Il Videomaker: figura mitologica metà uomo e metà videocamera

Capolinea Videomaker ilcortoBuonasera a tutti, oggi vorrei parlarvi, non senza un pizzico di provocazione, della figura mitologica metà uomo e metà videocamera: il videomaker.  Grazie ai costi accessibili della tecnologia, ho potuto constatare (non senza meraviglia) che sempre più persone si auto-eleggono, o meglio, si auto-nominano "videomaker": questi figuri riempiono il web con le loro "creazioni", i loro "show-reel" e le loro personali interpretazioni di "video musicali" definibili tali solo dietro minaccia. Taluni, si credono addirittura Fellini o Gondry solo perché usano banali riflessi vitrei (io ci giocavo, alle elementari, con i lampadari di vetro...), specchi (ecco, guardatevi in faccia ogni tanto...) e qualche ventata di fumo (sarebbe meglio fumarselo prima, forse): i risultati, quando non scontati e ripetitivi, sono spesso imbarazzanti, anche perché nel prodotto finito mancano poi la cura della fotografia (qui si aprirebbe un mondo per quelli che, aggiungendo 'ph' alle loro foto, si trasformano in professionisti fotografi ...ma lasciamo perdere...), le conoscenze basilari delle regole di montaggio (la Nouvelle Vague di Godard è passata da circa 60 anni! ma lo sapete?) e, soprattutto, attenzione alla sceneggiatura che spesso è improvvisata, come la scelta degli attori...  Tralascio tutte le altre competenze per bontà d'animo.

 
I consigli di Quentin Tarantino per aspiranti registi

quentin-tarantino 11Diventare un grandissimo cineasta anche senza aver mai frequentato una scuola di cinema? L'hanno fatto molti autori della nouvelle vague e, successivamente, anche Quentin Tarantino, senza ombra di dubbio uno dei registi cult dell'attuale panorama. Qual è il segreto dell'uomo che ci ha portato pellicole quali Pulp Fiction, Kill Bill e The Hateful Eight? Che cosa potrebbe consigliare ai giovani di oggi che cercano uno sbocco nel mestiere? A rispondere a questi quesiti, un video montato da Evan Carmichael, il quale ha condensato, in 18 minuti, alcune delle perle svelate da Tarantino nel corso di varie interviste.  Qui alcuni punti fondamentali:

 
Moraldo Rossi alla Casa del Cinema per il suo nuovo libro

Il dubbio assurdo di Moraldo Rossi - 100Giovane veneto con la passione del circo, venne a Roma dove conobbe Federico Fellini, di cui fu grande amico, suo aiuto Moraldo Rossi - ilCORTO.it-2006- premia  DeCarmineregista nel periodo più intenso e più fecondo, ed ispiratore del Moraldo de "I vitelloni", del Matto de "La strada" ed il protagonista del mai realizzato "Moraldo in città". Moraldo Rossi oltre ad essere stato regista cinematografico e televisivo, è anche un autore letterario (ricordiamo il suo "Fellini & Rossi. Il sesto vitellone" scritto assieme a Tatti Sanguineti). Martedì 12 aprile, alle ore 18 alla Casa del Cinema di Roma (Largo Marcello Mastroianni n.1, a Villa Borghese, Moraldo Rossi ci presenta la sua ultima opera "Il dubbio assurdo" con interventi di Italo Moscati e Paolo Silvestrini, e letture a cura di Renato Scarpa, Marino Masè e Claudio Alfonsi.

 
Domenica mi appresto a girare un cortometraggio di 5-10 minuti...

Trovo in Internet spesso richieste simili a questa: Domenica mi appresto a girare un cortometraggio di 5-10 minuti... e cerco come attore un bambino di 13 anni..... Naturalmente c'è scritto che poi il corto girerà in vari festival dando ampia possibilità di visibilità. Per prima cosa mi chiedo: il corto dura 5 o 10 minuti? od arriverà pure a 15 minuti? Se non lo sai tu che sei il regista e forse pure lo sceneggiatore, chi deciderà la durata del film? il montatore, che forse sarai anche tu?. Le premesse non ci sono. Io, dall'esterno, penso che forse non hai una sceneggiatura, ma solo una bozza di idea. Avrai pure scritto qualcosa da far dire al bambino, od agli attori dilettanti che si offriranno e che tu scritturerai, ma poi quella domenica ti affiderai al caso: se esce fuori una bella scena lunga ce la metto, altrimenti la taglio... se trovo uno sfondo interessante faccio una bella panoramica così allungo il brodo.... Sarà in quella domenica che si proverà e si deciderà tutto. Bene, ecco come NON prepararsi per girare un cortometraggio. Anche se è il nostro primo lavoro. Diciamo a quel regista/sceneggiatore/operatore/montatore che poi non si chieda perchè il suo lavoro non è degno non di un premio ma almeno di una selezione.... è partito con il piede sbagliato....

 
Il piano sequenza

Immaginiamo che nel nostro cortometraggio dobbiamo riprendere una sequenza basata su un dialogo tra i due attori principali: abbiamo a disposizione varie scelte di ripresa. La più semplice e più frequente è quella di effettuare diverse riprese (inquadrature) naturalmente anche non nella sequenza da copione: il primo attore che parla, poi il secondo attore che risponde, ritorno poi al primo e così via, magari inserendo dei piani d’insieme in cui vediamo entrambi gli attori, riprese che poi andranno sequenziate in fase di montaggio. In questa maniera potremo mettere in evidenza alcuni particolari nella recitazione, stati d'animo ed espressioni.  L'altra scelta è quella di girare con un solo piano sequenza: la ripresa sarà quindi unica, con un ciak all'inizio ed uno stop finale: il piano sequenza è quindi un’inquadratura unica così lunga da svolgere il ruolo di un’intera scena.

 
Gli errori più comuni che commettono gli aspiranti sceneggiatori

Testo di sceneggiaturaSecondo il professore dell'UCLA (University of California, Los Angeles) Corey Mandell, tra tutte le sceneggiature che vengono sottomesse alle varie case di produzione, solo il 2% finisce per essere considerato dai capi, mentre il rimanente 98% viene direttamente cestinato. Ecco gli errori più frequenti che sono stati scovati in questi poveri script buttati via senza pietà: - Le scene mancano di conflitto, ovvero di quell'elemento che invogli un lettore a proseguire oltre le prime pagine. Gran parte delle sceneggiature di oggi viene scartata già dopo alcune righe. Allenatevi a scrivere in maniera più invitate e affascinante.

