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Il montaggio video (2)

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TECNICA - AVANZATA

L’abc del montaggio video

Dando ormai per acquisito che è necessaria una grandissima armonia tra video e audio, occorre anche puntualizzare che la stessa armonia deve sussistere tra le diverse fasi della realizzazione di un film. Le fasi principali si possono riassumere nelle seguenti:

■ soggetto;

■ sceneggiatura;

■ regia;

■ montaggio.

Il soggetto è la descrizione (generalmente molto sintetica) di ciò che avviene nel film, cioè della trama nuda e cruda. Il soggetto è un documento tecnico, quindi è redatto in maniera essenziale e la sua forma non ha nulla a che vedere con la poetica spesso ricercata dei romanzieri.

La sceneggiatura è invece la descrizione, scena per scena, di come deve essere recitato il film. Nella sceneggiatura sono riportate le battute, le scenografie e in generale tutto quanto concorre a costruire l’ambiente e l’azione.

La regia è considerata il fulcro di tutto ed effettivamente è così.

Tutte le fasi di lavorazione del film sono indispensabili e cruciali, ma tutte ruotano intorno alla regia, che deve stabilire come la scena deve essere recitata e ripresa.

Il montaggio è la fase conclusiva. Il grande regista Jean-Luc Godard affermò una volta che per lui iniziare il montaggio è come iniziare le prove per l’esecuzione di una sinfonia dopo averne terminato la composizione.

Dall’idea al grande schermo

Un film non nasce dal nulla, ma da una storia da raccontare. La storia, però, non basta: prima di arrivare alla sala cinematografica il percorso dell’idea primigenia è lungo. Ecco le fasi che quest’idea deve superare:

■ dapprima viene elaborato il soggetto, cioè la descrizione degli avvenimenti che verranno narrati nel film. Il soggetto è piuttosto corto: di regola si tratta di poche cartelle, quindi sta alla bravura di chi scrive riuscire a dare un’idea delle potenzialità del film in così poco spazio;

■ viene poi definita la scaletta, cioè la successione delle scene già nell’ordine di montaggio (almeno, quello previsto: poi può succedere di tutto); la scaletta contiene una breve descrizione di ogni scena;

■ il passo successivo è il trattamento: scritto generalmente in forma narrativa, comprende parte dei dialoghi definitivi, della descrizione esatta di quanto accade (le azioni) e dei paesaggi che verranno utilizzati;

■ la sceneggiatura (si tratta del famoso copione) descrive poi in tutti i dettagli ogni azione del film: vengono specificati i luoghi, le inquadrature, i personaggi, gli atteggiamenti, i dialoghi, i rumori e il sottofondo musicale. Di solito è suddivisa in due colonne: in quella di sinistra viene riportato uno schizzo dell’inquadratura, sulla destra i dialoghi degli attori. Alcuni registi considerano pressoché sacra la sceneggiatura, secondo altri fa rima con spazzatura e preferiscono seguire la propria ispirazione.

Premontaggio, montaggio e montaggio definitivo

Nel definire ciò che è il montaggio, non si può fare a meno di esaminare le fasi in cui esso si suddivide: il premontaggio, il montaggio e il montaggio definitivo. Gli americani parlano rispettivamente di rough cut, di editing e di final cut, mentre i francesi parlano  generalmente di montage; americani e francesi non sono stati citati a vanvera: con tutti i distinguo del caso, rappresentano le due più grandi scuole di pensiero riguardo al  montaggio.

Per i francesi, il montaggio è un’opera a volte interminabile, a volte sofferta, sempre molto partecipata. Generalmente parlando, il montaggio francese è più artigianale e artistico (benché sempre assai professionale) di quello americano.

Per gli americani, il montaggio non è altro che una fase di lavoro che deve essere svolta con professionalità nel più breve tempo possibile (si sa: i costi di gestione uccidono i grandi film).

Per evitare ripetuti ripensamenti e rimontaggi, il montaggista esegue dapprima un premontaggio, in cui delinea la successione delle sequenze senza curare troppo i particolari. In alcuni casi, può costruire più versioni del premontaggio, in modo da valutare insieme con il regista quale di esse riesce a esprimere meglio il messaggio che si vuole far pervenire allo spettatore.

