Prendere spunti da "A qualcuno piace caldo" (1959) di Billy Wilder
Prima di presentare le tre nuove sceneggiature, vale la pena spiegare la scelta. "Some Like It Hot" di Billy Wilder è probabilmente la commedia più citata nella storia degli Oscar, candidata a sei premi nel 1960, fu scritta da Wilder e I.A.L. Diamond con una precisione comica che ancora oggi viene studiata nelle scuole di sceneggiatura di tutto il mondo. Vinse un solo Oscar, per i costumi, ma è entrata nella lista dell'American Film Institute come il miglior film comico americano di tutti i tempi.
Il film ruota intorno ad un'idea semplice e geniale: due musicisti maschi assistono per caso ad un massacro della mafia e per sfuggire ai killer si travestono da donne entrando in un'orchestra tutta femminile. Quello che segue è una serie di equivoci, identità doppie, relazioni impossibili, e la domanda continua su chi sia davvero chi.
L'idea generativa che rende questo film inesauribile come fonte ispiratrice non è il travestimento in sé ma è qualcosa di più profondo e più contemporaneo: due persone sono costrette a vivere con un'identità falsa per sopravvivere, ed in quella identità falsa scoprono cose vere su se stesse e sugli altri che non avrebbero mai scoperto altrimenti. Il travestimento è un mezzo per arrivare alla verità attraverso la finzione.
Portare questa idea ai giorni nostri significa trovare i moderni equivalenti di quella costrizione: i social media, le identità digitali, il lavoro in un ambiente che richiede di sembrare qualcosa che non si è, la necessità di adattarsi ad un contesto ostile usando la creatività invece della forza. Le tre basi che seguono nascono da questo principio: prendono l'ossatura di Wilder e la rivestono di carne contemporanea.
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* Base di cortometraggio n° 1 - Titolo: PROFILO FALSO
- Presentazione dei Personaggi Principali
Matteo Caruso - 28 anni, grafico freelance a Milano, è da sei mesi senza lavoro serio dopo che la piccola agenzia in cui lavorava ha chiuso. Passa le giornate a mandare curricula che non ricevono risposta. Ha un profilo LinkedIn con dodici connessioni. È timido in modo specifico, non ha paura delle persone, ma ha paura di essere valutato da loro. Tende a sparire nelle situazioni sociali invece di occuparle.
Lorenzo Ferretti - 31 anni, copywriter, ex collega di Matteo, stessa situazione lavorativa ma carattere opposto: estroverso, sicuro, capace di vendere qualsiasi cosa tranne se stesso in un contesto professionale formale. Il suo problema è l'opposto di Matteo: parla troppo, esagera, promette cose che poi non riesce a mantenere.
Giulia Marchetti - 34 anni, HR manager di una startup di medie dimensioni a Milano, quella che sta cercando esattamente il profilo che Matteo e Lorenzo insieme formerebbero. È una persona intelligente e stanca ma stanca di candidati che sulla carta sono perfetti e di persona sono deludenti, e viceversa. Cerca qualcuno che sia vero.
"Sofia Grafico" - il profilo LinkedIn falso che Matteo e Lorenzo creano insieme. È una persona che non esiste ma combina le competenze tecniche di Matteo con il personal branding di Lorenzo. Ha una foto presa da un archivio di stock photography, una storia professionale inventata ma plausibile, e una voce online che è più autentica di qualsiasi cosa i due sappiano fare separatamente.
- La Storia
Milano, ottobre. Matteo e Lorenzo sono seduti in un bar con i rispettivi laptop e le rispettive frustrazioni. Matteo ha mandato trentasette curricula in tre mesi. Tre risposte, tutte negative. Lorenzo ne ha mandati dodici ma si è presentato a tre colloqui e li ha distrutti tutti: l'ultimo è durato sette minuti prima che la recruiter lo interrompesse educatamente dicendogli che lo avrebbero ricontattato.
Nel bar, tra un caffè e l'altro, Lorenzo ha l'idea. Se nessuno vuole loro da soli, potrebbero essere qualcuno di completamente diverso insieme. Non insieme fisicamente ma insieme digitalmente. Creano un profilo LinkedIn chiamato "Sofia Grafico" cioè nome di fantasia scelto per non usare nomi di genere troppo marcati. Sofia ha le competenze di Matteo, la comunicazione di Lorenzo, ed una foto di stock photography di una donna sorridente con i capelli scuri che sembra un grafico di successo e nessuno in particolare.