 
L'editing video semplificato con Pinnacle Studio 19

Pinnacle Studio19Iniziamo a parlare di una nuova caratteristica molto interessante: l'Editor multi-camera. Che significa? che puoi lavorare con le riprese di 2 videocamere per creare filmati più dinamici. L'editor multi-camera ti consente di visualizzare le riprese, cambiare angolazione, tagliare ed eliminare fotogrammi e aggiungere transizioni. La funzione di sincronizzazione audio ti permette di allineare i clip automaticamente, oppure puoi scegliere di usare i marcatori, l'impostazione della data e dell'ora o la sincronizzazione manuale. Puoi persino usare i risultati ottenuti da diverse fotocamere per creare un effetto picture-in-picture. Guarda i tuoi risultati più velocemente con architettura a 64 bit che ti permette di trarre il massimo dalla potenza di elaborazione e dalla memoria del tuo PC: beneficia di rendering multitraccia più veloce e di una gestione dei file più efficiente. Pinnacle Studio 19 è ottimizzato anche per il processore Intel di sesta generazione (Skylake).

 
DOMICILIO COATTO la sit-com “comedy-drama”

DOMICILIO COATTO la sit-comTra sit-com e scenari criminali in versione domestica, arrivano sul web le prime tre puntate di DOMICILIO COATTO, ciclo di sei episodi tratto da un soggetto di Antonella Doria, prodotto da Susanna Vicentini e diretto da Andrea Cima e Ludovica Ortame. Definita dagli stessi autori una “comedy-drama” che vuole trattare diversamente certi stereotipi della malavita, la produzione si avvale di un cast di attori giovanissimi e di talento che vede protagonista Leonardo Sbragia nel ruolo dell’ex carcerato Rocco Gagliardi, Federica Lenzi, Chiara David, Giorgio Gambadoro, Flavio Domenici, Marco Giandomenico, Elio Pagano, Marco Fortunato Iannaccone, Jacob Marshfield e Simone Stamigna.  Progetto ambizioso che si inserisce all’interno di un panorama cinetelevisivo, italiano ed estero, già prolifico di criminali, malviventi e delinquenti che si prendono sul serio in trame in cui si raccontano misfatti purtroppo reali, Domicilio Coatto intende, diversamente, trattare l’argomento con ironia e leggerezza, ridimensionandone alcuni aspetti e smontando il mito, a volte tristemente fascinoso, del male. 

 
Studiare Cinema: quale scuola scegliere? Ecco le migliori al mondo

scuola di cinema nyfaIn realtà per lavorare nel mondo del cinema non è necessario seguire un corso di studi, anche se avere una cultura cinematografica non nuoce a nessuno. In ogni caso, se siete determinati a studiare e a confrontarvi con insegnanti validi e i migliori in questo settore, dovrete essere disposti a spostarvi dall’Italia. Esistono cinque scuole per studiare cinema considerate le migliori al mondo per chi vuole cimentarsi in quest’arte: New York Film Academy, Gian Maria Volontè, Centro sperimentale di cinematografia, London Film School e la Ecole Nationale Superieure Louis-Lumière.

 
Premio David di Donatello 2016 per i Cortometraggi
Premio David di Donatello 2016Tra tutti i corti inviati, sono stati selezionati come finalisti i seguenti cortometraggi: A metà luce di Anna Gigante; Bellissima di Alessandro Capitani; Dove l’acqua con altra acqua si confonde di Gianluca Mangiasciutti e Massimo Loi; La ballata dei senzatetto di Monica Manganelli; Per Anna di Andrea Zuliani. 
Il premio per il miglior cortometraggio, assegnato da una giuria composta da Andrea Piersanti (Presidente), Francesca Calvelli, Enzo Decaro, Leonardo Diberti, Paolo Fondato, Enrico Magrelli, Lamberto Mancini, Mario Mazzetti e Paolo Mereghetti, è andato a Bellissima di Alessandro Capitani
 
Non esiste solo il cortometraggio: c'è anche il Backstage/Making of

A nord-ovest di Smirne -162In lingua inglese backstage significa retroscena o più genericamente dietro le quinte. Mentre tutta una troupe lavora alla realizzazione di un cortometraggio, è consigliabile che una persona si armi della sua videocamera e svolga un lavoro che molto spesso è sottovalutato ma che poi è molto utile per la realizzazione del dvd finale: la realizzazione di un video di backstage. Il videobackstage è un ampliamento delle foto del backstage: si usa la stessa tecnica ma con un mezzo operativo diverso.

 
LE MIE SCENE NEL CASSETTO di Sergio Leone

C'era una volta in America simbolo dell'avventura leoniana, epilogo del West: c'è chi ha visto la versione mutilata di due ore e trenta, chi quella ufficiale di tre ore e quaranta. Ma si è parlato poco di quei quaranta-cinquanta minuti mai apparsi in pubblico. Sono «Scene madri» omesse, tagliate dal montaggio definitivo, non senza dolore e recriminazione. Qui, Sergio Leone spiega per la prima volta che cosa rappresentano, perché non sono compresi nella versione cinematografica e quanto gli è costato dover eliminare, dopo averli girati, quel metri "in più" di pellicola.

 
Andare in una scuola di cinema è necessario?

Per riuscire a fare dei film in maniera decente è necessario essere andati in una scuola di cinema? O perlomeno, può essere utile? Una domanda dalle mille risposte possibili, perché se è vero che per molti cineasti la scuola è stata praticamente il cinemino sotto casa o la videoteca dietro l'angolo (e pensiamo a François Truffaut o Quentin Tarantino), dall'altra, personalità come Martin Scorsese, Ang Lee o Spike Lee sono stati rinomati studenti di alcune fra le scuole di cinema più prestigiose negli States. Quindi, da che parte mettersi? Indiewire ha interpellato alcuni giovanissimi registi della scena indie americana e ha chiesto loro la fatidica questione: è davvero utile andare in una scuola di cinema? Ecco cos'hanno risposto.

