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Percorso Linguaggio Filmico - Quaderno Didattico parte 1

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TECNICA - BASE

Introduzione

“Oggi il cinema è ormai diffuso ovunque e quasi tutti lo conoscono; serve allo studioso, all'educatore, al ricercatore, al contadino, ai mercanti, ai propagandisti, ai preti, ai poliziotti, agli uomini politici, a chi ama la pace e a chi vuole la guerra, ai buoni e ai cattivi.  Siano essi proiettati sui grandi schermi delle sale cinematografiche o sui piccoli  schermi degli apparecchi televisivi i film attraggono ogni giorno spettatori a decine di milioni, mentre nel 1900 non si sarebbero potuti trovare in tutto il mondo e ogni giorno diecimila curiosi che avessero voglia di «andare al cinema». Varie sono le sue funzioni. É una distrazione per la maggior parte della gente, affascinata dalle immagini di attori illustri come dalle loro private vicende, dai loro successi, dai loro amori, dai loro   problemi di coscienza, dalla loro felicità e dalle loro disgrazie. Ma è anche una specie di tappeto volante che trasporta lo spettatore nei mondi più diversi e tra le più svariate meraviglie. Senza muoversi dal proprio villaggio si può imparare a scoprire i più lontani paesi, a conoscerne i paesaggi, i modi di vivere e le diverse civiltà.

Fantasy 1Il cinema non usa solo immagini ma anche parole, rumori e musica. Un romanziere   può descrivere il mare, ma difficilmente potrà far capire cosa sia l'oceano a chi non l'abbia mai visto. Il cinema invece fa vedere e sentire la risacca, le onde, la tempesta, i tifoni, la schiuma sugli scogli, i naufragi, le spiagge di Tahiti e di Cannes, i pescatori bretoni alla pesca del merluzzo e quelli siciliani alla mattanza del tonno. Per mezzo del film un uomo impara a conoscere altri uomini e a conoscere il mondo intero.

Il cinema è un'arte. La recitazione degli attori, la costruzione delle scene, la varietà dei costumi, la qualità della fotografia, l'umanità della vicenda, la perfezione della tecnica, la verità e la poesia della regia, la vivacità dei sentimenti, l'armonia della musica possono creare un film che può stare a confronto con le più grandi opere prodotte dal genio dell'uomo. Il cinema si è creato i propri mezzi combinando assieme quelli di quasi tutte   le altre arti: romanzo, teatro, pittura, architettura, musica, poesia, ecc.

Il cinema non è però solo un'arte, ma anche un'industria e un commercio. Per creare un grande film, che durerà sullo schermo novanta minuti, devono lavorare per settimane e mesi decine di specialisti: soggettisti, tecnici, operai...

Se per fare un film sono necessari capitali ingenti, occorrono miliardi per costruire e attrezzare i teatri di posa dove si girano i film, i cinema per la loro proiezione, gli stabilimenti che producono la pellicola vergine, e gli apparecchi necessari per la registrazione e per la proiezione.

In tutto il mondo centinaia di migliaia di persone esercitano centinaia di professioni diverse che concorrono al fine di produrre, vendere, noleggiare, proiettare e far circolare i film. «Fare del cinema» non significa soltanto essere una diva famosa, ma anche esercitare i più svariati mestieri come falegname, chimico, agente di pubblicità, elettricista, acrobata, imitatore di rumori, stenodattilografa, decoratore, scrittore, palombaro, giornalista, comparsa, ecc. E basterebbe la varietà dei mestieri necessari     al cinema per dimostrarne l’universalità.

Nella civiltà del XX secolo il cinema non è meno utile della stampa. L'invenzione di Louis Lumiére ha oggi più di sessant'anni e possiede altrettante applicazioni quante la stampa, inventata cinquecento anni fa da Gutenberg.”

Georges Sadoul - Manuale del Cinema (Einaudi,   1973)

Io e il Cinema

Fantasy 2Il cinema mi affascina da quando sono piccolo. Devo ringraziare mio papà che, stimolando la mia curiosità e proponendomi film di diverso genere, ha allargato i miei orizzonti nel campo del cinema. Adesso il cinema occupa gran parte delle mie serate. Mi diverte restare sveglio fino a tardi a guardare un bel film con la mia famiglia.

Io ritengo il cinema un linguaggio, principalmente. Una persona, nel nostro caso il regista, ha in mente una storia da raccontare e delle idee da esprimere. Il cinema è il linguaggio che il regista usa per raccontare al mondo una storia e le sue opinioni. Il cinema è composto principalmente di immagini e musica (dialoghi, rumori, suoni, colonna sonora). Il regista mette insieme tutti questi elementi per creare un nuovo mondo pronto ad essere esplorato da tutti.

