Home Il Corto Avanzato Si fa rubare lo smartphone ed il suo corto diventa un caso
COME NASCE UN CORTOLa scuola e il linguaggio filmico (6) La sceneggiatura

La sceneggiatura   Come fare a trasformare la nostra idea in un “film sulla carta”? Fu necessario spiegare bene ai ragazzi in cosa consisteva la sceneggiatura che...
Leggi tutto..

COME NASCE UN CORTOLa scuola e il linguaggio filmico (10) Piano di lavorazione, Story-board, segretaria di produzione

Il piano di lavorazione Sul piano organizzativo questo fu forse il momento più importante: era necessario ottimizzare i tempi e le risorse di cui disponevamo, pertanto insieme stabilimmo una...
Leggi tutto..

BASEOSSERVARE – PERCEPIRE - INTERPRETARE

Bisogna osservare, cioè guardare ed analizzare con attenzione tutto quello che ci passa davanti agli occhi. Non è facile. Non siamo abituati a farlo. E se lo facciamo adoperiamo spesso...
Leggi tutto..

COME NASCE UN CORTOLa scuola e il linguaggio filmico (11) Le riprese, il montaggio grezzo e la revisione on line

Le riprese, il montaggio grezzo e la revisione on line A metà gennaio fummo pronti per le riprese, del resto il nostro piano di lavorazione prevedeva come inizio la data del 21 gennaio...
Leggi tutto..

COME NASCE UN CORTOLa scuola e il linguaggio filmico (13) Valutazione e Risultati

Metodi di insegnamento/apprendimento, risorse/strumenti e procedure Per la decodifica: visione del mediometraggio “Nastro rosa” con breve introduzione per inquadrare la tematica e/o il...
Leggi tutto..

Altri Articoli

Si fa rubare lo smartphone ed il suo corto diventa un caso

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
IL CORTO - AVANZATO

Non è certo una novità che oggi i film si possano girare interamente con uno smartphone, ma l’idea di Anthony van der Meer è del tutto diversa e somiglia più a una puntata della prossima serie di Black Mirror. La realtà infatti sta superando la prospettiva visionaria della serie tv di Charlie Brooker, che si ispira al dominio della tecnologia sull’uomo per inventare situazioni paradossali e inquietanti.

Anthony è uno studente di produzione cinematografica e in seguito al furto del suo iPhone, ha avuto l’idea di seguire tutti gli spostamenti di un cellulare rubato. Per farlo, ha comprato un nuovo smartphone, stavolta un HTC con Android e ha installato Cerberus, una app che consente di scattare foto e registrare il video o l’audio da remoto, oltre a tracciare gli spostamenti del telefono senza che il ladro o chi per lui se ne accorga.

All’inizio il corto non parte, perché Anthony prova a farsi rubare lo smartphone a Rotterdam, ma quella è una città onesta e nessuno lo prende. Ad Amsterdam invece va via come il pane e una volta rubato inizia questa sorta di reality allucinante.

Passo dopo passo conosciamo un po’ di cose del ladro, compresa la sua faccia (sempre pixelata per ovvie ragioni di privacy), le sue chiamate e i suoi messaggi privati, il posto dove vive e tutti i dati sensibili dell’autore del furto, provando empatia per lui nonostante i suoi affari loschi. Anthony lo spia mentre dorme e arriverà a vederlo di persona, alla fine, per rendersi conto che non era esattamente la persona che aveva pensato fosse, che quell’empatia sviluppata tramite contatti telefonici seppur rubati non corrispondeva alla realtà dei fatti e che il ladro sembrava davvero un delinquente. Una scoperta, diciamolo pure, dell’acqua calda.

Un finale con la morale, che invita a riflettere sui pericoli della conoscenza online, sul fatto che non sappiamo mai chi abbiamo di fronte basandoci solo sui dati che raccogliamo in chat o videochat.

Alcuni commenti su YouTube o Reddit hanno però messo l’autore sulla difensiva, quindi Antony stesso ha lanciato un suo AMA (acronimo per Ask Me Anything, ovvero Chiedimi tutto) sotto il video originale, per rispondere alle critiche che lo accusavano di essersi preso delle libertà nella narrazione pregiudicando così il realismo dell’intera operazione.

Gran parte dei commenti verte sulla domanda sul motivo per cui non sia andato alla polizia, segno che il progetto non è stato granché capito. La curiosità degli utenti si è focalizzata sul perché Anthony si sia sentito dispiaciuto per il ladro. La risposta del regista: “Ho interpretato male i dati raccolti su di lui, quando l’ho visto di persona, non sembrava l’uomo triste e solitario che avevo visto nelle registrazioni che avevo effettuato a sua insaputa. Era muscoloso, puzzava di droga ed era molto aggressivo. L’ho seguito online per due settimane grazie al telefono e ho creduto erroneamente di averlo conosciuto. Questa attività para-sociale mi ha ingannato.”

Passando di mano in mano, il telefono è arrivato in Romania e Anthony ha dichiarato di voler girare la seconda parte del film.

di Simone Stefanini per  dailybest.it  

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna