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Don Winslow, che reinventa il noir senza fare la rivoluzione

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SCENEGGIATURE - Scrivere una sceneggiatura

L'equilibrio nella costruzione dei personaggi, il ritmo della narrazione, la capacità di rielaborare la tradizione del InfernaleQuinlan-1958-Wellespoliziesco americano. Indagine sulla formula che ha fatto il successo dello scrittore. Fin dal suo primo ciclo di romanzi, incentrato su Neal Carey, insolita figura di giovane ladro convertitosi in investigatore privato, Don Winslow ha saputo costruire una formula personalissima, ricavandosi uno spazio unico alla confluenza tra la narrativa di genere e l’analisi storico-sociale, l’intrattenimento di qualità e la tranche de vie di stampo naturalista. Una carriera, la sua, contraddistinta da una crescita costante, punteggiata da autentici capolavori come L’inverno di Frankie Machine, La lingua del fuoco e il grande dittico sulla guerra alla droga composto da Il potere del cane e Il cartello.

Se si dovessero elencare gli ingredienti della formula-Winslow, gli elementi che ne garantiscono l’originalità, si potrebbe forse partire dal perfetto equilibrio nella costruzione dei personaggi, protagonisti e comparse, che rientrano sempre in categorie riconoscibili senza mai sprofondare nel cliché. O guardare al ritmo infallibile di una narrazione che alterna grandi panoramiche sul mondo criminale e sulle sue leggi, scene d’azione mozzafiato e momenti di routine spesso rivelatori. O ancora, riflettere sulla capacità, anche questa senza eguali, di sussumere e rielaborare l’intera tradizione del poliziesco americano, offrendone una versione che sa essere nuova e inventiva senza però ricorrere alle rivoluzioni o alle deliberate distorsioni di un Ellroy. La somma di tutte queste doti, sviluppate e affinate in poco meno di venti romanzi, trova ora un nuovo punto di sintesi in Corruzione, che Einaudi Stile Libero propone ai lettori in contemporanea con il lancio americano. Tradotta con la consueta perizia da Alfredo Colitto, la nuova saga di Winslow ci porta dal Messico e dalla California degli ultimi libri a una Manhattan segnata da una violenza endemica e dalla compresenza, spesso a pochi isolati di distanza, di quartieri ricchi e protetti e di altri abbandonati nelle mani di antiche e nuove gang. Al centro della trama, una task force di superpoliziotti guidata dal protagonista, Denny Malone. Soprannominata The Force (questo il titolo americano del romanzo), la squadra di Malone veglia su Manhattan North ricorrendo a ogni mezzo, più o meno coercitivo, per mantenere una pace relativa ed evitare pericolose invasioni di campo nelle aree della città che non devono essere turbate nel loro benessere. Lo sconfinamento nell’illegalità avviene in modo progressivo, forse inevitabile, e gli eroi di The Force - il pluridecorato Malone prima e più di tutti – finiscono per diventare criminali, accettando mazzette e addirittura rubando un carico di droga, magari con il pretesto di garantire un futuro migliore ai propri figli. Corruzione e implacabile precisione, tanto nel descrivere i rituali collettivi, lo spirito di corpo e la protezione reciproca che regnano tra i membri della Force, quanto nell’analizzare un sistema di illegalità che sembra dilagare senza soluzione di continuità tra gang di spacciatori, tutori dell’ordine e autorità politiche ed economiche. Risuonano nelle pagine gli echi delle grandi storie che, attraverso il cinema, le serie tv o i romanzi, l’America ha saputo raccontare sui propri corpi di polizia: dai due capolavori di Sidney Lumet, Il principe della città Serpico (più volte citato) a una serie celeberrima come The Wire I ragazzi del coro di Wambaugh alle saghe newyorchesi di Richard Price. Come sempre, però, Winslow sa rielaborare e reinventare la tradizione del genere, traducendola in una formula originale: e ci trascina in un’avventura mozzafiato, che ha il respiro epico delle sue opere migliori.

 

articolo di Luca Briasco su repubblica.it/venerdi

Foto da: L'infernale Quinlan (Touch of Evil) un film del 1958 scritto, diretto e interpretato da Orson Welles, liberamente tratto dal romanzo Badge of Evil di Whit Masterson (edito in Italia nel numero 417 della collana Il Giallo Mondadori con il titolo Contro tutti). I primi tre minuti del film sono girati senza tagli, con uno dei piani sequenza più famosi della storia del cinema.

 

 

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