Ecco una sceneggiatura natalizia, da un tono particolare, con ritmo ed atmosfera: una fiaba contemporanea, sospesa tra realtà e magia.
La scrittura è pensata per un cortometraggio poetico e visivo, pieno di simboli e piccole meraviglie: il tipo di racconto che un regista può girare con delicatezza ed immaginazione, e che lascia nel pubblico una sensazione di incanto malinconico.
* Titolo: “Il Negozio dei Minuti Perduti”
Logline:
Una donna in crisi entra per caso in un vecchio negozio aperto solo la notte di Natale, dove è possibile comprare — o ritrovare — i minuti della propria vita perduti.
Ma ogni minuto recuperato ha un prezzo: il ricordo di qualcun altro.
Nel tentativo di rivivere un amore dimenticato, scoprirà che la felicità non sta nel tornare indietro, ma nel capire cosa tenere con sé.
Personaggi principali:
- Elena (38 anni) – impiegata in una grande città, vive sola, cinica e disillusa. Ha perso la madre l’anno precedente e non festeggia più il Natale.
- Il Vecchio Orologiaio (circa 70 anni) – enigmatico, elegante, parla come se conoscesse i pensieri di chi entra nel suo negozio. Vende il tempo, ma non oggetti.
- Bambina (7 anni) – presenza misteriosa, appare e scompare tra gli orologi; potrebbe essere il ricordo d’infanzia di Elena stessa.
- Uomo del ricordo (35 anni) – appare solo nei flash e nei “minuti ritrovati”, l’ex amore di Elena.
- Passanti e coro di strada – fanno da contrappunto visivo e sonoro, come un mondo esterno che ignora il miracolo che accade.
Storia:
È la notte di Natale. Le strade della città sono quasi vuote.
Elena esce dall’ufficio, stanca, decisa a non tornare a casa.
Cammina senza meta fino a trovare, in un vicolo che non ricorda di aver mai visto, un’insegna luminosa: “Negozio dei Minuti Perduti – Aperto solo stanotte.”
Incuriosita, entra.
Dentro, un anziano orologiaio sistema minuscole clessidre su scaffali infiniti. Ogni clessidra contiene un minuto della vita di qualcuno: un momento dimenticato, un sorriso, un rimpianto.
L’uomo le spiega che può comprare — o rivivere — i suoi minuti perduti, ma deve offrirne in cambio altri.
Elena sceglie di rivedere il minuto in cui conobbe il suo grande amore, perduto anni prima.
Il negozio si trasforma, gli orologi si fermano, e lei rivive la scena: la stazione, la neve, il primo sguardo.
Ma quando riapre gli occhi, non ricorda più un dettaglio importante della sua vita reale: il volto di sua madre.
Spaventata, chiede all’orologiaio di restituirglielo.
Lui risponde: “Niente tempo si dona senza un tempo che si perda.”
Alla fine, Elena decide di donare al negozio il minuto del suo addio al passato, lasciando andare il dolore e i rimpianti.
Quando esce, il negozio non c’è più. Sulla neve resta solo una piccola clessidra che segna ancora: un minuto di felicità.
Sceneggiatura – Scene principali e dialoghi
SCENA 1 – EXT. STRADA DELLA CITTÀ – NOTTE DEL 24 DICEMBRE
Neve leggera.
Elena cammina da sola con un sacchetto di lavoro e una sciarpa grigia.
Le vetrine brillano, la gente ride.
Lei abbassa lo sguardo.
ELENA
(voce fuori campo):
Tutti cercano il Natale.
Io cerco solo un posto dove non esista.
Passa davanti a un vicolo.
Una luce tenue, dorata, illumina un’insegna: “Negozio dei Minuti Perduti.”
SCENA 2 – INT. NEGOZIO – CONTINUA
Campanello che suona come un carillon.
L’interno è un labirinto di orologi, pendole, clessidre, specchi.
Un vecchio orologiaio la osserva da dietro il banco.
OROLOGIAIO:
Benvenuta, signora Elena.
(Lei sussulta.)
Qui vendiamo ciò che nessun tempo restituisce.
ELENA:
Che cosa… vendete, esattamente?
