Fabio Bozzetto videomaker
| INTERVISTE - Tutte |
Intervista a Fabio Bozzetto, videomaker, autore di videoclip e cortometraggi sperimentali, membro della giuria di Tagliacorto.
di M. Bonaldi, F. Arceri, F. Falzone
Questa sera si sono visti corti di differente livello di qualità. Sicuramente tanti erano fuori dal mio modo di vedere questo tipo di iniziativa, e dal mio modo d'intendere il genere “corto”.
Ciò che mi ha colpito tuttavia è il fatto che molti di questi corti sono stati girati con mezzi abbastanza poveri. Un fattore che ha di sicuro inciso sul risultato.
Hai avuto modo di conoscere l'ambiente del corto italiano? Quello di stasera secondo te rappresenta il livello medio d'esordio a livello nazionale?
Beh, il livello medio è generalmente più alto, dipendentemente dal budget, dall'esperienza, dalla professionalità e dalle capacità tecniche, qualità generalmente presenti. Qua sicuramente abbiamo a che fare con giovani che vogliono esprimere qualcosa, molti per la prima volta. Apprezzabile comunque lo slancio. La passione è la cosa che risalta di più.
Come videomaker ti sei potuto riconoscere nei corti visti questa sera, magari con quelli realizzati con mezzi di fortuna? Se sì, che consigli daresti ad un giovane aspirante?
Personalmente non mi sono riconosciuto molto. Tranne forse nell'ultimo corto "Maria Oriente Maria Occidente", che presentava un buon ritmo, una buona recitazione ed una bella storia . Consiglierei di buttarsi, senza paura di paragoni con autori ritenuti più abili. Ognuno può trovare un suo stile. Il cinema non è standardizzato, è tutto molto soggettivo, personale: dalla sceneggiatura, alla regia, al montaggio, la bravura è un lavoro che consiste nel raggiungere un proprio tocco individuale. Anche in mancanza di un’adeguata strumentazione, se un’idea è davvero buona, può “tenere tutto” da sola. In italia, le idee sono molto rimasticate. Di nuovo, originale c’è davvero poco.
Tu sei nella giuria di Tagliacorto. In base a quali criteri hai giudicati corti partecipanti questa sera?
Devo dire che sono stato un po’ cattivo. Molto istintivo nel giudizio. O mi sono piaciuti oppure no. Ho bocciato diverse opere perché alcune scelte (vedi certi finali) da un punto di vista prettamente cinematografico, ritenevo potessero essere più oculate. La critica ad ogni modo può fare solo bene. Se costruttiva, è giusta. Bisogna battere la testa e risollevarsi e poi riprendere il lavoro con la stessa passione di chi ha ancora voglia di continuare.
da www.hideout.it
| < Prec. | Succ. > |
|---|



