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Ecco come NON si scrive una sceneggiatura

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SCENEGGIATURE - Scrivere una sceneggiatura

 

Spesso riceviamo sinossi e sceneggiature che sono scritte male e non hanno una struttura adeguata. Scrivere una sceneggiatura non è facile, come non è facile pensare ad una storia che si vuole trasporre in film o cortometraggio.

 

Qui riportiamo integralmente, senza nessuna variazione, quanto ci è stato inviato da una persona che vuole provare a scrivere una breve sceneggiatura.

 

Lucia-mille articoli.

Sinossi

Festa di San Leo,patrono della città.E’ sera .Le luci dei lampioni illuminano il lungomare

Affollato.Le insegne dei negozi si riflettono nelle calme acque del mare.Un boato.la macchina della polizia

Salta in aria.L’enorme palla di fuoco trascina altre macchine in un vortice di fuoco e fumo.

Buio.Una sola insegna si salva:Lucia –mille articoli.Urla di passanti intrappolati nell’oscurità.

Lontano dalla città,nella villa del”boss”immersa nel silenzio degli ulivi, una voce al telefono

Lo rassicura che tutto è andato bene.

“Capo, quelli ora capiranno”. il “boss” ascolta in silenzio. Riattacca.

Scena 1) Interno notte-ufficio della polizia

 

Il sergente Biagio Contrera guarda il monitor per controllare il traffico sul lungomare

Della città.

Una mano sulla spalla distoglie il suo sguardo E’ il capitano Roberto Millo,un uomo sulla quarantina

,rossiccio,robusto.Si china sulla spalla di Biagio Contrera e,con aria rilassata dice:

“Tutto a posto, vedo.Ora prendo Brenda e andiamo a festeggiare in quella pizzeria qui

Dietro, alla parallela.Era da tempo che speravamo”.

Biagio si volta con sguardo interrogativo.Il capitano risponde felice.:

“Ora posso dirlo.Brenda aspetta un bimbo. Si, una procreazione assistita.

Questa volta ha funzionato.”

Biagio sorridendo:Ora capisco quei permessi ogni mese.Erano per accompagnare Brenda

Dal dottore.lo dica a tutti.Un segreto felice rende felici tutti. Ce ne sono altri che

Producono sofferenze,inquinano la vita familiare. Quelli devono rimanere segreti.”

Roberto lo interrompe divertito:” che c’è Biagio,hai qualche scheletro nell’armadio

Che ti ossessiona”

Biagio Contrera non risponde.Silenzioso continua a guardare il monitor.

Roberto si avvia all’uscita. Si volta lentamente:” più che segreti , direi situazioni che producono

Sofferenze. Non drammatizzare più di tanto”

Biagio continua a controllare il traffico sul monitor.

“io vado”conclude Roberto.

Si volta:”Abbiamo qualcuno sul lungomare a controllare la zona?”

Chiede con tono professionale sulla soglia dell’ufficio

“quella è una zona molto trafficata”conclude.

Biagio Contrera senza staccare gli occhi dal monitor:

“Si. Marco e Carlo mio fratello:Sono parcheggiati proprio al centro del

Lungomare”.

“Carlo! Allora siamo a posto” conclude Roberto.

“Già, quella testa calda. Quello si che è un segreto.Meglio non svelarlo”

Ribatte Biagio.

Roberto chiude la porta sorridendo

Scena 2)Sera-ufficio della polizia.

L’ufficio è vuoto. Biagio Contrera osserva la città in festa.le luci dei negozi e i lampioni

Del lungomare la illuminano a giorno. Le strade gremite di gente. E’ il giorno di San Leo, il

Patrono della città.

Squilla il telefono.”Si mamma,okay, finisco il mio turno e passo a prendere Carlo.Lo so

È il miglior dolce della città” le risponde sorridendo .

Si stropiccia gli occhi.un caffè, si un caffè. Si alza. Un lampo sul monitor.

Sgrana gli occhi: un’esplosione. Due macchine saltate in aria.Una palla di fuoco

ricade sulle macchine vicine coinvolgendole nell’esplosione.

I lampioni ai lati del lungomare scoppiano per l’intenso calore.Le insegne luminose

Dei negozi si accartocciano cadendo a pezzi incandescenti sulla strada.

Buio. Un fumo intenso avvolge i passanti che scappano da tutte le parti

Senza potersi orientare al buio.Lentamente Biagio poggia il caffè sul tavolo.

Gli occhi stravolti.Cerca di riconoscere la macchina,la macchina della polizia.

