Honor400 riprende 2 ragazzi 600

Come trasformare il tuo smartphone in una macchina da cinema
anche con l'Honor 400 Smart

Prima di tutto: devi smettere di scusarti per il tuo telefono


Probabilmente, se un tuo amico ti ha chiesto di aiutarlo a fare un cortometraggio con il tuo cellulare, c'è già stato qualcuno che ha alzato un sopracciglio. "Con il telefono? Ma non è possibile fare un film vero con il telefono."

Lascia perdere quella persona.

Steven Soderbergh, ovvero uno dei registi americani più rispettati degli ultimi trent'anni, quello di Traffic, di Erin Brockovich, di Magic Mike, ha girato due lungometraggi interi con un iPhone.
Tangerine, il film che ha fatto piangere pubblico e la critica al Sundance Film Festival nel 2015, è stato girato interamente con tre iPhone 5S da 299 dollari. Unsane del 2018 è stato presentato alla Berlinale.

Non ti sto dicendo questo per farti credere che il tuo telefono sia una cinepresa professionale. Non lo è. Ti sto dicendo che il cinema non è uno strumento: è una visione. E la visione, quella, ce l'hai già, anche se non lo sai ancora.

Quello che devi imparare è come usare quello che hai in mano nel modo più intelligente possibile. Questo articolo ti insegna esattamente a fare tutto questo.

* Cosa fa davvero un Direttore della Fotografia

Prima di toccare il telefono, devi capire cosa significa il ruolo che stai per ricoprire. Perché "Direttore della Fotografia", spesso abbreviato in DP, dall'inglese Director of Photography, o DoP e non significa semplicemente "quello che tiene in mano la camera".

Il Direttore della Fotografia è la persona che decide come il film appare visivamente. Non cosa racconta perchè quello è compito del regista, che in questo caso è il tuo amico. Ma come ogni scena viene illuminata, da che angolazione viene ripresa, con quale distanza dal soggetto, con quale qualità di luce. È una responsabilità artistica e tecnica enorme.

In un film professionale, il DP lavora con decine di persone sotto di lui: il cameraman, il primo assistente operatore, il secondo assistente, il grip, i gaffer che gestiscono le luci. Nel vostro cortometraggio, probabilmente sarete in due o tre. Questo significa che tu farai tutto da solo, ma non è necessariamente uno svantaggio: significa che avrai il controllo totale sull'immagine.

Il tuo lavoro come DP consiste in tre cose fondamentali:

Decidere dove mettere la camera. L'angolazione, l'altezza, la distanza dal soggetto. Ogni scelta racconta qualcosa allo spettatore: la camera bassa su un personaggio lo fa sembrare imponente e minaccioso; la camera alta lo fa sembrare piccolo e vulnerabile. La camera al livello degli occhi dice neutralità e vicinanza emotiva.

Decidere come illuminare la scena. Dove cade la luce, che direzione ha, se è dura o morbida, se ci sono zone d'ombra profonde o tutto è uniformemente illuminato. La luce è il linguaggio visivo del cinema, forse ancor più della composizione.

Decidere come si muove la camera. Se è ferma su un treppiede, se segue un personaggio a mano libera, se scivola lentamente su binari o viene portata in avanti verso il soggetto. Ogni movimento ha un significato narrativo.

* L'Honor 400 Smart: cosa può fare e cosa no ma senza illusioni

Parliamoci chiaro, perché il rispetto per il tuo lavoro comincia dall'onestà sugli strumenti.

L'Honor 400 Smart è un telefono solido nella sua fascia di prezzo. Ha un sensore principale da 50 megapixel con apertura f/1.8 e autofocus a rilevamento di fase (PDAF), il che significa che mette a fuoco velocemente e abbastanza bene. Ha un display da 6,77 pollici con refresh rate a 120Hz, ottimo per rivedere le riprese sul campo. Ha l'ingresso per le cuffie da 3,5mm, il che è prezioso perché puoi collegarci un microfono esterno economico. Ha un corpo resistente agli schizzi d'acqua (IP64) che ti permette di girare senza la paranoia della pioggia leggera.