 
Un corto sci-fi horror a budget zero: The Giant Scorpion

THE GIANT SCORPION cortometraggio"THE GIANT SCORPION", è un cortometraggio sci-fi horror, con effetti speciali in computer grafica, del regista italiano Andrea Ricca i cui lavori hanno ottenuto recensioni internazionali superando i tre milioni di visualizzazioni online. Il cortometraggio, della durata di quattro minuti, racconta la storia di uno scorpione che assume dimensioni abnormi dopo essere stato colpito da un meteorite, ed in seguito attacca l'abitazione di una giovane ragazza, bella e un pò nerd, amante dei fumetti horror e della cultura orientale. Un corto con una buona dose di ironia: "Cosa c'è di meglio di una splendida ragazza che dorme dolcemente sotto un numero degli anni '80 della rivista "Fangoria" e combatte i mostri con un'affilata katana?".

 
Darth Maul: Apprentice - Come si diventa famosi con un corto

Darth Maul Apprentice miniOltre 5 milioni e 600mila visualizzazioni in una settimana. Ma soprattutto il riconoscimento di Hollywood. Shawn Bu, uno studente 29enne della cittadina di Aachen, nell’Ovest della Germania, fan di della saga Star Wars, ha realizzato uno short movie di 17 minuti dal titolo “Darth Maul: Apprentice” come parte della sua tesi di laurea, che sta spopolando su YouTube. Altissima qualità delle scene, effetti speciali, costumi realizzati nel dettaglio e anche buona recitazione. (il video è a fine articolo)

 
Le tappe del viaggio dell'eroe Analisi del film Django unchained di Quentin Tarantino

La struttura generale del film è molto simile a quella di “Bastardi senza gloria”: anche qui ci sono tre atti ben definiti, ma non come li intendeva Field nel suo “paradigma”. Qui ogni atto è come se fosse “concluso”, una storia è con principio, svolgimento e fine, con un personaggio principale – mai lo stesso e non sempre quello che chiameremo eroe – che viene seguito e raccontato in maniera più approfondita. Ogni atto ovviamente segue il filo rosso principale della vicenda che si conclude nel terzo atto.

 
Wim Wenders ci spiega come realizzare un film perfetto

Come raggiungere la perfezione cinematografica? Ce lo svela Wim Wenders, protagonista del nuovo spot pubblicitario di Stella Artois, celebre marca di birre dalla provenienza belga (visibile in fondo all'articolo). Il cineasta, autore di pellicole rinomate come Il cielo sopra Berlino (1987), Paris, Texas (1984) e Lampi sull'acqua – Nick's movie (1980) spiega agli spettatori ed aspiranti registi come riuscire a fare un film impeccabile. Ecco i punti salienti del suo discorso:  - Come prima cosa, dovete trovare un bel titolo.  - Secondo, ricordatevi che la continuity è sopravvalutata. D'altronde, basti vedere proprio Il cielo sopra Berlino e il suo evadere le convenzioni narrative più tradizionali.  - Rispettate gli attori: il loro lavoro è 10 volte più pericoloso del vostro.  - Non innamoratevi dell'attrice protagonista.

 
La struttura narrativa: IL VIAGGIO DELL’EROE

Struttura a tre atti Syd FieldPer scrivere una sceneggiatura cinematografica non ci sono regole precise, anche i manuali che insegnano i trucchi per sfornare uno script di successo sono da leggere con prudenza. Quello dello sceneggiatore è un mestiere delicato, che si fonde su alcune qualità o talenti specificatamente cinematografici: non necessariamente un bravo scrittore è anche un bravo sceneggiatore, i codici e i linguaggi utilizzati fanno parte di mondi diversi ( che qui approfondiremo). Esistono comunque delle “strutture narrative” di riferimento che possono aiutare, in particolar modo nella fase iniziale di scrittura, per organizzare meglio le idee ed evitare almeno gli errori più grossolani. Una di queste è la “struttura in tre atti” o “paradigma di Syd Field.

 
Cortometraggio di Ettore Scola. Titolo: '43-'97

Un corto molto poco conosciuto di Ettore Scola, girato nel 1997. Titolo: '43-'97.  Via del Portico D'Ottava, ghetto di Roma: siamo nel 1943. Intere famiglie trascinate dai soldati verso i camion delle SS. Un ragazzo scappa nei vicoli, fino a scomparire in un portone: è la porta di un cinema. Sullo schermo le immagini scorrono: prima immagini di Hitler e Mussolini, poi di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore, seguono spezzoni tratti da Roma Città Aperta a Ladri di biciclette , da I Soliti Ignoti a Il Sorpasso, e dal bianconero si passa al colore, dal Gattopardo a Nuovo Cinema Paradiso i capolavori si susseguono numerosi fino ai giorni nostri. Alla fine della proiezione si riaccende la luce: siamo nel 1997. Quel ragazzo in fuga è ora un anziano signore, commosso. Si volta, è entrato un uomo che si rifugia trafelato nella sala. E' un giovane di colore. Il vecchio ebreo e l'extracomunitario si guardano. Il vecchio ebreo sorride ed il migrante ricambia. Lo schermo si riaccende con la scritta FINE. E' la storia che si ripete molti anni dopo.....

 
I migliori 10 colpi di scena del cinema

PsycoIn questo filmato, sono rivelati, secondo il gruppo CineFix composto da sceneggiatori e registi, i migliori 10 colpi di scena del cinema. Uno sceneggatore dovrebbe conoscerli e studiarli tutti. Chi non ama una sorpresa? soprattutto in quei film che hanno fatto la storia del cinema? Quali sono per te i migliori finali a sorpresa? I migliori per il gruppo di CineFix sono quelli inseriti nel filmato (che segue in fondo all'articolo).
Chi non conosce i film, dovrebbe prima vedere il film completo, altrimenti sappia che qui sono svelati i punti salienti delle trame dei film. I film interessati, appunto, allo spoiler cioè dove sono svelati i punti di svolta della trama, sono: Psycho, L’impero colpisce ancora, F come Falso, Il terzo uomo, Fight Club, Il mago di Oz, Sciarada, Assassinio sull’Orient Express, La stangata e Il pianeta delle scimmie.