Il profilo funziona immediatamente, ha ottenuto in quarantotto ore un primo contatto da Giulia Marchetti, HR di una startup che cerca un creative director junior. Inizia una corrispondenza via LinkedIn e poi via email. Lorenzo scrive i messaggi che sono brillanti, precisi, con quella voce che in persona non riesce a trovare. Matteo controlla che le competenze dichiarate siano reali e dimostrabili. "Sofia" è perfetta.
Il problema arriva quando Giulia vuole fare un video colloquio. Matteo e Lorenzo si guardano. Non si erano preparati a questo. Non esiste una Sofia fisica. Dopo un'ora di discussione, decidono, con la logica disperata di chi non ha nient'altro da perdere, di fare il colloquio in modalità stranissima: Matteo è davanti alla camera e risponde alle domande tecniche, Lorenzo gli sussurra in cuffia le risposte per le domande più relazionali e di personal branding. Un colloquio a due voci in un solo corpo.
Il colloquio va sorprendentemente bene. Giulia è colpita. Vuole un secondo incontro, questa volta in presenza.
Matteo e Lorenzo si trovano davanti alla scelta impossibile: confessare o presentarsi. Se confessano, perdono tutto. Se si presentano, devono inventare qualcosa. Lorenzo ha una nuova idea e forse ancora più folle della prima.
- Scene con battute significative
SCENA 1 - La creazione del profilo, nel bar
LORENZO:
"Dimmi una cosa che sai fare meglio di tutti."
MATTEO:
"Motion graphics. Davvero bene. Ma nessuno mi dà la possibilità di dimostrarlo."
LORENZO:
"Dimmi una cosa che io so fare meglio di tutti."
MATTEO:
"Parli. Convinci. Poi non mantieni."
LORENZO:
"Esatto. Quindi io sono il problema tuo e tu sei il problema mio."
MATTEO:
"Cosa vuol dire?"
LORENZO:
(apre il laptop)
"Vuol dire che da soli siamo incompleti. Insieme siamo qualcuno."
MATTEO:
"Non possiamo candidarci in due."
LORENZO:
"Non ci candidamo in due. Ci candidamo come una."
SCENA 2 - Il video colloquio, l'appartamento di Matteo
Lorenzo è fuori campo, in cuffia, con il laptop aperto davanti alla trascrizione del profilo di Sofia. Matteo è davanti alla camera con una camicia stirata per la prima volta in mesi.
GIULIA:
(in video)
"Sofia, come descriverebbe il suo approccio creativo?"
Lorenzo sussurra in cuffia. Matteo ascolta, elabora, parla.
MATTEO:
"Parto sempre dal problema, non dalla soluzione.
La maggior parte dei grafici vuole subito fare cose belle.
Io voglio prima capire cosa è sbagliato."
Giulia annota qualcosa. Lorenzo, fuori campo, fa un gesto di trionfo silenzioso.
GIULIA:
"E come gestisce i conflitti con il team?"
Lorenzo sussurra qualcosa. Matteo lo ascolta, poi si allontana leggermente dalla cuffia.
MATTEO:
(sottovoce a Lorenzo)
"Questa non la so."
LORENZO:
(sussurra)
"Di' che odi i conflitti ma li gestisci con domande invece di risposte..."
MATTEO:
(alla camera)
"Odio i conflitti. Quindi faccio domande invece di dare risposte.
Di solito funziona."
Giulia alza la testa. Questa risposta le sembra vera.
SCENA 3 - La decisione sull'incontro in presenza
LORENZO:
"Ci presentiamo."
MATTEO:
"Siamo in due. Lei aspetta una persona."
LORENZO:
"Le diciamo che Sofia ha un problema agli occhi e deve venire con l'assistente."
MATTEO:
"Un problema agli occhi."
LORENZO:
"È credibile."
MATTEO:
"Non è credibile per niente."
LORENZO:
"Allora le diciamo la verità."
MATTEO:
(lunga pausa)
"Quale verità?"
LORENZO:
"Che Sofia non esiste ma le competenze sì.
Che eravamo disperati.
Che quello che ha visto nel colloquio era reale anche se il nome era falso."
MATTEO:
"Ci denuncerà."