I suoi limiti reali, però, vanno conosciuti senza inganni:

La risoluzione video massima è 1080p a 30 fotogrammi al secondo. Non registra in 4K. Questo è il limite più importante da accettare. Il 1080p non è la fine del mondo perchè è ancora il formato standard di moltissimi festival di cortometraggi e piattaforme online, ma significa che non avrai la riserva di risoluzione per tagliare e ricomporre le inquadrature in fase di montaggio come si fa con il 4K.

Non ha stabilizzazione ottica dell'immagine (OIS). Questo significa che le riprese a mano libera tremano. E non poco: ma molto. Ogni colpo di tosse, ogni passo, ogni micro-movimento della mano si vede nell'immagine. La stabilizzazione è il problema numero uno che dovrai risolvere con soluzioni fisiche, non digitali.

Il sensore è relativamente piccolo rispetto alle fotocamere ibride professionali, il che significa che in condizioni di scarsa illuminazione il rumore digitale appare rapidamente. Le scene notturne od in interni poco illuminati saranno la tua sfida principale.

Non c'è un obiettivo grandangolare ultra-wide di qualità e manca il teleobiettivo: hai essenzialmente una sola focale ottica, quella del sensore principale. Lo zoom digitale degrada la qualità dell'immagine. Non andrebbe usato.

Tutto questo non ti impedisce di fare un cortometraggio bello e credibile. Ti dice semplicemente dove dover compensare con l'intelligenza invece che con la tecnologia.


Parte Prima: Prima di girare - la preparazione è il 70% del risultato

- Lo storyboard: il tuo strumento più potente

Il DP professionista non arriva sul set senza sapere cosa deve girare. Prima di toccare il telefono, siediti con il tuo amico regista e costruite insieme uno storyboard: una sequenza di disegni, anche schematici, anche brutti, anche fatti con il penna o pennarello su carta da quaderno, che mostrano ogni inquadratura del cortometraggio.

Ogni riquadro dello storyboard dice: dove si trova la camera, cosa si vede dentro l'inquadratura, se la camera è ferma o si muove. Non devi saper disegnare: bastano dei rettangoli con delle figure stilizzate. L'importante è avere una mappa visiva di quello che dovete girare.

Questo serve a te come DP in modo particolare: ti permette di pianificare la luce di ogni scena con anticipo, di decidere dove posizionare i "supporti" (treppiede, borse di sabbia, oggetti di appoggio) e di capire in quali momenti della giornata avrete la luce giusta per ogni sequenza.

- Il sopralluogo: visita i luoghi prima di girare

Vai nei luoghi in cui sarà ambientato il cortometraggio come un appartamento, la strada, il parco, il bar, in diversi orari del giorno e guarda come cambia la luce. Fotografa ogni ambiente con il telefono a diverse ore. Nota da dove entra la luce naturale, quale parte dell'ambiente è sempre in ombra, dove ci sono luci artificiali che non potrai controllare.

Questo lavoro di sopralluogo è quello che ti permetterà di non arrivare sul set con sorprese: la finestra che non sapevi ci fosse e che retroillumina il soggetto rendendolo una silhouette, la lampada fluorescente che dà una dominante verde ingestibile, il sole che alle tre del pomeriggio entra diretto nell'obiettivo.


Parte Seconda: Le Impostazioni del telefono per il video cinematografico

- Usa la modalità Pro o Manuale?

L'app fotocamera standard dell'Honor 400 Smart, come quella di quasi tutti gli smartphone, è progettata per fare automaticamente tutto: esposizione, bilanciamento del bianco, messa a fuoco. Per le foto di tutti i giorni, questo è comodo. Per un cortometraggio, è un disastro.

L'esposizione automatica cambia continuamente mentre giri: se un personaggio si avvicina a una finestra luminosa, la camera schiarisce automaticamente tutto il resto dell'immagine. Se un'ombra passa davanti all'obiettivo, la camera apre l'esposizione di scatto rendendo tutto sovraesposto per un momento. Queste variazioni automatiche sono visibilissime nel filmato finale e sono il segnale più immediato di un video amatoriale.

