La nostra email è:
mail@ilcorto.it
Parola/Frase da Ricercare...
Chi è online
 32 visitatori online
Statistiche
Utenti : 26919
Contenuti : 3667
Link web : 1
Tot. visite contenuti : 9477561
Home Interviste Tutte Sognando Hollywood

Sognando Hollywood

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
INTERVISTE - Tutte

SOGNANDO HOLLYWOOD - Storia di un filmmaker Italiano a Los Angeles di Gianluca Bin

 

INTRODUZIONE

Hollywood: la città di cellulosa dove tutto è possibile ed i sogni prendono forma.
Eppure, la Hollywood vera, quella fatta di strade, gente e negozi a luci rosse, a guardarla non sembra per niente un posto dove i sogni si realizzano, anzi, a me sembra più un “refugium pecatorum”, all’interno del quale si annidano una miriade di anime in pena, provenienti da ogni dove. La Hollywood a cui mi riferisco è innanzitutto un quartiere della parte nord-est della città Los Angeles.
La prima volta che ho attraversato Hollywood Boulevard, mi sono chiesto: Dove sono? Devo premettere che Los Angeles è una città dove non si cammina, ma si guida. Delle sue decine di milioni di abitanti, si vedono principalmente solo le auto. Il traffico pedonale è pari a quello di un paese di montagna in pieno inverno. Diversamente, gli autoveicoli, sono talmente tanti e di grossa stazza, che le strade sono perennemente intasate.
Ad Hollywood, diversamente dalle altre parti di LA (LA = abbreviazione di Los Angeles che non si dice “ LA’ ”, bensì “ ELEI ”), qualche pedone lo si vede, unica nota dolente: se non è uno dei migliaia di senzatetto che popolano le strade Losangeline e soprattutto Hollywoodiane, è quasi certamente un turista che si è perso o in cerca di qualche divo del cinema che non vedrà mai. A volte mi chiedo quanti di quei senza tetto erano un tempo, attori, registi, scrittori, arrivati ad Hollywood da ogni dove e risucchiati dalla macchina infernale del successo, mai arrivato. Comunque, gli abitati di LA non camminano per strada, strano ma vero. A LA va di moda camminare sulle colline, sulle quali si sviluppano decine di bellissimi canyons, sulle affollatissime spiagge di Santa Monica, Venice, Huntigton Beach e Malibu e su Rodeo Drive, la via dello shopping più famosa al mondo.
Oltre a questo, Los Angeles è una città senza piazze, totalmente sparpagliata in un intrico di vie tutte perfettamente parallele e perpendicolari le une alla altre. Noiosa si, ma facile da girare. Le colline sono forse uno dei simboli più conosciuti di Los Angeles, grazie al loro tratto più ad est, sul quale si erge la strafamosa, superfotografata scritta “Hollywood”, un tempo leggermente più lunga con la vecchia dicitura “Hollywoodland”. Le Santa Monica Mountains però, vanno ben oltre “Hollywoodland” ed arrivano fino all’Oceano, dividendo l’area urbana di Los Angeles dalla San Fernando Valley, una volta la campagna di Los Angeles, ed ora enorme agglomerato urbano.
Se volete vedere come è nata questa divisione, guardate il grandissimo film di Nicholson: “Mulholland Drive”, strada guarda caso, dove lui pure ci abita. Nonostante tutto, con i suoi edifici decadenti, le sue miriadi di senzatetto ed i turisti che ne affollano le strade, Hollywood conserva un fascino particolare e senza tempo. Infatti, anche se le sue strade sporche ed un pò kitch possono sembrare il fallimento del sogno americano, dietro ai cancelli degli Studios e delle case discografiche, le fornaci della macchina cinematografica, televisiva e discografica sono ancora caldissime, sfornando ogni anno dozzine di programmi televisivi, film e dischi, e trasformando quasi per magia, giovani e sconosciuti artisti in idoli delle masse. Pensate che una star televisiva americana di medio calibro, ossia con un ruolo da co-protagonista in un telefilm può guadagnare $8/10 milioni all’anno; ci sono presentatori che guadagnano decine di milioni all’anno e comici televisivi che vengono pagati 1 milione ad episodio. Un vero Eldorado, viene da pensare.
Detto così sembra un gioco, ma la realtà è ben diversa.
Comici strafamosi come Jim Carrey, non si sono improvvisati stelle di Hollywoow, bensì hanno anni ed anni di comedy clubs alle spalle (vedi.Zelig per noi Italiani). Un aneddoto interessante riguardo a Jim Carey che circola a Los Angeles, ed anche se probabilmente si tratta di una leggenda urbana ma io ve lo dico lo stesso, racconta di quando il nostro Jim, attore senza futuro, cresciuto in una roulotte di m….., in qualche buco di paese Americano, viene a Los Angeles e decide di auto-motivarsi verso una carriera brillante. Che fa quindi? Una notte, si arrampica sull’insegna Hollywood (illegale), e si scrive un assegno da dieci milioni di dollari. Da quel giorno conserva quell’assegno nel portafoglio, come simbolo del suo valore come attore. Sembra che per il nostro Jim abbia funzionato. Chissà… che ce li ha veramente i milioni, rischierà ancora di andare in giro con un assegno firmato di tale valore in tasca?