LORENZO:
"O ci assumerà entrambi."
SCENA 4 - L'incontro in presenza, l'ufficio di Giulia
Matteo e Lorenzo entrano insieme. Giulia li guarda alternandone i volti con un'espressione che inizia come confusione e si trasforma in qualcosa di più interessante.
GIULIA:
"Sofia Grafico ha un fratello gemello ed un assistente?"
LORENZO:
"Sofia Grafico non esiste."
GIULIA:
(pausa)
"Lo so."
Silenzio.
MATTEO:
"Lo sa?"
GIULIA:
"La foto era di uno stock gratuito che uso anch'io.
L'ho riconosciuta al secondo messaggio."
LORENZO:
"Ed ha continuato a risponderci."
GIULIA:
"Le competenze erano reali.
La voce era interessante.
Volevo vedere chi c'era dietro."
- Finale inaspettato
Giulia offre loro un contratto ma non a uno dei due, non ad entrambi come dipendenti separati. Li assume come unità creativa con un unico contratto di collaborazione. "Sofia Grafico Agency" cioè due persone, una voce, un compenso da dividere. Mentre escono dall'ufficio, Matteo guarda Lorenzo.
MATTEO:
"Ha detto che lo sapeva dal secondo messaggio."
LORENZO:
"Sì."
MATTEO:
"Quindi ci ha lasciati andare avanti per settimane sapendo che eravamo falsi."
LORENZO:
"Sì."
MATTEO:
"Perché secondo te?"
Lorenzo ci pensa mentre escono nell'aria di ottobre.
LORENZO:
"Perché la versione falsa di noi era più vera della versione vera."
Matteo non risponde. Sa che ha ragione.
- Genere: Commedia con sfumature drammatiche.
- Temi: L'identità digitale come costruzione, il lavoro precario nella generazione dei trenta, la complementarità come risorsa, l'autenticità nell'era dei personal brand, cosa significa essere "veri" in un contesto professionale che premia la performance.
- Consiglio allo sceneggiatore: Resistere alla tentazione di rendere Giulia ingenua. Il fatto che sappia dall'inizio cambia completamente la dinamica, lei non è la vittima dell'inganno ma la persona che usa l'inganno per trovare qualcosa di vero. È il personaggio più complesso dei tre e va trattato con la stessa cura dei due protagonisti.
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* Base di cortometraggio n° 2 - Titolo: IL SOSTITUTO
- Presentazione dei Personaggi Principali
Irene Sartori - 32 anni, avvocata junior in uno studio legale milanese di medie dimensioni. Intelligentissima, preparatissima, e sistematicamente ignorata dai soci anziani che le affidano il lavoro pesante e poi firmano i documenti con il loro nome. È arrivata al punto di rottura, non di rabbia, nè di stanchezza. Ha smesso di combattere apertamente ed ha iniziato a pensare.
Carlo Negri - 58 anni, socio anziano dello studio, il tipo di uomo che ha avuto successo in un'epoca in cui certi meccanismi erano invisibili e li ha normalizzati a tal punto da non vederli più. Non è un cattivo in modo dichiarato, è solo qualcuno che ha smesso di fare domande su come funziona il mondo perché il mondo funziona bene per lui.
"Avvocato Sartori" - non una persona falsa ma una versione di Irene che esiste solo via email e telefono, con un nome parzialmente modificato ed una voce professionale che Irene ha costruito appositamente. È la stessa persona, stesse competenze, stessa preparazione, ma presentata in modo che nessuno riconosca immediatamente il suo genere.
Marco Ferreri - 45 anni, il cliente importante che dovrebbe essere convinto a firmare il contratto più grande dello studio nell'anno. Pragmatico, diretto, non ha tempo per le sottili dinamiche di potere degli studi legali. Vuole solo qualcuno che faccia bene il lavoro.
- La Storia
Irene ha preparato per sei settimane il fascicolo per il cliente Ferreri, un imprenditore che sta acquisendo una società più piccola. Ha studiato ogni dettaglio del contratto, anticipato ogni possibile obiezione, preparato risposte a domande che Ferreri non ha ancora fatto. È un lavoro di qualità straordinaria.
Il giorno prima della riunione con Ferreri, Carlo Negri le dice che porterà lui il caso e che lei può stare in riunione ma come supporto, seduta in seconda fila. È già accaduto altre volte. Irene torna alla sua scrivania e fa qualcosa che non ha mai fatto: invece di accettare, pensa.