Nelle impostazioni dell'app fotocamera dell'Honor 400 Smart, cerca la modalità PRO o Manuale. In questa modalità puoi controllare manualmente:

ISO: È la sensibilità del sensore alla luce. Più basso è il valore, meno rumore nell'immagine. Per le scene in esterni di giorno o in interni ben illuminati, tieni l'ISO a 50 o 100. In interni con luce media, puoi arrivare a ISO 400-800. Oltre ISO 1600 l'immagine del tuo telefono diventerà molto granulosa.

Tempo di esposizione (shutter speed): Questo è uno dei parametri più importanti per ottenere un aspetto cinematografico. Esiste una regola nel cinema che si chiama "regola del 180 gradi": il tempo di esposizione deve essere uguale al doppio dell'inverso del frame rate. Siccome l'Honor 400 Smart gira a 30fps, il tuo tempo di esposizione deve essere 1/60 di secondo. Se giri con questa impostazione, ogni fotogramma avrà la giusta quantità di sfocatura di movimento cioè quel leggero "mosso" che il cervello umano associa all'immagine cinematografica. Con tempi di esposizione più brevi (1/500, 1/1000) l'immagine diventa troppo nitida e rigida, con un aspetto da videogioco o da telecronaca sportiva.

Bilanciamento del bianco (WB): Impostalo manualmente in base all'ambiente. In esterni di giorno: 5500-6000K. In interni con lampadine LED moderne: 4000-5000K. In interni con lampadine al tungsteno (quelle arancioni tradizionali): 3200K. Non lasciarlo su Auto: cambierebbe continuamente durante la ripresa rendendo impossibile la coerenza cromatica tra un piano e l'altro.

Messa a fuoco: Tocca lo schermo sul soggetto per bloccare la messa a fuoco, poi cerca l'icona o l'opzione per bloccarla in posizione fissa (in molte app è il lucchetto che appare dopo la messa a fuoco). Non lasciarla su autofocus continuo durante le riprese: il telefono "cercherebbe" continuamente di mettere a fuoco il soggetto spostando la messa a fuoco per cercare quella giusta e si vedrebbe.

- Imposta il formato video correttamente

Prima di girare, vai nelle impostazioni video dell'Honor 400 Smart e verifica:

Risoluzione: 1080p (Full HD, 1920×1080 pixel). È la massima disponibile su questo telefono.

Frame rate: 30fps (fotogrammi al secondo). Su questo telefono non è disponibile il 24fps nativo nel video ed il 24fps è il frame rate del cinema che dà quell'aspetto "filmico" che tutti riconoscono. Puoi comunque ottenere un aspetto simile in fase di montaggio applicando una leggera riduzione della velocità (circa 80%) al materiale girato a 30fps, oppure lavorando con il montaggio in una timeline a 24fps e lasciando che il software gestisca la conversione.

Formato file: se disponibile, scegli MP4 che è il formato più compatibile con i software di montaggio.


Parte Terza: La Stabilizzazione è il problema numero uno

L'assenza di stabilizzazione ottica sull'Honor 400 Smart è il limite che devi affrontare prima di qualsiasi altra cosa. Un'immagine tremante è il segnale visivo più immediato e distruttivo dell'amatorialità. Prima ancora di pensare alla luce od alla composizione, devi risolvere la stabilità.

- Il treppiede: indispensabile, economico, obbligatorio

Un treppiede con attacco per smartphone costa tra i 15 e i 40 euro su qualsiasi negozio di elettronica o online. È il primo acquisto che devi fare. Qualsiasi scena di dialogo, qualsiasi inquadratura statica, qualsiasi piano nel quale i personaggi restano relativamente fermi va girata su treppiede.

La testa del treppiede cioè quella parte che permette di inclinare e ruotare il tuo cellulare, deve essere una testa fluida se vuoi fare movimenti di camera. Una testa a sfera (quella che di solito si usa per le foto) si muove a scatti e non permette le panoramiche (pan) o le inclinazioni (tilt) fluide che servono per seguire un personaggio in movimento. Le teste fluide economiche per smartphone esistono e costano poco.

