Videocamere Canon LEGRIA 24 ore di registrazione Full HD ininterrotta

CANON LEGRIA HF21Le videocamere LEGRIA HF21 e HF S11 prevedono una serie di migliorie rispetto ai modelli precedenti, quali un avanzato stabilizzatore ottico d'immagine dinamico (OIS), una migliorata modalità Video Snapshot e nuove funzionalità di ripresa in condizioni di bassa luminosità. Entrambi i modelli effettuano la registrazione su una memoria flash interna ad alta capacità, garantendo la massima affidabilità. I vantaggi offerti da questa tipologia di supporto rispetto al disco rigido sono: un minor peso e un minor consumo di energia, una migliore praticità di gestione dei filmati, assenza di rumore durante la registrazione e, non meno importante, nessun pericolo di perdita dati nel caso di caduta accidentale della macchina. Infine, una serie di nuovi accessori dedicati garantisce ai nuovi modelli una maggiore flessibilità di ripresa, ampliando le funzionalità della videocamera e consentendo agli utenti di catturare sorprendenti video HD in qualsiasi condizione, persino in ambiente subacqueo grazie all'apposita custodia WP-V1 (solo per HF21).

 
Nuovi orizzonti per la cinematografia con le videocamere Panasonic 4K e Full HD

PANASONIC WX-970Risultati professionali con nitidezza di altissimo livello: Sia il modello WX970 che il modello VX870 registrano video e fotografie in modalità 4K, con una risoluzione quattro volte superiore al Full HD. Il tutto, racchiuso in un corpo compatto, stupendamente progettato. Grazie all'azione combinata dell'obiettivo Leica Dicomar, del sensore BSI retroilluminato da 8,29 M e del processore Crystal Engine 4K, potrete  catturare il vostro mondo con una stupefacente qualità cinematografica. Le videocamere Panasonic  WX970, VX870 e V770 effettuano riprese in modalità High Dynamic Range (HDR) Movie, una novità mondiale per il settore delle camcorder Full HD consumer. La registrazione HDR fonde gli elementi migliori di due immagini catturate con esposizioni differenti, per ottenere video più limpidi e più definiti, con ridotte sovraesposizioni e sottoesposizioni. I filmati realizzati, una volta riprodotti, hanno più gamma dinamica nel contrasto tra aree scure ed aree chiare dell'immagine. Dotati del Sistema di Lenti 4-Drive, i modelli WX970 e VX870 vantano uno zoom ottico 20x in risoluzione 4K; a questo si aggiunge l'Auto Focus ad alta velocità ed alta precisione, con cui cogliere perfettamente qualsiasi azione, anche quando avvengono cambi di scena repentini.

 
Da Orson Welles a Stanley Kubrick: i capolavori restaurati: omaggio a Ingrid Bergman e Casablanca

Ingrid Bergman, Buster Keaton, Orson Welles, Stanley Kubrick. Ma c’è anche il restauro di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti e di Ascensore per il patibolo di Malle con un Miles Davis spolverato di fresco, un cortometraggio inedito di Truffaut e un altro documentario mai visto di Aki Kaurismaki, i film in Technicolor di Hitchcock, Tourneur, Anthony Mann e perfino il Mago di Oz in 3D. Basta aprire il catalogo, o tuffarsi dentro alle otto sale della 29esima edizione del Cinema Ritrovato (27 giugno – 4 luglio 2015), per ritrovare tra gli oltre 420 titoli qualcosa che può andare a genio allo spettatore: dal muto di fine ottocento, ai grandi titoli degli anni ’10, per arrivare a La sottile linea rossa di Terence Malick.

 
Il secolo della comunicazione tramite le arti visive

LOCANDINA-PrimiPassiQuesto in cui viviamo è il secolo della comunicazione tramite le arti visive. Il cinema, nelle sue due forme di lungometraggio e cortometraggio, è la sintesi delle collaborazioni di molte singole arti: come si può prescindere dalla scrittura alla fotografia, dalla musica alla recitazione nella creazione di un film, lungo o corto che sia? Gianni Minelli è un artista che si è avvicinato a quest’arte poliedrica ed ha saputo catturare fin da subito l’attenzione sia del vasto pubblico che della critica con i suoi molteplici lavori. Ha saputo raccontare le bellezze dei luoghi del nostro mondo con i suoi numerosi documentari messi in onda in varie televisioni internazionali. Come regista ha girato sia lungometraggi che numerosi cortometraggi che sono stati proiettati e premiati in vari concorsi nazionali ed internazionali. Della numerosa produzione di Gianni Minelli ricordiamo il documentario girato con il suo amico Lucio Dalla alle isole Tremiti; il cortometraggio “Il mio Fellini” per ricordare, assieme a Tiziana Callari, assistente di Fellini, il grande maestro; e non ultimo, l’organizzazione del festival “Primi Passi” voluto fortemente da Tonino Guerra che, nello scenario della piazza principale di Pennabilli ha premiato personalmente i vincitori dei migliori cortometraggi in proiezione.

 
David di Donatello al corto Thriller di Giuseppe Marco Albano

Il Cortometraggio prodotto da Angelo Troiano con il sostegno di Apulia Film Commission ha ricevuto il prestigioso premio il 12 giugno nella cerimonia di consegna dei David al Teatro Olimpico di Roma   Il film di Albano, Thriller, è ambientato interamente a Taranto. Qui il 13enne Michele rincorre  il suo grande sogno: partecipare ad un talent show per ragazzi imitando il suo mito di sempre, Michael Jackson, tra i vicoli del quartiere Tamburi. Negli stessi giorni a Taranto, la città più inquinata d'Europa, gli operai dell'industria siderurgica si mobilitano per la più grande protesta di sempre. Michele (ovviamente Michael per gli amici!) con l'aiuto del suo mito riuscirà a sconfiggere il Grande Mostro rosso.   Giuseppe Marco Albano è scrittore, sceneggiatore e regista.

 
Il Giardino dei Finzi Contini, restaurato uno dei capolavori firmati da Vittorio De Sica

Basterebbe la sequenza in sottofinale dove una mezza dozzina di loschi figuri del partito fascista arrestano l’intera famiglia ebrea dei Finzi-Contini, dalla giovane figlia all’anziana nonna. Pochi movimenti di macchina da presa, una statuina che simbolicamente si rompe infrangendo il cerchio dell’equilibrio storico, innescando l’orrenda violenza dello sterminio degli ebrei in Italia, per uno dei capolavori di Vittorio De Sica datato 1971 che subito diventa infinito tassello cinematografico della storia del mondo. Il Giardino dei Finzi Contini, in versione restaurata da Studio Cine’ di Roma, L’Immagine ritrovata di Bologna e la sponsorizzazione dell’azienda Anthony Morato, potrà essere visto in anteprima mondiale a Roma, alla Casa del Cinema, il 25 marzo 2015 alle 20.30, alla presenza di uno dei protagonisti del film: Lino Capolicchio. “È un mestiere strano e sorprendente quello dell’attore. Quando giri un film non sai mai come andrà a finire il set, il seguito di pubblico in sala, i premi”, spiega Capolicchio al fattoquotidiano.it. Infatti Il Giardino dei Finzi Contini, tratto da un celebre romanzo dello scrittore Giorgio Bassani, vinse nel 1971 l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e dopo un anno nel 1972 l’Oscar come miglior film straniero.

 
LUMIERE: Il cinema a portata di una App

Lumiere 130Spesso, anzi il più delle volte, il cinema ci sembra un mondo surreale, fatto di protagonisti, attori e registi così lontani dalla nostra quotidianità da essere paragonati ad idoli. Da settembre, questa distanza apparentemente enorme tra spettatore e pellicola sarà ridotta grazie ad un programma radiofonico incentrato proprio sul cinema: LUMIERE, titolo tratto dal cognome dei celebri fratelli Auguste e Louise Lumiere, i due imprenditori francesi inventori del proiettore cinematografico e tra i primi cineasti della storia. Numerose saranno le rubriche cinematografiche suddivise nei vari giorni della settimana: ascolteremo i trailer dei film presenti nelle sale e news cinematografiche il lunedì; il martedì e mercoledì ci sarà uno spazio dedicato appositamente a dare voce, con interviste, ai nuovi progetti ed iniziative innovative create dai giovani tramite l’utilizzo dei nuovi media (un esempio sono il crescente numero delle web series); il giovedì la puntata invece si incentrerà su un po’ di sana nostalgia cinematografica mentre di venerdì saranno presentate le nuove uscite. Ogni giorno si potrà interagire, nel corso della diretta radio, partecipando al mistery game: occhio quindi agli indizi che verranno dati soprattutto tramite i vari social.

