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Percorso Linguaggio Filmico - Quaderno Didattico parte 2

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TECNICA - BASE

I Movimenti di Macchina

Non da sempre la mdp (macchina da presa) sa far viaggiare se stessa al servizio dell'analisi puntigliosa delle realtà e per andare a cercare i particolari più interessanti.

All'inizio essa se ne stava immobile in “platea”, registrando passivamente il “palcoscenico” del film. Poi nacquero balzellanti panoramiche e carellate su mezzi già di per sè in movimento (treni, slitte, cavalli). Infine, nel 1912, Pastrone brevettò un carrello su ruote dove posizionare la mdp. Si potrebbe dire che, con la panoramica e la carellata, la mdp acquisisce la facoltà di restituire il mondo secondo lo   spazio ed il tempo reali, in quanto tali movimenti permettono di registrare la continuità della realtà, quella continuità che con il montaggio di inquadrature su diversi piani e di differenti tempi, viene ad essere assolutamente perduta. É possibile descrivere un ambiente senza stacchi arbitrari, presentare il continuum di tutto un paesaggio, seguire passo passo un personaggio in movimento, registrare un'azione nel suo sviluppo, mettere in realistico rapporto spaziale e temporale i vari elementi ripresi.

 

Carrellate

Nella carrellata la cinepresa si sposta fisicamente compiendo un percorso prestabilito,   in genere con un carrello su rotaie per tenere ferma la macchina da presa o con l'operatore che si muove a piedi reggendo la steadycam*. Altre volte invece si usa una gru, manovrata dagli attrezzisti, che muove una piattaforma con la macchina da presa.

Un altro genere di carrellata è la carrellata ottica, cioè la zoomata: la cinepresa resta ferma  ma l'operatore "allunga" la focale dell'obiettivo, avvicinando il soggetto. È un movimento meno naturale, che si usa poco nel cinema e molto di più negli studi televisivi. Un altro tipo di supporto meccanico, che però non si usa più, è   invece la flycam: una telecamera con ali montata su un mini aereo e utilizzata in luoghi chiusi molto ampi per effettuare inquadrature fisicamente impossibili per un operatore. Altri supporti meccanici sono inoltre il dolly e il crane, un tipo di dolly con telecamera fissata con sfere che permettono delle vere e proprie rotazioni.

*Nome commerciale di un sistema di stabilizzazione per cineprese portatili. Consiste in una piattaforma oscillante ma perfettamente bilanciata, su cui viene installata la macchina da presa, retta dall'operatore mediante un corpetto aderente indossato come una giacca.

 

Panoramiche

Nella panoramica, la macchina da presa resta ferma e si limita a girare sul proprio asse. Spesso si usa in combinazione con una zoomata, partendo da un particolare per poi allargare dolcemente e finire in panoramica pura, o viceversa dalla panoramica stringere su un dettaglio; si può anche usare per inseguire un soggetto in movimento (panoramica a seguire). Non è un movimento naturale per l'occhio umano, che invece tende piuttosto a esplorare un paesaggio muovendosi a scatti da un punto interessante ad un altro: per questo è usata con moderazione. Possiamo distinguere in questi movimenti di macchina sull'asse del cavalletto due tipi di panoramica: la panoramica orizzontale o panning e la panoramica verticale o tilting. La panoramica a schiaffo poi serve per drammatizzare ancor più ciò che deve ancora accadere o si usa con effetto di spettacolarizzazione e si fa, ad esempio, con gli oggetti lanciati.

 

Aspetti Tecnici

Ambientazione

Il complesso delle operazioni artistiche e tecniche intese a ricreare i luoghi, le luci, l'atmosfera storica, gli elementi figurativi e sonori che caratterizzano il film o alcune scene, ed il risultato di tali operazioni.

 

Angolazione

Indica la posizione della macchina da presa in rapporto allo spazio da inquadrare.

 

Cast

Complesso delle attrici e degli attori che interpretano un film.

 

Ciak

Strumento di legno, a forma di tavoletta munita nella parte inferiore di un'asta battente, sulla quale sono scritti il titolo del film, il nome del regista, il numero dell'inquadratura e della ripresa che ci si appresta a girare. Manovrato dal "ciacchista", il quale contemporaneamente batte l'asta e dice ad alta voce le parole scritte, viene ripreso in testa ad ogni inquadratura, prima dell'inizio dell'azione ed alla fine delle riprese, semplificando così l'operazione del montaggio e permettendo la sincronizzazione dell'immagine e del suono.

 

Colonna Sonora

Parte della pellicola cinematografica riservata alla registrazione dei “suoni”. Nel formato 35 mm occupa, sul lato sinistro, uno spazio di 2,54 mm fra l'immagine ed una delle perforazioni.

 

Controcampo

Lo spazio inquadrato da un apparecchio da ripresa viene usualmente chiamato campo   o inquadratura: si dice infatti che un oggetto o una persona sono “in campo” o “fuori campo”, vale a dire entro o fuori lo spazio fotografato dalla macchina. Lo spazio opposto, situato di fronte a una determinata inquadratura, viene indicato come il suo controcampo: è quanto si potrebbe inquadrare girando la macchina da presa di 180°.