Comunque, per tornare a noi, scusate la digressione, l’enorme flusso di persone che giunge in città da tutto il paese, anzi dal mondo, per “farcela” od almeno provarci, è talmente grande che le probabilità di riuscita sono quasi allo stesso livello di una vincita alla lotteria. Se a questo aggiungiamo la provenienza da una paese straniero, con conseguente necessità di visto, permessi di soggiorno e di lavoro, lingua straniera, ecc, la percentuale di successo rasenta lo zero. In poche parole, gli Stati Uniti “vogliono” solo immigrati che portino soldi, e non sono interessati all’immigrazione cosiddetta “precaria” o di fortuna, a quello ci pensano i milioni di Centro e Sud Americani illegali che risiedono nel paese, con documenti contraffatti e nomi di fantasia tipo: Emilio Villalobos De Los Angeles.
La gente di Los Angeles è fatta di centinaia di razze diverse, anche se le lingue principali sono due: l’Inglese e lo Spagnolo. Tutta la California parla lo Spagnolo, come anche la Florida, e se pensate che un regista messicano ha persino girato un film intitolato “Un giorno senza i messicani”, nel quale si racconta la paradossale evenienza, che un giorno la California si svegli senza nessun cittadino di etnia o discendenza messicana, capite quanto rilevante sia il fenomeno. Secondo la storia narrata in questo film, se l’evento si verificasse davvero, sparirebbero poliziotti, giardinieri, cuochi, personale addetto alle pulizie, colf, babysitter, agricoltori ed allevatori: un terzo della popolazione Californiana svanirebbe nel nulla. Certi che questo non accadrà mai, la California continua ad avanzare come una delle più potenti aree economiche del mondo, grazie alla sua gente, che sebbene conservi quella dimensione umana non propria del Newyorkese medio (Milanese per noi Italiani), è unita da un unico e comune obiettivo: Il successo professionale unito ad un elevato standard di vita.
Los Angeles o la ami o la odi, non c’è via di mezzo.
E’ una città che a molti europei può sembrare priva di personalità e fascino e che di solito viene schernita dalla maggior parte dei Newyorkesi. Los Angeles, è una città che se impari a viverla e cominci a sentirla un po’ tua, può diventare una rampa di lancio verso un mondo di esperienze ed opportunità che in nessun altra parte del pianeta puoi toccare a gustare come si può fare qua.
Los Angeles è un posto dove si lavora tanto, dove si corre e ci si arrabatta per un futuro migliore. Purtroppo questo, se da un lato rende LA un posto dove i sogni si realizzano, dall’altro, acceca molte persone (soprattutto di sesso femminile tra i 18 ed i 30), rendendole un pochino troppo ciniche, supponenti ed estremamente materialiste.
Non per altro LA, oltre a quanto già descritto, è la capitale mondiale della Pornografia. Lascio a voi ogni commento. Nonostante tutto, Los Angeles resta una città con un fascino incredibile ed ineguagliabile, grazie al suo clima mite e gradevole tutto l’anno, all’ Oceano Pacifico che di pacifico non ha niente con le sue enormi onde e gli infiniti litorali, alle montagne ed i canyon pieni di fauna selvatica come coyote, cervi, aquile, istrici, puzzole, orsetti lavatori, allo sfrenato verde pubblico, alla dolce vita notturna con i suoi locali da sogno, ai negozi da mille e una notte di Beverly Hills dove trovi giacche di coccodrillo da 150.000 dollari, alle infinite limousine e le innumerevoli, scintillanti fuoriserie Europee che ne attraversano le strade assolate come fossero Fiat Uno, alle ville da sogno costate decine di milioni di dollari, ma soprattutto grazie all’immortale ed intrigante fascino conferitogli da Hollywood e le sue stelle.