 
40 anni fa Profondo Rosso Dario Argento: “Bellissima storia scritta d’un fiato”

Profondo rosso 40 anni dopo. Il capolavoro di Dario Argento uscì nelle sale il 7 marzo 1975 e il thriller italiano non fu più lo stesso. L’immaginario e le coordinate di quel racconto di suspense e paura girato in pochi mesi (settembre-dicembre 1974) fanno ancora oggi scuola per chi anche solo lontanamente si avvicina al genere. Profondo rosso spaventa sempre lo spettatore, da qualsiasi latitudine esso provenga. È un dato di fatto. Nel novembre scorso al festival di Torino per la proiezione speciale del film nessun gridolino davanti alla sequenza di David Hammings nel corridoio degli specchi, nessuna risata di fronte ai più macabri e sanguinolenti omicidi di molti protagonisti del film, ma solo mani davanti agli occhi e salti sulla poltroncina. Probabile che nel #ProfondoRossoDay che si svolgerà a Torino per l’intera giornata di sabato 7 marzo 2015 le reazioni saranno le stesse. La copia del film restaurata digitalmente verrà proiettata alle 20 e alle 22 al cinema Massimo sala tre, mentre durante il giorno all’interno dell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana, dove a sede il Museo del Cinema, potranno essere visionati materiali di scena originali, locandine, fotobuste, libri e riproduzioni di oggetti scenici di Profondo Rosso. Tra i cimeli da non perdere la mannaia dell’assassina Clara Calamai e il tavolo dove trova la morte Glauco Mauri, entrambi realizzati da Germano Natali.

 
Un pluripremiato thriller dove niente è come sembra

"Il Serpente", un inseguimento nella notte dove niente è come sembra. “Quante volte ci siamo trovati a immaginare che qualcuno ci stia pedinando o spiando? In una piazza vuota nella notte, nel parcheggio sotterraneo di un centro commerciale, in casa, all’alba, un rumore anomalo in salotto. Oppure per strada, una macchina sembra seguirci, a debita distanza, ma sempre più vicina… Ed proprio da questa ultima suggestione che prende spunto Il Serpente, corto tutto italiano interamente girato nel comune di Sutri, nel viterbese, che mette in scena, con qualche variazione, quella che pare essere – dicono gli autori – una “urban legend” che circola da qualche anno negli USA. Il canovaccio del film: dopo una lunga chiacchierata con un cliente abituale, Marta, la protagonista del corto, finalmente stacca dal suo turno e si avvia verso casa. Il suo tragitto viene però interrotto da un albero caduto nel mezzo della strada, che la costringe a scendere dalla macchina per spostarlo. Mentre sta per ripartire, una macchina appare alle sue spalle e sembra inseguirla. Marta non sa cosa pensare, e via via si fa prendere dal panico. Inizierà così una lunga corsa piena di tensione.

 
Le candidature per l'Oscar 2015

Qusti i finalisti alle candidature come Miglior Cortometraggio 2015: Aya, regia di Oded Binnun e Mihal BrezisBoogaloo and Graham, regia di Michael LennoxLa lampe au beurre de yak, regia di Wei HuParvaneh, regia di Jon MilanoThe Phone Call, regia di Mat Kirkby. Come Miglior Cortometraggio di Animazione 2015 abbiamo:  A Single Life, regia di Joris OprinsMe and My Moulton, regia di Torill Kove; The Bigger Picture, regia di Daisy JacobsThe Dam Keeper, regia di Robert Kondo e Daisuke TsutsumiWinston (Feast), regia di Patrick Osborne. Finalisti per Miglior Cortometraggio Documentario 2015 sonoCrisis Hotline: Veterans Press 1, regia di Ellen Goosenberg KentJoanna, regia di Aneta KopaczLa parka, regia di Gabriel SerraNasza klatwa, regia di Tomasz SliwinskiWhite Earth, regia di Christian Jensen.

 
Chiusura della nostra WebTv TVDIGIT.it

Per mancanza di finanziamenti, siamo costretti a chiudere la web tv TVDIGIT.it che nel corso di un anno ha visto alternarsi più di  290.000 utenti unici nella visione dei circa 240 cortometraggi presenti e liberamente fruibili nella web tv, vetrina di lancio di tanti  giovani filmaker italiani. Un finanziamento che ci era stato promesso sembra non essere più disponibile, quindi non siamo più in grado di pagare i diritti dovuti alla S.I.A.E. per la gestione della webtv, che quest'anno erano stati versati da 2 soci dell'associazione.
In Italia la Cultura si paga. Fare Cultura senza un ritorno economico è, per lo stato italiano, un'eresia. Noi che abbiamo sempre fatto, per oltre 10 anni, Cultura senza aver nessun guadagno, ma solo con tanto uso del tempo libero dei soci dell'associazione, non possiamo continuare a rimetterci. Chiudere la seconda webtv, come è stato fatto per la prima web tv da noi creata (icorti.it, lo ricordate, con quasi 1.000 cortometraggi visibili gratuitamente?). Ci dispiace, e non potete immaginare quanto. Speriamo di poter presto ricreare una nuova web tv con tutti i cortometraggi dei nuovi giovani registi italiani.
31 dicembre 2014 - La Redazione di TvDigit.it

 
Giuseppe Tornatore. Cinema, passione, sogno

«Sono felicissimo di essere ad Assisi i primi di dicembre, di rivedere i miei film con il pubblico, con gli studiosi di cinema». Così, in un video messaggio diffuso in queste ore sui social network, Giuseppe Tornatore ha annunciato la sua partecipazione alla XXXIII edizione di Primo Piano sull’Autore, la rassegna del Cinema Italiano che si terrà ad Assisi dal 1 al 6 dicembre e che quest’anno, con il titolo Giuseppe Tornatore. Cinema, passione, sogno, è dedicata alla carriera del vincitore del premio Oscar con Nuovo cinema Paradiso.

Ogni anno la Rassegna (diretta da Franco Mariotti e promossa dall’associazione culturale Amarcord in collaborazione con il Comune di Assisi e il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per il Cinema ) è dedicata alla rilettura dell'opera di un protagonista che ha segnato la cultura italiana ed internazionale. In questi anni ad Assisi si sono avvicendati Carlo Lizzani, Ermanno Olmi, Dino Risi, Alberto Lattuada, Pietro Germi, Michelangelo Antonioni, Lina Wertmuller, Luigi Comencini, Gillo Pontecorvo, Damiano Damiani, Mauro Bolognini, Carlo Di Carlo, Mario Monicelli, Alberto Sordi, Bernardo Bertolucci, Luigi Magni, Giuliano Montaldo, Franco Zeffirelli, Carlo Verdone, Michele Placido, le famiglie Vanzina e Gassman, Giancarlo Giannini, Aurelio De Laurentiis, Bud Spencer & Terence Hill, Francesco Rosi, Pupi Avati, Enrico Lucherini, Lino Banfi, Gina Lollobrigida e Neri Parenti.

 
Proiezione gratuita di Cortometraggi - Festa Internazionale di Roma 2014

Ass. Culturale  ilCORTO.itNei giorni di giovedì 23, venerdì 24 e sabato 25 ottobre, nella sala cinematografica Luigi Comencini, presso la Caritas di  Villa Glori a Roma, dalle ore 17 alle ore 21 (ad entrata gratuita), per festeggiare, valorizzare, promuovere e divulgare il Cortometraggio come forma espressiva particolarmente valida e sempre attuale a livello sociale e culturale, saranno effettuate proiezioni di opere di registi italiani e stranieri. Da Carlo Verdone a Giuseppe Tornatore, da George Lucas a Steven Spielberg, i più famosi registi italiani e stranieri hanno iniziato la loro attività filmica girando cortometraggi.