 

Dissolvenza

Effetto per il quale l’immagine scompare più o meno velocemente dalla pellicola, lasciando il posto al buio assoluto, oppure a un bianco uniforme, o a un’altra

immagine.

 

Flashback

Espressione inglese, entrata nell’uso cinematografico internazionale, con cui si indica un’azione narrativa secondaria, di breve durata, inserita nella principale e riferita quasi sempre al passato.

 

Flou

Effetto che conferisce alla fotografia una particolare morbidezza, toni sfumati, senza che venga compromessa la nitidezza dell’immagine.

 

Fotogramma

E’ la singola immagine registrata sulla pellicola, sia negativa che positiva.


Fuori campo

Quello che è escluso dal campo di ripresa, ma che si deve comunque intendere come presente nella scena.

 

Inquadratura

Letteralmente il termine definisce l’insieme degli elementi figurativi che compongono l’immagine ripresa dalla camera.

 

Macchinista

Operaio specializzato nell'allestimento e nel montaggio delle scene cinematografiche,     a cui nelle pause di ripresa si ricorre per modificare l'arredamento. É anche addetto agli spostamenti della macchina da presa.

 

Movimenti di macchina

Durante la ripresa di un’inquadratura la macchina da presa può essere fatta ruotare in senso orizzontale e verticale, oppure può essere spostata in una qualsiasi direzione.

 

Piano-sequenza

Inquadratura - plan in francese, da cui è mutato il termine italiano - che da sola costituisce una sequenza; o se si vuole, sequnza contenuta in una sola inquadratura.

 

Produttore

Chi, dopo essersi procurato personalmente o previo accordo con altri, oppure attingendo al credito bancario i capitali per poter realizzare il film, ne organizza la produzione e la porta a termine.

 

Ralenti

Effetto visivo per il quale il movimento di oggetti e persone sullo schermo appare più lento di quello reale.

 

Regia

Propriamente parlando, la regia è l’attività di direzione artistica del film.

 

Sceneggiatura

Ultima fase di elaborazione del soggetto prima della realizzazione del film, la sceneggiatura ne costituisce il testo, o, se si vuole, la partitura.

 

Scenografia

Con il termine s’intende l’insieme degli elementi, plastici e pittorici, che concorrono alla costruzione degli ambienti, realistici o di fantasia, nei quali dovrà svolgersi l’azione cinematografica.

 

Sequenza

Parte di film, composta di varie inquadrature e scene, dotata di una sua unità narrativa.

 

Soggettiva

Inquadratura di qualcosa che si immagina - o che risulta logicamente dal contesto - vista da uno dei personaggi.

 

Soggetto

Il soggetto è il punto di partenza del film, costituisce la sua prima fase creativa.


Analisi del film:  Il Postino

Trama

Nell'estate 1952 Mario Ruoppolo (M. Troisi), postino ausiliario in un'isola (Salina) delle Eolie, ha come unico destinatario da servire il poeta cileno Pablo Neruda (P. Noiret), esule con la moglie (A. Bonaiuto). Tra i due nasce un'amicizia grazie alla quale Mario scopre la forza della poesia e l'impegno politico. Tratto dal romanzo Ardiente paciencia (1986) del cileno Antonio Skàrmeta che lo ridusse anche per il teatro (messo in scena al Festival di Asti 1989 con la regia di Rosalia Polizzi e Luigi Pistilli e Marco Spiga nelle parti principali). Pur diretto dallo scozzese M. Radford, appartiene a Troisi (1953-94) che, gravemente malato di cuore, morì alla fine delle riprese. Fu lui a volerlo e a farne comprare i diritti perché, nonostante la differenza d'età (nel libro è ventenne), s'era innamorato del personaggio e del suo rapporto con la poesia. Forse anche di un altro tema: la tristezza di certe effimere amicizie estive che, col passar degli anni, contano nel ricordo soltanto per uno dei due. Fu Cocteau a dire per primo che la cinepresa filma la morte al lavoro. In questo film la frase vale quasi alla lettera: difficile per lo spettatore consapevole separare le emozioni. Per gli altri è più facile individuare i limiti del film: approssimativo e oleografico nell'ambientazione; sforzato nel discorso politico; troppo sbilanciato a sfavore di Neruda; incerto nelle figure di contorno, compresa quella della Cucinotta cui, comunque, il film fece da trampolino. Oscar per le musiche a Luis Bacalov.

Ipotesi Personali

  - somiglianza tra film e libro

-  l’ambientazione del film rispecchia quella del libro

-  montaggio moderno

-  scenografia curata nei dettagli

-  assenza di effetti speciali

-  la trama del film segue gli sviluppi narrativi del libro

 

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di  Grotto Tommaso 2TB

Anno Scolastico 2004 - 2005