LA MIA AVVENTURA IN TRE ATTI

Veniamo a me, scrittore trentunenne anche un pò attore, regista e produttore, riassunto in Inglese sarei un Filmmaker, ed anche se non fumo,“in erba”, aggiungo io. Prima di pensare alla California, vivevo a Roma, sia per approfondire le mie conoscenze nel settore cinematografico ed imparare a sceneggiare, sia che fare il mestiere dell’attore, che nel frattempo mi permetteva di arrotondare la sponsorizzazione di famiglia ed i miei pochi risparmi, facendomi campare.

ATTO I

Quando sono arrivato a Los Angeles, nel 2003, per me era la prima volta in città, ma già avevo deciso di viverci. Ricordo bene la sera in cui sono atterrato, faceva un caldo infernale ed io ero terrorizzato ma felice. Con le mie due valigione ed il laptop nella borsa a tracolla, per circa un’ora ho atteso un amico fuori del terminal degli arrivi internazionali dell’aeroporto LAX. Premetto che non sopporto aspettare, però in quel caso, ebbi il tempo di riflettere ed abituarmi all’aria della città, e non mi riferisco al gas che respiriamo, bensì come si dice in inglese, al “mood” o “umore” del posto; osservandone la gente, le auto, i movimenti, i suoni ed i colori.
Il mio amico arriva su una BMW rossa nuova fiammante e mi dice che gliel’ha prestata una sua amica. Io dico: “ Shelly?” Lui ride e mi dice: “No, Shelly è il nome del concessionario”. Ridacchio anch’io, ma mi sento un pirla. Scopro che qua, quando compri la macchina non ti danno la targa subito, quindi, il concessionario mette un adesivo al posto della targa con la sua pubblicità. Che figura da turista della domenica! Ho pensato: “Mi devo fare anch’io un’amica che mi presta una macchina così!” Ma l’amica invisibile, come l’ho soprannominata successivamente, ce l’avevo già, infatti il mio pensiero è andato subito alla donna che, in un certo senso, mi ha spinto a fare questo passo. “Lui”, il mio amico con la BMW in prestito, è il migliore amico e coinquilino di “lei”, la tipa che mi ha fatto perdere la testa. Ho usato proprio il termine giusto: “perdere la testa”. Si perché nonostante le bellissime premesse che si erano instaurate tra di noi, lei si è fatta vedere solo in un paio di occasioni, forse perché troppo impegnata a lucidare il suo premio Oscar ormai datato di qualche anno.
C’est la vie… ho sempre pensato che non tutto il male viene per nuocere, ed infatti, sebbene fossi solo, dormissi su un materasso gonfiabile nell’ufficio di un’amica d’un amico, e non avessi la più pallida idea di cosa mi riservasse il destino, ce l’avevo fatta: Ero ad Hollywood, la città delle stelle! Magra consolazione, dopo meno di una settimana, volevo terribilmente tornare a casa. Mi mancava tutto, persino le ramanzine dei miei e mi sembrava di vivere in un incubo, altroché stelle! Dopo quella settimana ho imparato che se vuoi qualcosa nella vita, devi stringere i denti ed andare avanti. Scusate, sono figlio unico.
