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Una domanda ricorrente ed una risposta

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IL CORTO - COME NASCE UN CORTO

 

Mi chiamo Francesco, ho 38 anni. Il mio amore per il cinema inizia a 6 anni, quando la mia maestra un pomeriggio a scuola  ci proiettò "Il ragazzo selvaggio" di François Truffaut. E da lì una passione che non si è mai fermata ma che è stata contrastata da tanti fattori. Lavorare nel cinema in qualche modo è sempre rimasto un sogno che non mi ha mai abbandonato ma che non ho avuto l'opportunità  e forse finora il coraggio di perseguire. Oggi ci vorrei provare ma non so sinceramente da dove cominciare. Mi nutro letteralmente di film, sono appassionato del cinema d'autore ma anche dei cosiddetti "sottogeneri" come il poliziottesco, dagli anni 30 ad oggi... però oggi  vedendo la banalità  di molta produzione cinematografica sempre più spesso mi trovo a pensare: se potessi fare io un film... e le idee fluiscono... sgorgano... e a me sembra di immaginare (forse sono presuntuoso) dei film che non esistono ma ai quali nessuno pensa... e penso anche a film che non si fanno più che il pubblico ha amato molto e che si dovrebbero tornare a fare... e penso a quando in certi film vedevi e sentivi l'arte e non solo l'occhio al botteghino e a questi film artistici veniva dato spazio perché si coglieva quanto fosse importante attingervi...  So che la mia domanda è ingenua, ma tutto ciò che chiedo è : da dove posso cominciare? Chi mi può aiutare a dare una forma a quello che ho nella testa e nelle viscere? Grazie per l'attenzione.

La nostra risposta non può essere che approssimata e generale, perché ognuno potrebbe intraprendere una strada diversa dagli altri. Noi siamo intimamente convinti che creare un cortometraggio possa essere il primo passo per entrare nel mondo del cinema. Molti sono stati i registi che hanno iniziato con i cortometraggi. Le opere prime sono esercizi che, se presi con passione, con voglia creativa e con testardaggine, possono essere una buona base per procedere oltre. Ma dire ”voglio fare” non significa fare. Le basi sono necessarie: per leggere un racconto bisogna saper leggere. Il nostro sito, ilcorto.eu, è sicuramente un primo passo da seguire. Ci sono tante informazioni utili: come considerare, ad esempio, il corso di 60 puntate di Sceneggiatura di Gianfranco Manfredi? La sceneggiatura di un film, come di un corto, è il fondamentale da cui partire, una volta che si è avuta un’idea da svolgere. E le pagine di Manfredi, da solo, vale il costo di un intero corso di sceneggiatura.

E tutte le altre pagine? Sono affrontati argomenti di tecnica, di comunicazione visiva, di libri sul cinema, ci sono interviste a giovani registi, ci sono riportate intere tesi sul cinema. E ci sono articoli sui vari componenti la troupe. Si, perché un argomento importante nella costruzione di un film, lungo o corto che sia, è riunire e coordinare tutto un gruppo di “amici” che concorreranno, insieme a noi, nella creazione del nostro capolavoro.

Cerchiamo anche di visionare molti cortometraggi, sia andando, se possibile, alle proiezioni dei vari concorsi, sia tramite il sito TvDigit.it, la nostra web tv dove inseriamo periodicamente corti sia belli che interessanti. Guardandoli criticamente, cercando i punti di valore e quelli di caduta di stile, studiando la luce delle varie scene, i dialoghi, la recitazione, i movimenti di macchina, cercando di capire dove voi avreste fatto in modo diverso e perché.

Tutte queste parole, probabilmente, non hanno dato a Francesco la risposta che cercava. E’ troppo vaga? Allora gli chiediamo di scrivere la “sua” sceneggiatura, chiuderla in un cassetto per almeno 1 settimana e non pensarci più; poi rileggerla come se fosse di un’altra persona, molto criticamente, cancellarla, riscriverla più volte, fino a poter dire “è perfetta”: il tutto potrebbe richiedere anche vari mesi. Poi trovare degli amici che per una pizza lo aiutino a girare il suo lavoro: un aiuto operatore, un aiuto fonico, uno che faccia le foto del backstage, e più ne hai più ne servono: hai mai contato nei titoli di coda il numero dei collaboratori di un film o di un corto? Gli attori si possono scegliere girando nei piccoli teatrini e nei corsi di recitazione: il casting si fa facendo recitare agli aspiranti una scena: così si sceglie il migliore. Oggi col digitale è possibile girare e rigirare molte volte la stessa scena fino a farne una che corrisponda alle esigenze dell’autore-regista-sceneggiatore. Posizionare le luci in modo da studiarne i vari risultati, far ripetere le battute agli attori fino a trovare la giusta dizione e gestualità. Un consiglio: considerate pure i particolari ed i tic dei personaggi. Anche in fase di montaggio, bisogna provare e riprovare più volte, fino a trovare la linearità del racconto visivo. Una volta che Francesco avrà in mano il “suo capolavoro” non lo faccia vedere ai parenti ed amici, che lo troveranno sempre bellissimo, ma lo invii a concorsi, come il nostro e quelli che trova elencati nel nostro sito.

Aspettiamo il primo corto di Francesco e di tutti i nostri amici che ci leggono. L’importante non è, poi, ricevere un premio, ma esprimere agli altri spettatori compiutamente le proprie idee, le sensazioni, il proprio modo di essere e di presentarsi agli altri, di confrontarsi col mondo che ci circonda, perché gli Autori siamo noi e nessuno riuscirebbe a fare un film come il nostro: e di questo dobbiamo essere fieri.