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La Sceneggiatura secondo Encarta

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IL CORTO - BASE

Sceneggiatura In cinematografia, testo di carattere tecnico-letterario destinato a fungere da guida per le riprese di un film.

La redazione della sceneggiatura, che prevede sovente la stesura dei dialoghi, segue solitamente alcune fasi fondamentali che possono essere sviluppate in modo diverso a seconda dei metodi e delle preferenze del regista e del produttore del film. Scopo della sceneggiatura è quello di riassumere e ordinare le indicazioni relative alle azioni e operazioni da effettuare sul set, in modo da consentire il passaggio dalla fase ideativa a quella operativa.

Tra i maggiori sceneggiatori italiani si ricordano Cesare Zavattini, autore di numerose sceneggiature per i film di Vittorio De Sica, Ennio Flaiano, Tullio Pinelli e Tonino Guerra, sceneggiatori di alcuni dei capolavori di Federico Fellini, Suso Cecchi D’Amico, protagonista di un fortunato sodalizio artistico con Luchino Visconti, Ugo Pirro, assiduo collaboratore di Elio Petri e Carlo Lizzani, Age e Scarpelli, autori dei maggiori successi della commedia all’italiana, Vincenzo Cerami, sceneggiatore di riferimento di Roberto Benigni.

 

Il soggetto

La progettazione del film parte solitamente da un testo, detto “soggetto”, nel quale sono esposti l’argomento, la trama e l’intreccio del racconto; il soggetto può derivare da un’idea preesistente (come ad esempio un’opera letteraria o teatrale, da “adattare” alle esigenze cinematografiche) oppure risultare “originale”, vale a dire scritto espressamente per lo schermo. Questo testo, che mantiene una forma di tipo letterario e non contiene alcuna specificazione tecnica e operativa, viene poi sottoposto al cosiddetto “trattamento” e trasformato infine in “scaletta”.

 

Trattamento e scaletta

Per trattamento si intende uno sviluppo della struttura narrativa esposta nel soggetto che contenga già un principio di articolazione per scene, una traccia degli snodi della progressione drammaturgica e i tratti principali della psicologia dei personaggi, nonché una descrizione di massima dei luoghi nei quali si ambienterà la vicenda e (talvolta) l’abbozzo di alcune battute di dialogo. Il trattamento rivela le intenzioni programmatiche e le peculiarità stilistiche dello sceneggiatore, la cui attività può prevedere talvolta la partecipazione diretta dello stesso regista (qualora le due figure, come sovente accade, non siano riunite in una sola persona). Con la scaletta, infine, viene resa maggiormente esplicita la suddivisione per scene, e si precisano gli eventi contenuti in ciascuna di esse. A questo punto si perviene alla stesura definitiva del testo sceneggiato.

 

Tipologie di sceneggiature

Il complesso percorso sin qui descritto può sfociare, come si è accennato sopra, in esiti differenti. Infatti, accanto a sceneggiature per così dire “aperte”, o semplicemente ancora “letterarie”, in cui viene specificata la successione di inquadrature, scene e sequenze (con indicazioni sommarie su ambienti, azioni e movimenti, e note sulla rispettiva colonna-dialoghi), vi sono sceneggiature dettagliate fin nei minimi particolari, tali da richiedere solamente l’esecuzione; questo è ad esempio ciò che accade nel “découpage tecnico” (o “sceneggiatura di ferro”) caro a cineasti come Alfred Hitchcock, che giunge persino a contemplare i tipi di obiettivi o le fonti luminose da utilizzare e viene elaborato dal regista in accordo con i suoi più stretti collaboratori.

Vi sono inoltre casi in cui la sceneggiatura si risolve in uno scarno e schematico insieme di appunti, modificabili in qualsiasi momento in base agli stimoli indotti dal set, ad esempio dall’improvvisazione di dialoghi e situazioni o da semplici imprevisti; è questo un procedimento diffuso nel neorealismo italiano o in alcune correnti cinematografiche europee degli anni Sessanta e Settanta.

Ultimamente, soprattutto nelle produzioni di maggior impegno finanziario o in quelle in cui l’adozione di complicate scenografie e di raffinati effetti speciali rende particolarmente delicate le operazioni di ripresa, si tende ad affiancare alla sceneggiatura un insieme di visualizzazioni grafiche (note col termine anglosassone di story-board). Va inoltre precisato che il découpage finale di un film, oltre che direttamente sul set, può essere considerevolmente modificato anche in sede di montaggio. Infine, non è infrequente la pubblicazione come testi autonomi tanto delle sceneggiature “letterarie” quanto di quelle cosiddette “desunte”, ovvero delle trascrizioni delle pellicole cinematografiche così come sono state portate sullo schermo.

da: "Sceneggiatura," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2008
http://it.encarta.msn.com © 1997-2008 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.
 
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