_________________________________________________
Link alla prima parte dell'articolo
* Partire da un errore
Molte storie cominciano quando qualcuno commette un errore.
Può essere, ad esempio:
- inviare un messaggio alla persona sbagliata;
- prendere una valigia identica;
- chiudere una porta;
- confondere due fotografie;
- firmare un documento;
- cancellare un file;
- chiamare il numero sbagliato.
Perchè l’errore produce conseguenze.
Esempio:
Un ragazzo invia alla fidanzata un messaggio che era destinato al migliore amico.
Il contenuto rivela un dubbio sulla loro relazione.
A questo punto deve decidere se tentare di spiegarsi o di accettare che il messaggio abbia finalmente detto ciò che lui non aveva il coraggio di dire.
* Partire da una coincidenza
La coincidenza può iniziare una storia, ma non dovrebbe risolverla.
Due persone possono incontrarsi per caso.
Un oggetto può essere trovato casualmente.
Un treno può fermarsi.
Il problema nasce quando anche la soluzione dipende dal caso.
Regola utile
Il caso può aprire la porta. Il personaggio deve decidere se attraversarla.
Esempio:
Due ex fidanzati si incontrano casualmente dopo vent’anni.
La coincidenza crea l’incontro.
Ma ciò che accade dopo deve dipendere dalle loro scelte.
* Partire da una contraddizione
Le contraddizioni sono ottimi generatori di storie.
Per esempio: Un medico che ha paura degli ospedali.
Oppure: Un insegnante incapace di parlare con il proprio figlio.
Un fotografo che non vuole più essere fotografato.
Un regista che non riesce più a prendere decisioni.
Un esperto di comunicazione che vive completamente solo.
La contraddizione suggerisce immediatamente un conflitto.
* Partire da una relazione
A volte il nucleo più importante non è il singolo personaggio, ma il rapporto fra due persone.
Per esempio il rapporto tra:
- padre e figlio;
- due fratelli;
- due ex;
- insegnante e studente;
- medico e paziente;
- due sconosciuti;
- nonna e nipote;
- regista e attore;
- essere umano e Intelligenza Artificiale.
La domanda principale diventa: Che cosa vuole ciascuno dall’altro?
E soprattutto: Perché non riescono a ottenerlo?
Esempio:
Una figlia vuole che il padre venda la vecchia casa.
Il padre vuole che lei rimanga ancora una notte.
Dietro il conflitto economico potrebbe nascondersi la paura della separazione.
* Partire da un limite temporale
Il tempo crea automaticamente tensione. Come:
Mancano dieci minuti.
È l’ultima notte.
Il treno parte alle sei.
Il file verrà cancellato fra novanta secondi.
Domani la casa sarà venduta.
Quando il tempo è limitato, ogni decisione acquista maggiore peso.
Esempio:
Un uomo ha venti minuti per svuotare l’appartamento del padre morto prima della consegna delle chiavi.
Trova una scatola che non aveva mai visto.
La limitazione temporale impedisce alla storia di espandersi e la rende perfetta per un corto.
* Partire da una regola
Una regola particolare può generare un mondo narrativo.
Per esempio: In questa casa non si parla dopo mezzanotte.
Oppure: Ogni abitante può utilizzare il telefono soltanto per dieci minuti al giorno.
In questa azienda nessuno può conoscere il volto dei colleghi.
In questa famiglia non si pronuncia mai il nome della figlia scomparsa.
La storia nasce quando qualcuno infrange la regola.
* Partire dal finale
Non è necessario scrivere sempre dall’inizio.
Molti autori possono immaginare prima l’ultima immagine.
Per esempio: Un uomo apparecchia finalmente un solo posto.
Ora bisogna chiedersi: Perché prima erano due?
La storia potrebbe riguardare un lutto.
Oppure una separazione.
Oppure una persona immaginaria.
Partire dal finale è molto utile perché permette di sapere verso quale trasformazione deve procedere il racconto.
* Partire da un colpo di scena
Il twist può essere un buon punto di partenza, ma non deve diventare l’unica ragione del film.
Per esempio: Scopriamo che la persona con cui il protagonista parlava era morta.
Questo può sorprendere, ma il vero valore della storia dipende da ciò che quella rivelazione significa.
Un buon colpo di scena dovrebbe:
- reinterpretare ciò che abbiamo visto;
- approfondire il tema;
- cambiare il personaggio;
- essere preparato senza essere evidente.
* Partire da un dilemma morale
Il dilemma è particolarmente potente perché non possiede una soluzione perfetta.
Per esempio: Dire la verità e ferire qualcuno oppure mentire per proteggerlo?
Denunciare un amico oppure coprirne l’errore?
Accettare un lavoro lontano oppure rimanere accanto ad un genitore malato?
