Scrivere una sceneggiatura per un cortometraggio è un'esperienza insieme tecnica e profondamente personale, e la prima cosa che un principiante deve sapere è che non esiste una formula magica ma esistono alcune basi pratiche fondamentali che, se interiorizzate con pazienza e onestà, rendono il processo molto più chiaro e governabile di quanto possa sembrare all'inizio.

La prima cosa concreta da fare è scegliere un'idea piccola e raccontarla in modo grande. I principianti commettono quasi sempre lo stesso errore: vogliono raccontare troppo: una storia epica, un personaggio complesso con un lungo passato, una trama con molti colpi di scena, dimenticando che un cortometraggio efficace racconta una sola cosa, un solo momento, una sola emozione con la massima intensità possibile. Prenditi quindi il tempo necessario per trovare quell'idea piccola e precisa che ti appartiene davvero, che viene da qualcosa che hai vissuto, visto o sentito, e costruisci tutto attorno a essa senza aggiungere elementi che non siano strettamente necessari.

Una volta trovata l'idea, scrivi quello che in gergo tecnico si chiama il soggetto: un testo brevissimo, anche solo quindici o venti righe, in cui racconti la tua storia al presente, in forma narrativa semplice, indicando chi è il protagonista, cosa vuole, cosa gli impedisce di ottenerlo e come va a finire. Questo soggetto è la tua bussola: ogni volta che ti perdi durante la scrittura della sceneggiatura vera e propria, torni al soggetto e ti chiedi se quello che stai scrivendo serva davvero alla storia che hai deciso di raccontare.

Il passo successivo è il trattamento, cioè una versione più sviluppata del soggetto in cui descrivi scena per scena, ancora in forma narrativa, non in formato tecnico, cosa succede nel cortometraggio, dove si svolge ogni scena, chi c'è e cosa accade. Il trattamento ti aiuta a vedere se la struttura funziona prima ancora di scrivere una sola battuta di dialogo, e ti permette di individuare i buchi narrativi, le scene inutili e i momenti in cui la storia perde la propria tensione emotiva.

Solo a questo punto si passa alla sceneggiatura vera e propria, che ha un formato tecnico preciso e riconoscibile universalmente.
Ogni scena inizia con un'intestazione che indica se siamo in un interno o in un esterno, il luogo specifico e il momento della giornata come per esempio INT. CUCINA DI CASA - MATTINA. Subito dopo l'intestazione viene la didascalia, cioè la descrizione in forma presente e visiva di ciò che vediamo sullo schermo: i personaggi, l'ambiente, le azioni. Le didascalie devono essere brevi, concrete e visive e si descrive solo ciò che la macchina da presa può vedere, mai i pensieri o i sentimenti interiori dei personaggi a meno che non si manifestino attraverso un'azione fisica. I dialoghi vengono centrati nella pagina con il nome del personaggio in maiuscolo sopra la battuta, e devono essere scritti esattamente come le persone parlano davvero, cioè con interruzioni, esitazioni, frasi incomplete, non come parlano i personaggi dei libri.

Una regola pratica importantissima che ogni principiante deve tenere sempre a mente è che una pagina di sceneggiatura corrisponde approssimativamente ad un minuto di film girato: quindi un cortometraggio di dieci minuti richiede una sceneggiatura di circa dieci pagine, il che significa che ogni parola conta, ogni scena deve essere indispensabile e non ci si può permettere nessuna scena di riempimento o di puro piacere estetico fine a se stesso.

Sul piano del contenuto, ricorda sempre che una buona sceneggiatura, anche per un cortometraggio di cinque minuti, deve avere una struttura in tre atti: una situazione iniziale in cui presenti il protagonista nel suo mondo ordinario, una rottura di quell'equilibrio che metta il protagonista di fronte a un problema o a una scelta, e una risoluzione (anche aperta od ambigua) che risponda emotivamente alla domanda posta dalla storia. Questa struttura non è una prigione burocratica ma uno strumento narrativo collaudato da millenni di storytelling umano, e anche quando la si vuole sovvertire è necessario prima conoscerla perfettamente.