La maggior parte dei corti in proiezione sono stati selezionati tra tutti quelli inviati alla 9° edizione del Concorso Gran Premio “ilCORTO.it FESTA INTERNAZIONALE di ROMA 2014”. Gli altri corti sono stati scelti tra i selezionati/premiati del Premio Cinematografico "Palena".  Per l'elenco dei cortometraggi in proiezione, e tutte le info per raggiungerci, questo è il link. Il sito di riferimento per tutte le informazioni è: www.ilcorto.eu gestito dall'associazione culturale romana "ILCORTO.it" e questo è il link per partecipare al Concorso. Questo, invece, è il link del volantino dell'evento. Il direttore artistico e tecnico della manifestazione è Renato Francisci, presidente dell'associazione romana "IlCorto.it"

 
Verdone: Così Roma fa fallire l'industria del cinema

Roma e Verdone"Sa cosa succede ogni volta che finisco di girare un film? I produttori, gli organizzatori, mi prendono da parte e mi implorano: 'Per favore, Carlo, il prossimo non girarlo a Roma, qui è tutto troppo complicato'". Lo sfogo di Carlo Verdone affidato al Messaggero è un grido d'allarme. Roma, la bellissima Roma de La grande bellezza, non è più la capitale del cinema che conoscevamo un tempo. Sebbene per ogni euro speso dalla produzione di un film, l'economia capitolina ne porta a casa 3,57, i costi e le lungaggini della burocrazia stanno rendendo sempre più difficile e oneroso girare in città. Dall'occupazione del suolo pubblico all'accesso alle zone a traffico limitato, fino alle autorizzazioni per riprendere un monumento: l'industria del cinema, che vale circa 20mila posti di lavoro e muove quattromila imprese romane, è letteralmente in ginocchio.
Se un regista inquadra il Colosseo paga una certa cifra, ma se lo riprende in primo piano allora quella cifra lievita notevolmente. Per Io, loro e Lara Laura Chiatti ha dovuto interpretare una scena dentro al Colosseo. Niente di ché. Poche battute "Ci chiesero una cifra spropositata - continua Verdone - fummo costretti a fare in due giorni una scena prevista inizialmente in tre, per risparmiare". Eppure il cinema porta i turisti. E i turisti aiutano a far girare l'economia. Ma in Campidoglio sembrano infischiarsene. Tanto che, negli ultimi anni, la Capitale ha perso l'80% della produzione. "Malgrado esista una legge regionale che incoraggia le produzioni - spiega il presidente dell'Anica, Riccardo Tozzi, al Messaggero - girare film a Roma è diventata un'impresa complicatissima e, quando è possibile, si va altrove". Peccato, perché Roma è il più grande set a cielo aperto. A livello mondiale.

La crisi dell'industria cinematografica romana non è generata solo dai costi. Anche gli uffici ci mettono del loro. La produzione si vede, infatti, costretta a mettere d'accordo Comune, sovrintendenze, polizia municipale, oscuri referenti dei monumenti e l'Acea per le fontane. Un pandemonio, insomma. "Avevamo ottenuto il permesso di girare a Monti una scena di Buoni a nulla - racconta il direttore di produzione Maria Panicucci - e la mattina delle riprese troviamo gli operai che asfaltano la strada. Nessuno li aveva avvertiti". Per ottenere i permessi, poi, la burocrazia italiana ha i suoi tempi. E che tempi. Le lungaggini si sprecano. E fanno sprecare soldi. Ogni giorno. Non da ultimo, Verdone fa notare che "Roma è un mondezzaio". La Capitale, amministrata dal sindaco Ignazio Marino, è davvero sporca. E nessuno fa alcunché per pulirla. Non solo. I marciapiedi e le strade sono dissetati, i muri sono infestati da scritte e tag. E, quando un produttore si propone di fare delle migliorie, ecco arrivare il burocrate di turno a bloccare tutto. "Ma come - si interroga Verdone - stai sistemando una cosa che fa schifo e non si può fare?".  (di Sergio Rame per ilgiornale.it)

 
Pellicola 35mm: Hollywood si mobilita per salvarla

Le-Voyage-dans-la-LuneAlcuni registi, tra cui J.J. Abrams e Refn, si sono schierati in prima linea per convincere i capi degli studios Warner Bros, Paramount, Universal e Disney, a trovare una soluzione per salvare un patrimonio artistico unico. Il loro impegno ha portato alla firma di un accordo fondamentale che getta le basi per contrastare una graduale estinzione della pellicola. Lettera aperta di Martin Scorsese: "La pellicola, ancora oggi, offre una tavolozza visuale più ricca di quella dell'Hd". “Con ogni mezzo necessario dobbiamo vedere i film su pellicola, perché è così che Dio ha creato il cinema”. È la riflessione di Nicolas Winding Refn, regista di Drive e Solo Dio Perdona, per sostenere l’American Genre Film Archive, una campagna di raccolta fondi per salvare e restaurare le pellicole da 35 mm.  Nel lontano 1885 George Eastman inventava la pellicola in celluloide come supporto per gli alogenuri di argento fotosensibili, che, nel XX secolo, i fratelli Lumiere hanno trasformato nella pellicola cinematografica come noi la conosciamo. Il loro Cinematografo, utilizzando tale pellicola come il Kinetscope di Thomas Edison, oltre a registrare le immagini, era in grado di proiettarle su qualsiasi superficie. Nasceva così il cinema, l’arte di raccontare storie di ogni genere su un grande schermo bianco, per condurre la gente in un mondo illusorio in cui prendevano vita desideri e sogni, scatenando ogni tipo di emozione. Dal bianco e nero al colore, i film su pellicola hanno conquistato non solo il cuore del pubblico, ma anche un vero e proprio mercato, che si alimenta dagli anni ’30 ad oggi. L’arrivo del digitale ha cambiato però le carte in tavola e le vendite del 35 mm sono precipitate del 96% negli ultimi dieci anni, portando ad una crisi del settore e alla minaccia di chiusura per lo storico stabilimento di produzione cinematografica di Rochester, a New York, della Kodak Film. Questa è rimasta l’ultima azienda a produrre questo tipo di pellicola, dopo l’uscita dal mercato della Fujifilm lo scorso anno. La paura di molti è la completa estinzione di questo prodotto che, seppur di fragile conservazione, ci permette di respirare e vivere il cinema delle origini.  

 
La Forma della Sceneggiatura (I)

scrivere sceneggiaturaIl copione teatrale, fin dal teatro classico antico, è diviso in Atti. E ciascun Atto è suddiviso in Scene. A differenza dalla sceneggiatura cinematografica, dove le Scene in genere prevedono scenografie/ambienti diversi (cioè si cambia scena quando si cambia ambiente), quelle teatrali sono suddivisioni di comodo che identificano differenti entrate in scena, cioè attori diversi che si alternano nello stesso ambiente (cioè si cambia scena quando si cambiano attori). Per secoli in Teatro, la descrizione della scena nel testo è stata quanto mai sommaria, limitandosi ad indicare il luogo d'ambientazione per il quale si lasciava massima discrezionalità allo scenografo. Le cose cambiano sostanzialmente a cavallo tra la fine dell'ottocento e l'inizio del secolo scorso. Prendiamo ad esempio un copione del Grand Guignol (teatro parigino che cominciò le sue rappresentazioni nel 1897). Sabotaggio ( atto unico di Charles Hellem, W.Valcros e Pol d'Estroc. La citazione è tratta dall'antologia a cura di Corrado Augias Teatro del Grand Guignol, Einaudi 1972).

Una sala da pranzo modesta in una famiglia di operai. A sinistra: in primo piano, una finestra. In secondo piano, un lettino da bambini, collocato parallelamente alla scena con le tendine appese a un'asta di ferro che parte dal letto. Grazie a queste tendine, il pubblico non può vedere l'interno in cui si suppone sia coricato il piccolo Jeannot. La testata del letto tocca il fondo della scena. Al fondo. In mezzo, una porta che dà su un vestibolo il quale, a destra, porta all'uscita dell'appartamento sul pianerottolo. Il vestibolo si presume dia accesso, a sinistra, a una camera.

