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La scuola e il linguaggio filmico - Piano di lavorazione, Story-board, segretaria di produzione

Il piano di lavorazione

Sul piano organizzativo questo fu forse il momento più importante: era necessario ottimizzare i tempi e le risorse di cui disponevamo, pertanto insieme stabilimmo una successione di scene da riprendere in funzione dei nostri spostamenti nelle location stabilite

Piano di lavorazione

Data

Location

Scene

Attori

Materiali

21 gennaio 2006

In classe (tutti)

4, 5, 6

Jennifer, Casavola, gruppo classe

Merendina, pennarello, occhiali, foglio con testo, monetine

28 gennaio 2006

In classe (tutti)
In classe (soli)

7, 12, 16, 19

Jennifer, Casavola, Pecoraro – gruppo classe

Foglio con testo, monetine

4 febbraio 2006

Casa di Jennifer

(interno)

3, 8

Jennifer, Greco, Luca, Viviana, Gabriella

Comuni, tavola apparecchiata per colazione

11 febbraio 2006

Casa di Jennifer

(esterno)

1, 15

Jennifer, Graco

Merenda, zaino

18 febbraio 2006

Casa di Roberta S.

(interno)

14

Jennifer

Letto

25 febbraio 2006

Palestra

10, 17

Casavola, alunni vari

Pallone da pallacanestro

2 marzo 2006

Spiaggia, stabilimento “Nord Africa”

13

Jennifer, gruppo classe

Serpente, lenza da pesca

Story-board

Prima di cominciare, avendo constato che un gruppetto di ragazzi amava disegnare, evidenziai l’importanza dello story-board, ovvero della necessità di disegnare la sceneggiatura nei minimi particolari, di fare, in ultima analisi, il fumetto del film. Ci fu da parte degli alunni di cui mi immaginavo un grande entusiasmo.

Story-board di Nichetti

Nei giorni successivi, senza che io li motivassi più di tanto, si riunirono in orario extrascolastico per disegnare e nell’arco di pochi giorni il lavoro fu completato. Fu un’attività molto importante sia perché mi permise di approfondire il discorso a tal punto da portare a scuola alcuni esempi celebri di story-board (per esempio quelli di Nichetti) sia perché fu un’occasione per coinvolgere direttamente dei ragazzi che nel processo complessivo di produzione del cortometraggio erano un po’ meno impegnati di altri.

“Ammuninni picciotti!” “Io … non volevo!” “Andiamo in palestra!” Campo lungo

È vero, non facemmo dei capolavori di grande valore artistico, ma i ragazzi si impegnarono a tal punto da produrre più di 100 disegni, si divertirono, socializzarono a scuola e nell’extrascuola e, soprattutto, capirono, quasi senza rendersene conto, il concetto di inquadratura.

Quando il gruppetto presentò questo lavoro alla classe colsi l’occasione infatti per approfondire il tema dell’inquadratura, presentandone la vasta tipologia e i possibili usi in funzione della narrazione filmica.

Il segretario di produzione

Prima di cominciare le riprese definimmo per bene la figura del Segretario di produzione. Fu incaricato Giovanni a svolgere questo delicato ruolo, alunno molto motivato e capace. Praticamente aveva il compito di definire l’ordine del giorno per la troup e sarebbe stato, durante le riprese, accanto alle due videocamere principali con l’incarico di compilare la seguente “Editino list”:

Segretario di Produzione: …………………………………………

Editing list “La Ladra”

Data. _____/______/__________ Location ………………………………………………………………..

Timer o tempo di ripresa

ATTO

SCENA

SEQUENZA

RIPRESA

QUALITÀ DELLA RIPRESA

 

 

 

INTERPRETI

N°

minuti

secondi

Firma del segretario di produzione.

………………………………………………..

di Silvio Licata

La scuola e il linguaggio filmico - Le location

Le location

Ma dove avremmo dovuto fare le riprese? In quali luoghi?

Rileggemmo la sceneggiatura cercando di definire i luoghi immaginati durante la stesura del soggetto.

Stabilimento balneare lungo la costa

Elencammo le location necessarie, scena per scena: una casa con un cancello d’ingresso al giardino ed un terrazzo al primo piano, la nostra classe, una cameretta, un soggiorno-cucina, una spiaggia deserta con qualcosa di abbandonato. Ogni alunno, sulla base delle proprie conoscenze del territorio faceva, le proprie proposte, ma decidemmo di prenderci un po’ di tempo per fare mente locale e realizzare alcune ricerche fotografiche

L’atmosfera onirica era quello che cercavamo

Individuammo con relativa facilità le location in interni, grazie alla disponibilità dei genitori di un paio di alunni che avevano le loro abitazioni nei pressi della scuola (particolare non trascurabile).

Il problema più difficoltoso da risolvere fu trovare una spiaggia adatta ai nostri scopi: grande, deserta, con elementi che dovevano richiamare l’idea del sogno.

Facemmo alcune ricerche tra le mappe di Google per farci una idea generale della costa e poi, un pomeriggio, accompagnai il gruppo degli scenografi, aiuto-scenografi e fotografi a fare una ricerca sul campo.