“Dov’è “ si chiede.

Scena3) Notte .villa del”boss”.

Dall’altra parte della città le luci illuminano il porto.

Primo piano su una villa immersa negli ulivi.

Squilla il telefono sulla scrivania dello studio arredato con pochi mobili.

 

Primo piano sulla mano sinistra, robusta con un vistoso anello al mignolo.

Lentamente alza la cornetta.

Voce fuori campo al telefono:

“Tutto okay capo,l’agnello è cotto. I piedi piatti che gli stava accanto,l’andriese, ha

Tentato di uscire dalla macchina ma le gambe gli fumavano come sigari. E’ crollato

A terra.Per lui la cottura è stata più lenta.Che spettacolo.(una risata di soddisfazione)

La macchina era incastrata tra le auto. Nessuno poteva avvicinarsi. I lampioni

Esplodevano a batteria.Che spettacolo capo!Più forte di quello in Calabria lo scorso anno

.Un puzzo di asfalto bruciato.

La voce fuori campo si ferma.

La mano sinistra non dà segni di emozione .

La voce riprende:”E’ rimasta intatta solo l’insegna-Lucia mille articoli- Sempre fortunata

Quella lì”(una risatina compiacente) E’ la lezione che quei due piedi piatti meritavano.

La polizia capirà.Lo ricorderanno il giorno di san Leo, capo”

Scena4) Notte –villa del capo

Primo piano sulla mano sinistra che rimette a posto il telefono.

La macchina da presa inquadra il porto della città..

 

Siete riusciti a leggerla tutta? Perchè vi consigliamo sempre di leggere alcuni dei numerosi articoli che trovate sul nostro sito? Perchè una sceneggiatura, a parte il contenuto della storia, che ha una grandissima importanza, va scritta con le dovute regole. Proviamo a scrivere velocemente quello che abbiamo ricevuto, senza cambiare nulla, in una forma che possa apparire, almeno formalmente, una sceneggiatura.

 

 

LUCIA-MILLE ARTICOLI

 

Sinossi:

Festa di San Leo, patrono della città. E’ sera. Le luci dei lampioni illuminano il lungomare affollato. Le insegne dei negozi si riflettono nelle calme acque del mare. Un boato. La macchina della polizia salta in aria. L’enorme palla di fuoco trascina altre macchine in un vortice di fuoco e fumo.

Buio. Una sola insegna si salva:Lucia –mille articoli. Urla di passanti intrappolati nell’oscurità. Lontano dalla città, nella villa del”boss” immersa nel silenzio degli ulivi, una voce al telefono lo rassicura che tutto è andato bene.

“Capo, quelli ora capiranno”. il “boss” ascolta in silenzio. Riattacca.

 

Sceneggiatura:

Scena 1) Interno notte, Ufficio della polizia

Il sergente Biagio Contrera guarda il monitor per controllare il traffico sul lungomare della città.

Una mano sulla spalla distoglie il suo sguardo. E’ il capitano Roberto Millo, un uomo sulla quarantina, rossiccio, robusto. Si china sulla spalla di Biagio Contrera e, con aria rilassata dice:

“Tutto a posto, vedo. Ora prendo Brenda e andiamo a festeggiare in quella pizzeria qui dietro, alla parallela. Era da tempo che speravamo”.

Biagio si volta con sguardo interrogativo. Il capitano risponde felice:

“Ora posso dirlo. Brenda aspetta un bimbo. Si, una procreazione assistita. Questa volta ha funzionato.”

Biagio sorridendo.

“Ora capisco quei permessi ogni mese. Erano per accompagnare Brenda dal dottore. lo dica a tutti. Un segreto felice rende felici tutti. Ce ne sono altri che producono sofferenze, inquinano la vita familiare. Quelli devono rimanere segreti.”

Roberto lo interrompe divertito: ”Che c’è Biagio, hai qualche scheletro nell’armadio che ti ossessiona?”

Biagio Contrera non risponde. Silenzioso continua a guardare il monitor.

Roberto si avvia all’uscita.

Si volta lentamente:

”Più che segreti, direi situazioni che producono sofferenze. Non drammatizzare più di tanto”

Biagio continua a controllare il traffico sul monitor

“io vado”

conclude Roberto.

Si volta:

”Abbiamo qualcuno sul lungomare a controllare la zona?”

Chiede con tono professionale sulla soglia dell’ufficio

“Quella è una zona molto trafficata”

conclude.