Consegnare alla polizia una prova che coinvolge il proprio figlio?
La forza nasce dal fatto che entrambe le scelte producono una perdita.
Esempio:
Una donna che ha perso il lavoro trova un portafoglio pieno di denaro.
Non è ancora interessante.
Ma se quella stessa sera deve pagare una cura urgente per il figlio, il gesto acquista un valore morale.
* Partire dal contrasto fra apparenza e realtà
Il cinema ama mostrare qualcosa e poi rivelarne un altro significato.
Per esempio: Vediamo un uomo che prepara accuratamente una cena romantica.
Pensiamo che aspetti una donna.
Alla fine scopriamo che sta celebrando l’anniversario della moglie morta.
Il contrasto produce sorpresa senza necessità di effetti complessi.
* Partire da ciò che manca
A volte una storia nasce non da ciò che vediamo, ma da ciò che non c’è.
Una sedia vuota.
Una fotografia ritagliata.
Un posto non apparecchiato.
Una porta chiusa.
Una telefonata che non arriva.
Un bambino che non torna.
L’assenza genera domanda. Come: Chi manca?
Perché?
Chi se ne accorge?
Che cosa cambia?
* Partire da un gesto
Un gesto semplice può suggerire una storia intera.
Per esempio: Un uomo cancella ogni sera lo stesso numero di telefono, ma il mattino successivo lo riscrive.
Oppure: Una donna passa davanti ad una casa ed ogni volta rallenta.
Un ragazzo lascia una bottiglia d’acqua davanti alla porta del vicino senza farsi vedere.
Il gesto deve essere ripetuto od interrotto da qualcosa.
La storia spesso nasce proprio quando una routine smette di funzionare.
* Partire dalla routine e romperla
Una delle strutture più semplici ed efficaci consiste nel mostrare una normalità e poi introdurre una deviazione.
Schema:
- Il personaggio compie sempre la stessa azione.
- Un giorno accade qualcosa di diverso.
- È costretto a reagire.
Esempio:
Ogni mattina una donna porta il cane al parco.
Ogni mattina incontra lo stesso uomo col suo cane.
Un giorno l’uomo non c’è, ma il suo cane è legato alla panchina.
La rottura della routine genera immediatamente una domanda.
* Partire dal suono
Non tutte le idee devono nascere dall’immagine.
Un rumore può generare una storia, come:
- il bussare alla parete;
- una voce registrata;
- un telefono che squilla;
- un pianto;
- passi provenienti da un appartamento vuoto;
- un brano musicale proveniente ogni notte dallo stesso luogo.
Esempio:
Una donna sente ogni notte il pianoforte dall’appartamento sopra il suo.
Sa però che l’appartamento è disabitato.
Questa semplice situazione può diventare di genere:
- horror;
- dramma;
- thriller;
- storia romantica.
Il genere dipenderà dalla spiegazione e dal punto di vista.
* Partire da un genere
Si può anche decidere prima: Voglio scrivere un thriller.
Oppure: Voglio una commedia romantica.
In questo caso bisogna evitare di partire soltanto dai cliché.
Meglio chiedersi: Quale situazione quotidiana potrebbe diventare inquietante?
Per il thriller: Una persona riceve ogni mattina una fotografia scattata dentro casa propria.
Per la commedia: Due persone separate continuano a dividersi la custodia non del cane, ma della macchina del caffè.
Il genere deve nascere dalla situazione, non soltanto dall’estetica.
* Una stessa idea può diventare generi diversi
Prendiamo questa situazione: Una donna riceve ogni sera una telefonata muta.
Thriller
La telefonata anticipa un pericolo.
Horror
La telefonata proviene dal telefono del marito morto.
Commedia
A chiamare è un uomo anziano che sbaglia continuamente numero.
Romantico
Le telefonate appartengono ad una persona che non riesce a confessarle qualcosa.
Dramma
La donna scopre che il chiamante è il padre malato che non riesce più a parlare.
Questo esercizio aiuta a comprendere che spesso non è l’idea in sé a determinare la qualità della storia, ma il modo in cui viene interpretata.
* Come capire se un’idea è adatta ad un cortometraggio
Non tutte le buone idee sono buone idee per un cortometraggio.
Una storia è adatta quando può essere sintetizzata attorno a:
- un protagonista principale;
- un obiettivo;
- pochi personaggi;
- poche location;
- un conflitto definito;
- un arco temporale limitato;
- una trasformazione percepibile.
Una storia che richiede:
- l'esposizione di trent’anni di vita;
- dieci personaggi principali;
- molte sottotrame;
- numerosi cambi di epoca;
- lunghi antefatti;
potrebbe essere più adatta ad un lungometraggio oppure ad una serie.
_____________________________________________________________
Link alla terza parte dell'articolo