Osservammo attentamente la spiaggia fotografando alcuni chilometri di costa. Dopo alcune ore di ricerca individuammo uno stabilimento balneare dipinto di bianco e abbandonato: era quello che cercavamo!

Le migliori fotografie delle location, sia interne che esterne, furono poi proiettate in classe. Si discusse e si definirono gli ultimi dettagli.

di Silvio Licata

La scuola e il linguaggio filmico - Provini e Parti

I provini

Consegnai ai ragazzi un semplice questionario in cui ponevo delle domande le cui risposte mi avrebbero fornito delle informazioni utili per realizzare i provini ed attribuire le parti.

Mi interessava sapere se avevano già avuto esperienze dello stesso tipo, quale parte avrebbero preferito (attore, tecnico, aiuto regia …), se avevano qualche particolare preferenza (fotografia, riprese video, luci, audio …).

Tabulai i dati del questionario; li presentai alla classe e seguì una discussione guidata sulla composizione del cast.

Tutte le informazioni che riuscii ad ottenere le coniugai con i loro bisogni formativi e con alcuni aspetti del loro carattere allo scopo di rispettare la loro personalità, senza forzature, ma anche con l’intento di sollecitarli a dare qualcosa di più.

Coloro che furono scelti per il ruolo di attori dovettero rassegnarsi a subire la “tortura” dei provini, rito al quale si vollero sottoporre molti alunni, anche alcuni che non erano inizialmente stati individuati come attori. Il momento dei provini in classe al cospetto di una videocamera che riprendeva, mentre i potenziali attori dovevano recitare alcune battute tratte dalla sceneggiatura, fu sicuramente una delle fasi più importanti e divertenti.

L’attribuzione delle parti

Gli errori e le risate non mancarono, ma al termine riuscimmo ad avere le idee più chiare per attribuire le parti. Rileggemmo la sceneggiatura, elencammo i personaggi principali e secondari e attribuimmo le parti. Avevamo bisogno anche di alcuni attori adulti e riuscimmo a coinvolgere le professoresse Linda Greco e Maria Carmela Pecoraro. Ci serviva infine anche un attore adulto che recitasse la parte di un insegnante di educazione fisica: il signor Tonino (Antonio Casavola), bidello della scuola, accettò la parte

Poi si passò ai tecnici, agli scenografi, al ciacchista, ecc. Al termine di questa laboriosa fase stilammo il seguente schema (rigorosamente in Courier New):

PERSONAGGI – INTERPRETI E TECNICI

Classe 3ª H

PARTI recitate

PARTI

Tecniche e comparse

Bonomo Davide

Cameraman backstage

Bonsignore Barbara

Marta

Aiuto Trucco e cura abiti

Concilio Leandro

Cesare

Aiuto ciacchista

Contino Elvira

Claudia

Ferlisi Andrea

Comparsa

Ferlisi Fabio

Comparsa e Ciac

Galvano Giovanni

Paolo

Segretario di produzione

Gueli Rosamaria

Fotografia

Infurna Carmelo

Addetto alla scenografia

Infurna Miriam

Trucco e cura abiti

Inglima Roberta

Carmela

Comparsa e aiuto scenografa

Lacerda Tairan

Addetto alla scenografia

Lo Vasco Jennifer

Laura

Attrice principale

Messina Giampiero

Francesco

Fotografia

Moncada Rosario

Luca

Comparsa

Montana Fabiola

Viviana

Comparsa - Microfonista

Montana Giada

Gabriella

Negrin Alessandra

Seconda camera

Passarello Gerlando

Comparsa-addetto alla scenografia

Pirrera Marika

Chiara

Russo Calogero

Addetto alla scenografia

Sammito Roberta

Ilenia

Sodano Carrabba Stefania

Maria

Comparsa

Sola Virginia

Gloria

Comparsa

Spataro Gerlando

Vincenzo

Luci

Tusciano Gesua

Trucco e cura abiti

Zambuto Fabio

Marco

Comparsa

Sig. Antonino Casavola

Prof. di Ed. Fisica

Prof. Linda Greco

Mamma di Laura

Prof. Maria Carmela Pecoraro

Insegnante di italiano

Prof. di Italiano

Prof. Silvio Licata

Regia

 di Silvio Licata

 

 

La scuola e il linguaggio filmico - La sceneggiatura

La sceneggiatura

Come fare a trasformare la nostra idea in un “film sulla carta”?

Fu necessario spiegare bene ai ragazzi in cosa consisteva la sceneggiatura che avremmo dovuto realizzare. Sottolineai l’importanza del fatto che essa doveva contenere già il testo filmico nella sua compiutezza: leggendola si sarebbe già dovuto “vedere” il film.

Il serpente, simbolo onirico dei sensi di colpa di Laura, la ladra.

Optai per la sceneggiatura “americana”, per me più chiara, ma anche più efficace e funzionale rispetto ad altri tipi di sceneggiatura, come per esempio quella “all’italiana”. Spiegai che la scena doveva essere considerata l’unità di base della sceneggiatura e che doveva contenere, per essere ben descritta, i seguenti elementi:

intestazione (luogo e tempo); azione; personaggi; indicazioni parentetiche; dialoghi; transizioni.