Biagio Contrera senza staccare gli occhi dal monitor:

“Si. Marco e Carlo mio fratello. Sono parcheggiati proprio al centro del Lungomare”.

“Carlo! Allora siamo a posto”

conclude Roberto.

“Già, quella testa calda. Quello si che è un segreto. Meglio non svelarlo”

Ribatte Biagio.

Roberto chiude la porta sorridendo.

 

Scena 2) Sera. Ufficio della polizia.

L’ufficio è vuoto.

Biagio Contrera osserva la città in festa. Le luci dei negozi e i lampioni del lungomare la illuminano a giorno.

Le strade gremite di gente. E’ il giorno di San Leo, il patrono della città.

Squilla il telefono.

”Si mamma, okay, finisco il mio turno e passo a prendere Carlo. Lo so. È il miglior dolce della città”

le risponde sorridendo .

Si stropiccia gli occhi. Un caffè, si un caffè. Si alza. Un lampo sul monitor.

Sgrana gli occhi: un’esplosione.

Due macchine saltate in aria. Una palla di fuoco ricade sulle macchine vicine coinvolgendole nell’esplosione.

I lampioni ai lati del lungomare scoppiano per l’intenso calore.

Le insegne luminose dei negozi si accartocciano cadendo a pezzi incandescenti sulla strada.

Buio.

Un fumo intenso avvolge i passanti che scappano da tutte le parti senza potersi orientare al buio.

Lentamente Biagio poggia il caffè sul tavolo.

Gli occhi stravolti. Cerca di riconoscere la macchina,la macchina della polizia.

“Dov’è “

si chiede.

 

Scena 3) Notte. Villa del ”boss”.

Dall’altra parte della città le luci illuminano il porto.

Primo piano su una villa immersa negli ulivi.

Squilla il telefono sulla scrivania dello studio arredato con pochi mobili.

Primo piano sulla mano sinistra, robusta con un vistoso anello al mignolo.

Lentamente alza la cornetta.

Voce fuori campo al telefono:

“Tutto okay capo, l’agnello è cotto. I piedi piatti che gli stava accanto, l’andriese, ha tentato di uscire dalla macchina ma le gambe gli fumavano come sigari. E’ crollato a terra. Per lui la cottura è stata più lenta. Che spettacolo.”

(una risata di soddisfazione)

“La macchina era incastrata tra le auto. Nessuno poteva avvicinarsi. I lampioni esplodevano a batteria. Che spettacolo capo! Più forte di quello in Calabria lo scorso anno. Un puzzo di asfalto bruciato.”

La voce fuori campo si ferma.

La mano sinistra non dà segni di emozione .

La voce riprende:

”E’ rimasta intatta solo l’insegna Lucia mille articoli. Sempre fortunata quella lì”

(una risatina compiacente)

“E’ la lezione che quei due piedi piatti meritavano. La polizia capirà. Lo ricorderanno il giorno di San Leo, capo”

 

Scena 4) Notte. Villa del capo

Primo piano sulla mano sinistra che rimette a posto il telefono.

La macchina da presa inquadra il porto della città.

 

 

 

Compitino: fatele vostre considerazioni su quanto è stato scritto. Quanto è importante scrivere la storia in un buon italiano, fluido, senza errori formali o di ortografia? Quanto è importante pensare, creare una storia bella che sia anche nuova? Far saltare una macchina od andare sulla luna è la cosa migliore a cui sappiamo pensare? E che andamento devo dare alla storia per convincere un produttore a spendere qualche soldino e un regista a girarlo? Siamo sicuri di conoscere la tecnica dei tre tempi? E del break point ne sappiamo qualcosa? lo abbiamo utilizzato?

Quando vediamo un film cerchiamo di analizzarlo? ci chiediamo perchè la storia ci è piaciuta? ripercorriamola nella nostra mente e cerchiamo di scoprire i suoi punti forti. E quanti cortometraggi guardiamo? Da loro possiamo imparare tanto, sia se sono belli che brutti. Solo in questo sito ci sono decine di articoli che ci possono aiutare.... Andate a leggerli....

Ve ne suggeriamo intanto due:

Gli errori più comuni che commettono gli aspiranti sceneggiatori

Cosa scrivere e cosa non scrivere in una sceneggiatura

 

 

 

 

Commenti   

 
0 #1 Vincenzo971 2017-09-23 08:49
Io hoimparatotanto guardando i corti su tvdigit, me li sono studiati uno ad uno e sto per girarne uno mio, opo aver scritto la sceneggiatura
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