 
Il veloce e dinamico foto-video-reporter

foto-video-reporterUna attività che oggi vede coinvolte molte persone, soprattutto giovani, è quella del foto-video-reporter. Chi è costui? direbbe qualcuno di manzoniana memoria. Quante volte ci siamo anche noi ritrovati tra le strade della nostra città ad essere se non oggetto, almeno partecipe da lontano di situazioni di interesse pubblico? Dall'incidente automobilistico che blocca la città, ad un temporale imprevisto, dal vip che ci ritroviamo a fianco, ad una scena umoristica... Oggi c'è fame di tutto, su internet: e basta poco per diventare poi famosi ricevendo milioni di click!  Fino a poco tempo fa, bastava scattare una fotografia; oggi, in un tempo molto più dinamico, una ripresa effettuata con il nostro cellulare, è quindi d'obbligo!  Ma dopo che fare per far partecipi i nostri amici, e non solo loro? Per effettuare piccoli e veloci montaggi di foto e video possiamo utilizzare alcune app gratuite che si trovano e sono utilizzabili direttamente dal telefonino. Ma se si ha la fortuna di aver l'uso di un pc, possiamo utilizzare altri ben più corposi software, a partire da Windows Live Movie Maker che è probabilmente il miglior programma per editing video gratis disponibile per Windows, anche per la versione 10. Quello che segue è un esempio in cui, tempo pochi minuti, abbiamo unito 2 foto di diverse dimensioni (la prima di 593x172 pixel, la seconda di 3937x1464 pixel che non abbiamo dovuto ridimensionare perchè ci pensa direttamnte il programma) ad un filmino ripreso appunto con un telefonino (in formato .mp4) di cui abbiamo tagliato le parti meno interessanti. Naturalmente alla fine del filmato abbiamo inserito dei titoli di coda, con testo tipo e, per concludere, un'altra immagine...(segue il video montato)

 
Gli Oscar 2016 anche ai Cortometraggi

oscarL'Oscar per il Miglior Cortometraggio 2016 è stato assegnato a: Stutterer  scritto e diretto da Benjamin Cleary con la produzione di Serena Armitage. Gli altri finalisti erano: Ave Maria regia di Basil Khalil, Day one regia di Henry Huges, Everything will be ok regia di Patrick Vollrath e Shok  regia di Jamie Donoughue. Per il Miglior Cortometraggio di Animazione è stato premiato: Bear Story con regia di Gabriel Osorio Vargas, gli altri finalisti erano: Prologue con regia di Richard Williams, Sanjay's Super Team regia di Sanjay Patel con distribuazione Pixar, We can't live without cosmos regia di Konstantin Bronzit e World of tomorrow regia di Don Hertzfeldt. Invece come Migliore Cortometraggio Documentario è stato premiato: A Girl In The River: The Price Of Forgiveness con regia di Sharmeen Obaid-Chinoy. Finalisti erano anche: Body Team 12 regia di David Darg e Bryn Mooser, Chau, Beyond The Lines regia di Courtney Marsh e Jerry France, Claude Lanzmann: Spectres Of The Shoah regia di Adam Benzine e Last Day Of Freedom con regia di Dee Hibert e Jones Nomi Talisman. Durante la serata è stato anche trasmesso uno spot di 1 minuto firmato Android, un messaggio di animazione contro il bullismo: be together, not the same.

 
Lo storyboard, perchè usarlo

Esempio Storyboard VideoUno storyboard è il disegno su carta del tuo cortometraggio. Si tratta di una serie di fotogrammi che rappresenteranno se non ogni sequenza del corto, almeno le principali. Fare uno storyboard per il tuo video è come fare una tabella di marcia per il tuo progetto. Una volta fatto, saprai con precisione dove ti trovi in un momento qualsiasi della storia, quali sono state le azioni precedenti e quali saranno le successive. Lo storyboard sarà simile a un fumetto, importante anche se realizzato in modo rozzo: una volta finito può e deve essere utilizzato durante le riprese per monitorare lo stato di avanzamento delle riprese. E' anche un modo per raffinare le idee iniziali prima di effettuare le riprese finali: la storia fila liscia? ci sono buchi o salti nel racconto? ci sono incongruità? Questo è l’ultimo momento in cui puoi aggiustare il tuo cortometraggio.

 
Erasmus 24_7, sette città e sette studenti nel primo documentario italiano sul progetto di scambio europeo

Documentario Erasmus 247Produzione indipendente del collettivo Zero, conosciuto per la campagna #coglioneNo, contro lo sfruttamento dei giovani precari. Le immagini raccontano l'esperienza condivisa in una località straniera che diventa quasi casa. "Traspare - spiega Niccolò, uno degli autori - un mondo dove a dominare è un'identità sovranazionale, che se ne frega di barriere e parla di persone". “La natura dell’Erasmus è questa: mettere in connessione ragazzi di diverse provenienze, sicuramente privilegiati perché non costretti a migrare, e permettergli di condividere qualcosa, che sia un appartamento, una festa o un pezzo di vita. E di certo, per un’idea di Europa unita, questo funziona più della politica”. Di fronte a chi parla di frontiere, quello di Erasmus 24_7, il primo documentario sul progetto di scambio europeo, è un messaggio chiaro. “Traspare – spiega Niccolò, uno degli autori – un mondo dove a dominare è un’identità sovranazionale, che se ne frega delle barriere e parla di persone”. In fondo, i giovani europei di oggi sono abituati a pensare a un continente “senza confini”, aiutati, oltre che dai trattati internazionali, anche da questo programma, attivo da quasi trent’anni. E le immagini di Erasmus 24_7 raccontano proprio questo spirito: sette città, 7 studenti tra i 19 e i 30 anni e un’unica esperienza, quella di 24 ore in una località straniera, che, per chi si trova ad affrontare un periodo di studio all’estero, diventa quasi inconsapevolmente casa. Così le storie e le strade, tra Roma, Berlino, Bordeaux, Istanbul, Praga, Valencia e Lisbona, si intrecciano, in un percorso comune che è quello di tutti coloro che fanno le valigie.

 
Davide: “In Estonia inseguo il mio sogno da regista. E tra incentivi e borse di studio riesco a mantenermi”

Davide AbbatescianniCervelli in fuga: Davide Abbatescianni, nato a Bari 24 anni fa, si è trasferito a Tallinn per studiare cinema su consiglio di un amico. E i primi risultati sono già arrivati. "Tornare in Italia? Perché dovrei rischiare così tanto? Qui mi stanno dando moltissimo e nemmeno parlo la loro lingua". In Italia non c’è cura per l’arte. È stato questo il motivo per cui Davide Abbatescianni, studioso e appassionato di cinema e teatro, ha deciso di lasciare l’Italia. Destinazione Tallinn, Estonia. Nato a Bari 24 anni fa, Davide insegue il sogno della regia fin da bambino: “Dopo il diploma al liceo classico, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di Scienze della comunicazione, ma intanto frequentavo anche un’accademia teatrale”, racconta. Un doppio impegno quotidiano: “Passavo dalle otto alle dieci ore al giorno a teatro e nel tempo che mi restava preparavo gli esami”, ricorda. Nel 2013 riesce a portare a termine entrambi i progetti: “Mi sono laureato e ho ottenuto il diploma come regista teatrale”, racconta. Arriva così il momento di pensare al futuro: “Volevo dedicarmi al cinema, ma ero consapevole che in Italia non sarebbe stato facile”, ammette.