Dal punto di vista stilistico suggerii di preferire sempre i verbi alla forma attiva e di usare sempre il tempo presente perché il testo filmico presenta delle azioni che accadono nel momento stesso in cui lo spettatore le vede. Evidenziai che la sceneggiatura doveva essere essenziale e chiara e, data la sua natura decisamente esp

ressiva, i verbi ed i sostantivi utilizzati dovevano essere accurati e precisi. Da evitare assolutamente l’uso ripetuto di aggettivi

Dopo avere chiarito questi elementi e avere presentato alcune pagine di sceneggiature ben fatte ho cominciato io: ho presentato la sceneggiatura della prima scena del nostro cortometraggio, che intanto avevamo intitolato “La ladra”.

Feci notare come il carattere usato generalmente nelle sceneggiature è il Courier New, dimensione 12.

Divisi la classe in gruppi e assegnai a ciascuno di essi una parte del soggetto definito nella fase precedente. Ogni gruppo aveva l’incarico di definire le scene e di sceneggiarle secondo le indicazioni e i modelli forniti.

Dopo un intenso lavoro collaborativo, in classe ed on line1, durato un paio di settimane ogni gruppo completò il proprio lavoro. Io mi presi l’incarico, anche in qualità di docente di lettere della classe, di revisionare ed amalgamare il tutto.

Al termine furono definite 19 scene, che vennero battute al computer e stampate per tutti.

La sceneggiatura era pronta.

1 Dal forum (Alessandra). «Prof ho avuto un'idea: potremmo fare che la ragazza quando è sulla spiaggia e si sente insultare da tutti ad un certo punto sviene, perda i sensi. Poi si sente una voce che dice:« Svegliati, Carla svegliati; è tardi svegliati» , lo spettatore crede che sia riferito allo svenimento, poi invece Carla apre gli occhi (l'inquadratura è soggettiva) e si alza di soprassalto con la madre accanto. A questo punto si scopre che era tutto un incubo. Il finale rimane lo stesso».

 di Silvio Licata

La scuola e il linguaggio filmico - La colonna sonora e la grafica

La colonna sonora

I montaggi provvisori evidenziarono molti problemi legati ad una non perfetta registrazione dell’audio. Notammo che spesso il vento ci aveva disturbato le riprese e dei rumori, a cui non avevamo prestato particolarmente attenzione in fase di montaggio si dimostrarono fastidiosissimi. Di tutto ciò ne discutemmo intensamente nei vari forum dedicati, dove si parlò anche del tipo di musica che avrebbe potuto accompagnare le immagini.

Risolvemmo alcuni di questi problemi incontrandoci un pomeriggio a scuola per registrare l’audio che poi avremmo inserito in quelle parti che non erano venute bene.

Dedicammo infine circa tre ore all’ascolto di diversa musica classica di autori morti da più di 70 anni. Dovetti, però, prima aprire una breve parentesi sul diritto d’autore perché i ragazzi, che si erano subito orientati verso la musica moderna, si chiedevano il perché della mia scelta.

Feci ascoltare musiche di Bartòc, Stravinskij, Chopin, ecc. Gli alunni presero appunti associando alcuni momenti musicali alle scene o addirittura a singole inquadrature del film montato in maniera grezza. Fu un lavoro non breve che continuò con dei lavori di gruppo anche in orario extrascolastico. 

Il montaggio definitivo e il rendering in Mpeg2

A questo punto eravamo pronti per il montaggio definitivo. Andammo in sala computer e feci il lavoro mentre loro mi guardavano commentando e dando continue indicazioni. Non eravamo mai contenti: sistemammo e rifinimmo anche i più piccoli dettagli sino all’ultimo momento. A un certo punto dovemmo bloccare le operazioni di rifinitura che, altrimenti, non sarebbero mai finite. Avviammo il renderig e dopo circa un’ora eravamo già in possesso della prima copia del nostro cortometraggio “La ladra”.

La grafica: etichette e copertina del DVD

L’ultima fase del nostro lavoro fu rivolto soprattutto ad aspetti grafici in quanto, mentre un gruppo di alunni masterizzava oltre 50 copie in DVD del cortometraggio, un altro gruppo si occupò di elaborare i testi, le immagini e la grafica dell’etichetta del DVD e della copertina della custodia.

 di Silvio Licata

La scuola e il linguaggio filmico (5) Il soggetto

Il soggetto

La prima fase ovviamente fu quella dell’ideazione del soggetto. Lanciai una semplicissima scintilla relativa ad un’esperienza realmente accadutami anni fa riguardante il tema della cleptomania e partì il brain storming: i ragazzi, in cerchio intorno a me, dettero libero sfogo alla loro creatività. Io mi limitavo a coordinarli ed a mettere insieme sul piano logico le idee che andavano affiorando

I l 4 gennaio del 2005 riportai nel forum dell’aula virtuale quanto avevamo prodotto: «Un ragazzo (o ragazza) di una terza media siciliana è solito rubare ai propri compagni: merendine, penne, oggetti vari spariscono in continuazione. In classe c'è un clima di tensione, ma lui non è veramente consapevole della situazione. È un alunno senza problemi economici e non sa perchè sente questo incontrollabile desiderio di rubare, non si rende conto di essere affetto da cleptomania.