 
Una domanda ricorrente ed una risposta

Mi chiamo Francesco, ho 38 anni. Il mio amore per il cinema inizia a 6 anni, quando la mia maestra un pomeriggio a scuola  ci proiettò "Il ragazzo selvaggio" di François Truffaut. E da lì una passione che non si è mai fermata ma che è stata contrastata da tanti fattori. Lavorare nel cinema in qualche modo è sempre rimasto un sogno che non mi ha mai abbandonato ma che non ho avuto l'opportunità  e forse finora il coraggio di perseguire. Oggi ci vorrei provare ma non so sinceramente da dove cominciare. Mi nutro letteralmente di film, sono appassionato del cinema d'autore ma anche dei cosiddetti "sottogeneri" come il poliziottesco, dagli anni 30 ad oggi... però oggi  vedendo la banalità  di molta produzione cinematografica sempre più spesso mi trovo a pensare: se potessi fare io un film... e le idee fluiscono... sgorgano... e a me sembra di immaginare (forse sono presuntuoso) dei film che non esistono ma ai quali nessuno pensa... e penso anche a film che non si fanno più che il pubblico ha amato molto e che si dovrebbero tornare a fare... e penso a quando in certi film vedevi e sentivi l'arte e non solo l'occhio al botteghino e a questi film artistici veniva dato spazio perché si coglieva quanto fosse importante attingervi...  So che la mia domanda è ingenua, ma tutto ciò che chiedo è : da dove posso cominciare? Chi mi può aiutare a dare una forma a quello che ho nella testa e nelle viscere? Grazie per l'attenzione.

 
Piccole sceneggiature cinematografiche in e-book

Logo-Piccole-Sceneggiature hommelette 300L’Associazione Culturale Hommelette è lieta di presentare il suo nuovo progetto editoriale Hommepage, con la collana “P.S. Piccole Sceneggiature” dedicata alle scritture cinematografiche in forma breve (cortometraggi) che rimangono spesso nascoste come tesori preziosi.
Vi chiediamo di inviare i vostri lavori originali e trascritti in forma di sceneggiatura cinematografica con allegata una breve biografia dell’autore/autori e una vostra foto alla seguente mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Una volta inviati, i lavori verranno selezionati e pubblicati gratuitamente per un massimo di due sceneggiature per ogni numero. Ogni mese così, troverete una o due sceneggiature pensate per cortometraggi con relative biografie e contatti degli autori. Questa iniziativa nasce dal desiderio di aprire nuovi canali di comunicazione e diffusione delle scritture pensate per i cortometraggi, un genere che non trova mai sufficiente spazio nel mondo della produzione cinematografica.
E allora perché non provare a farsi conoscere con una pubblicazione in rete? Non importa che tu sia un giovane aspirante alla tua prima prova o un professionista che abbia già una carriera alle spalle. Ciò che hai lasciato magari troppo a lungo nel cassetto, oggi potrebbe trovare un produttore pronto a investire sulla tua idea o, semplicemente, essere apprezzato e diffuso attraverso il passaparola dei lettori.
L’e-book sarà scaricabile gratuitamente dal sito www.hommelette.it in formato pdf ed epub, visionabile su qualsiasi dispositivo pc, mac, tablet, smartphone.

 
Cinema: disastro culturale più grave di Pompei

Toni Servillo e Paolo Sorrentino sul palco degli Oscar

Qualcuno che dicesse che questo Oscar Italiano, malgrado la presenza di Umberto Contarello in piccionaia e delle feste di Giorgio Armani e Pascal Vicedomini a Los Angeles, è sì un grande risultato per il nostro cinema, non possiamo non dirlo, ma copre inevitabilmente un disastro culturale anche più grave dei muri di Pompei che vanno in frantumi. Copre anni di non cinema, non produzione, non scrittura, non registi, di film costruiti solo come remake o sequel di film già fatti, di solito comprati in Francia o in Spagna. Copre anni di discussioni tra produttori per capire se questa stagione tira più Siani o Bisio o Papaleo. Non si pensa al cinema, a una sua costruzione economica, come nei primi anni '60, quando Cinecittà era davvero al centro del mondo, per partire da lì verso una produzione culturale che inglobasse nel nostro cinema i nostri grandi scrittori e giornalisti. Non si pensa davvero alla scrittura di un film. Non si pensa alla costruzione dei nostri registi.

 
Gli Oscar 2014

oscarL'Oscar 2014 per il Miglior cortometraggio va a ''Helium'' dei registi Anders Walter e Kim Magnusson (che vince il suo secondo Oscar, ed ha avuto anche altre 3 nomination). Per la categoria Miglior cortometraggio documentario ha vinto ''The Lady in Number 6: Music Saved My Life'' dei registi Malcolm Clarke (anche per lui è il secondo Oscar) e Nicholas Reed. Per il Miglior Cortometraggio di Animazione vince "Mr. Hublot" per la regia di Laurent Witx e Alexandre Espigares. Notiamo che tutti e tre i corti vincitori dell'Oscar sono stati girati da una coppia di registi: ciò avvalora quello che andiamo ripetendo da anni: l'unione fa la forza.

 
The Square - inside the revolution, documentario sulla rivoluzione d'Egitto

The square DocumentarioLa pellicola, candidata all'Oscar come miglior documentario e diretta dalla giovane Jehane Noujaim, sarà in poche sale italiane per una settimana fino al 5 marzo. Nei giorni in cui l'Ucraina sta bruciando si comprende come il cinema si rende funzione di reportage di una realtà fatta di morti e violenza senza troppa mediazione.  Ahmed, Magdy, Khalid, Aida e Ramy, eccoli i ‘semplici’ protagonisti di The squareinside the revolution, il film sulle recenti rivolte egiziane. La rivoluzione d’Egitto che destituirà Mubarak e poi brucerà l’altro presidente eletto Morsi inizia, come tradizione movimentista vuole, dans la rue. Il 25 gennaio 2011 sono in 25mila ad occupare la celebre piazza Tahrir e nel giro di poche settimane diventeranno milioni. Si diceva gente comune, classe media, laica, soprattutto giovani, spesso dotati di videocamere, telefonini e pc per documentare i (mis)fatti. E il lavoro della Noujaim ne conferma la descrizione sociologica con l’aggiunta cospicua dell’ala più tradizionalista, anch’essa in piazza, dei Fratelli Musulmani.

La ricerca di giustizia, dignità e democrazia diventa un mantra comune tra chi apparentemente, per ragioni religiose, vedrebbe meglio un fazzoletto attorno alla testa di una signorina piuttosto che un paio di jeans per vestire le gambe. E come dire, la videocamera, anzi le videocamere, testimoniano la rivoluzione. La cosiddetta rivolta 2.0 in Egitto c’è. È la stessa Noujaim ad aver spiegato la genesi tecnica delle riprese del film sviluppatasi con la consegna pronto uso ai cinque protagonisti di cinque videocamere Canon EOS 60D e 5D. (Qui il trailer del documentario)

 
I Vincitori dell' 8° Concorso ILCORTO.it Festa Internazionale di Roma 2013

Premiazione ILCORTO.IT 2013

Premio Speciale della Giuria a: "IT'S A BEAUTIFUL DAY!" di Alvise Vidali. 1° Premio miglior corto genere Horror a: "VAI COL LISCIO" di Pier Paolo Paganelli. 1° premio miglior corto genere Docu-fiction a: "AMIR" di Massimo Auci e Carlotta Sabatino. 1° premio miglio corto genere Fiction a: "PIELLOVE" di Marco Fabbro e Giacomo Trevisan. 1° premio miglior corto per la sezione Gli Altri a: "MATILDE" di Vito Palmieri. 1° premio miglior corto per il genere Commedia a: "IL CAPPOTTO DI LANA" di Luca Dal Canto. 1° premio miglior corto genere Videoclip a: "LE TEMPS PASSE" di Davide Iannuzzi. 1° premio miglior corto Straniero a: "HOLD ME CLOTHES" di Eugenia Golubeva. 1° premio miglior corto genere Documentario a: "IL RUOLO DELLE NUOVE GENERAZIONI NELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA" di Davide Iannuzzi. 1° premio miglior corto di Autore Italiano all'Estero a: "PRIMERA COMUNION" di Chiara Sulis. 1° premio miglior corto genere Fantasy a: "CARLO E CLARA" di Giulio Mastromauro. 1° premio miglior corto genere Drammatico a: "RE DI ROMA" di A. Nucci, F. Nucci, N. Rovito. 1° premio miglior corto genere Sociale a: "IL PASSO DELLA LUMACA" di Daniele Suraci. 1° premio miglior corto sezione Lavoro Sicuro a "L'INCOGNITA" di Enrico Muzzi.