Quella sera, da casa, invia una email a Ferreri dalla sua email personale professionale ma non quella dello studio, la sua, con il nome "A. Sartori - Consulenza Legale". Firmata come "A. Sartori" senza specificare il nome. Allega un'analisi del contratto che è più precisa e più utile di qualsiasi cosa il cliente abbia ricevuto finora. Chiede se ha domande prima della riunione.
Ferreri risponde in venti minuti. Ha moltissime domande. La corrispondenza notturna tra lui e "A. Sartori" dura tre ore. Al termine, Ferreri sa esattamente cosa sta firmando e perché ogni clausola è nel suo interesse. Ringrazia calorosamente "l'avvocato Sartori".
La mattina dopo, in riunione, Carlo Negri presenta il caso. Ferreri lo interrompe quasi subito.
FERRERI:
"Ho già parlato ieri sera con l'avvocato Sartori. Ho capito tutto. Dov'è?"
Carlo Negri guarda Irene. Irene guarda Carlo Negri. C'è un momento in cui tutto si ferma.
- Scene con battute determinanti
SCENA 1 - L'esclusione dalla riunione, l'ufficio di Carlo
CARLO:
"Irene, tu resti in seconda fila. Prendi appunti se serve."
IRENE:
"Ho preparato io il fascicolo."
CARLO:
"Lo so. Ottimo lavoro."
IRENE:
"Posso presentarlo io?"
CARLO:
(con la gentilezza di chi non ha neanche capito la domanda)
"Ferreri preferisce parlare con un socio.
È una questione di livello, non di competenza.
Tu sei bravissima."
Pausa.
IRENE:
"Capisco."
Non dice altro. Carlo non capisce che quel "capisco" è il momento in cui Irene ha smesso di aspettare.
SCENA 2 - La corrispondenza notturna
Irene al laptop, le undici di sera. Scrive l'email a Ferreri. La riscrive. La cancella. La riscrive ancora. Poi la manda.
Passa dieci minuti a guardare il telefono. Poi arriva la risposta di Ferreri.
FERRERI:
(via email)
"Avvocato Sartori, la clausola 7.3 mi sembra problematica.
Cosa ne pensa?"
Irene legge. Sorride per la prima volta in settimane.
IRENE:
(sottovoce, a se stessa)
"Esatto."
Inizia a scrivere la risposta. Per la prima volta da mesi, scrive come se il lavoro fosse suo.
SCENA 3 - La riunione, il momento della rivelazione
Carlo Negri è al centro della sala riunioni. Ferreri lo guarda con la cortesia di chi aspetta che qualcuno smetta di parlare.
FERRERI:
"Aspetti. Lei è il socio Negri?"
CARLO:
"Esatto, sono il responsabile del suo caso..."
FERRERI:
"Ho parlato ieri sera tre ore con l'avvocato Sartori.
Ho capito tutto quello che c'era da capire.
Dov'è l'avvocato Sartori?"
Silenzio.
CARLO:
(guardando Irene)
"Irene, sei tu quella con cui ha parlato?"
IRENE:
(con calma perfetta)
"Sì."
CARLO:
"Dall'email personale?"
IRENE:
"Dall'email personale."
Ferreri guarda Irene. Poi guarda Carlo. Poi di nuovo Irene.
FERRERI:
"Con chi firmo io il contratto?"
SCENA 4 - Dopo la riunione, il corridoio
Carlo segue Irene fuori dalla sala.
CARLO:
"Quello che hai fatto è una violazione..."
IRENE:
"Di cosa? Ho usato la mia email personale.
Il mio nome. Le mie competenze.
Il mio tempo non pagato."
CARLO:
"Hai usato il materiale dello studio."
IRENE:
"Ho usato le mie conoscenze. Che ho sviluppato io.
Che lei usa da tre anni firmando i miei documenti con il suo nome."
Silenzio.
CARLO:
"Irene."
IRENE:
"Ferreri vuole parlare con me.
Cosa gli rispondo?"