- Soluzioni improvvisate che funzionano davvero

Sul set non sempre hai il treppiede nella posizione giusta al momento giusto. Ecco alcune soluzioni fisiche semplici ma efficaci:

Appoggia il telefono su una superficie piana e solida come un tavolo, una sedia, una recinzione, uno zaino appoggiato a terra, ed usa oggetti come libri o bottiglie d'acqua per inclinarlo all'angolazione desiderata. L'immagine sarà stabile come su un treppiede.

Abbraccia il tuo corpo con i gomiti tenuti stretti ai fianchi. Tieni il telefono con entrambe le mani, i pollici sotto e le dita sopra. Fai un respiro lento e tieni il fiato per la durata della ripresa. Questa posizione riduce significativamente il tremore.

Appoggia la schiena ad un muro, una colonna, un albero. La rigidità della struttura si trasmette al tuo corpo e da lì alla camera.

Per i movimenti di seguimento cioè quando devi seguire un personaggio che cammina, fai dei passi lenti, con le ginocchia leggermente flesse, come se stessi cercando di non fare rumore sul pavimento. Questa tecnica di camminata "ammortizzata" riduce il rimbalzo del passo che altrimenti si vede chiaramente nell'immagine.

Esistono anche i gimbal per smartphone, sono piccoli stabilizzatori motorizzati a tre assi come il DJI OM 6 o lo Zhiyun Smooth 5S, che costano tra i 70 e i 130 euro ed eliminano quasi completamente il tremore anche in movimento. Non sono indispensabili per iniziare, ma se hai qualche soldo da investire nel progetto, è l'accessorio più trasformativo che puoi comprare.


Parte Quarta: La Luce è dove nasce davvero il cinema

La differenza tra un video amatoriale ed un cortometraggio credibile è, nella stragrande maggioranza dei casi, la qualità della luce. Non la risoluzione, non la camera, non gli effetti speciali: la luce.

- La luce naturale è il tuo migliore alleato gratuito

Il sole produce luce cinematografica straordinaria, ma solo in certi momenti e da certe angolazioni. Impara a riconoscere questi momenti e pianifica le tue riprese intorno ad essi.

La "golden hour" (l'ora d'oro) la luce solare è bassa sull'orizzonte, ha una temperatura di colore calda e aranciona, e crea ombre lunghe e morbide che modellano i visi in modo quasi perfetto. Girare in golden hour con uno smartphone qualsiasi produce immagini che sembrano girate con un'attrezzatura professionale. Pianifica le tue scene esterne più importanti in questi momenti.

La "blue hour" (l'ora blu) sono i 20-30 minuti subito dopo il tramonto, quando il cielo non è ancora buio ma ha perso la luce diretta del sole. La luce è diffusa, fredda, uniforme e di una bellezza particolare. Perfetta per scene di malinconia, solitudine, riflessione.

Il mezzogiorno è l'orario peggiore per girare in esterni con uno smartphone: la luce zenitale crea ombre dure sotto gli occhi, il naso ed il mento dei soggetti che li fanno sembrare dei teschi. Se non puoi evitarlo, porta i soggetti all'ombra come sotto un portico, sotto un albero, in una zona dove la luce diretta non arrivi e dove la luce diffusa e riflessa produce risultati molto più morbidi.

- La direzione della luce modifica il racconto

La posizione della fonte di luce rispetto al soggetto cambia radicalmente cosa comunica l'immagine. Impara a usarle consciamente:

La luce frontale (la fonte di luce è davanti al soggetto, nella stessa direzione in cui guarda la camera) illumina il viso in modo uniforme, riduce le ombre, avvicina emotivamente lo spettatore al personaggio. È la luce dei ritratti diretti, delle confessioni, delle scene di intimità.

La luce laterale (la fonte di luce viene da un lato) illumina metà del viso e lascia l'altra metà in ombra. Crea volume, tridimensionalità, dramma. È la luce più "cinematografica" in assoluto, quella che trovi nei ritratti di Rembrandt e nei thriller di Fincher.

La controluce (la fonte di luce è dietro il soggetto, verso la camera) crea silhouette o, se la luce è diffusa, un alone luminoso intorno al soggetto detto "rimlight" o "kicker". È una luce poetica, che separa il soggetto dallo sfondo e crea profondità. È anche la luce che inganna di più l'esposizione automatica degli smartphone: in manuale devi esporre sul viso del soggetto, lasciando che lo sfondo vada sovraesposto.