Conoscevo questo tizio, un produttore un po’ strampalato ma simpatico. In quel momento lo odiavo a morte perché era per colpa sua se ero senza un tetto e senza auto, in quanto non ha mantenuto nessuna delle promesse che mi ha fatto prima che partissi per la California. Messo da parte l’orgoglio, l’ho chiamato sperando in un po’ d’aiuto. E’ proprio vero che una telefonata può cambiarti la vita, infatti così è stato! Certo, non vivevo in una villa Hollywoodiana con una bellissima attrice premio Oscar ed una brillante carriera nel cinema davanti a me, però avevo trovato un modo per restare in città e soprattutto mettere a frutto la mia esperienza in California. Per sei mesi, ho gestito un ristorante Italiano nel cuore di Hollywood, e non l’avevo mai fatto prima in tutta la mia vita. Il mio senso di sopravvivenza, le montagne di soldi spese a mangiare fuori in passato e la fiducia accordatami dal proprietario del locale, un Italiano emigrato in California 15 anni fa, mi hanno permesso di superare vivo il primo atto della mia avventura.
Questo primo atto, a modo suo è stato eccitante, perché nonostante i traumi e le difficoltà, mi ha messo a diretto contatto con la società in cui mi ero inserito. Dopo poco più di una settimana dal mio arrivo ad LA, non ero più un turista sperduto: Ero un turista che lavorava clandestinamente per più di duemila dollari al mese. Tutto il primo atto della mia vita a Los Angeles, ha avuto un unico obiettivo: Conoscere più gente possibile; in Inglese fare Networking. Il ristorante per cui lavoravo era il mezzo perfetto per raggiungere il mio scopo, infatti essendo ubicato su Sunset Boulevard (una delle principali arterie urbane di LA) nel “centro” di Hollywood, ad un tiro di schioppo dal Chinese Theatre, la clientela fissa era composta per lo più, come si dice in gergo, da “addetti ai lavori”, ossia operatori degli Studios, case discografiche e studi televisivi. Ogni giorno produttori, registi, attori, assistenti, assistenti degli assistenti, assistenti degli assistenti degli assistenti, ecc, venivano al locale a consumare il loro pranzo e talvolta anche la cena.
Giorno dopo giorno, queste persone sono diventate dei conoscenti ed alcuni persino amici. Ho conosciuto più celebrità in sei mesi a Los Angeles, che in tutta la mia permanenza a Roma. Chissà se qualcuno di loro scriverà di me nelle sue memorie… “ricordo quanto girai il terzo successo… il ragazzo del ristorante quel giorno mi consiglio un bicchiere di Cabernet che ispirò la mia miglior interpretazione”… mah, non credo proprio. Il primo atto della mia storia comunque, è stato essenziale non solo dal punto di vista del networking professionale, ma anche perché attraverso il lavoro che ho svolto, mi ha permesso di trovare casa, acquistare un auto, farmi una nuova ragazza, la prima di una lunga serie, ma soprattutto mi ha concesso la possibilità di rimanere in California e passare al secondo atto, ossia la “semina” della mia carriera cinematografica.