- Finale Inaspettato
Ferreri non firma con lo studio. Firma con Irene direttamente e le propone un contratto di consulenza personale che vale il doppio di quello che guadagna come junior. Carlo Negri va nel panico perchè perdere Ferreri è un danno enorme. La scena finale mostra Carlo che bussa alla porta dell'ufficio di Irene, che adesso è seduta dalla parte opposta della scrivania. Ha un'aria leggermente diversam non arrogante, non trionfante. Solo ferma.
CARLO:
"Possiamo parlare?"
IRENE:
"Certo.
Ho dieci minuti tra le dieci e le dieci e dieci."
Carlo la guarda. Capisce che qualcosa è cambiato in modo permanente. Si siede.
CARLO:
"Cosa vuoi?"
IRENE:
"Voglio il mio nome sui documenti che scrivo io.
Voglio parlare direttamente con i clienti.
Voglio essere pagata per quello che faccio."
CARLO:
"Ed in cambio?"
IRENE:
"In cambio le spiego come recuperare Ferreri."
Pausa.
CARLO:
"Sa come farlo?"
IRENE:
"Ho già scritto la strategia stamattina."
Lo schermo del suo laptop è visibile nell'inquadratura. Il documento si chiama "Come non perdere Ferreri - Proposta per Carlo Negri". È già a pagina quattro.
- Genere: Commedia drammatica con elementi di workplace drama.
- Temi: Il potere nelle strutture professionali gerarchiche, il genere come filtro invisibile nel mondo del lavoro, l'identità professionale come costruzione, la creatività come risposta alla sopraffazione, il cambio di paradigma nelle relazioni di potere.
- Consiglio allo sceneggiatore: Il film funziona solo se Carlo Negri non è un villain. Deve essere qualcuno che ha agito in buona fede secondo regole che non ha mai messo in discussione. La sua trasformazione finale, non redenzione, ma realizzazione pragmatica, deve sembrare reale, non moralistica. Il finale non è una vittoria ideologica. È un accordo tra due persone che hanno finalmente capito cosa l'altra può fare.
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* Base di cortometraggio n° 3 - Titolo: DUE DI PICCHE
- Presentazione dei Personaggi Principali
Samuele Conti - 26 anni, figlio di una famiglia di commercianti di Napoli, trasferito a Bologna per l'università e rimasto per lavoro. Fa il barista di giorno e studia economia aziendale di sera. Ha un progetto di business solido ma nessuno che lo finanzi perché non ha le conoscenze giuste. È generoso, intelligente, e porta con sé un senso dell'umorismo che usa come scudo.
Edoardo Cattaneo - 28 anni, bolognese, figlio di una famiglia con connessioni e capitale sociale ma senza denaro liquido: il padre ha fatto cattivi investimenti e la famiglia ha ancora il nome ma non i soldi. Fa il PR per eventi nel tempo libero cercando di costruire relazioni che potrebbero tornare utili. Conosce tutti ma non è nessuno.
La Famiglia Zanotti - rappresentata principalmente da Margherita Zanotti, 55 anni, imprenditrice del settore agroalimentare emiliano, vedova, seduta su un capitale che cerca una destinazione. È una donna pratica che diffida della teoria e ama le persone che sanno fare le cose. Ha una figlia, Beatrice, 25 anni, che lavora con lei e che è la prima a capire cosa stia succedendo.
"La Collaborazione Conti-Cattaneo srl" - l'entità che Samuele ed Edoardo inventano per presentarsi ai Zanotti. Non esiste ancora come società, ma Samuele ha il progetto ed Edoardo ha i contatti per arrivare ai Zanotti. Insieme inventano una storia che è per metà vera.
- La Storia
Samuele lavora in un bar di Bologna frequentato dalla piccola borghesia locale. Da tre anni ascolta i discorsi di gente che ha i soldi per investire ma non sa dove metterli. Lui sa dove metterli: ha un progetto per una piattaforma di distribuzione diretta per piccoli produttori alimentari del Sud che vuole connettersi con i mercati del Nord senza passare per la grande distribuzione. Ha i numeri, ha fatto le ricerche, ha i contatti con i produttori. Non ha i soldi e non ha le connessioni per trovare chi ce li ha.
Edoardo è uno dei clienti fissi del bar. Viene ogni mattina, beve due caffè, fa telefonate e manda messaggi. Conosce tutti, compresa la famiglia Zanotti, con cui ha un rapporto di vecchia conoscenza familiare. Sa che Margherita Zanotti sta cercando una destinazione per un investimento di medio livello nel settore agroalimentare.