- Luce artificiale con zero budget

Non hai fondi per comprare pannelli LED professionali? Nessun problema: usa quello che hai intorno.

Una lampada da tavolo con una lampadina E27 da almeno 60W-equivalente a LED può fare da luce chiave per una scena in interni. Toglila dal paralume ed avvicinala al soggetto, a 45 gradi rispetto alla camera. Se la luce è troppo dura, mettici davanti un foglio di carta velina bianca od una busta di carta traslucida: diventa immediatamente una luce morbida ed avvolgente.

Un riflettore fai-da-te si costruisce con un pannello di cartone ricoperto di carta stagnola opaca. Costa meno di un euro e riflette la luce naturale od artificiale verso le zone d'ombra del viso del soggetto. È uno degli strumenti più usati nei set a basso budget di tutto il mondo.

Una torcia da campeggio od una luce LED portatile per biciclette (costano 10-15 euro online) può essere la tua luce di riempimento per le scene notturne od in interni molto bui.


Parte Quinta: La Composizione cioè come costruire l'inquadratura

- La regola dei terzi: il punto di partenza

Attiva la griglia nelle impostazioni dell'app fotocamera del tuo Honor 400 Smart. Vedrai apparire sullo schermo una griglia che divide l'immagine in nove rettangoli uguali, con due linee verticali e due orizzontali. Questo è il tuo strumento principale di composizione.

La regola dei terzi dice che gli elementi visivi più importanti di un'inquadratura vanno posizionati lungo queste linee o, ancora meglio, nei punti in cui si incrociano, chiamati "punti di forza". Un viso posizionato su uno dei punti di forza è immediatamente più interessante e dinamico di un viso centrato al centro dell'immagine. Uno sguardo che "guarda verso" il lato più ampio dell'inquadratura crea spazio narrativo cioè una sensazione di attesa, di possibilità, di movimento imminente.

- Il "headroom" e il "leadroom": spazio per la vita

Il headroom è lo spazio tra la sommità della testa del soggetto ed il bordo superiore dell'inquadratura. Troppo poco headroom dà una sensazione claustrofobica. Troppo headroom distrae l'attenzione verso il soffitto od il cielo. La quantità giusta è intuitiva: il viso deve respirare dentro l'inquadratura, non essere schiacciato.

Il leadroom è lo spazio davanti agli occhi di un personaggio cioè verso dove sta guardando. Se un personaggio guarda verso destra, deve esserci più spazio a destra dell'inquadratura che a sinistra. Questo crea la sensazione che il personaggio stia "guardando dentro" lo schermo, verso qualcosa. Se lo posizioni al contrario cioè più spazio dietro di lui che davanti, si crea invece una sensazione di oppressione, di inseguimento, di fuga.

- Le linee guida: usare l'ambiente per costruire l'immagine

Ogni ambiente ha linee rette che, se usate consapevolmente, portano l'occhio dello spettatore verso il soggetto principale. Il corridoio che si restringe in prospettiva, le rotaie, il bordo di un marciapiede, le finestre di un palazzo, i fili del telefono: queste sono linee guida che, se partono dai bordi dell'inquadratura e convergono verso il soggetto, creano composizioni di grande forza visiva.

Cerca queste linee ogni volta che componi un'inquadratura. Non sempre ci sono, ma quando ci sono, usarle costa zero e produce risultati straordinari.

- I tre piani fondamentali: piano totale, piano medio, primo piano

Ogni scena di un film è costruita con l'alternanza di piani di diversa distanza dal soggetto, ciascuno con una funzione narrativa precisa.

Il piano totale (long shot) mostra il soggetto inserito nel suo ambiente. Stabilisce il contesto: dove ci troviamo, qual è lo spazio della scena, quanti personaggi ci sono e come si relazionano nello spazio. Si usa all'inizio di una scena per orientare lo spettatore, od in momenti in cui il rapporto tra il personaggio e l'ambiente è narrativamente importante.

Il piano medio (medium shot) mostra il soggetto dalla vita in su. È il piano delle interazioni, delle conversazioni, delle azioni. È il "piano di servizio" del racconto: neutro, funzionale, chiaro.