Il GRAN PREMIO "ILCORTO.IT Festa Internazionale di Roma 2013"
Miglior Cortometraggio Assoluto è stato assegnato a:

"NOSTOS" di ALESSANDRO D'AMBROSI e SANTA DE SANTIS

La Giuria di qualità era così composta:

SERGIO SALVATI Direttore della Fotografia: storico collaboratore del regista Lucio Fulci per film divenuti oggi cult, e di registi come: Steno, Pasolini (Edipo re), Ettore Scola (Riusciranno i nostri eroi... con Alberto Sordi e Nino Manfredi), Sergio Leone (Il buono, il brutto, il cattivo), Christian De Sica, Carlo Vanzina,… ha spaziato dalle Fiction TV come Incantesimo4 alle Commedie: come Vacanze di Natale 90 e 91, Ricky e Barabba, Banzai.

BERENICE SPARANO, Costumista per numerosi progetti cinematografici: possiamo ricordare: Don Giovanni in Sicilia (di Lattuada con Lando Buzzanca) , I due vigili (di Orlandini con Franco Franchi  e Ciccio Ingrassia), Idoli controluce di Battaglia, Dinamite Jim (di Balcázar, andato in onda su Iris proprio martedì scorso), e film con Franco Nero, Giuliano Gemma, ecc.

GIULIO NATALUCCI, Truccatore in tanti film: dai 3 capolavori : Profumo di donna di Dino Risi; Il giardino dei Finzi Contini  di Vittorio De Sica; C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, a tanti altri come Fantasma d'amore di Dino Risi con Mastroianni e Romy Schneider, e Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola con Alberto Sordi e Nino Manfredi.

PINO VENDITTI, Operatore sia in TV (di serie come Caro Maestro, Provaci ancora prof!, Il Giudice Mastrangelo con Diego Abatantuono, ..) sia al Cinema, e ricordiamo “Al di là delle nuvole” di Michelangelo Antonioni; ha lavorato anche con Dino Risi, Liliana Cavani, e Steno in “Febbre da Cavallo”.

(Qui il Comunicato stampa in .pdf)

 
Charlot: 100 anni fa l’esordio con il cortometraggio Making a living

Charlie Chaplin - il Primo corto 2-2-1914L’esordio di Charlie Chaplin nel cinema, il 2 febbraio 1914 con il cortometraggio Making a living (Guadagnarsi la vita). La Cineteca di Bologna, che sta curando il restauro dell’intero archivio personale e professionale di Chaplin, inizierà le celebrazioni ufficiale del centenario di Charlot proiettando il film restaurato "La febbre dell’oro", capolavoro del 1925.
Nella prima interpretazione non è ancora ben delineato il personaggio che renderà famoso Chaplin, ma sono già presenti gli elementi che lo caratterizzeranno, il cappello, il bastone e dei bei mustacchi al posto dei classici baffetti.
Il 7 febbraio del 1914 esce il secondo corto di Chaplin Kid Auto Races at Venice, in Italia il film esce con il titolo "Charlot si distingue". E’ il primo film in cui compare Charlot, il vagabondo chapliniano che sarà celebre in tutto il mondo.
Nel cortometraggio, girato durante una vera gara di macchine per bambini la “Pushmobile Parade”, il vagabondo Charlot entra ripetutamente nel campo di ripresa di una troupe cinematografica intenta a documentare la competizione, scatenando una rissa. La celebre maschera è nata! 
Shoulder Arms (Charlot soldato), proiettato per la prima volta il 20 ottobre 1918, è il 1° cortometraggio diretto, interpretato e prodotto da Charlie Chaplin. Nel corto, ambientato in una trincea in Francia, la giovane e inesperta recluta Charlot, si dimostra un coraggioso eroe, ma dopo il meritato trionfo si rivelerà tutto solo un bel sogno.   (di Balzarotti e Miccolupi su corriere.it)

 
La sceneggiatura: il salotto ed il condominio

condominio 1IL PRIVATO SOCIALE. Analizzeremo in questa lezione quegli ambienti domestici che ricoprono una funzione sociale: il salotto di casa e gli spazi comuni del condominio.

IL SALOTTO. E' l'ambiente domestico storicamente deputato ad accogliere i visitatori. Chi ha una certa età, ricorderà che un tempo questa stanza era considerata a tal punto riservata agli ospiti occasionali, che in certe famiglie la si teneva chiusa e sempre perfettamente in ordine, per non fare cattiva figura. Oltre alla rivoluzione degli spazi interni caratteristica delle case post-boom, che avevano meno stanze a disposizione, è stata la presenza della televisione (l'apparecchio televisivo) a cambiare radicalmente la natura di questa stanza, mutandola da luogo di rappresentanza della famiglia, in una sorta di teatro privato. Al grande tavolo che normalmente occupava l'ambiente, essendo spesso il salotto anche destinato a sala da pranzo, sono subentrati i divani e le poltrone orientati verso l'apparecchio televisivo.

 
Spaghetti Story: Ciro De Caro dai corti al film

Spaghetti Story 1Quattro “giovani adulti” dei nostri tempi, alle prese col Problema dei nostri tempi: la crisi. Il regista quasi loro coetaneo Ciro De Caro racconta con originalità e spirito scanzonato una storia in cui i trentenni d’oggi possano riconoscersi, con un sorriso amaro che sfocia spesso in risata. E si avvale coerentemente di attori poco conosciuti e di un budget pressoché simbolico. Valerio è un attore ventinovenne, che non riesce a trovare ruoli all’altezza del suo idealismo e delle sue aspirazioni e quindi accetta frustranti impieghi part-time. Il suo amico Scheggia vive ancora con la nonna, e cerca di nobilitare la sua attività di pusher con un pragmatismo simpatico che annacqua l’amoralità delle sue scelte. Serena persegue un dottorato e tenta invano di sondare se anche il suo compagno Valerio voglia mettere su famiglia. Giovanna, la sorella di Valerio, continua a prestargli soldi rimproverandolo per la sua inconcretezza, e fra una stancante seduta e l’altra di massoterapia coltiva il sogno di diventare chef di cucina cinese. (in fondo all'articolo il trailer)

 
SCHOOL EDITION Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli

Festival del Cinema dei Diritti UmaniSostenuta dal patrocinio del CENTRO EUROPE DIRECT LUPT della UNIVERSITÀ FEDERICO II e da importanti partner quali il Polo Qualità del MIUR – Ufficio Scolastico della Campania -, l’Università Suor Orsola Benincasa, la Città della Scienza, l’Istituto di Cultura Francese e il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica, nasce SCHOOL EDITION, la nuova proposta dal Festival del Cinema dei Diritti Umani, rivolta a tutti i protagonisti del mondo della scuola.

Didattica, innovazione, nuove professionalità, inclusione, rapporti con la società civile e l’università, diritti umani, ruolo delle famiglie e della società, attualità politica e sociale, SCHOOL EDITION cerca di portare l’approccio del festival cinematografico e l’esperienza delle denunce e delle lotte, condotte in questi anni dal Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, al servizio degli studenti e degli operatori della scuola, per allargare l’orizzonte culturale e declinare in modi più attuali la democrazia partecipata, attraverso le immagini e la capacità di leggere le trasformazioni del nostro tempo.