I suoi genitori ignorano totalmente la "malattia" del figlio.Un giorno, però, egli osa fare un furto più grosso a danno dell'insegnante di educazione fisica. Mentre tutti i compagni si recano in palestra a fare ginnastica lui, con una scusa, rimane in classe.

È solo, sente che deve rubare, ma questa volta osa di più. Vede, accanto la cattedra, la borsa dell'insegnante e decide di rubargli del denaro.Prende la borsa, apre il portafoglio, prende con eccitazione il denaro ma ... proprio in quell'istante entra l'insegnante.

Colto in fragrante il ragazzo scoppia a piangere, si mortifica tantissimo ed è come se di colpo si fosse reso conto della gravità del suo comportamento. Il professore decide di punirlo, scrive una nota sul registro e convoca i suoi genitori per il giorno dopo.

Carlo (nome provvisorio) vive con profonda umiliazione tutto il resto della mattinata. Periodo in cui è guardato male dai suoi compagni che adesso capiscono del perchè di tanti oggetti scomparsi in passato nella loro classe.Suona la campanella dell'ultima ora; i ragazzi escono dalla classe; ognuno va verso casa sua frettolosamente perchè bisogna ritornare a scuola alle 15.30 per un rientro pomeridiano. Carlo, però, cambia tragitto e scompare. I suoi genitori lo aspettano, ma lui non torna a casa per il pranzo ... »

Il brain storming continuò on line.
Alessandra scrisse: «Prof mi è venuta questa idea: Carlo/a  in realtà si finge un cleptomane, ma non lo è; lo fa per attirare l'attenzione dei genitori che non sono tanto presenti nella sua vita. Così fingendo di avere una malattia si possono preoccupare, prendersi cura di lui e quindi stargli più vicino».

Questo intervento ci aprì nuove strade creative che furono definite meglio in presenza.

D opo un paio di settimane il soggetto fu completato e così redatto: «Laura, una ragazza di una scuola media siciliana, è solita rubare ai propri compagni: merendine, penne, oggetti vari spariscono in continuazione. In classe c'è un clima di tensione, ma lei non è veramente consapevole della situazione. È un’ alunna senza problemi economici e non sa perché sente questo incontrollabile desiderio di rubare, non si rende conto di

essere affetto da cleptomania.


I suoi genitori ignorano totalmente la "malattia" della figlia.
Un giorno, però, osa fare un furto più consistente e pericoloso a danno dell'insegnante di educazione fisica. Mentre tutti i compagni si recano in palestra a fare ginnastica lei, con una scusa, rimane in classe.
È sola, sente che deve rubare.. Vede, accanto la cattedra, la borsa dell'insegnante e decide di trafugargli del denaro. Prende la borsa, apre il portafoglio, prende con eccitazione il denaro ma ... proprio in quell'istante entra l'insegnante.

Colta in flagrante la ragazza scoppia a piangere, si mortifica tantissimo ed è come se di colpo si fosse resa conto della gravità del suo comportamento. Il professore decide di punirla, scrive una nota sul registro e convoca i suoi genitori per il giorno dopo.
Laura vive con profonda umiliazione tutto il resto della mattinata. Periodo in cui è guardato male dai suoi compagni che adesso capiscono del perché di tanti oggetti scomparsi in passato nella loro classe. Scrive anche una lettera indirizzata alla mamma. M atura l’idea di non andare a casa e di scappare al suono della campanella.
Suona la campanella dell'ultima ora; i ragazzi escono dalla classe; ognuno va verso casa sua frettolosamente perché bisogna ritornare a scuola alle 15.30 per un rientro pomeridiano. Laura), però, cambia tragitto correndo si allontana. Va verso il mare. I compagni la raggiungono in riva al mare la chiamano “ladra” e le lanciano accuse di tutti i tipi. Lei è mortificata e piange.
È tutto un incubo e si sveglia nella sua cameretta, con la madre che la sollecita ad alzarsi in fretta per andare a scuola.
Laura va a scuola, ma mentre la sua classe con il professore di ed. fisica si apprestano ad andare in palestra, lei,
rimasta per ultima, chiede di rimanere i classe. L’insegnante l’autorizza a rimanere e va in palestra dimenticando il borsello in classe. Mentre giocano a pallacanestro il professore si ricorda del borsello e torna in classe. Sembra che si stia ripetendo nella realtà il sogno di Laura, ma tornato in classe, il docente trova l’alunna dedita alla lettura. L’insegnante prende il suo borsello, saluta Laura, e si avvia a ritornare in palestra. Sembra tutto normale, ma si nota che la ragazza all’interno del libro che sta leggendo ha una banconota da 50 euro.
Allora Laura è davvero una ladra? No, le cose non stanno proprio così
».

da http://www.irsap-agrigentum.it/

La scuola e il linguaggio filmico (4) Le fasi

Le fasi del lavoro

Arrivò il momento di porre ordine. Stabilimmo insieme le fasi del lavoro:

  1. ideazione e stesura del soggetto

  2. sceneggiatura

  3. provini

  4. attribuzione delle parti

  5. individuazione delle location

  6. definizione e procura del materiale scenografico

  7. definizione del piano di lavorazione

  8. story-board

  9. riprese

  10. montaggio grezzo

  11. revisione delle riprese

  12. la colonna sonora e la questione dei diritti d’autore

  13. montaggio definitivo

  14. i titoli d’apertura e di chiusura

  15. rendering finale in Mpeg 2 per DVD

  16. grafica (testi ed immagini) dell’etichetta e della copertina del DVD

  17. promozione del lavoro e partecipazione a concorsi

I preparativi furono lunghi e laboriosi, ma molto stimolanti e ricchi di elementi motivanti. Tutto il processo, sin dall’inizio, si caricava di molte aspettative.

 

 

Non fu facile gestire 27 alunni molto “vivaci”, ma il sentirsi coinvolti ini un così complesso lavoro di gruppo, riuscì a farci superare molte difficoltà, soprattutto di natura affettivo relazionale

 

L’aula virtuale 

Fu a questo punto che presi una decisione significativa che avrebbe condizionato tutta la metodologia del Progetto. Considerando il fatto che molti ragazzi potevano fruire a casa di una connessione ad Internet veloce (ADSL) e facendo leva sulle mie conoscenze teoriche e competenze tecniche (specializzazione accademica in “Teoria e tecnica della formazione a distanza”), ho deciso di installare un ambiente di apprendimento on line (Moodle, piattaforma open source per FAD di ultima generazione). Lo scopo era quello di arricchire ulteriormente l’attività, svolta soprattutto in presenza, di occasioni di riflessione e collaborazione.

Pensai da subito che mi si presentava la ghiotta occasione di sperimentare, con una terza media, una didattica collaborativa con una metodologia blended.

Cercai di organizzare i ragazzi in gruppo in modo da non penalizzarne alcuni: tutti da casa propria, o di un compagno, potevano accedere all’ambiente virtuale.

Creai per ogni alunno, un indirizzo di posta elettronica del tipo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., diedi loro user name e password per potervi accedere e li registrai nella mia piattaforma Moodle; fornii loro una ulteriore password per accedere al corso e partimmo.

[chi volesse visionare la piattaforma può andare in www.noibit.com/corsi, registrarsi, quindi accedere alla Categoria di corso Corsi sul linguaggio filmico e cliccare su Come si fa un film a scuola. Il cortometraggio della 3ª H. Alla richiesta di un’ulteriore password basta scrivere “centovaligette” – per proteggere la privacy dei ragazzi alcune parti, per la verità non significative, sono state oscurate]

Il percorso on line ha seguito parallelamente il percorso in presenza. Praticamente ciò che veniva svolto in classe (Le fasi del lavoro), in qualche modo riuscivo a replicarlo nell’aula virtuale dove però i ragazzi potevano intervenire nei forum con il loro comodo e nel rispetto dei propri personali tempi di rielaborazione.

Inoltre, a seconda delle necessità, aprivo delle stanze di chat in cui i ragazzi potevano discutere, previo appuntamento.

Sia nei forum che nelle chat venivano discussi i vari aspetti organizzativi o commentato il “girato” più recente.

Aula virtuale in cui gli alunni hanno collaborato per circa sei mesi per la revisione e la produzione del cortometraggio “La ladra”

 da http://www.irsap-agrigentum.it/

La scuola e il linguaggio filmico (3) Il ciak

Il ciak

Una questione che si pose subito fu quella di procurarci un ciac. Prospettai che avremmo potuto incaricare un mio amico falegname, ma il discorso rimase in sospeso …

Certo è che avevamo proprio bisogno di un ciac, capivo che per i ragazzi aveva anche un valore simbolico. Con un ciac, un vero ciac, ci saremmo sentiti una troup. Presi tempo …

Fu con grande mia meraviglia che la volta successiva mi trovai il ciak pronto sulla cattedra. Un gruppetto di ragazzi, coordinati da Giovanni, prese autonomamente l’iniziativa: si procurarono il legno, la cerniera per unire le due parti, una busta di plastica trasparente, crearono una sorta di menabò per l’inserimento delle informazioni (poi ho saputo che era stato scaricato da Internet e leggermente adattato), hanno acquistato dei pennarelli per scrivere su plastica ed avevano assemblato il tutto.

Davvero bravi!

Il potere della motivazione …

Schema realizzato dai ragazzi per spiegare come hanno fatto il ciac

L’entusiasmo era dunque a mille: come docente non potevo perdere questa occasione.

 

da http://www.irsap-agrigentum.it/

La scuola e il linguaggio filmico (2) Percorso

Percorso

L’attività finalizzata alla realizzazione del cortometraggio, è stata condotta con la metodologia blended (in presenza ed on line) pertanto anche attraverso l’uso di un’aula virtuale creata dal sottoscritto per l’elearning.
Ecco la descrizione dell’esperienza con l’individuazione delle fasi:

La ladra 

Storia di un cortometraggio 

È stata un’avventura, una meravigliosa avventura, che ha coinvolto tutti i ragazzi della mia classe. Raramente mi era capitato di condurre attività scolastiche con questo potere coinvolgente. Siamo stati tutti dolcemente trascinati nel fantastico mondo del linguaggio cinematografico, siamo entrati nel “lucernario dell’infinito” e ne siamo rimasti da subito attanagliati.