ATTO II

Nel momento in cui tu decidi di rivoluzionare la tua vita, la tua vita decide di rivoluzionare te. Per me è sempre così.
Non bastava che io avessi deciso di dedicarmi alla mia carriera, rimasta sopita per sei mesi, approfittando di un prolungato momento di “stanca” del locale, allo stesso tempo mi sono trovato senza lavoro e senza una casa. Dalle stelle alle stalle in meno di un mese. Incredibile. L’esperienza vissuta però, mi ha insegnato che quando tocchi il fondo, l’unica cosa che ti resta da fare è risalire, e così ho fatto. Mi sono buttato alle spalle tutto ciò che non funzionava nella mia vita, dalle 14 ore al giorno nel ristorante che non mi lasciavano un minuto libero per niente altro, alle mie due ex coinquiline belle ma isteriche, e mi sono concentrato sul da farsi. Avevo un po’ di soldi da parte e la sponsorizzazione di famiglia, ed in qualche modo me la sarei cavata, anche se i duemila dollari in meno al mese in nero, si sono fatti sentire subito.
Tre settimane dopo vivevo un una nuova e bellissima casa, senza un lavoro al ristorante, ma con un nuovo amico e presto socio. E’ strano, a volte ti capita di incontrare persone che non ti aspetti. Negli Stati Uniti, Internet è una risorsa, o meglio, è un’industria da bilioni di dollari. Ci trovi di tutto e paradossalmente, potresti anche non uscire mai di casa e ti arriverebbe tutto per posta. Su Internet ho trovato tutte le case in cui ho vissuto ad LA, oltre che ad un’auto, fanciulle con cui passare interessanti serate, personale per le riprese e molto altro.
Comunque, attraverso Internet, sono finito a vivere in una villa hollywoodiana con un attore venticinquenne, con due Emmy Awards vinti in carriera e una marea di lavori tra TV, cartoni e molto altro. La nostra amicizia e gli obiettivi comuni, hanno fatto si che il secondo atto della mia storia, nonostante sia iniziato in modo un po’ traumatico come il primo, a seguito delle mie azioni e con lo zampino della fortuna, si sia presto trasformato nel periodo più professionalmente prolifico e stimolante di tutta la mia vita.
Avete presente quanto per una vita avete sognato qualcosa, ed un giorno, quasi all’improvviso, vi rendete conto che il sogno si sta realizzando? Io mi sento così. Il passo successivo, dato che con il mio visto da studente non avevo un regolare permesso di lavoro, è stato costituire una società o corporation, che negli USA costa un migliaio di dollari. A seconda dell’avvocato che vi assiste. Attraverso la società sono riuscito ad aggirare il problema e dare vita ad alcuni progetti. In poco più di un anno abbiamo prodotto tre cortometraggi, uno dei quali scritto e diretto da me. Abbiamo sviluppato l’idea per una nuova Situation Commedy (Sit-Com), già presentato al più importante produttore televisivo del momento ed in fase di valutazione.
Io personalmente, ho quasi ultimato la mia prima sceneggiatura lungometraggio in lingua Inglese, che grazie al networking fatto nel primo atto, presto presenterò ad uno degli Studios in città. Oltre a ciò, ho appena iniziato la stesura del mio primo progetto Italiano come sceneggiatore/produttore.
Siamo partiti in tre, poi il gruppo si è fatto più nutrito, ma quello che conta, è che da un pugno di ragazzi senza molti soldi, ma con tanta voglia di fare e buone capacità artistiche ed organizzative, siamo riusciti a mettere insieme cortometraggi che hanno impegnato anche più di 60 persone sul set e dal notevole valore produttivo, per location, costumi, cast, troupe, ecc. I budget con cui abbiamo lavorato sono ridicoli, le persone che ci hanno assistito e sostenuto eccezionali, la passione che ci ha guidato, ineguagliabile. E’ con questo spirito, che affronto la prossima fase della mia vita professionale.
Los Angeles mi ha insegnato che cosa significa amare il cinema, e quale grande differenza fa nella vita fare le cose con passione ed amore. Ringrazio Los Angeles, una città dove trovi tutto quello che cerchi, sempre che tu sappia dove guardare. A decine, sono state le persone che gratuitamente, solo per passione, spirito di squadra, per la possibilità di imparare o di contribuire, hanno collaborato con noi nella produzione dei nostri cortometraggi. Molti sono amici, altri amici di amici, altri trovati con annunci su Internet, altri solamente amanti del cinema.
La cosa magnifica, è che molte di queste persone, sono professionisti pagati fior di quattrini per fare ciò che hanno fatto per noi gratuitamente, solo perché hanno condiviso la nostra visione e visto la possibilità di fare qualcosa di diverso. Alcuni di loro sono attori di TV, altri addetti ai lavori degni di registi dal nome inconfondibile, tutti uniti, a fare onore alla passione per il cinema ed allo spirito di squadra che ha fatto grande un paese come gli Stati Uniti, che porta perfino nel suo nome questo emblema di forza: l ’Unione.
E’ stato un anno lunghissimo, sudato e pieno di sacrifici per me e la mia famiglia, anche se non vi posso nascondere che mi sono divertito un sacco. Mi sono divertito ad imparare, e fare mie certe discipline, come la scrittura e la regia. La mia esperienza ad Hollywood, mi ha permesso di esprimere ciò che in me era restato sopito per anni, sin dal quel giorno di quasi nove anni fa, quando per la prima volta nella mia vita ho impugnato una penna con l’intenzione di scrivere un racconto.
E proprio ora che il secondo atto della mia storia sta volgendo al termine, la mia vita ha stravolto nuovamente tutte le cose.

