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LE INQUADRATURE (2)
| IL CORTO - BASE |
Dobbiamo ora affrontare altre problematiche inerenti le inquadrature.
L'inquadratura può essere: FISSA (ovvero la ripresa viene fatta senza variare ciò che si inquadra) od IN MOVIMENTO (ovvero con variazione dell'angolo di campo o con spostamento della videocamera).
Come vanno utilizzate? ogni campo o piano ha una funzione ben precisa. Tutto ciò che diremo ha solo scopo illustrativo, ogni genio può e deve cambiare le classiche regole per dare prova della sua creatività. Esempio: ha senso utilizzare un campo lunghissimo per riprendere 2 persone che parlano tra loro? no. A menochè non esista una chiave di lettura diversa... una zoommata dell'obiettivo della telecamera che si avvicina ai due attori, mentre uno dei due tira fuori una pistola e spara a bruciapelo all'altro! ed iniziano a scorrere i titoli di testa del film.
I campi lunghi e lunghissimi hanno una funzione introduttiva, esplicativa, di presentazione ambientale. O di inquadratura di scene di massa, dalle battaglie ad una folla che applaude allo stadio. Ed ricordiamo tutti la mitica inquadratura finale di "Via col vento".
Nei campi totali, i personaggi, di cui si può notare sia i gesti che le espressioni facciali, interagiscono con l'ambiente circostante: l'ambiente è vivo, e lì può accadere qualcosa che bisogna notare, che può essere importante nella storia.
Per vivacizzare una scena, occorre alternare sequenze di inquadrature diverse, ruotare intorno agli attori, utilizzare quindi i vari piani. Per enfatizzare una frase pronunciata, un primissimo o primo piano è l'ideale, l'espressione del viso e degli occhi può essere determinante, più delle parole dette. Analogamente per l'interlocutore... che invece può avere una reazione diversa, può girarsi, allontanarsi, fermarsi, tornare indietro... allora è necessario utilizzare un piano medio od americano.
Bisogna stare attenti ad intercalare dei dettagli, devono essere determinanti: la mano che spara con la pistola, una bocca che soffia fuori il fumo della sigaretta, una mano che scrive... in fase di montaggio un dettaglio può accrescere il ritmo drammatico.
Il mezzo busto è l'inquadratura classica quando si riprende una conversazione. In questi casi si sente spesso parlare di campo e controcampo, di che si tratta? E' la tecnica in cui si alternano le immagini dei mezzi busti o primi piani degli attori, uno dopo l'altro, in rapida successione, ogni attore che parla si vede in primo piano mentre parla, e del suo interlocutore, magari fuori fuoco, si vede solo una porzione... questa è una tecnica che viene utilizzata normalmente in fase di montaggio. E' importante che in fase di ripresa gli attori vengano inquadrati sempre dalla stessa parte e col montaggio venga applicata tale tecnica, per non confondere le idee e l'orientamento del pubblico.
In contrapposizione, troviamo il piano sequenza: cioè una ripresa lunga e continua dell'azione senza mai interrompere l'inquadratura: se i personaggi si muovono la telecamera li segue, gli gira intorno, si avvicina e si allontana in una unica ripresa.
Parliamo della durata delle inquadrature. Cosa differenzia un buon film dalle nostre riprese amatoriali? Il film, il corto che vediamo in televisione è conciso, preciso nei tempi, non dice nulla di più di quello che è necessario dire, sia nelle inquadrature che nei dialoghi. E' essenziale. Ogni regista, anche i più grandi, registrano molto di più di quello che poi presentano nel montaggio definitivo. Regista e montatore creano il vero film, il film che noi vediamo. Giuseppe Tornatore ha portato, con poco successo, nelle sale italiane una prima versione più lunga di quella che ha poi vinto l'Oscar del suo "Nuovo Cinema Paradiso": quando è ritornato nelle sale ha invece ottenuto un grandissimo successo. Per inciso io preferisco la prima versione, ma il pubblico e Tornatore stesso hanno deciso in modo diverso.
I tempi delle inquadrature: non devono essere prolissi perchè una scena troppo lunga è noiosa e fa decadere l'attenzione del pubblico, e per pubblico intendo anche le poche o molte persone che guardano la proiezione del nostro corto. Analogamente lo stesso discorso può essere fatto per i dialoghi degli attori: va curato, oserei dire cesellato.
Un campo lungo e lunghissimo potrebbe durare 6-9 secondi, i primi piani ed i mezzi busti da 4 ad 8 secondi. Non esistono regole precise, tutto dipende dalle frasi dette, dai discorsi che vengono fatti, dalle espressioni visive che vogliamo presentare. E' importante che lo sceneggiatore aiuti il regista a creare un lavoro dinamico, non monotono, brioso, senza momenti morti, un buon lavoro non lascia tempo per pensare ad altro, tiene avvinghiati alle poltrone, crea intrecci, momenti di suspance e di conflitto, resenta un colpo di scena, una soluzione imprevista, semplice ma inaspettata. Sempre con ritmo.
Noi, comuni mortali videoamatori, dobbiamo conoscere tutto questo per rendere più interessanti e suggestive le nostre riprese.
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