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Il linguaggio del suono e della musica

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IL CORTO - AVANZATO

Il linguaggio del suono

La ripresa o l'acquisizione dei suoni (voci e rumori) dell'opera cinetelevisiva obbedisce a criteri linguistici concettualmente simili a quelli fotografici. Ad esempio un primo piano sonoro valorizza una voce, quanto un primo piano fotografico dà risalto ad un volto. Questo linguaggio consente, lavorando sui suoni ambientali (utilizzandone di preregistrati oppure creandoli ex novo) e sulla ripresa sonora, non solo di rendere chiaramente percepibile lo sviluppo sonoro della narrazione, ma anche di creare un'atmosfera che influisce grandemente sull’impressione che lo spettatore ricava dall'opera. Il linguaggio del suono in ambito cinetelevisivo è una variante specifica del più generale linguaggio sonoro che è utilizzato nei programmi radio. Oggi le radio sono soprattutto trasmettitrici di musica, ma prima dell'avvento della tv erano contenitori delle più svariate tipologie di opere fiction e non fiction. Nelle opere cinetelevisive si occupano di questo linguaggio i tecnici del suono e i loro assistenti e, lavorando anche sulla traccia musicale, gli addetti alla postproduzione audio. 

Il linguaggio del suono

Il linguaggio della musica

La musica svolge nei film funzioni diverse, tra le quali quella più frequente è la sottolineatura dei momenti emotivamente più intensi. Nelle fiction seriali e nei programmi tv serve soprattutto ad indicare gli stacchi tra le diverse parti dell'opera. Nei casi più semplici l'autore può far ricorso a librerie musicali, altrimenti deve inventare dei pezzi o, come nei film, delle colonne sonore piuttosto complesse. In quest'ultimo caso il lavoro è simile a quello del classico compositore, negli altri casi è più vicino alla creazione di musica pop o di stacchi musicali per i programmi radio. I compositori, i musicisti e gli addetti alla postproduzione audio sono coloro che utilizzano questo linguaggio in ambito cinetelevisivo.

Il linguaggio della musica 

 di Michele Corsi per cinescuola.it