mezzo.
Veltroni anticipa che, nel corso della prossima Mostra del Cinema di Venezia, saranno rese note agevolazioni per la distribuzione dei corti e il loro obbligo d'acquisto da parte della Rai e delle nuove reti tematiche. L'Anica (Associazione industrie cinematografiche audiovisive), intanto, sta distribuendo "Corti stellari", un film composto dai migliori titoli della produzione nazionale. Un curioso "passo a due" tra un regista affermato e uno nuovo, per due corti abbinati, e' stato messo a punto dal produttore Giorgio Leopardi, che a Venezia presentera' il primo gruppo di dieci corti, cinque di autori noti e cinque di neofiti, gia' preacquistati dalla Rai. Leopardi realizzera' entro il 1997 venti cortometraggi d'autore e di giovani. Tra questi ultimi c'e' anche anche il debutto della figlia di Maurizio Costanzo, Camilla Costanzo, che con Alessio Cremonini dirigera' il filmino "Maura". Sara' interpretato da Sara Tognazzi, figlia di Ricky. Ma anche Simona Izzo, attuale moglie di Tognazzi, fa parte del gioco con il corto "L'uomo che mangiava la carne dalla bocca" abbinato a "When in Rome" di Federico Quadrani con Veronica Logan. L'attrice Chiara Caselli, con "Bambini" fara' il suo debutto abbinata a Mario Monicelli. Anche Scola si mettera' all'opera: dal 14 luglio al Portico d'Ottavia (cuore del ghetto ebraico di Roma) girera' "1944 - 1997": storia di un ragazzo ebreo, che sfugge alla retata dei tedeschi, si nasconde in un cinema, e ne esce 50 anni dopo con i capelli bianchi. "Dieci minuti di immagini annoiano la platea sicuramente meno di due ore - commenta Gillo Pontecorvo (anch'egli coinvolto nel progetto come suo figlio Marco, direttore della fotografia di tutti i filmini) -. Mi metto alla prova, con gli agguerriti registi cresciuti con i videogiochi e la televisione. Sfida rischiosa, devo ammetterlo". Persino Francesco Nuti ha voluto essere della partita e ha scelto il tema della pena di morte per il suo filmino, "N. 17.555", scritto con Mario Rellini. Ricky Tognazzi, che a giorni iniziera' il suo "Pollo, pollo pollo" (sulla dieta da 1.000 calorie di una coppia prima delle vacanze estive), afferma: "Sara' interessante l'abbinamento con "i grandi", che spesso ci hanno rimproverato di aver dilatato a film qualche ideuzza degna di un corto". Allora, e' il trionfo del corto? Ne e' convinto Alessandro D'Alatri, il nostro piu' apprezzato regista di spot: "Quest'anno l'unico film italiano in lizza per gli Oscar era un "corto" italiano.
A chi rimprovera ai giovani l'incapacita' di essere concisi o brillanti, rispondono i premi dei concorsi internazionali". Scherza Carlo Verdone: "Dopo essere stati un popolo di santi, navigatori e poeti adesso siamo anche un popolo di "cortisti", nipotini degli "episodisti", che hanno fatto i film con Toto'. Comunque il futuro e' nelle novelle, non nei romanzi".*
Angariati dall'insuccesso dei loro film nel circuito normale, i giovani registi si rifanno sul "fronte del corto", ma anche i piu' noti autori, da Pontecorvo a Scola, da Tornatore a Benigni, stanno "sgomitando" per poter dirigere filmini.
Cosi' "i corti", sino a ieri relegati nel circuito d'avanguardia, cominciano ad approdare al pubblico sorretti da una forte politica di sostegno. Gongola Walter Veltroni, che ha appena inviato per la firma al ministro del Tesoro un nuovo decreto ministeriale sui corti. Il finanziamento a tasso agevolato passa per ogni film breve da 800 mila lire per lavoro (come prevedeva la vetusta legge del 1971) a 100 milioni. La cifra globale messa a disposizione dallo Stato sara' di 2 miliardi e mezzo. Essendo lo Stato garante per il 60 % di ogni corto, l'investimento dei produttori nel settore sara' in futuro di oltre quattro miliardi e mezzo.
Veltroni anticipa che, nel corso della prossima Mostra del Cinema di Venezia, saranno rese note agevolazioni per la distribuzione dei corti e il loro obbligo d'acquisto da parte della Rai e delle nuove reti tematiche. L'Anica (Associazione industrie cinematografiche audiovisive), intanto, sta distribuendo "Corti stellari", un film composto dai migliori titoli della produzione nazionale. Un curioso "passo a due" tra un regista affermato e uno nuovo, per due corti abbinati, e' stato messo a punto dal produttore Giorgio Leopardi, che a Venezia presentera' il primo gruppo di dieci corti, cinque di autori noti e cinque di neofiti, gia' preacquistati dalla Rai. Leopardi realizzera' entro il 1997 venti cortometraggi d'autore e di giovani. Tra questi ultimi c'e' anche anche il debutto della figlia di Maurizio Costanzo, Camilla Costanzo, che con Alessio Cremonini dirigera' il filmino "Maura". Sara' interpretato da Sara Tognazzi, figlia di Ricky. Ma anche Simona Izzo, attuale moglie di Tognazzi, fa parte del gioco con il corto "L'uomo che mangiava la carne dalla bocca" abbinato a "When in Rome" di Federico Quadrani con Veronica Logan. L'attrice Chiara Caselli, con "Bambini" fara' il suo debutto abbinata a Mario Monicelli. Anche Scola si mettera' all'opera: dal 14 luglio al Portico d'Ottavia (cuore del ghetto ebraico di Roma) girera' "1944 - 1997": storia di un ragazzo ebreo, che sfugge alla retata dei tedeschi, si nasconde in un cinema, e ne esce 50 anni dopo con i capelli bianchi. "Dieci minuti di immagini annoiano la platea sicuramente meno di due ore - commenta Gillo Pontecorvo (anch'egli coinvolto nel progetto come suo figlio Marco, direttore della fotografia di tutti i filmini) -. Mi metto alla prova, con gli agguerriti registi cresciuti con i videogiochi e la televisione. Sfida rischiosa, devo ammetterlo". Persino Francesco Nuti ha voluto essere della partita e ha scelto il tema della pena di morte per il suo filmino, "N. 17.555", scritto con Mario Rellini. Ricky Tognazzi, che a giorni iniziera' il suo "Pollo, pollo pollo" (sulla dieta da 1.000 calorie di una coppia prima delle vacanze estive), afferma: "Sara' interessante l'abbinamento con "i grandi", che spesso ci hanno rimproverato di aver dilatato a film qualche ideuzza degna di un corto". Allora, e' il trionfo del corto? Ne e' convinto Alessandro D'Alatri, il nostro piu' apprezzato regista di spot: "Quest'anno l'unico film italiano in lizza per gli Oscar era un "corto" italiano.
A chi rimprovera ai giovani l'incapacita' di essere concisi o brillanti, rispondono i premi dei concorsi internazionali". Scherza Carlo Verdone: "Dopo essere stati un popolo di santi, navigatori e poeti adesso siamo anche un popolo di "cortisti", nipotini degli "episodisti", che hanno fatto i film con Toto'. Comunque il futuro e' nelle novelle, non nei romanzi".*
Pagina 35 (11 luglio 1997) - Corriere della Sera
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