Il Cinema come linguaggio descrittivo della realtà, ma anche strumento di cui impossessarsi per acquisire una maggiore capacità di dialogo, una nuova professionalità e una abilità di rapportarsi a sistemi culturali diversi e lontani. Un Festival per stimolare l’osservazione e la creatività dei giovani, la loro attenzione per il mondo dell’informazione, della multimedialità digitale, dell’arte e della socialità. E, infine, un momento di riflessione per le famiglie, per i dirigenti, le istituzioni e i docenti che possono trovare, in un luogo di incontro unico, la possibilità di approfondire il rapporto con le associazioni e le organizzazioni della società civile che operano nei vari settori dei Diritti Umani (accoglienza, immigrazione, pari opportunità, handicap, minoranze, etc) perché la Scuola degli anni Tremila si è aperta al rapporto con tutte le realtà sociali ed ora ha bisogno di nuovi strumenti di cooperazione.

 
Regista italiano negli USA: Se hai un’idea, qui trovi sempre spazio

matteo-saradini-registaMatteo Saradini ha lasciato l'Italia sette anni fa. Nel 2010, in meno di un'ora, ha dato vita alla sua casa di produzione, la Red harvest pictures. E da Los Angeles a Vancouver, finora ha montato film di successo e ideato due cortometraggi che sono approdati a Cannes. “È proprio lei, Matteo Saradini, il regista?”, chiede sorpresa la proprietaria di una casa a Washington che lui aveva chiamato con l’idea di lasciare il Canada per gli Stati Uniti. In sette anni, Matteo, 32 anni, è riuscito ad entrare nel mondo del cinema in America e diventare una piccola star. Una cosa che nel suo Paese non si sarebbe neanche sognato. Nel 2010, in meno di un’ora, ha dato vita alla sua casa di produzione: Red harvest pictures. È stato sufficiente inserire i dati personali in un modulo online, pagare una tassa di pochi dollari e trovare un collaboratore di cui fidarsi, Domenico Cutrupi. Capitale di partenza: 35mila dollari, che ha messo da parte nel corso degli anni. Da allora ha girato decine di videoclip musicali e una serie di backstage di film: Eureka e Psych (due serie tv), Planet of the apes, Sucker punch, Man of steel. La prima storia di cui è stato regista è la sua. La pellicola si riavvolge indietro fino al 2004. Matteo vive a Brescia e si laurea al Dams. Alle spalle nessuno stage. Di sua iniziativa gira alcune scene che diventano un film gangster fai da te. Poi incontra Antonio Russo Merenda, un produttore italiano che si afferma in Svezia, per il quale realizza un documentario sulla fabbrica di armi Beretta che va in onda su un canale nazionale svedese.

 
Cosa fare per scrivere una sceneggiatura

La sceneggiaturaUn film racconta una serie di azioni che delle persone compiono in determinate situazioni. Per iniziare a scrivere una sceneggiatura bisogna avere un’idea di cosa si vuol far fare a queste persone, ai personaggi, di quali situazioni gli si vuole far affrontare, di quali luoghi gli si vuol far visitare. Nonostante tutti gli sforzi che uno scrittore può fare, è praticamente impossibile trovare un’idea assolutamente originale, riecheggerà sempre qualcosa di già visto in un altro film, o letto in un libro, o sentito in una canzone… L’importante, comunque, è non copiare, ma prendere spunto. Si può partire dalla stessa idea, dallo stesso punto di partenza, di un altro autore, per poi prendere tutt’altra direzione ed arrivare in un luogo completamente diverso. In parole povere: pur avendo una storia simile, il film può (e deve) essere completamente diverso. La storia non deve mai sembrare quella di un qualcosa di già visto, anche se spesso l’incrocio tra diverse cose già viste può sembrare persino qualcosa di nuovo. La storia deve sembrare una variazione interessante di un tema conosciuto. Non è mai buona idea, comunque, descrivere ciò che si scrive come “un incrocio tra questo e quello, con un po’ di quest’altro”. Questo vale in ogni campo della scrittura creativa, ma è vero soprattutto nel cinema.

Esistono milioni di modi diversi per sviluppare la stessa idea, quindi bisogna avere ben presente fin dall’inizio deve si vuole arrivare quando si inizia a scrivere. Facciamo qualche esempio di idea per dei film:

 
Citazioni sul cinema di famosi registi

eisenstein"Il regista è il regista: tutto deve passare per le sue mani e sta a lui dire sì o no, e suggerire miglioramenti. Questo è un vero regista. (...) Viene un momento in cui si deve gridare, picchiare il pugno sul tavolo e dire: «Silenzio! È così che si farà, e sarò io che me ne occuperò"(Ridley Scott).  "Lavorare con molti soldi o pochissimi soldi è la stessa cosa... è tutta una questione di saper raccontare una storia"(John Carpenter). "Tutto ciò che viene detto ma non viene mostrato è perduto, per il pubblico"(Alfred Hitchock).  "Trovo che il thrilling è uno dei modi più selvaggi di fare il cinema, uno dei generi che permettono all'autore di far volare in sala, sulla testa degli spettatori, per molti minuti, grandi vele di irrazionale e di delirio"(Dario Argento).  "Ho deciso di diventare regista quando in televisione ho visto «C'era una volta il west». Guardare quel film è stato come aprire un libro sull'arte della regia"(Quentin Tarantino). 

"Ho la sensazione che è qualcosa da vedere più che da ascoltare. Ciò che si vede è l'aspetto principale; ciò che si ascolta è l'ornamento"(James Ivory).  "È opinione diffusa che il film stia un piano più alto della pubblicità. Io non l'ho mai pensato. La pubblicità mi ha portato dove sono, è stata la vera scuola per la tecnica filmica"(Ridley Scott)"Mi piace soprattutto prendere il pubblico alla sprovvista"(Brian De Palma).  "La spontaneità è molto importante per me, al punto che non uso più lo storyboard, preferisco l'istante da cercare sul set; l'intensità della luce deciderà le inquadrature"(John Carpenter).  "Cerchiamo di non angosciarci per i raccordi tra una sequenza e l'altra. Facciamo quello di cui abbiamo voglia e dimentichiamoci di tutto quello che non riguarda strettamente il contenuto del film"(Woody Allen).

 
La sceneggiatura: In Camera da Letto

camera da lettoSi tende ad ambientare in camera da letto le scene di risveglio (di cui abbiamo già parlato) e quelle di sesso, il che è piuttosto ovvio. In realtà la camera da letto è più simile di quanto si pensi ad una stanza di soggiorno. Scrive Anthony Burgess (Letti, 1982, Rizzoli): "Il letto è un mobile pulifunzionale, intorno al quale si organizza la vita di tutta la famiglia o di alcuni dei suoi componenti. Così il letto ha finito per simboleggiare, anche nella vita di tutti i giorni, i concetti di comodità e di distensione (...) Per i bambini poi il letto è anche il simbolo dell'unità e dell'affetto famigliare e proprio alla ricerca di tali sensazioni tentano con moine e manfrine di vario tipo, di essere accolti nel lettone dei genitori." E' dunque bene che uno sceneggiatore non dimentichi questa natura primaria, simbolica, e insieme sociale del letto. Una conversazione tra amiche, per esempio, che potrebbe essere ambientata in qualsiasi posto, un bar, un salotto, una spiaggia, se viene ambientata in una camera da letto esprime da subito e con immediatezza quel senso di confidenza, di comodità, e di unità d'affetti che in altri ambienti deve essere ricreato attraverso l'isolamento, il tono di voce, i gesti e gli atteggiamenti.

 
Venezia 2013: film senza storia

UnknownCosa accomuna molti film della Mostra n.70, in concorso e non? Un problema di sceneggiatura: le situazioni si aprono e poi si perdono, i personaggi sono sfocati, la fine viene risolta con ambiguità metafisica perchè è scaduto il tempo.  Lido, quarta giornata di festival. Se qualcuno dice “C’è un problema di sceneggiatura” mette tutti d’accordo. Difficile difendere film (molti di quelli visti finora, comprese le proiezioni di cortesia pre festival) dove le storie non quadrano le situazioni si aprono e poi si perdono, i personaggi sono sfocati, la fine risolta con ambiguità metafisica perchè è scaduto il tempo.