Questo Progetto, che abbiamo battezzato “Officinema”, ha coinvolto me, docente di lettere, la mia classe (una terza media di 27 alunni piuttosto “vivaci), alcuni docenti e un bidello (che hanno dato la loro disponibilità come attori).

Presentazione del Progetto “Officinema”

Erano i primi giorni di ottobre quando presentai il Progetto che volevo realizzare ai miei alunni. Comunicai loro l’intenzione di affrontare lo studio del linguaggio filmico, ma in una maniera diversa dal solito: dissi che avremmo realizzato un cortometraggio. Rimasero meravigliati, non se lo aspettavano perché si immaginavano la più tradizionale visione di film con commento e dibattito. La proposta apparve nuova, elettrizzante e molto motivante.


Erano i primi giorni di ottobre …

Problematizzazione

I ragazzi incominciarono a farmi domande di tutti i tipi.

Quale storia avremmo narrato? Quali mezzi tecnici avevamo? Come avremmo fatto per le scene in esterni? Come avremmo fatto per coinvolgere tutti? Chi avrebbe scritto la sceneggiatura? Ma … cos’era una sceneggiatura? Cos’era il soggetto? Come risolvere i problemi connessi all’uso delle luci? E la questione della colonna sonora?


… un po’ di imbarazzo iniziale

Attenzione al processo e al codice

 Mamma Mia!! Passato il momento di entusiasmo iniziale, la questione apparve subito di grande complessità.

 Beh, cercai di non scoraggiare i ragazzi. Francamente molti dubbi li avevo anche io, ma ovviamente più che enfatizzare il prodotto sottolineai l’importanza del processo: non dovevamo vincere l’Oscar, ma dovevamo, più semplicemente, imparare insieme come “funzionava” il linguaggio filmico collocandoci “dall’altra parte”, dalla parte della codifica, dalla parte di chi, con il cinema, deve comunicare una storia e delle emozioni.

 
non dovevamo vincere l’Oscar

“Nastro rosa”

Decisi di non partire subito da noi, ma dagli altri, cioè da quelle scuole che già avevano vissuto l’esperienza della produzione di un film scolastico.  In particolare volli indirizzare l’attenzione dei ragazzi verso “Nastro rosa” un film realizzato dall'Istituto Tecnico Commerciale “M. Foderà" di Agrigento, ispirato alla figura e alla storia vera di Rita Atria, una ragazza che lottò contro il potere mafioso.

Seguirono questo film con molta attenzione, ne rimasero colpiti e si emozionarono.

La prima visione

 

 

 

 

 

 La prima visione de’ “Nastro rosa” …

Lo abbiamo visto due volte. La prima volta non interruppi mai la visione: gustammo il film, la sua narrazione, il suo messaggio.

La discussione e il caos

La seconda volta, dopo alcuni giorni, bloccai continuamente la visione del film per far notare ai ragazzi le inquadrature, la recitazione, i titoli ecc.  Consegnai anche loro una pagina della sceneggiatura di una scena iniziale e discutemmo riflettendo intensamente sulle difficoltà e sulla tecnica che permetteva alle parole di un testo di diventare immagini in movimento.

Feci notare la specificità del tempo filmico, come la narrazione si svolgesse attraverso una successione di inquadrature, equiparabili alla punteggiatura del testo verbale; sottolineai l’importanza del silenzio, della musica, delle pause, delle “battute” ben calibrate, insomma, feci emergere tutta una serie di questioni da gustare, ma nello stesso tempo le proposi sotto forma problematica.

il Dibattito

 

 

  La seconda visione … ed il dibattito

Come se non bastasse, misi in evidenza anche la questione non indifferente dell’incisione su DVD, del bollino SEAE.

la Copertina DVD 

 

 

 

La copertina del DVD

Sottolineai l’importanza della cura grafica dell’etichetta, della copertina della custodia, della sinossi e di tutto ciò che andava scritto sul retro e all’interno del confezionamento finale. Ciò implicava anche dei lavori in itinere come per esempio la realizzazione di foto di scena, che avremmo potuto utilizzare per vari scopi.

Come fare?

Si parlò di tutto, in una maniera un po’ caotica e disorganizzata, ma era nelle mie intenzioni far nascere in loro la necessità di darci un ordine, una scaletta di cose da fare …

I materiali per le riprese

Nell’incontro successivo qualcuno pose la questione della nostra dotazione tecnica. Come avremmo potuto fare un film senza strumenti adeguati? Elencammo tutto ciò di cui potevamo disporre: una videocamera digitale, la mia. Tutto qui!