 
Lo Showrunner Lo sceneggiatore-regista

ShowrunnerLo showrunner è la figura che nel mondo televisivo americano assume sia il ruolo di sceneggiatore, sia ruolo di produttore esecutivo. Oltre a ideare e scrivere la serie, ha potere decisionale su tutti gli aspetti di realizzazione: dalla scelta della location a quella degli attori, dall'ingaggio dei registi alla supervisione del montaggio e di tutta la post-produzione. Questo nuovo modello produttivo americano, che sembra essere al momento quello più adeguato a rispondere alle esigenze narrative del pubblico, avvalora quanto abbiamo sempre sostenuto attraverso la rivista Script e la nostra attività editoriale: il vero autore di un racconto per immagini è lo sceneggiatore e non il regista. Per appassionare il pubblico ed emozionarlo non soltanto a livello estetico, la sequenza di immagini deve avere senso, strutturarsi in narrazione. Come nel teatro, la costruzione visiva di un regista non può essere altro che l'intepretazione di un mondo nato dalla sensibilità dello sceneggiatore. Scrive Dino Audino nella postfazione«Lo sceneggiatore/creatore/showrunner ora si comporta nello stesso modo in cui operava il regista-autore. Non solo sceglie e controlla tutte le professionalità, incluse le sceneggiature dei singoli episodi che spesso non scrive lui, ma soprattutto “fa sua” anche la regia, affidata puntata per puntata a registi diversi, sempre sotto la sua supervisione […] Insomma sembra lecito prendere atto che è in corso una rivoluzione culturale per cui dall’inizio della storia del cinema potremmo essere la prima generazione di spettatori a non considerare più il regista come autore del film».

 
Wim Wenders: "Fotografare è un atto di presunzione e di ribellione"

foto Wim Wenders free0 300x200Wim Wenders non si è mai considerato un vero narratore, ma qualcuno che ama preoccuparsi delle immagini, siano esse quadri, disegni o fotografie: queste ultime lo hanno da sempre interessato e più di qualsiasi altra cosa, persino di più della sua attività cinematografica, “perché ogni foto è più dello sguardo di un uomo ed è superiore alle capacità del suo fotografo”. Lo spiega chiaramente nella prefazione al suo album-saggio, Una volta, che dopo essere stato pubblicato nel 1993, è di recente tornato nelle librerie grazie alla casa editrice Contrasto. Ogni foto è anche un aspetto della creazione al di fuori del tempo e il poter fotografare è un atto di presunzione e di ribellione: è troppo bello per essere vero, ma è anche altrettanto troppo vero per essere bello”. E’ un’azione priva di conseguenze che avviene in un singolo istante e all'interno di una certa relazione tra l’occhio e la macchina fotografica e di tutto questo potete averne la prova sfogliando questo libro, un gioiello speciale che farà contenti gli estimatori del regista oltre a molti appassionati di fotografia. Ne troverete più di trecento, a colori e in bianco e nero, disposte per sequenze e accompagnate da sessanta piccole storie, tutte scritte da Wenders, tutte con il medesimo incipit (“Una volta”), ma guai a confonderle con le fiabe, perché a lui non sono mai piaciute.

 
Premiazione 2° Flaminio Film Festival a Roma

Premiazione II Edizione FlaminioFilmFestival Febbraio2016L'associazione culturale "Tra terra, cielo e mare" di Renato Verdecchi presenta l'evento Il Cinema tra Realtà e Finzione. Il giorno martedì 2 febbraio 2016 dalle ore 16 alle 17,30 avverrà la premiazione e proiezione dei 3 cortometraggi vincitori (votati dalla giuria e dal pubblico) della 2° edizione del Flaminio Film Festival. L'evento si svolgerà a Roma, al Cinema Tiziano, in via Guido Reni, 2 (zona flaminia, vicino museo Maxxi). L'ingresso è libero. Saranno premiati i seguenti cortometraggi: L'ATTIMO DI VENTO di Nicola Sorcinelli, durata 7 minuti, premio per il miglior Cortometraggio in concorso: premierà il Produttore cinematografico Alessandro Verdecchi; SENZA PAROLE di Edoardo Palma, durata 19 minuti, premio per la migliore Regia (in ricordo del regista Vincenzo Verdecchi): premierà il Direttore di fotografia Sergio Salvati; DINDALO' di Simone Paralovo, durata 15 minuti, premio per la migliore Sceneggiatura: premierà Gian Piero Banini in rappresentanza del Pubblico.
La giuria di qualità è così composta: SERGIO SALVATI,  Direttore della Fotografia di registi come: Ettore Scola (Riusciranno i nostri eroi... con Alberto Sordi e Nino Manfredi), Steno, Sergio Leone (Il buono, il brutto, il cattivo), Pasolini, Carlo Vanzina, ecc. GIULIO NATALUCCI, Truccatore in tanti film come i 3 capolavori: C’eravamo tanto amati di Ettore Scola; Profumo di donna di Dino Risi; Il giardino dei Finzi Contini  di Vittorio De Sica. ROBERTO FORGES, Direttore della fotografia di registi come Damiano Damiani, Rosi, Patroni Griffi. ALESSANDRO VERDECCHI, Produttore di numerosi film, cortometraggi e documentari. BERENICE SPARANO, Costumista per Lattuada con Lando Buzzanca e di film con Franco Nero e Giuliano Gemma. SIMONE SCIALLA, Scrittore di vari libri. RENATO FRANCISCI, docente di corsi, organizzatore di festival e realizzatore del sito ilcorto.eu (l'enciclopedia dei cortometraggi) e presidente dell'associaszione culturale ilCorto.it che si ringrazia per la fattiva collaborazione. GIAN PIERO BANINI quale rappresentante del Pubblico votante.

