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Il Videomaker: figura mitologica metà uomo e metà videocamera

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IL CORTO - BASE

 Capolinea Videomaker ilcortoBuonasera a tutti, oggi vorrei parlarvi, non senza un pizzico di provocazione, della figura mitologica metà uomo e metà videocamera: il videomaker.  Grazie ai costi accessibili della tecnologia, ho potuto constatare (non senza meraviglia) che sempre più persone si auto-eleggono, o meglio, si auto-nominano "videomaker": questi figuri riempiono il web con le loro "creazioni", i loro "show-reel" e le loro personali interpretazioni di "video musicali" definibili tali solo dietro minaccia. Taluni, si credono addirittura Fellini o Gondry solo perché usano banali riflessi vitrei (io ci giocavo, alle elementari, con i lampadari di vetro...), specchi (ecco, guardatevi in faccia ogni tanto...) e qualche ventata di fumo (sarebbe meglio fumarselo prima, forse): i risultati, quando non scontati e ripetitivi, sono spesso imbarazzanti, anche perché nel prodotto finito mancano poi la cura della fotografia (qui si aprirebbe un mondo per quelli che, aggiungendo 'ph' alle loro foto, si trasformano in professionisti fotografi ...ma lasciamo perdere...), le conoscenze basilari delle regole di montaggio (la Nouvelle Vague di Godard è passata da circa 60 anni! ma lo sapete?) e, soprattutto, attenzione alla sceneggiatura che spesso è improvvisata, come la scelta degli attori...  Tralascio tutte le altre competenze per bontà d'animo.

Struttura a tre atti Syd FieldLa libertà di espressione non deve essere mai messa in discussione, e non è certo questo l'intento di questo breve scritto (l'articolo 21 della nostra Costituzione parla chiaro!), piuttosto vorrei sollecitare un dibattito onesto e rispettoso chiedendovi: la scarsa qualità di molti prodotti video propinati dalla rete, secondo voi è anche colpa delle piattaforme web? Secondo me sì.
Il meccanismo attraverso il quale canali come YouTube pagano i videomaker, ad esempio, si basa sul numero di visualizzazioni (come l'algoritmo della ricerca di google che si basa sulla quantità e non sulla qualità): non tiene conto quindi della qualità dei prodotti. Non è importante in un video quanti e quali attori compaiano, con quali tecniche sia girato, chi l’ha scritto, se sono stati adottati effetti speciali. Non conta nemmeno se il software usato per l’editing sia piratato o acquistato regolarmente. Conta il giudizio del pubblico. E a guardare il numero di visualizzazioni di tanti video, spesso il cattivo gusto conta più visualizzazioni delle opere d’arte.
Questo ci restituisce un ritratto della maggior parte dei fruitori del web come persone abituate al trash, al kitch, al cattivo gusto o, più semplicemente, ci mostra il livello culturale, clamorosamente basso degli utenti lobotomizzati a prodotti generalisti che la televisione ci somministra ormai da vent'anni.
Il videomaker, a mio avviso, è invece una figura che ha grosse responsabilità rispetto a quello che produce: egli possiede il gessetto e una lavagna per essere un fautore di media literacy. Può e deve parlare di ciò che vuole e come vuole ma dovrebbe, quantomeno, farlo senza atteggiarsi a Bergman o Sorrentino...
Le critiche costruttive, sono un ottimo viatico per crescere tecnicamente e professionalmente ma se taluni le interpretano come stroncature o offese, non ci sarà mai un confronto ragionevole!
Pertanto, date libero sfogo alle vostre opinioni e che il dibattito abbia inizio!!

di Aniello Sgambati dal gruppo Videomaker  ITALIA  https://www.facebook.com/groups/173230419422133/permalink/982724565139377/

Riportiamo anche il commento di Sebastiano Sacco : La grossa disponibilità di hardware a costi bassi e di conseguenza la possibilità di entrare più facilmente in un mercato che fino a 15/20 anni fa era appannaggio di pochi, hanno sicuramente creato confusione attorno alla figura del videomaker.
Una fig
ura che, a mio parere, quando seria e professionale, può dare una risposta alle esigenze di aziende/privati che, magari, hanno tempi stretti (ad esempio di reazione a un'occorrenza marketing) per necessità frequenti di comunicazione. Da qui la differenza sostanziale con la regia intesa in senso stretto, in genere più vicina alla direzione che all'esecuzione e alla cura di aspetti strettamente tecnici.
Il web ha costruito sicuramente una giungla, nella quale i contenuti proposti si sono centuplicati, anche a scapito della qualità. E i numeri purtroppo parlano chiaro, premiando spesso video imbarazzati per, appunto, qualità, intesa in senso più ampio possibile. Ed è chiaro che, in questa visione, spuntino tanti nuovi artigiani 2.0. La differenza, come appunto per gli artigiani di una volta, la farà comunque sempre la qualità.
Chi lavora con cognizione e professionalità credo faccia bene a seguire la propria strada, perché certamente non sbaglia. I wannabe, gli incompetenti e i "cazzari" esisteranno sempre, bisogna farsene una ragione.

 

 

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