Maria, Elena, Piero. Tre nomi propri di giovani con un problema in comune. Un problema che non appartiene solo a loro, ma anche ad altre migliaia di ragazzi e ragazze, in Toscana come altrove. È per questo che Fondazione Sistema Toscana, con il patrocinio della Regione Toscana, ha realizzato il cortometraggio SextingGroomingCyberbullying. È stato presentato agli studenti delle scuole superiori della regione, perché è proprio a loro che sono destinati quei 21 minuti di narrazioni video. Si tratta di una fiction, con tanto di voce narrante. Ma i problemi raccontati, be’, quelli no. Non sono fiction, ma vita reale.

“I RAGAZZI, COMPLICE LA PANDEMIA, HANNO VISSUTO PER TROPPO TEMPO NELLE AGORÀ VIRTUALI, CONSOLIDANDO IL LORO DISORIENTAMENTO”

“Il valore aggiunto di questo cortometraggio è dato dalla partecipazione attiva dei rappresentanti degli studenti in tutte le fasi di realizzazione dell’iniziativa” commenta il Prefetto di Firenze, Valerio Valenti“Ci auguriamo che siano proprio i portavoce degli studenti a promuovere tra i coetanei il dibattito e la conoscenza degli strumenti di aiuto, perché nessuno debba mai sentirsi solo difronte all’esperienza devastante dell’abuso e della violenza“.

 

L’uso corretto degli strumenti

Il diffondersi di quella che oggi è considerata una vera piaga sociale si è ulteriormente aggravato con la pandemia e l’uso esponenziale della rete, non solo a fini scolastici, ma anche per il mantenimento delle relazioni sociali, che da ormai due anni sono mediate da messaggi, chat, videochiamate, post sui social. È proprio attraverso l’utilizzo scorretto della rete che possono realizzarsi violenze e abusi on-line a scapito di adolescenti, i principali fruitori del web e dei social, fino a rendere loro la vita impossibile.

“Vogliamo far capire alle ragazze e ai ragazzi che, al di fuori di quel tablet o computer, c’è qualcuno di reale che può offrire loro aiuto” spiega il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani“I ragazzi hanno sempre meno occasioni di contatto diretto e di confronto con il mondo esterno, in maniera libera e aperta, nelle piazze reali. I ragazzi, complici gli ultimi due anni la pandemia, hanno vissuto per troppo tempo nelle agorà virtuali, consolidando il loro disorientamento”.

Il cortometraggio

L’idea del cortometraggio è nata nel quadro delle attività del “Tavolo di coordinamento per le strategie di intervento e prevenzione sul tema dell’abuso e la violenza all’infanzia e all’adolescenza” costituito in Prefettura e del quale fanno parte l’Arcidiocesi di Firenze, la Magistratura (anche minorile), le forze dell’ordine (inclusa la Polizia Postale), la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, l’Università degli Studi e il Comune di Firenze, l’Ufficio scolastico territoriale, l’Azienda Usl, l’Ospedale Meyer, l’Istituto degli Innocenti, l’Ordine dei medici, il presidente di Telefono Azzurro e i rappresentanti del Parlamento regionale e della Consulta provinciale degli studenti.

Dall’idea alla realizzazione

Attraverso un sondaggio curato dalle rappresentanze studentesche e sottoposto agli studenti delle scuole di secondo grado della Città Metropolitana di Firenze tra ottobre e novembre 2019 è stato raccolto un campione eterogeneo di risposte, che ha rilevato una conoscenza molto sommaria degli strumenti attraverso i quali poter entrare in contatto immediato con esperti in grado di supportare le vittime di abusi. Sia che si tratti di sexting, di grooming o di cyberbullismo.

Il sondaggio ha inoltre stimolato un dibattito interno tra studenti ed aperto un confronto preliminare su possibili progetti. E così Fondazione Sistema Toscana, in collaborazione con l’assessorato alle politiche per la sicurezza e la legalità della Regione Toscana, l’Ufficio scolastico regionale e la Fondazione Teatro della Toscana, ha realizzato il cortometraggio “SextingGroomingCyberbullying”, scritto e diretto da Tobia Pescia.

da Redazione di https://www.intoscana.it/