Infine, la cosa più preziosa che un principiante possa fare dopo aver scritto la prima versione della propria sceneggiatura è darla a leggere a qualcuno di fiducia e non per ricevere complimenti ma per capire cosa non funziona per poi riscriverla, perché la sceneggiatura non si scrive, si riscrive, anche più volte, ed ogni nuova versione è sempre migliore della precedente se si ha il coraggio di essere onesti con se stessi e generosi con la propria storia.

Riepilogando, scrivere una sceneggiatura per un cortometraggio è un ottimo punto di partenza per chi è alle prime armi nella scrittura cinematografica. Ecco qui le basi pratiche per iniziare:

  1. Definisci la tua idea: Prima di iniziare a scrivere, devi avere un'idea chiara di ciò che vuoi raccontare nel tuo cortometraggio. Che tipo di storia vuoi condividere? Qual è il tuo messaggio o la tua intenzione emotiva?

  2. Scegli una struttura semplice: I cortometraggi solitamente hanno una struttura narrativa più semplice rispetto ai lungometraggi. Una struttura comune è quella in tre atti, con un'introduzione, uno sviluppo e una conclusione. Puoi anche optare per una struttura non lineare se è appropriata per la tua storia.

  3. Sviluppa i personaggi: Anche se hai meno tempo a disposizione rispetto a un lungometraggio, i personaggi devono essere ben sviluppati. Concentrati su un numero limitato di personaggi principali e cerca di far emergere i loro desideri, conflitti e cambiamenti durante la storia.

  4. Limita il numero di location: Scegli un numero limitato di location per le riprese in modo da semplificare la produzione. Puoi raccontare una storia coinvolgente anche in un luogo unico o in poche location, riducendo così i costi e le complessità logistiche.

  5. Scrivi dialoghi efficaci: I dialoghi devono essere essenziali e pertinenti alla trama e ai personaggi. Evita di essere troppo verboso e cerca di far emergere le emozioni e il conflitto attraverso le parole.

  6. Piano visivo: Pensa alle immagini e alle inquadrature che contribuiranno alla tua storia. Descrivi brevemente le scene, le inquadrature e le azioni visive in modo che il regista e il direttore della fotografia possano capire la tua visione.

  7. Tenere la durata in considerazione: Ricorda che un cortometraggio di solito ha una durata di 10-20 minuti o anche meno. Mantieni la storia concisa ed evita scene o dettagli superflui.

  8. Inizia con un evento d'apertura forte: La prima scena del tuo cortometraggio dovrebbe catturare immediatamente l'attenzione del pubblico e stabilire il tono o il tema della storia.

  9. Conclusione significativa: Assicurati di avere una conclusione che risolva la trama principale o lasci il pubblico con una riflessione duratura. Non lasciare domande aperte se non è intenzionale.

  10. Rivedi e ottimizza: Una volta completata la prima bozza della sceneggiatura, rivedila attentamente per migliorare la coerenza, la chiarezza e la fluidità. Chiedi feedback a colleghi o amici, se possibile.

  11. Sii flessibile: Durante la produzione, potrebbero essere necessarie alcune modifiche alla sceneggiatura per adattarsi alle risorse disponibili o alle circostanze impreviste. Sii disposto a fare adattamenti, ma cerca sempre di mantenere l'essenza della tua storia.

  12. Studio e pratica costanti: La scrittura cinematografica è un'abilità che si sviluppa con la pratica. Studia sceneggiature di cortometraggi di successo e guarda cortometraggi per ottenere ispirazione e apprendere come gli autori narrano storie in questo formato.

Ricorda che scrivere una sceneggiatura è solo l'inizio del processo di produzione di un cortometraggio. Collaborare con una troupe, attori e un regista per portare la tua visione alla vita è altrettanto importante.