Vado al cinema abbastanza spesso, circa due o tre volte al mese. Durante l’estate invece, quasi tutte le settimane. Solitamente vado al cinema con i miei amici e mio papà e in rari casi con tutta la mia famiglia.

I generi che attirano particolarmente la mia attenzione sono due: i film “fantasy” e gli “horror”. Questi sono i miei generi prediletti anche se ho impararto che è importante guardare di tutto per farsi una vera e solida idea per ogni genere.

I miei registi preferiti sono due: George Lucas e Sam Raimi. I creatori di, rispettivamente, Guerre Stellari e Spiderman, per citare qualche esempio.

Con l’avvento dei DVD (Digital Versatile Disk) io e mio papà abbiamo progressivamente abbandonato la visione di videocassette VHS (Video Home System). In questoultimo periodo a casa mia, guardiamo o un DVD o un film presentato su Sky. Se potessi dedicarmi o occuparmi di cinema mi piacerebbe essere regista o montatore.

Del cinema, in forma specifica non conosco molte cose. I termini precisi li ho imparati   in seguito al corso di cinema svolto in classe. Prima del corso avevo una visione del cinema molto basilare e poco approfondita. Mio papà, in seguito alle visioni di determinati film, mi forniva specifiche nozioni che, col passare del tempo dimenticavo. Riprendere in classe, passo a passo, le fondamenta del cinema è stato molto utile e interessante. Ultimamente, quando guardo un film, cerco di “osservarlo” in modo diverso, rispetto ad una volta. Mi impegno a distingure i piani, i campi, i movimenti di macchina, gli effetti cinematografici... Una volta concluso il film, cerco di comprendere il messaggio del regista o il significato racchiuso nel film. Per finire, confronto le mie idee con quelle di mio papà.

Credo che tra “guardare” semplicemente e “osservare” attentamente un film, ci sia molta differenza. A conclusione di questo percorso sul linguaggio filmico posso ritenermi soddisfatto. Adesso, grazie alle conoscienze acquisite in questo periodo, sono in grado di cominciare a “leggere” il cinema in modo diverso.

Il Linguaggio Cinematografico

Inquadrature

A seconda di cosa riprende e con che dettaglio, l'inquadratura viene chiamata "campo" o "piano"; si parla di campo quando i soggetti non sono gli elementi più importanti dell'immagine, ma solo una parte di essa o addirittura non vi compaiono affatto. Invece si parla di piano quando una persona è senza dubbio l'elemento   principale dell'immagine. Vediamoli in ordine di "distanza", per così dire:

Campo Lunghissimo (CLL)

È un'inquadratura che comprende un vasto insieme: la scenografia è collocata interamente all'interno del quadro ed è vista da una grandissima distanza. Se presente, la figura umana è appena visibile.

Campo Lungo (CL)

La scenografia è inquadrata nel suo insieme e i personaggi   sono collocati in modo preciso in un ambiente, che tuttavia resta la parte preponderante dell'inquadratura.

Campo Totale (CT)

Tutti i personaggi, collocati precisamente in un ambiente, perfettamente visibili dalla testa ai piedi.

Campo Medio (CM)

Ancora più ristretto del campo totale; le persone sono riconoscibili nella loro identità.

Figura Intera (FI)

La persona è inquadrata dai piedi alla testa, e sta esattamente nel fotogramma.

Piano Americano (PA)

L'inquadratura parte dalla metà della coscia; spesso utilizzato per inquadrare due o più persone.

Piano Medio o Mezza Figura (MF)

Inquadratura che riprende il (o i) personaggio(i) dalla vita in su. Comunemente conosciuto come mezzo busto (MB), questo tipo di inquadratura non è molto utilizzata nel cinema.

Primo Piano (PP)

Un volto dalla testa alle spalle, isolato dal contesto e in cui preponderante è proprio l'espressione del soggetto.

Primissimo Piano (PPP)

Un volto, più stretto, generalmente tagliato sopra l'attaccatura dei capelli e a metà collo. L'inquadratura è molto stretta e particolarmente cinematografica con bande nere sopra   e sotto in cui si coglie veramente l'anima del soggetto.

Particolare o Dettaglio

Una parte del volto o un'altra parte del corpo, ripresa molto da vicino. Anche un oggetto molto piccolo o parte di un oggetto.

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                       SEGUE

Grotto Tommaso 2TB

Anno Scolastico 2004 - 2005