Tra un caffè e l'altro, Edoardo propone a Samuele qualcosa di semplice: Edoardo porta Samuele ai Zanotti, ma non come "il barista con un'idea". Li presenta come "la Collaborazione Conti-Cattaneo", una struttura che ancora non esiste ma che potrebbe esistere se l'investimento arriva. Samuele è la sostanza. Edoardo è la forma. Insieme possono sembrare qualcosa che separatamente non sono.
L'incontro con Margherita Zanotti avviene a casa sua, durante una cena. È un contesto informale che Edoardo conosce bene, sa come muoversi, cosa dire, come presentare le cose. Samuele conosce il prodotto e sa rispondere a qualsiasi domanda tecnica e finanziaria con una precisione che stupisce Margherita.
La cena va bene. Troppo bene. Margherita è interessata. Vuole un secondo incontro, più formale, con i documenti della società. Il problema è che la società non esiste.
Il secondo problema è Beatrice Zanotti, che durante la cena non ha quasi parlato ma ha guardato tutto con attenzione, e che alla fine della sera prende da parte Samuele e gli chiede, con una semplicità disarmante: "La 'Collaborazione Conti-Cattaneo' è registrata dove?"
- Scene con battute significative
SCENA 1 - La proposta nel bar, mattina
EDOARDO:
"Conosco qualcuno che potrebbe finanziare il tuo progetto."
SAMUELE:
"Quante volte hai detto questa frase nella tua vita?"
EDOARDO:
"Molte. Ma questa volta è diverso."
SAMUELE:
"Perché?"
EDOARDO:
"Perché questa volta ho anche ascoltato il progetto.
È buono."
SAMUELE:
(pausa)
"Cosa vuoi in cambio?"
EDOARDO:
"Venti percento della società se si fa."
SAMUELE:
"Per portarmi ad una cena?"
EDOARDO:
"Per portarti ad una cena come qualcuno invece che come nessuno."
Samuele lo guarda. Sa che ha ragione e lo odia un po' per questo.
SCENA 2 - Prima della cena, fuori da casa Zanotti
SAMUELE:
"Cosa dico se mi chiedono della società?"
EDOARDO:
"Dici che è in costituzione."
SAMUELE:
"E se chiedono dove è registrata?"
EDOARDO:
"Dici che è in costituzione."
SAMUELE:
"E se..."
EDOARDO:
"Samuele. L'unica risposta che devi sapere è 'è in costituzione'.
Poi parli del progetto.
Il progetto è reale. Concentrati su quello."
SAMUELE:
"Tu parli come se mentire fosse una competenza professionale."
EDOARDO:
"Si chiama comunicazione strategica."
SAMUELE:
(guardando la porta di casa Zanotti)
"Si chiama mentire."
EDOARDO: "Entra."
SCENA 3 - Durante la cena, il momento di Samuele
Margherita fa una domanda tecnica sui margini di profitto per i produttori. Edoardo apre la bocca. Samuele lo ferma con un gesto minimo.
SAMUELE:
"Il margine medio attuale per un piccolo produttore di conserve nel Sud
che usa la grande distribuzione è tra il dodici e il diciassette percento.
Con la nostra piattaforma, eliminando tre passaggi intermedi,
arriviamo al ventotto-trentadue percento.
I numeri sono verificati su un campione di undici produttori con cui ho già un accordo preliminare."
Margherita posa la forchetta.
MARGHERITA:
"Ha già gli accordi?"
SAMUELE:
"Ho undici produttori che aspettano che la piattaforma esista per firmare."
MARGHERITA:
(a Edoardo)
"Perché non me l'hai detto prima?"
EDOARDO:
(sorridendo)
"Volevo che lo sentisse direttamente da lui."
SCENA 4 - Beatrice prende da parte Samuele
Fine della cena. Beatrice si avvicina a Samuele mentre Edoardo è con Margherita.
BEATRICE:
"La 'Collaborazione Conti-Cattaneo' è registrata dove?"
Samuele la guarda. Sa che può mentire. Decide di non farlo.
SAMUELE:
"Non è ancora registrata."
BEATRICE:
(senza sorpresa)
"Lo pensavo."
SAMUELE:
"Adesso mi denuncia a sua madre?"
BEATRICE:
(pausa)
"Mia madre lo sa già."