Si passa poi al montaggio vero e proprio, in cui le scene vengono legate insieme e armonizzate con i rumori di scena, i dialoghi e la colonna sonora. Al termine del montaggio sono ancora possibili alcuni ritocchi, per dare maggiore incisività a una scena o per tagliare una sequenza che proprio non funziona. Quando tutto è a posto, si ha il montaggio definitivo: il film prende quindi la forma che lo spettatore vedrà al cinema.

Talvolta il montaggio definitivo non è quello che fa felice il regista. Un classico esempio è Blade Runner, che dopo aver avuto successo in tutto il mondo è uscito in videocassetta anche nella versione Director’s cut, cioè rimontata dal regista. Questa nuova versione (in cui manca del tutto la voce fuori campo, in cui è stato eliminato il memorabile finale e in cui viene suggerito che anche il protagonista Rick Deckard, cioè Harrison Ford, è un replicante) ha lasciato un po’ di amaro in bocca a molti.
Tra gli italiani, ricordiamo il film Nuovo Cinema Paradiso che vinse l'Oscar solo dopo essere stato rimontato con importanti tagli.

Gli americani usano due termini differenti per indicare il montaggio: editing e cutting. Per quanto il termine editing possa alle nostre orecchie suggerire una serie di operazioni più complesse del semplice taglio, secondo il modo di lavorare dei montaggisti d’oltreoceano i due termini furono per lungo tempo praticamente equivalenti e si riferirono all’azione di tagliare ciò che è brutto, errato o inutile.

Oggi il termine editing ha assunto, grazie anche all’apporto delle tecniche di montaggio video con il computer, il significato più pieno di rielaborazione, poiché concerne la scelta di effetti di transizione, effetti speciali, percorsi di spostamento, applicazione di filtri e così via.

A proposito di tagli, non possiamo evitare di spendere due parole per altri film italiani che hanno avuto grande successo negli USA, ma che hanno dovuto sottostare alle richieste d’oltreoceano e hanno subito quindi alcuni tagli. Un esempio lampante è Mediterraneo, di Gabriele Salvatores: la versione che ha vinto l’Oscar negli USA è più corta di quella italiana, poiché alcune scene sono state eliminate su richiesta (pare) del distributore.

Questo tipo di richiesta è molto frequente e, secondo la valutazione di ognuno, si colloca tra la violazione di un’opera d’arte e il buon diritto di rendere più interessante il film. Rimane comunque il dispiacere di vedere che l’edizione italiana in DVD di Mediterraneo è ormai quella tagliata.

Le fasi del montaggio video

Il montaggio video non è molto diverso, concettualmente, dal montaggio cinematografico, anche se tra i due vi sono ovviamente alcune differenze dal punto di vista strumentale: ad esempio, il montaggio cinematografico si effettua alla moviola,  quello video si effettua al banco.

Secondo gli strumenti utilizzati, anche nel montaggio cinematografico si può avere lo scorrimento verticale della pellicola (come nei vecchi filmini super 8) o si può anche avere lo scorrimento orizzontale, osteggiato soprattutto all’inizio da molti registi e montatori perché, secondo loro, disturbava la naturale sequenzialità del film. Nel montaggio video con il personal computer lo scorrimento è sempre orizzontale, mentre la riproduzione della finta pellicola per illustrare alcuni fotogrammi che corredano questo libro si snoda in verticale: ragioni di comodità d’impaginazione costringono a questa scelta.

Per montare un film con il personal computer occorre eseguire nell’ordine le seguenti operazioni:

1. importare su file tutti gli spezzoni da montare. Questa è la fase dell’acquisizione video, che trasforma il segnale analogico della videocassetta, della videocamera o della televisione in un segnale digitale che può essere rielaborato dal personal computer;

2. montare il film. Mettere in sequenza tutti gli spezzoni, definire gli effetti speciali, inserire i titoli di testa e i titoli di coda e curare la parte audio;

3. creare il file contenente la versione definitiva del film;

4. riversare il film su videocassetta. Si tratta cioè di ritrasformare in analogico il segnale video e audio.

Per queste fasi occorre un hardware di tutto rispetto, anche se il rapido progresso tecnologico consente oggi di procurarsi una buona strumentazione a costi tutto sommato contenuti. I ferri del mestiere per effettuare montaggi video con il personal computer sono descritti di seguito.