Il primo piano (close-up) mostra il viso del soggetto, od un dettaglio come una mano, un oggetto, uno sguardo. È il piano delle emozioni. Avvicina lo spettatore alla vita interiore del personaggio in modo che nessun altro piano può fare. Un primo piano sul viso di un attore durante un momento emotivo è il piano cinematografico per eccellenza: è quello che fa piangere le persone in sala.

Gira tutte e tre le varianti di ogni scena importante. Poi, in montaggio, avrai la libertà di costruire il ritmo alternando i piani nel modo più efficace.


Parte Sesta: Il Suono è l'elemento che non puoi trascurare

Il microfono integrato dell'Honor 400 Smart è sufficiente per registrare l'audio ambientale come traccia di riferimento, ma non è adatto per i dialoghi in un cortometraggio. Registra anche tutti i suoni dell'ambiente in modo indiscriminato come il traffico lontano, il frigorifero, il ventilatore, le voci degli estranei, rendendo il dialogo confuso e poco intelligibile.

La buona notizia è che l'Honor 400 Smart ha il jack da 3,5mm: puoi collegare un microfono esterno direttamente al telefono.

Un microfono lavalier (il piccolo microfono a clip che si aggiunge ai colletti delle camicie) come il Rode SmartLav+ od il più economico Boya BY-M1 (circa 20-25 euro online) si collega direttamente al jack del telefono e cattura il dialogo dell'attore in modo molto più pulito rispetto al microfono integrato. Si aggancia discretamente sotto il colletto della camicia, è quasi invisibile nell'immagine, e fa una differenza enorme nella qualità dell'audio finale.

In alternativa: usa il telefono per riprendere, ed un secondo dispositivo come un vecchio smartphone, un tablet, persino un registratore vocale economico, posizionato il più vicino possibile all'attore per catturare separatamente l'audio. In montaggio si sincronizzano le due tracce con una battuta di mani davanti alla camera prima di ogni take (il classico "ciak" fatto con le mani funziona benissimo).


Parte Settima: Sul Set con il tuo amico regista: come lavorare insieme

Il rapporto tra il regista e il DP è uno dei più delicati e importanti nel cinema. Sono due ruoli distinti con responsabilità diverse, e la loro collaborazione deve essere chiara fin dall'inizio.

Il regista decide la storia, i personaggi, cosa succede nella scena, cosa gli attori devono fare. Tu, come DP, decidi come tutto questo appare visivamente: dove metti la camera, come illumini la scena, come componi l'inquadratura. Queste non sono decisioni che si prendono separatamente: si prendono insieme, in conversazione, ciascuno portando la propria expertise.

Prima di ogni scena, parla con il tuo amico: "Cosa vuoi che lo spettatore senta in questo momento?"
Se la risposta è "tensione", la camera va tenuta bassa, la luce laterale e contrastata, l'inquadratura stretta.
Se la risposta è "sollievo ed apertura", la camera va a livello degli occhi, la luce morbida e diffusa, l'inquadratura più ampia.

Impara a dire "no" quando qualcosa non funziona visivamente: sei il responsabile dell'immagine. Ed impara ad ascoltare quando lui vede qualcosa che tu non vedi: lui è il responsabile della storia.


Parte Ottava: Il Montaggio è costruire il corto sul telefono o sul computer

- Software gratuiti per il montaggio

Se hai un computer, anche uno non recente, puoi montare il cortometraggio con DaVinci Resolve nella versione gratuita, che è lo stesso software usato da Hollywood per il color grading dei film più importanti del mondo. Gestisce perfettamente i file video 1080p dell'Honor 400 Smart ed include tutti gli strumenti necessari per tagliare, sincronizzare l'audio, correggere il colore ed esportare il file finale.

Se lavori solo da smartphone, CapCut (gratuito) è probabilmente il più potente tra i software di montaggio per mobile: permette il taglio dei clip, l'aggiunta di musica ed audio, la correzione colore base, il titolaggio e l'esportazione in 1080p. Non è forte come DaVinci Resolve, ma per iniziare è più che sufficiente.