 
Scade 2016-06-30 CortoDino

cortodinoLogo ORIZZL’associazione Culturale Esseoesse indice il concorso “CortoDino – Premio Internazionale del Cortometraggio Dino De Laurentiis - VI Edizione”. All’evento collaborano le scuole superiori di Torre Annunziata, le principali associazioni culturali e le Proloco del territorio vesuviano. Il concorso muove dalla volontà di ricordare e celebrare, nella sua città natale ed in termini non solo commemorativi, ma propositivi, la figura e l’opera di Dino De Laurentiis. Obiettivo centrale dell’iniziativa è pertanto quello di creare un’occasione di incontro, confronto e conoscenza di giovani filmaker che si affacciano nel panorama cinematografico, nel quale sicuramente rilevante è stato il segno lasciato dall’illustre torrese. La presenza del mondo dell’associazionismo e quello della scuola costituiscono il segnale più evidente della finalità di raccordarsi con il mondo dei giovani, sicuramente i più sensibili, sia come fruitori, sia come autori, del genere “cortometraggio”.

 
Quali caratteristiche deve avere una telecamera per fare buoni cortometraggi?

Per fare buoni cortometraggiRisposta in breve: NESSUNA e TUTTE! Mi spiego. Moltissimi giovani lanciano nel web domande come questa. Le risposte sono le più disparate. E molto spesso non adeguate. Se io vi chiedessi quale forno è il migliore per cucinare una pizza omettendo che non so preparare una pizza, avrei tante risposte ma non quella giusta per me che sarebbe: leggi e studia come si fa una pizza e poi inizia a prepararne una, dieci, cento finchè non avrai imparato a farle. Tornando ai cortometraggi, non è il manico, cioè la telecamera che conta, ma dapprima e soprattutto una buona idea e solo dopo la sua realizzazione tecnica: usando mezzi anche meno costosi, od artigianali, non è detto che il risultato finale sia da buttare, anzi! Quante volte dalle pagine di questo sito vi abbiamo sollecitato a leggere gli articoli che qui potete trovare: sono molte centinaia per trovare tutte le indicazioni sia di base che avanzate per poter scrivere una buona sceneggiatura non banale e solo dopo scegliere i mezzi per come realizzarla? Crediamo di non sbagliare equiparando questo sito ad un corso gratuito che può essere di grande aiuto ai giovani filmaker. Sono presenti, tra l'altro, soggetti, sinossi e sceneggiature; tesi, tesine ed appunti; interviste, senza scordare le oltre 50 lezioni di uno sceneggiatore come Gianfranco Manfredi. Ed è presente anche la documentazione, giorno dopo giorno, di come è nata l'idea di realizzare un cortometraggio e la sua completa elaborazione ed evoluzione, indicando problemi e soluzioni adottate volta per volta: oltre a vedere i vari moduli utilizzati per ottimizzare il lavoro di tutta la troupe, si può leggere sia la prima bozza che la sceneggiatura finale del corto. Idee, esempi, storie e scritti da studiare, valutare anche criticamente, e da cui apprendere l'arte di fare un cortometraggio, che, non scordiamolo mai, è un piccolo (breve) film. E non scordiamoci nemmeno che la maggior parte dei registi italiani e stranieri hanno cominciato girando cortometraggi!

 
Panasonic HC-X920

Panasonic HC-X920Il nuovo 3MOS System PRO include l'obiettivo Leica Dicomar F1.5, riconosciuto per la capacità di sviluppare immagini brillanti ed eccellenti sfumature, il sensore 3MOS e il Crystal Engine Pro II. L'ampia gamma di scatti aumenta le possibilità di espressione fotografica, estendendola dai 29,8 mm del grandangolo allo zoom Intelligent 25x: si potrà catturare di tutto, da scene panoramiche a immagini riprese col teleobiettivo per ottenere effetti dinamici di soggetti lontani. In aggiunta all'eccellente riproduzione dei colori e all'alta risoluzione per cui è noto il 3MOS, il nuovo 3MOS System PRO offre un'elevata qualità dell'immagine, soprattutto per le riprese con poca luce, e ottiene una sensibilità raddoppiata rispetto ai modelli precedenti (HDC-X900/X900M/X800). La risoluzione orizzontale di 1080 linee TV permette di effettuare riprese Full HD ad alta risoluzione anche di piccoli dettagli. Per i fotografi che desiderano avere pieno controllo di tutte le operazioni è disponibile un anello manuale che consente di controllare in modo intuitivo l'iride, lo zoom, la messa a fuoco, la velocità dell'otturatore e il bilanciamento del bianco. L'indicatore angolo di inquadratura aiuta a effettuare riprese bilanciate grazie all'indicatore di livello orizzontale e verticale. Il mirino elettronico (EVF) da 263.424 pixel è comodo da usare per la messa a fuoco e per altre regolazioni, e rende facile riprendere anche durante una giornata soleggiata, quando troppa luce rende l'LCD difficile da guardare. Il Wi-Fi integrato rende possibile la trasmissione in tempo reale via Ustream mentre si registra in Full HD. È possibile inviare un'email di notifica a un indirizzo preregistrato per l'inizio del broadcasting. Con la Panasonic Image App gli utenti possono controllare da remoto la registrazione audio, zoomare o accendere e spegnere l'otturatore con visione in diretta su smartphone o tablet.

 
Windows Movie Maker 12

La versione riveduta e corretta dello storico Movie Maker di Microsoft è inclusa nel pacchetto Windows Live Essentials. Si presenta con un’interfaccia semplicissima da usare, è in italiano e in pieno stile Ribbon (cioè a schede) attraverso la quale è possibile scegliere tutte le azioni che si vogliono impostare nel nostro video:modificare, tagliare, incollare, montare, applicare effetti speciali ai video, montare e titolare ottimi video.... ed è totalmente gratuito. Ne volete subito un esempio? Questo che segue è un video creato in un paio di minuti, dopo aver scaricato da WhatsApp i filmati ripresi dal gruppo di video-foto-reporter inviati da C.F.E. (ClipFilmEuropa) al Festival della canzone di Sanremo 2016.