Prendiamo ” Joe” di David Gordon Green, inizio fulminante con inquadratura di padre ( frontale ) e figlio (di spalle) sulla fuga di due binari di ferrovia. Un j’accuse del figlio al padre incalzante e spietato. Si pensa che sia partito il film, invece …niente. Nell’inquadratura seguente ne comincia un altro e poi un altro ancora e ancora senza che se ne concluda uno. Si passa da un gruppo di boscaioli al mistero non rivelato di Nicolas Cage protagonista dal volto sempre stupefatto, si finisce in un casino (nel senso letterale del bordello), si impianta un problema coi poliziotti che resta lì, si segue l’iniziazione di un ragazzino, si scopre a 10 minuti dalla fine che ha una sorella e pure ritardata e si narra anche di una cagna cattiva e vendicativa come Uma Thurman in “Kill Bill”che viene persa e poi ritrovata.

 
I quindici cortometraggi mai girati

ScerbanencoQuindici cortometraggi per la tivù. Da girare a colori tra Roma e dintorni, benché la Rai di allora trasmettesse ancora rigorosamente in bianco e nero. Gli spunti li forniva la cronaca nera ma ancor più il costume dell’epoca, con temi che ormai avevano fatto irruzione nell’Italia post-boom di fine Anni Sessanta: la moda, la grande distribuzione commerciale, gli sport d’élite, il turismo, la stessa televisione.  Per quanto possa sembrar strano Giorgio Scerbanenco, il padre del noir italiano, autore strettamente legato all’immagine della mala milanese e agli orizzonti polizieschi della costiera adriatica veneto-romagnola, stava per dare una svolta romana alla sua carriera di scrittore. E soprattutto, dopo aver avuto rapporti controversi con il cinema, aveva deciso di puntare tutto sulla televisione, di cui aveva intravisto le grandi potenzialità narrative. 

Lo conferma la figlia dello scrittore, Cecilia, che in occasione del festival letterario Grado Giallo, parlerà proprio del rapporto fra il padre e il piccolo schermo. Un rapporto appena abbozzato, che si interruppe il 27 ottobre del 1969 a causa della prematura morte dell’autore di origine ucraina.  «Papà credeva molto nel mezzo televisivo – sottolinea Cecilia Scerbanenco, che sta curando una monumentale biografia sul padre – Dopo tanti anni trascorsi nel mondo della carta stampata, fra giornalismo ed editoria, forse aveva voglia di cambiare. Anzi, stava pensando di lasciare Milano e trasferirsi a Roma proprio per seguire meglio questo progetto televisivo e altre iniziative legate al cinema». 

 
Vincenzoni, genio del cinema italiano

Cosa dire di uno sceneggiatore che si è inventato e ha scritto "La grande guerra" di Mario Monicelli, un capolavoro della nostra commedia che non solo vinse il Leone d'Oro a Venezia, ma fu anche campione d'incassi della sua stagione, "Il buono, il brutto, il cattivo" di Sergio Leone, forse il più grande western che si sia mai fatto in Italia, "Signori e signore" e "Sedotta e abbandonata" di Pietro Germi, "Crimen" di Mario Camerini, il primo thriller comico, "Un tranquillo posto di campagna" di Elio Petri?

Cosa dire di un signore che ha scritto grandi spaghetti western come "Il mercenario" di Sergio Corbucci, "Da uomo a uomo" di Giulio Petroni, "Per qualche dollaro in più" e "Giù la testa" di Leone, che ha collaborato con Billy Wilder per "Avanti!", con Carlo Lizzani per "Il gobbo", "La vita agra" e "Roma bene", che ha dato vita a grandi film di successo come "I due nemici" di Guy Hamilton, "Briganti italiani" di Camerini, "Noi donne siamo fatte così" di Dino Risi, "Piedone lo sbirro" di Steno, "Il conte Tacchia" e "Il bestione" di Sergio Corbucci, "Miami Supercops", "Casablanca, Casablanca", perfino "Uomini duri" di Duccio Tessari, "L'orca assassina" di Michael Anderson o "Codice magnum" con Arnold Schwarzenegger?

 
Il primo Spot-Tv d'autore fu di Fellini

fellini spot campariChe fatica per Fellini girare quello spot. Ecco i retroscena di un "set" particolare del grande regista che per la Campari realizzo' un "film" di un minuto. In due mesi di lavoro. Che fatica per Fellini girare quello spot.  Sei idee bocciate, poi l' idea giusta per la prima pubblicita' d'autore. Tutti lo seguirono, In uno scompartimento ferroviario, un signore un po' de' mode' e una giovane dall' aria disinvolta si sbirciano. Lui la guarda con intenzione, lei ostenta indifferenza e fissa il finestrino. Ma il paesaggio e' monotono. Cosi' , l' imbronciata afferra un telecomando portole da una hostess, lo punta contro il vetro e... zac, ecco che, come in un televisore, tutto cambia. Siamo in una foresta amazzonica, poi in un deserto con piramidi, quindi in fondo al mare... Ma lei non s' arrende. "Tutto sommato, dice, preferisco un paesaggio italiano". Ultimo zac: ed e' piazza dei Miracoli, Pisa. Finalmente i due sorridono: ricompare l' hostess con due rossi aperitivi. La storia vi dice qualcosa? Era una celebre pubblicita' tv, quella del Campari, firmata Fellini, con Victor Poletti e Silvia Dionisio. Filmino di un minuto, il primo "spot d' autore". E che autore.

 
Le location di Anonimo Veneziano

ImageLa situazione al via delle ricerche: Curiosamente era già noto che il film fosse stato girato a Venezia (in parte grazie anche al titolo, credo) da Enrico Maria Salerno, ma non era ancora stata avviata una ricerca dei luoghi esatti, salvo qualche sporadica location perlopiù facilmente riconoscibile.  Questa è la storia di una delle più lunghe gestazioni in cui è incorso uno speciale location davinottico. La ricerca dei luoghi di Anonimo veneziano era partita già tre anni fa e molte di esse erano anche già state fotografate nel 2009, solo che mancava una fonte decente da cui ricavare i fotogrammi. La vhs era di qualità scadente, e un film così, in cui le location mirabilmente fotografate da Marcello Gatti rivestono un'importanza fondamentale (buona parte del film si svolge tra calli, ponti e canali), meritava di meglio. Poi ecco che un giorno mi accorgo che in Spagna il dvd era uscito (pure con la traccia in italiano) e decido di acquistarlo. Grossa la delusione, nonostante la qualità video sia nettamente superiore a quella del vhs: mancano infatti alcune scene presenti nella versione italiana, per le quali sono quindi dovuto ricorrere alla vhs... La forza delle immagini restitute dal dvd rende ad ogni modo giustizia a quella che resta una pellicola di grande successo e molto particolare, un melodramma maturo puntellato dalle immortali note di Stelvio Cipriani e dall'Adagio per oboe e archi di Alessandro Marcello. Cominciamo quindi il viaggio e lasciatevi trascinare (se avete visto il film) dai ricordi. Perché se è vero che sul valore dello stesso i pareri sono contrastanti, sull'abilità nello scegliere le location solitamente tutti concordano.

 
In Bagno al Cinema

Hollywood Party bagno 250Andiamo in bagno diverse volte ogni giorno, eppure questa abituale attività non è rappresentata con corrispondente frequenza nel cinema. In particolare il tempo che dedichiamo alle necessità fisiologiche non viene abitualmente considerato in una storia. D'altro canto, anche nella storia dell'arte figurativa, della letteratura e del teatro, sono rarissimi gli esempi in cui si rappresenta questo genere di attività, da un lato oggetto di persistente pudore, dall'altro, momento di pausa per eccellenza, poco significativo nello sviluppo di una storia e sul quale si può dunque tranquillamente soprassedere. Eppure, come ambiente, il bagno una sua importanza ce l'ha nella nostra vita individuale e nello sviluppo stesso della nostra società. Nello spazio di un secolo siamo passati da bagni o latrine esterne, ai doppi/tripli servizi come indicatore di livello di sviluppo civile. Gli standard minimi di confortevolezza abitativa, passano dalla storia delle stanze da bagno.