OROLOGIAIO:
Minuti. Perduti. Rubati. Sprecati.
Ma solo se valgono la pena di essere ritrovati.
SCENA 3 – INT. BANCO PRINCIPALE – POCO DOPO
L’uomo le porge una piccola clessidra con sabbia rossa.
OROLOGIAIO:
Questo è un minuto in cui eri felice.
Vuoi rivederlo?
ELENA:
E se non fossi pronta?
OROLOGIAIO:
Il tempo non aspetta. E nemmeno la memoria.
La sabbia scorre.
La stanza si trasforma.
Elena è in una stazione, anni prima.
Vede un uomo, giovane, che le sorride.
Si toccano le mani, per caso.
ELENA
(sussurrando):
Tu…
Il minuto finisce. Tutto scompare.
Elena si risveglia, confusa.
ELENA:
Voglio rivederlo ancora!
Quanto costa?
OROLOGIAIO:
Un ricordo a scelta.
Uno che non vuoi più portare con te.
SCENA 4 – INT. NEGOZIO – PIÙ TARDI
Elena osserva una piccola clessidra con sabbia azzurra.
Dentro, si vede una bambina che abbraccia sua madre.
ELENA:
Questo… è mio?
OROLOGIAIO:
Era tuo.
Lo hai dato via per rivedere un amore che avevi già perso.
ELENA:
Ridammelo!
OROLOGIAIO
(sorridendo):
Nessun orologio cammina all’indietro, signora Elena.
SCENA 5 – INT. NEGOZIO – CLIMAX
Tutti gli orologi si fermano.
Elena corre tra scaffali infiniti, grida.
Una bambina appare tra la nebbia: è lei da piccola.
BAMBINA:
Non cercare di ricordare.
Vivi. È diverso.
Le porge una clessidra vuota.
ELENA:
Cosa devo farne?
BAMBINA:
Riempila tu. Con un minuto nuovo.
SCENA 6 – EXT. STRADA – ALBA DEL 25 DICEMBRE
Elena esce nel silenzio.
Il negozio è scomparso.
In mano tiene la clessidra, ora piena di sabbia dorata.
Guarda il cielo.
Sorride.
ELENA
(voce fuori campo):
Non ho riavuto il mio tempo.
Ma ho smesso di perderlo.
Fade out.
Battuta chiave finale
OROLOGIAIO
(voce fuori campo, eco):
Non cercare i minuti felici.
Costruiscili, uno alla volta.
FINE
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Tema trattato:
Il valore del tempo come memoria e scelta di vita.
Ogni istante che riviviamo è un istante che non viviamo più.
Il Natale diventa simbolo del “tempo sospeso” in cui possiamo scegliere di rinascere.
Genere:
Fantasy psicologico / Fiaba esistenziale / Dramma surreale natalizio.
Finale alternativo:
Al mattino, Elena trova nel suo appartamento un piccolo pacchetto.
Dentro, la clessidra dorata e un biglietto scritto con calligrafia antica: “Grazie per il minuto che mi hai donato. Ne avevo bisogno anch’io.”
Sul biglietto c’è una macchia di sabbia rossa — quella del minuto che lei aveva rivissuto.
Sullo sfondo, un orologio inizia a ticchettare di nuovo.
* Note dello sceneggiatore:
- Da girare con fotografia calda, diffusa, colori dorati e toni ambrati, contrapposti al blu freddo del mondo reale.
- La musica ideale è un minimalismo onirico (pianoforte, glockenspiel, violino solo).
- La regia deve giocare con il tempo: transizioni lente, dissolvenze su dettagli, specchi e riflessi.
- Il negozio può essere costruito in modo teatrale, con orologi sospesi e sabbia in movimento, come se lo spazio stesso respirasse.
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarla e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare questa bozza in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.































































































































