Ci rimboccammo le maniche e, anche se la scuola subito dopo acquistò una nuova videocamera, tutto il resto lo fornimmo noi o portandocelo da casa o dal nostro fondo cassa …

Insomma riuscimmo a partire con :

3 videocamere digitali MiniDV

2 cavalletti

2 batterie di riserva

5 cassettine MiniDV

2 lampade (da 500 e da 1000 Watt)

1 prolunga per dare corrente alle lampade

1 microfono direzionale

Alessandra cameramen 2  Alessandra cameramen n. 2 

1 prolunga per microfono

2 pannelli bianchi di polistirolo

1 carrello per la camera car (in prestito dai bidelli, quello in cui inseriscono il sacco grande dell’immondizia)

1 ciabatta

4 cartoncini bristol 70 x 100

Del compensato e una cerniera per il ciac

Pennarelli vari e materiale di cancelleria

da http://www.irsap-agrigentum.it/ 

La scuola e il linguaggio filmico (1) Finalità

Quadro di riferimento e motivazione

Partendo dall’assunto che la didattica dei nostri tempi non possa più prescindere dal fatto che il cinema appartiene al nostro immaginario collettivo e che il linguaggio delle immagini è diventato il linguaggio più diffuso e condiviso, ho attivato un percorso educativo che potesse fornire agli alunni degli strumenti cognitivi tali da renderli più consapevoli e meno vulnerabili al cospetto dell’enorme quantità di stimoli filmici da essi recepiti.
Nello stesso tempo però volevo anche superare l’approccio “classico” al cinema, che la mia classe aveva già vissuto negli anni scolastici precedenti, rivolto soprattutto alla decodifica del linguaggio filmico. Quella di vedere, studiare e commentare un film è certamente un’attività formativa interessante ma, secondo me, non del tutto sufficiente a fare acquisire consapevolezza critica della “grammatica” cinematografica.
Che fare dunque? Con una premessa del genere non avevo scelta: dovevo fare un film a scuola. Dovevo rivolgere la mia attenzione alla codifica, alla costruzione , mattone dopo mattone, del testo filmico per completare, in maniera stimolante e altamente motivante, la formazione sul cinema dei miei alunni

Finalità

In riferimento agli esiti finali che ci si deve attendere dai quattordicenni, al termine del Primo ciclo scolastico, dove è scritto che il ragazzo “ riconosce le principali caratteristiche linguistiche e comunicative di testi diversi” e “[…] adopera per esprimersi e comunicare con gli altri, anche codici diversi dalla parola, come la fotografia il cinema, Internet, il teatro, ecc”, ho ritenuto definire le seguenti finalità trasversali del Progetto:

    • sviluppare la capacità critica nei confronti del linguaggio filmico

    • potenziare le capacità linguistiche e comunicative

    • sviluppare una maggiore sensibilità artistica ed estetica

    • educare alla collaborazione ed alla cooperazione

    • sviluppare la capacità creativa

    • sviluppare capacità logiche ed organizzative

    • acquisire autonomia

Obiettivi generali

  1. comprendere la complessità dell’opera cinematografica nelle sue componenti narrative, artistiche, educative, ecc

  2. conoscere ed utilizzare i diversi linguaggi che contribuiscono alla composizione del film

  3. comprendere la specificità dello spazio scenico e del tempo cinematografico

  4. saper usare internet, nello specifico un ambiente virtuale di apprendimento (Moodle), per sviluppare capacità collaborative

  5. saper realizzare un cortometraggio

Obiettivi specifici

  1. saper creare un soggetto attraverso tecniche creative di gruppo

  2. saper definire la struttura ideativa di un soggetto cinematografico

  3. conoscere vari tipi di sceneggiatura e le sue caratteristiche peculiari

  4. saper sceneggiare un soggetto dato

  5. saper individuazione le location partendo dalla sceneggiatura

  6. saper definire il piano di lavorazione

  7. comprendere l’importanza dello story-board e saperlo realizzare

  8. comprendere il concetto di inquadratura nella sua articolazione in campi, piani e punti di ripresa

  9. saper usare la videocamera digitale (solo per alcuni ragazzi) per fare delle riprese

  10. saper revisionare in maniera critica del “montato grezzo”

  11. saper usare un’aula virtuale per collaborare nella realizzazione di un lavoro comune

  12. saper comunicare in forum e chat

  13. comprendere l’importanza della colonna sonora

  14. saper operare delle scelte musicali per completare e/o potenziare il messaggio filmico

  15. conoscere cenni dalle problematiche legate ai diritti d’autore

  16. saper realizzare delle fotografie di scena (solo per alcuni ragazzi)

  17. saper realizzare titoli di apertura e di chiusura di un film

  18. realizzare in rendering in Mpeg 2 per DVD

  19. saper realizzare l’etichetta e la copertina di un DVD

Riferimenti teorici
Molti sono i testi che hanno arricchito nel tempo le competenze dell’insegnante che ha curato la regia e l’organizzazione didattica della presente esperienza. In particolare si segnalano i seguenti testi:

  • Come si fa un video digitale, Pietro Izzo, Lorenzo Corvi, Marco Mion, Tecniche nuove
    L’inquadratura, EmmanuelSiety, Lindau Editore
    L’ABC del linguaggio cinematografico, Arcangelo Mazzoleni, Dino Audino Editore (vol. I e vol. II).
    Il lucernario dell’infinito – Nascita del linguaggio cinematografico, NoëlBurch, Editrice Il Castoro
    Scriviamo un film – Manuale di sceneggiatura, Age, Gruppo Editoriale Il Saggiatore SPA
    Come scrivere una grande sceneggiatura, Linda Seger, Dino Audino Editore
    Esseri Multimediali, Roberto Maragliano, La Nuova Italia
    Fare un corto, Andrea Nobile, Viola Rispoli, Andrea Tarquini, Dino Audino Editore
    Narrare con le immagini, Paolo Morales, Dino Audino Editore

Sitografia di supporto

 Ilcorto.it  - URL: www.ilcorto.it   &  www.ilcorto.eu
 Cortoweb - non esiste più
 Sshortvillage   - non esiste più
 Cortometraggi   - URL: www.cortometraggi.info
 Dreamvideo   - URL: www.dreamvideo.it/  
 Videomakers   - URL: www.videomakers.net/  
 Screensaver  - non esiste più 
 Sentieri selvaggi   - URL: www.sentieriselvaggi.it/  

 da http://www.irsap-agrigentum.it/

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Rimozione e Loghi

Rimossi v.2

Rimozione LOCANDINE

Ci scusiamo con i nostri lettori, ma ultimamente abbiamo dovuto rimuovere centinaia di Locandine e Manifesti pubblicitari di film italiani e stranieri, anche se con esse noi cercavamo solo di fare divulgazione culturale del tutto gratuita sull'arte del Cinema e del Cortometraggio, perchè per molti di loro i diritti di sfruttamento economico appartengono ad una s.r.l. non pubblicizzati su Google del relativo copyright. 

Diventare FilmMaker - PCTO 2025 per il Liceo RIPETTA Roma

Corso Liceo Artistico RIPETTA Roma v54

Sulle Sceneggiature

  • Cortometraggio "La festa del Papà" con base di dialoghi
  • Come fare, da buon sceneggiatore, la revisione di bozze di storie
  • L'IDEA DI BASE: IL CUORE DI OGNI CORTOMETRAGGIO
  • L'Arco di trasformazione del personaggio principale in un cortometraggio (parte 2)
  • L'Arco di trasformazione del personaggio principale in un cortometraggio
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  • L'escalation comica: come si costruisce e perché funziona
  • La costruzione di un personaggio comico anche fuori dalla commedia

Sui Cortometraggi

  • Il significato cinematografico di un cortometraggio girato in 9:16 (parte 2)
  • Il significato cinematografico di un cortometraggio girato in 9:16
  • Pensare, Scrivere e Creare un Cortometraggio (parte 3)
  • Pensare, Scrivere e Creare un Cortometraggio (parte 2)
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  • Citazioni di famosi registi sul cinema
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Le lezioni di Manfredi

  • ELENCO delle LEZIONI di Gianfranco MANFREDI
  • La Forma della Sceneggiatura (II)
  • Nascita e fondamenti del Copione teatrale
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  • IL GIALLO E IL NERO (parte Prima)
  • CINEMA D’AUTORE
  • CONCLUSIONE: CHI E' LO SCENEGGIATORE CINEMATOGRAFICO?

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Consigli e suggerimenti

  • 11 cortometraggi che hanno lanciato la carriera di registi
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  • Cosa fare quando ci si perde nella prima bozza?
  • Tutto quello che c'è da sapere sui FLASHBACK
  • Cosa ci insegnano TOPOLINO, PAPERINO E PIPPO sullo sviluppo del Personaggio
  • 10 Strutture di Sceneggiatura che gli sceneggiatori possono utilizzare
  • 101 suggerimenti narrativi ricchi di Azione
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Scrivere Sceneggiature

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Informazioni di Tecnica

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  • Cosa è lo stile personale nella realizzazione dei propri cortometraggi (parte 2)
  • L’importanza dello storyboard nella preparazione di un cortometraggio (parte 3)
  • Cosa è lo stile personale nella realizzazione dei propri corti
  • L’importanza dello storyboard nella preparazione di un cortometraggio (parte 2)
  • L’importanza dello storyboard nella preparazione di un corto

Imparare dai Film

  • Cosa può insegnarci un film come "Teacher’s Pet / 10 in amore" (parte 2)
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  • Cosa può insegnarci un capolavoro della comicità italiana
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  • Million Dollar Baby (2004): Il Pugno che non ti aspetti (parte 2)
  • Million Dollar Baby (2004): Il Pugno che non ti aspetti

Idee prese dalla realtà

  • Nuove idee per cortometraggi tratti dalla realtà quotidiana (p. 2)
  • Nuove idee per cortometraggi tratti dalla realtà quotidiana
  • Storie brevi per un cortometraggio con soggetto: il cellulare (p. 2)
  • Storie brevi per un cortometraggio con soggetto: il cellulare
  • Come trovare delle Idee dalla Realtà per creare cortometraggi
  • Dalla "solitudine" alle idee per un cortometraggio
  • Come costruire un taccuino di osservazione quotidiana
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Nota: Concorso ILCORTO 2025

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L'INFINITO Film F.            2024

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Diamo fastidio? Hackerati per la 2° volta
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