 

 
Ecco 23 consigli pratici per la scrittura

scrivere senza errori1. I verbi avrebbero da essere corretti. 2. Le preposizioni non sono parole da concludere una frase con. 3. E non iniziate mai una frase con una congiunzione. 4. Evitate le metafore, sono come i cavoli a merenda. 5. Inoltre, troppe precisazioni, a volte, possono, eventualmente, appesantire il discorso. Siate press’a poco precisi. 6. Le indicazioni fra parentesi (per quanto rilevanti) sono (quasi sempre) inutili. 7. Attenti alle ripetizioni, le ripetizioni vanno sempre evitate. 8. Non lasciate mai le frasi in sospeso perché non. 9. Evitate sempre l’uso di termini stranieri, soprattutto nell’email, ma anche nella chat, potreste prendervi un flame nel network. 10. Cercate di essere sintetici, non usate mai più frasi del necessario, con inutili giri di parole che non aiutano la sintesi. In genere e’ di solito quasi sempre superfluo, inutile. 11. Evitate le abbreviaz. incomprens. 12. Mai frasi senza verbi, o di una sola parola. Eliminatele. 13. I confronti vanno evitati come i cliché. 14. In generale, non bisogna mai generalizzare. 15. Evitate le virgole, che non, sono necessarie, 16. Usare paroloni a sproposito e’ come commettere un genocidio. 17. Imparate qual’e’ il posto giusto in cui mettere l’apostrofo. 18. Non usate troppi punti esclamativi!!!!!! 19. “Non usate le citazioni”, come diceva sempre il mio professore. 20. Evitate il turpiloquio, soprattutto se gratuito, porca puttana! 21. C’e’ veramente bisogno delle domande retoriche? 22. Vi avranno gia’ detto centinaia di milioni di miliardi di volte di non esagerare. 23. Trattate sempre i vostri interlocutori come amici, brutti idioti. (Testo, con esempi incorporati, attribuito ad Umberto Eco)

 
Sul palco potete recitare. Davanti alla cinepresa, dovete vivere!

Recitare al Cinema e in TvA un giovane attore che gli chiese quale fosse secondo lui la cosa più importante nella recitazione, Spencer Tracy rispose: «Be’, recitare va bene, basta che non se ne accorgano». Aiutare gli attori a conoscere ciò di cui hanno bisogno praticamente quando sono di fronte a una macchina da presa o una telecamera è lo scopo di questo libro. Il suo autore, Tony Barr, fondatore del Film Actors Workshop a Los Angeles, ha formato molti attori e per oltre venticinque anni ha collaborato con ABC e CBS, lavorando a serie storiche come Magnum, P.I.Charlie’s Angels, Starsky & Hutch e Dallas. Scrive Barr nell’introduzione: «Sul palco, l’attore deve lavorare attraverso l’altro attore che ha di fronte, in modo da arrivare fino all’ultima fila di spettatori. Davanti alla macchina da presa, in primo piano, l’ultima fila del teatro è, in realtà, alle spalle dell’attore non inquadrato». In sostanza l’unica grossa differenza a livello tecnico è la distanza della comunicazione. Se sul palco il lavoro dell'attore attraversa uno spazio teatrale,irreale, davanti alla macchina da presa, «se la scena è tra due persone sedute a un tavolo, la comunicazione deve arrivare soltanto all’altro attore. Se sta all’altro capo di una stanza, deve arrivare lì; in una scena d’amore, il pubblico è praticamente a letto con gli attori. Davanti alla macchina da presa, dovete comunicare solo in uno spazio reale. Il cinema ha specifiche caratteristiche ed esigenze tecniche che influenzano il lavoro dell’attore, il quale deve conoscerle per tenerle presenti automaticamente durante la sua interpretazione».

 
La prospettiva forzata su Tutto Digitale

La prospettiva forzata su Tutto Digitale -foto tutorialweb.orgNel corso degli anni molte pellicole cinematografiche hanno fatto uso di questa caratteristica percettiva del cervello, esasperandola fino ai massimi livelli. Tale esasperazione prende il nome di “prospettiva forzata” ed è stata applicata con successo nella trilogia de “Il Signore degli Anelli” di Peter Jackson (2001-2003), oppure in “Elf – un elfo di nome Buddy” di Jon Favreau (2003) o ancora in “Una donna in crescendo” di Christopher Guest (1993). Questa tecnica consiste nell’avvicinare o allontanare la camera da determinati oggetti, o soggetti, in modo che questi appaiano più grandi o più piccoli rispetto all’ambiente o ad altri elementi della scena. Si opera quindi proprio ‘forzando’ la prospettiva all’interno della ripresa, in modo che essa restituisca a schermo una percezione corretta degli elementi, anche se nella realtà la relazione tra questi è totalmente differente. In un video potreste ammirare una ‘patrol‘ della polizia americana di Los Angeles parcheggiata, con le luci accese, in una qualsiasi via delle nostre città. Sebbene si tratti di un evento improbabile, è comunque possibile che qualche produzione la importi in Italia per girare la scena di un film. Quella auto in un video potrebbe essere stata noleggiata per la scena di un film…

 
Come si presenta e si scrive una sceneggiatura in pratica

Come si scrive una sceneggiatura in praticaTITOLO: Femminilità - AUTORE: Elisabetta Manfucci - GENERE: Cortometraggio - AMBIENTAZIONE: La vicenda si svolge in una casa, soprattutto in bagno. - PERSONAGGI: Una ragazza di circa venti anni; una persona misteriosa, vestita di scuro e con il volto coperto. - PLOT: Ogni donna, ad un certo momento della propria vita, ingaggia una lotta con se stessa, specie con il proprio corpo, per fare emergere la propria femminilità. E' quanto accade alla protagonista della nostra vicenda. (Segue la sceneggiatura)

 
Riprese in 4K Ultra HD quasi tascabile?

Sony AX33Ecco la Sony AX33 Videocamera 4K Ultra HD con sensore CMOS Exmor R da 7,76 mm (1/2,3") retroilluminato e zoom ottico 10x, con dettagli 4 volte superiori al Full HD. Lo SteadyShot ottico bilanciato e l'obiettivo ZEISS® dell'FDR-AX33 garantiscono una qualità dell'immagine impeccabile. Ha un display LCD Xtra Fine™ da 7,5 cm (3,0") (921.600) Wide screen (16:9). L'FDR-AX33 è il 30% più compatta e portatile del già minuscolo modello precedente (FDR-AX100). I comandi manuali completi consentono di personalizzare in modo semplice e intuitivo le impostazioni in base alle proprie esigenze e alle condizioni di ripresa. Attraverso il controllo del percorso ottico dall'obiettivo al sensore tramite un'unica unità galleggiante, l'avanzato SteadyShot ottico bilanciato garantisce riprese estremamente stabili. Non tutte le immagini vengono riprese allo stesso modo. Il formato XAVC S sfrutta un sistema di compressione digitale intelligente per offrire riprese 4K Ultra HD con bit rate elevato fino a 100 Mbps.