 
Le nuove Canon riprogettate

Canon XA-25 okCanon per queste videocamere ha riprogettato completamente il sensore, il processore e l’ottica, offrendo tre prodotti caratterizzati da tecnologia avanzata che possono soddisfare le esigenze sia dell’amatore evoluto, a cui interesserà di certo la Legria HF G30 che il  professionista in cerca di compattezza, qualità e versatilità che guarderà la XA20 fino ai  broadcaster indipendenti per cui la XA25 è la soluzione migliore. Il trio di videocamere Canon ha in comune: il sensore CMOS HD PRO in formato 1/2.84 da 2,91 megapixel effettivi, l’ottica stabilizzata 20x con focale equivalente 26,8–576 mm f/1,8-f/2,8 con diaframma circolare a 8 lamelle, il display touch screen OLED da 3,5″ e 1.230.000 punti, il mirino elettronico (EVF) da 1.560.000 punti e 0,61 cm (0,24″) e infine il nuovo processore Digic DV4, con il quale è possibile effettuare una registrazione progressiva ad alto frame rate ed alto bitrate (fino a 50p – 28Mbps in AVCHD e fino a 50p – 35 Mbps in MP4), registrare in  simultanea di AVCHD e MP4 su due supporti di memoria diversi.

 
Un film di qualità: ma è del 1942

To be or not to be di Ernst Lubitsch 2Il caso del momento nelle sale italiane è un film del 1942, To be or not to be, capolavoro di un regista che ne girò parecchi, Ernst Lubitsch. Una satira del nazismo realizzata a Seconda Guerra Mondiale ancora in corso, ricca di intelligenza ed eleganza corrosive dietro l'apparenza soave.  Un film uscito ai tempi con il titolo Vogliamo vivere, che ora è stato ri-distribuito, restaurato, quasi per scommessa. E che in due settimane ha registrato 28.513 spettatori ed è il 14° film più visto in Italia. Ma, questo è clamoroso, è proiettato in soli 14 cinema in Italia. La media è di 2036 spettatori a sala.  Sapete quanti spettatori ha fatto il film più visto l'ultimo fine settimana, Star Trek-Into Darkness? 113.190. Ma è distribuito in 450 sale. La media spettatori fa 250. Dimezziamo pure il dato del film uscito una settimana prima, il rapporto è di circa 5 a 1 a favore di Lubitsch.

 
Come rispondere ad un annuncio di Casting

Cecilia Dazzi-300 DXSE in uno dei vari siti che annunciano Casting sia per Cortometraggi che lungometraggi, trovate un ruolo che si adatta, secondo voi, a voi stessi, non rispondete inviando via email alcune delle vostre foto, tra le numerose che avete, scelte a caso e con un curriculum vecchio.
Iniziamo dalle fotografie: quante ve ne vengono richieste? 3... allora non inviatene 15. E' un errore che indispone la casting. Se vi chiedono 3 foto, ad esempio: figura intera, mezzo busto, primo piano, cercate di trovarne 3 massimo 4 con quelle caratteristiche richieste: primo piano (cioè solo il viso), mezzo busto (cioè dalla vita in su) e figura intera (inquadratura dalla testa ai piedi). Se dalla descrizione del personaggio capite che è un tipo più triste o più allegro, inviate foto che rispondano alla descrizione.
Un punto negativo è il nome che date alle vostre foto... DSC_9055 2.JPG o DSC_0067B-N low (2).jpg o cam.nera sciolti seria..jpg a chi appartengono quelle foto? ad una sconosciuta. E la foto 295140_4371388893829_1240496397_n.jpg ? Non ridete, a noi ci sono arrivate così! Fotografie col nome  Senza titoljo-1.jpg o 1112 copia.jpg o 1.jpg fanno capire alla casting che sono foto fatte col telefonino od una macchinetta fotografica economica. E questo non è professionale.... (nella foto Cecilia Dazzi attrice in molti cortometraggi)

 
Scade il Gran Premio "ilCORTO.it FESTA INTERNAZIONALE DI ROMA 2013"

Assoc Cultur  ilCORTOit 300A fine mese scadono i termini per l'invio dei cortometraggi per l' Concorso di Cortometraggi organizzato dalla nostra Associazione Culturale ILCORTO.IT. La nuova edizione seguirà gli Obiettivi che ci hanno dato nel corso degli anni enorme riscontro sia in termini numerici, oltre 1300 opere inviate nell'ultima edizione, che qualitativa.
Il nostro Concorso si diversifica dagli altri perchè, come già è stato nel passato, vuole essere soprattutto un mezzo di ampia diffusione dei Cortometraggi. Il termine ultimo del Concorso è fissato al 31 ottobre 2013, ma, tra tutti i corti arrivati da gennaio in poi, saranno scelti, da una Giuria tecnica, cortometraggi da inserire in vari eventi che si svolgeranno durante tutto l’arco dell’anno.  Sono queste le possibilità in più che offriamo ai nostri concorrenti per divulgare i loro lavori.
Anticipiamo le caratteristiche che sono ben note a chi ha già partecipato alle precedenti edizioni:
- L'iscrizione è gratuita e la data di scadenza è il 31 OTTOBRE 2013.
- Sono previste tre sezioni: 1°) TEMA LIBERO; 2°) Tema fisso: "GLI ALTRI"; 3°) Tema fisso: "LAVORO SICURO". 
- Ogni cortometraggio deve avere durata massima di 75 minuti, inclusi i titoli di testa e di coda.
- Sono previsti premi specifici per i cortometraggi dei "Filmaker" (ovvero registi esordienti di cortometraggi con budget inferiore ai 1.000 euro).

Nota Bene: è in corso di pubblicazione l'elenco (ancora parziale) dei cortometraggi che hanno passato la 1° selezione.

 
Il festival Il Gusto della memoria a Bracciano

tram roma oldFino a sabato 14, presso l’archivio storico di Bracciano (Piazza Mazzini, 5), in provincia di Roma, la seconda edizione del festival Il Gusto della Memoria, diretto dalla regista e montatrice Cecilia Pagliarani e con l'organizzazione di Stefano Amadio. Ospite d’onore, il regista Gianni Amelio, che sarà presente per la serata di chiusura di sabato 14 settembre, di ritorno dalla presentazione de L’intrepido alla Mostra del Cinema di Venezia e al Toronto Film Festival.  Il gusto della memoria, descritto dalla direttrice come una tre giorni di ricordi e viaggi attraverso i film in formato ridotto - presenta, tra le novità della seconda edizione, il concorso internazionale Comeravamo Contest, primo concorso dedicato alla creazione di film con immagini d'archivio, articolato in tre sezioni: Fiction, con cortometraggi della durata massima di 12 minuti, quindi i Documentari, opere di reportage o di docu-fiction della durata massima di 30 minuti e infine la sezione Advertising dedicata a spot pubblicitari per prodotti attuali o vintage, della durata massima 45 secondi.
La specificità dei lavori presentati dal festival risiede nel fatto che tutti i film debbano contenere almeno il 60% di immagini di cinema amatoriale tratte dall’archivio nosarchives.com, archivio di cinema amatoriale che custodisce in full HD film realizzati tra il 1922 ed il 1984 girati in formato ridotto (8mm, 9,5mm, 16mm, 17,5mm, super8).

 
I film perduti

filmperduti2-350Migliaia di film sono andati persi, ma altre migliaia sono catalogati male: studiosi e appassionati provano a identificarli. Qual è il primo film di Alfred Hitchcock? Prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1939, dove girò gran parte delle sue opere più famose, Hitchcock lavorò per molti anni nel Regno Unito raggiungendo negli anni Trenta un grande successo.
Molti dei suoi primissimi film muti sono quasi sconosciuti e, con il passare degli anni, sono andati persi. Tra il 1923 e il 1924, ad esempio, il 24enne Hitchcock scrisse la sceneggiatura, fece da assistente regista, da direttore della fotografia e da montatore per un film diretto da Graham Cutts, un regista allora famoso, che si intitolava The White Shadow. È probabilmente il primo film in cui Hitchcock ha avuto un ruolo importante ma, per molti anni, è stato considerato perduto.

 
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