SAMUELE:
"Cosa?"
BEATRICE:
"Ha controllato voi due nel pomeriggio.
Edoardo ha solo conoscenze. Lei ha il progetto.
Ha aspettato la cena per vedere se il progetto era reale o no."
- Finale inaspettato
Margherita Zanotti finanzia il progetto, ma con una condizione che nessuno dei due aveva previsto. Non investe nella "Collaborazione Conti-Cattaneo" che non esiste. Investe direttamente in Samuele, come socio di minoranza, con Edoardo fuori dall'accordo. Edoardo, che pensava di essere l'elemento essenziale, scopre che era lo strumento necessario per arrivare alla cena, irrilevante dopo.
La scena finale mostra Edoardo e Samuele al bar, il mattino dopo.
EDOARDO:
"Non è giusto."
SAMUELE:
"Ti ha escluso perché non porti niente di concreto al progetto."
EDOARDO:
"Ti ho portato io da lei."
SAMUELE:
"Sì. E adesso cosa vuoi?"
Pausa lunga. Edoardo guarda il suo caffè.
EDOARDO:
"Voglio imparare il tuo lavoro."
SAMUELE:
(sorpreso)
"Cosa?"
EDOARDO:
"Ho passato anni a conoscere gente. Non so fare niente.
Voglio imparare a fare qualcosa.
Assumimi."
Samuele lo guarda a lungo.
SAMUELE:
"Il mio barista guadagna milleduecento euro al mese."
EDOARDO:
"Lo so. Faccio il barista."
La scena finale mostra Edoardo dietro al bancone dello stesso bar dove prendeva il caffè da cliente. Samuele gli mostra come si fa il cappuccino. Edoardo lo fa male. Lo rifà. È ancora male. Lo rifà ancora.
Beatrice Zanotti entra nel bar. Si siede. Guarda Edoardo che cerca di fare il cappuccino. Poi guarda Samuele.
BEATRICE:
"Uno dei tuoi undici produttori è in difficoltà con la logistica.
Ho un contatto che può aiutare."
SAMUELE:
"Perché me lo dice?"
BEATRICE:
"Perché mi piace il progetto."
Una pausa.
BEATRICE:
"E mi piace chi lo porta avanti."
Edoardo, dal bancone, fa cadere il pennello del latte. Nessuno lo guarda.
- Genere: Commedia romantica con elementi di business drama.
- Temi: Il merito contro le connessioni, il Sud e il Nord come universi economici che si cercano, l'identità costruita come punto di partenza per l'identità vera, l'umiltà come scelta, le gerarchie sociali nel mercato del lavoro contemporaneo.
- Consiglio per lo sceneggiatore: La storia d'amore tra Samuele e Beatrice deve restare molto leggera, un accenno, non una trama. Il film è sulla trasformazione di Edoardo, che è il personaggio più interessante: parte come opportunista e finisce come qualcuno disposto a ricominciare da zero. Quella trasformazione è l'emozione del film. La battuta finale di Edoardo che fa cadere il pennello del latte mentre nessuno lo guarda è la scena più importante: è il momento in cui capisce che non è più al centro ma che va bene così.
* Una nota finale sulle tre basi
Queste basi di sceneggiature condividono con "Some Like It Hot" l'idea generativa fondamentale: due persone sono costrette a costruirsi un'identità che non è del tutto vera per sopravvivere in un contesto che non le accetta per quello che sono. E in quella costruzione scoprono qualcosa di più vero di quanto avrebbero trovato restando se stesse.
Wilder ambientava questa storia nel 1929, con la mafia ed il travestimento di genere, perché quell'epoca aveva quelle costrizioni. Oggi le costrizioni sono diverse: il mercato del lavoro precario, le gerarchie professionali che escludono, il capital sociale distribuito in modo ingiusto, ... ma il meccanismo emotivo è identico. Si finge per sopravvivere. Si sopravvive scoprendo qualcosa di vero. La verità vale più della finzione che l'ha prodotta.
Questa è la struttura comica più antica della letteratura occidentale, dalle commedie di Plauto a Shakespeare a Molière fino a Wilder. Funziona perché dice qualcosa di permanente sulla condizione umana: nessuno è del tutto se stesso, tutti fingono qualcosa, ed a volte la finzione è il percorso più onesto verso la verità.
* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.