 
Meravigliosa Roma: il cortometraggio sulla capitale

Quello di Oliver Astrologo è un meraviglioso video-omaggio alla Capitale. Il fotografo e videomaker romano con esperienze nel campo pubblicitario mostra tutto l’incanto di Roma, le sue architetture, la sua unicità. Statue, strade, piazze, chiese, monumenti, fontane, abitanti, artisti di strada: un ritratto che racconta una delle città più belle del mondo anche attraverso voci e rumori. “Mesi fa mi sono reso conto che di Roma, una delle città più belle del mondo, non esistono video che le rendano giustizia - racconta l’autore - cercando sulla rete ho trovato tanti video spesso noiosi o poco accattivanti, anche i video istituzionali non mi convincevano. Ho deciso quindi di dedicarle un video e nei mesi passati ho girato in lungo e largo l'intera città e ho raccolto materiale. Da romano sono consapevole dei problemi di questa città ma esiste un lato ‘eterno’ che è unico e meraviglioso che andava assolutamente valorizzato"

 
MAGIX Video Pro X7

video-pro-x-7-miniLa soluzione di montaggio video completa, MAGIX Video Pro X7, è stata sviluppata specificatamente per soddisfare le elevate esigenze di utenti ambiziosi e professionali. Gli efficienti strumenti per la produzione audio e video ti permettono di ottenere fantastici risultati in qualità broadcast. Video ProX7 è il primo programma di montaggio video a cui è acclusa la nuova versione completa di proDAD Mercalli V4. Questo plug-in si integra fluidamente nell'interfaccia del programma e garantisce una stabilizzazione immagini di primissima qualità. Le oltre 50 innovazioni ti permettono di ottenere una performance potenziata oltre a fornire dettagliate opzioni di elaborazione, garantendo così risultati di perfetta qualità audio e video ed un uso semplicissimo. N.B.: La versione del programma è in inglese. Per sistemi a 64 bit incluso Windows 10. Prezzo: 399,99

 
Le compatte di JVC GY-HM170 e GY-HM200

GY-HM200 STLe videocamere professionali palmari compatte di JVC GY-HM170 e GY-HM200 gestiscono flussi in registrazione HD e 4K . Entrambi i nuovi modelli montano un ottica zoom 12x stabilizzata , un nuovo sensore CMOS BSI 1/2.33" da 12,7 Megapixels. Il nuovo sensore CMOS BSI (backside illumination) consente di ottimizzare l'assorbimento della luce, le prestazioni migliorano notevolmente con minore tendenza a "mischiarare" i colori tra pixel adiacenti a tutto vantaggio della qualità complessiva dell'immagine. Il design compatto delle telecamere , il peso limitato, le caratteristiche professionali, sono l'ideale per il professionista che si sposta frequentemente. Le telecamere gestiscono la registrazione Full HD a 1080/50p, con un sistema multi-codec che permette di registrare in diversi formati (4:2:0 -4:2:2), a seconda del codec selezionato (MOV / AVCHD). Entrambe le camere registrano anche in 4K, con registrazione a 23.98/25/30p in un singolo file su schede UHS-I U3 SDXC / SDHC. Per le registrazioni HD fino a 50Mbps, utilizzare schede classe 10 SDHC / SDXC. Per il formato MOV HD utilizzare minimo schede di classe 6 , mentre i formati AVCHD, SD e web utilizzare minimo schede di classe 4 . Il sistema di doppio slot consente una registrazione continua con HOT/SWAP delle schede, back-up di registrazione e di pre-egistrazione. L'ottica delle telecamere GY-HM170 e GY-HM200 è un obiettivo zoom compatto, autofocus , stabilizzatore , da 4.67-56.4mm (confronto 29.5-354mm 35 mm), con zoom ottico 12x e dinamico 24x . I filtri neutri sono chiaro, 1/4 e 1/16, mentre volendo utilizzare filtri/lenti esterni il passo ottica è di 62 millimetri.

 
Lo sviluppo dei personaggi in un film

Lo sviluppo dei personaggi in un film img cinescuola.itLa storia di un film, lungo o corto che sia, è costituita da personaggi: sono loro, le loro singole storie ed il loro intreccio che animano, che rendono vivo e vero il film, sono le storie che fanno il film. Lo spettatore si deve riconoscere in loro. A partire dal protagonista che deve attirare l’interesse dello spettatore, suscitando delle reazioni forti. Che non debbono essere sempre e solo positive, ma essere vere. Il protagonista deve avere una personalità credibile, il suo modo di comportarsi essere coerente con se stesso, in una parola il personaggio principale deve avere un carattere distintivo. Per caratterizzare un personaggio in maniera così dettagliata, occorre che lo sceneggiatore lo conosca alla perfezione, che viva assieme al personaggio che sta disegnando. E’ consigliabile perciò costruire una biografia contenente gli elementi di base del personaggio (ovvero la Bibbia, come viene chiamata dagli sceneggiatori): dall'età al suo carattere, dalla sua posizione sociale alla sua psicologia, dalla sua mentalità alla sua vita passata.

 
Si può quantificare il dolore?

Si può quantificare il dolore? Se ne può parlare liberamente e con parole chiare? Forse non del tutto, ma si può provare a sintetizzarlo in poco più di dieci minuti attraverso un cortometraggio dal lungo titolo e dall’anima profonda. Piccole cose di valore non quantificabile è un breve e spiazzante urlo dai toni sommessi e ovattati, racconta di ferite insanabili, di furti interiori non risarcibili e del delicato tentativo di esprimerli a parole, di metterli per iscritto. È una grande e intima metafora che ricorre ad altre metafore e che riesce a toccare un punto decisivo, gravissimo, senza mai nominarlo, se non nel sorprendente finale. In una notte d’estate romana una ragazza si reca in una stazione dei carabinieri per denunciare il furto di innumerevoli cose astratte di sua proprietà: sogni, amore, carezze…A raccogliere le sue parole, attraverso una rumorosa macchina da scrivere, un brigadiere che sembra assecondarla senza troppa incredulità.

 
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