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Home Interviste Tutte ANTONELLA BAVARO attrice

ANTONELLA BAVARO attrice

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INTERVISTE - Tutte

“L’Oro Rosso” è il suo primo cortometraggio. Che impressione ha avuto di questa esperienza?

“Sono stata molto bene e l’ho dichiarato anche sul set. Cesare è molto preciso, molto professionale, malgrado sia così giovane. Sono stata molto contenta. Ho fatto prevalentemente teatro sinora e, quindi, per me è stato tutto una novità. Avevo girato solo un film, ma non come protagonista. È stato molto entusiasmante, anche se difficile, soprattutto lavorare con una bambina di 5 anni che proprio nel momento in cui tu sei pronta, lei si rifiuta di recitare. Ma devo dire che alla fine del lavoro ero molto soddisfatta. Poi il regista mi ha seguita e guidata, e questo è un modo di lavorare che mi piace molto. Non mi piacciono quei registi che ti abbandonano a te stessa. Magari per il teatro può andare, ma quella del teatro è una realtà molto diversa. Cesare è riuscito a tirare fuori da me tutto quello che potevo dare”.

 

Il suo  ruolo è  gravoso e amaro. Cosa ha significato per l’attrice e per la donna calarsi nei panni di Erika?

“Oh Dio! Non è stato facile. Veramente conoscevo delle storie altrettanto tragiche, ascoltate proprio da ragazze rumene, quindi in qualche modo mi sono sentita dentro. Non posso dire di aver vissuto veramente quello che Erika ha vissuto, ma è stato importante e mi sentivo una grande responsabilità addosso. Con certi ruoli all’inizio pensi ‘non ce la faccio!’, ma tutto sta a cominciare e a scalare il primo gradino. Inizialmente ho avuto dei momenti di difficoltà, proprio perché pensi che certe brutalità sono sotto gli occhi di tutti e passano inosservate. Ti chiedi come possano accadere certe cose e lo sdegno ti blocca”.

 

Conosceva già il regista Fragnelli? L’ha convinta lui o il fatto che si trattasse di un film denuncia?

“No. Non lo conoscevo. Mi ha mandato un suo corto a casa e mi è piaciuto il modo in cui era girato. Anche quello era di denuncia, ma questo de ‘L’Oro Rosso’ è decisamente diverso. Ho letto la sceneggiatura e mi è piaciuta per come era scritta. Non ho dovuto fare alcun provino, anche  Fragnelli, come me, non crede ai provini. Ci sono altre cose e certe intuizioni che ti fanno capire subito se vai bene per un ruolo. Insomma: ci siamo subito presi!”.

 

Che clima s’è creato con gli altri attori?

“Beh, perlopiù ho recitato con la bambina. E non è stato facile affatto. L’ho vista per la prima volta sul set, dovevo interpretare sua madre. Un giorno le ho detto: ‘Dai, fa finta che sono tua mamma’, e lei in tutta risposta mi ha detto: ‘Io ho solo una mamma!’. Era molto brava, anche se non voleva mai fare le prove ed io le ho dovute fare con la sceneggiatrice…

Quanto alla scena con Haber è stata difficile proprio fisicamente, faceva freddo ed io ero svestita.  Con gli altri, per quel poco che siamo stati insieme, si è creato un bel feeling. Mi sono trovata bene. Quanto alla squadra dei tecnici ho riscontrato una professionalità straordinaria. Devo dire che non me l’aspettavo e sono rimasta piacevolmente sorpresa”.

 

“Con certi ruoli all’inizio pensi ‘non ce la faccio!’, ma tutto sta a cominciare e a scalare il primo gradino”