Stella, il corto di Gabriele Salvatores

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IL CORTO - AVANZATO

 Nell’82 avevo più o meno l’età di Stella, la protagonista dello struggente corto realizzato da Gabriele Salvatores, e come lei, sognavo i giocattoli pubblicizzati in TV. C’erano Crystal Ball e Cicciobello. E c’era il Dolce Forno: una bimba spiegava dallo schermo che tutti potevano fare manicaretti d’alta pasticceria. Io dopo un paio di tentativi avevo desistito. Invece Stella la cucina ce l’ha nel sangue. Seduta sul sedile posteriore di una 127 malconcia sogna su un libro illustrato pieno di piccoli pasticceri. La madre conosce la passione della figlia e cerca in ogni modo di assecondarla, segnando per sempre la vita di entrambe: «quello è stato l’ultimo regalo che mi ha fatto mia madre; da quel giorno forse sto solo cercando di meritarmelo». Nel corto di Salvatores la vita di Stella si intreccia con un’altra, il finale a sorpresa consiglia di guardare TUTTO il video. Due storie partite male, senza prospettive: in entrambi i casi il riscatto avviene in cucina, utero materno, luogo al riparo da tutto, dove si può dare sfogo a fantasia e talento, e ricostruirsi in silenzio un’esistenza. Allora c’è davvero da brindare: i bicchieri sono quelli belli e la temperatura del vino è giusta; si festeggia la rivalsa nei confronti del destino, il ribaltamento dell’inevitabile. Soprattutto si beve ai sogni, grandi e piccoli, nati davanti a uno di quei giocattoli che oggi non si vedono più.


di da dissapore.com

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Un cortometraggio sul tema della fiducia

da mymovies.it

Un supermercato. Una giovane donna che nasconde qualche prodotto alimentare sotto la giacca e poi, prima di uscire e pensando alla figlia che l'attende in macchina, ruba un giocattolo con cui si possono cucinare dolci. La fuga in auto avrà un esito tragico: la donna muore e la figlia, Stella, ha una gamba gravemente lesionata. 27 anni dopo assistiamo a un colloquio tra un'importante chef donna e una ragazza non facile ma con un grande talento nel preparare dolci.
Gabriele Salvatores partecipa con questo cortometraggio al progetto "perFiducia",sponsorizzato da Intesa Sanpaolo, che ha al centro il tema della fiducia. Quasi volesse muoversi in direzione opposta e contraria rispetto alla freddezza cinica che pervadeva i personaggi di Quo Vadis Baby? Salvatores sviluppa una riflessione sulla scuola della sofferenza. Chi ha sofferto nel passato non necessariamente si impegna perché anche altri debbano soffrire. Può invece godere del vantaggio della compassione perché, nell'accezione latina del termine, sa cosa significa 'patire con'. È quanto accade a Stella che, divenuta adulta, sa vedere nella ragazza che le sta di fronte quasi un ritratto, più che di se stessa, della madre di cui conosceva i problemi. L'incontro diventa così occasione di scambio fiducioso tra due esseri umani che dal dolore fanno nascere la speranza. Come accadeva nel finale di Io non ho paura e con una particolare attenzione ai primi piani che marcano la differenza sul piano sociale mentre, al contempo, sottolineano una crescente vicinanza nel 'sentire'.

Il backstage del corto Stella