- Il color grading: dare al cortometraggio un'identità visiva

Anche girato con l'Honor 400 Smart in 1080p, il tuo cortometraggio può avere un look visivo riconoscibile e curato. Il color grading cioè la correzione e la manipolazione del colore in post-produzione, è quello che trasforma un video "normale" in qualcosa con un'estetica cinematografica.

La prima correzione da fare è la correzione primaria: sistemare l'esposizione (le immagini troppo scure si schiariscono, quelle troppo chiare si scuriscono), bilanciare il bianco (eliminare le dominanti indesiderate di colore), ed uniformare i toni tra scene girate in condizioni di luce diverse.

La seconda è il look creativo: scegliere una direzione estetica coerente per tutto il cortometraggio.
Toni caldi e saturi per una storia estiva e solare.
Toni freddi e desaturati per un racconto malinconico o urbano.
Alto contrasto con neri profondi per un thriller.
Toni pastello con luci quasi bruciate per un'estetica onirica.
Scegli un look e applicalo con coerenza: l'incoerenza visiva tra scene è uno dei segnali più evidenti di un lavoro non rifinito.

Molti software di montaggio, incluso CapCut, offrono LUT preimpostati ovvero filtri di colore cinematografici già pronti, che con un tap trasformano l'immagine del telefono in qualcosa di sorprendentemente cinematografico. Usali come punto di partenza, poi modifica tu a mano i valori fino a trovare esattamente il look che cerchi.

- Il ritmo del montaggio: la regola che nessuno ti insegna

La regola più importante del montaggio non è tecnica: è emotiva. Un taglio va fatto quando la scena ha finito di dire ciò che deve dire. Non prima: lo spettatore sarebbe disorientato. Non dopo: lo spettatore si annoierebbe.

Il metodo pratico: guarda ogni scena da tagliare e chiedi a te stesso "quando ho capito quello che questa scena voleva dirmi?". Quell'istante, od un secondo o due dopo, è dove va il taglio.

Tieni il cortometraggio corto. I concorsi e i festival di cortometraggi preferiscono opere tra i 5 e i 15 minuti. Non perché le storie lunghe siano sbagliate, ma perché una storia corta raccontata bene dimostra più mestiere di una storia lunga trascinata per esaurire il tempo disponibile.


Quindi: il telefono che hai in tasca è già una Cinepresa

L'Honor 400 Smart ha una fotocamera da 50 megapixel, un autofocus veloce, uno schermo grande su cui valutare ogni inquadratura ed un ingresso per microfoni esterni. Ha tutto quello che serve per fare cinema ma solo purché tu sappia come usarlo.

Quello che hai letto in questo articolo non è magia: è conoscenza. La stessa conoscenza che i direttori della fotografia più grandi del mondo hanno acquisito in anni di studio e di errori. Tu puoi cominciare oggi, con quello che hai in tasca.

La prossima volta che esci con il tuo amico per le riprese, ricordati di tre cose soltanto.
Prima: stabilizza sempre la camera prima di girare.
Seconda: cerca sempre la luce migliore, non la più comoda.
Terza: componi ogni inquadratura come se fosse la più importante del film, perché sul set non sai ancora quale lo sarà davvero.

Il resto viene con la pratica. E la pratica comincia adesso, quando tu inizi.

Riepilogo operativo: i tuoi punti di controllo sul Set

Prima delle riprese, verificare: bilanciamento del bianco impostato manualmente, ISO più basso possibile per la luce disponibile, tempo di esposizione a 1/60, messa a fuoco bloccata sul soggetto, treppiede o supporto fisico in posizione, microfono esterno collegato e funzionante.

Durante le riprese, verificare: l'orizzonte dell'inquadratura è dritto, il soggetto è posizionato su un punto di forza della griglia, c'è il giusto headroom sopra la testa, c'è leadroom nella direzione dello sguardo, la luce modella il viso lateralmente o dall'alto-davanti.

Dopo ogni take, rivedere il clip sullo schermo con le cuffie per controllare sia l'immagine che l'audio. Un problema rilevato sul set si corregge in trenta secondi. Lo stesso problema rilevato in montaggio significa dover rigirare l'intera scena, e non sempre potrebbe essere possibile.