ATTO III

Eh già, quando meno te l’aspetti arriva l’amore. Sarò forse un inguaribile romantico, certamente non potrei concepire una vita senza amore, fatto sta che dopo mille viaggi ed avventure per il mondo, lo scorso Natale sono tornato a casa per le feste in visita alla mia famiglia, ed il fascino della donna Italiana mi ha colpito come un treno in velocità. Un amore inaspettato questo, che mi sta riportando in Italia, più precisamente a Roma, dove io e lei vivremo felici e contenti, si spera ☺, e dove guarda caso, ho appena iniziato a scrivere un film con un regista televisivo che vuole passare al grande schermo.
E allora come scrisse qualcuno, “va dove ti porta il cuore” e non sbagli mai. Infatti, sento di avere fatto le scelte giuste che mi hanno permesso di crescere come scrittore di cinema; Significa che grazie a queste scelte, ho avuto la fortuna di stare dietro una macchina da presa e dirigere decine di persone pronte ad eseguire ogni mio comando per dare vita ai miei pensieri. Diciassette ore ininterrotte di riprese hanno ridicolizzato quattordici ore di lavoro al ristorante, ed anche se a fine giornata ero distrutto, la mia felicità era incolmabile.
Il giorno in cui abbiamo girato “The Best Christmas Ever”, il mio corto/commedia, ho vissuto la più bella esperienza professionale ed umana della mia vita. Una volta montato il filmato, è stato incredibile e commovente, vedere per la prima volta i miei pensieri vivere ed animarsi su uno schermo, provando quelle emozioni che sono state “solo mie” fino al giorno in cui, con pazienza e dedizione, le ho messe su carta e condivise pienamente con altre persone.
Ora che molti dei nostri progetti stanno volgendo al termine, ci dobbiamo preparare ad affrontare il mondo, tenendo il sorriso sulle labbra e la mente concentrata sull’obiettivo che ci siamo preposti, ossia vincere almeno un film festival. Oggi, il fenomeno film festival è in piena esplosione, e solo su questa autorevole rivista che giace sulla mia scrivania in questo momento, chiamata “Variety”, ne posso contare più di 500 in tutto il mondo.
Per quanto mi riguarda, ho ancora tutto da imparare sul mondo del cinema ed ho moltissima strada da fare prima di definirmi un filmmaker, però se mi affido alla saggezza dei vecchi proverbi, come quello che dice: “Chi bene inizia è a metà dell’opera”, trovo conforto al pensiero di d’essere quantomeno sulla buona strada.
Ora siamo entrati nel terzo ed ultimo atto della mia storia, ossia quello del “raccolto”, come avrebbe detto mio nonno che per tutta la sua vita è stato un agricoltore. Ricordo che da bambino mi diceva sempre: “Prima prepari il terreno: lo devi conoscere, dissodare, concimare. Poi semini, irrori e ti prendi cura delle piantine fino a che saranno forti e sane. Se hai fatto tutto nel modo giusto ed il tempo è clemente, devi solo attendere ed il raccolto sarà copioso”.
E allora nonno, io seguo i tuoi consigli, mescolandoli con tanto amore, un po’ di fortuna, un mucchio di passione e di audacia, e mi preparo così al più spettacolare raccolto della mia vita, ovviamente in puro stile Hollywoodiano.

Fine, per ora.... 

Gianluca Bin - Copyright ® 2005 Global Mogul Entertainment - www.globalmogul.net