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 esempio idea soggetto 700

8. Dal pensiero interiore all’immagine

Un video non può mostrare direttamente ciò che un personaggio pensa, a meno che non utilizzi voce narrante, dialoghi o soluzioni grafiche.

Per questo motivo il soggetto deve tradurre i pensieri in comportamenti osservabili.

- Formulazione poco visiva

Lucia pensa che il figlio non le voglia più bene.

-- Formulazione più visiva

Lucia chiama il figlio, ma interrompe la telefonata prima che lui risponda. Quando appare il suo nome sullo schermo, nasconde il telefono sotto un cuscino.

- Formulazione poco visiva

Paolo ricorda la propria infanzia.

-- Formulazione più visiva

Paolo trova una vecchia macchinina sotto il letto, la pulisce con la manica e la fa scorrere sul pavimento come faceva da bambino.

- Formulazione poco visiva

Anna ha paura di invecchiare.

-- Formulazione più visiva

Prima di una videochiamata, Anna prova diversi filtri che le modificano il volto. Quando il filtro si disattiva accidentalmente, spegne la telecamera.

L’azione rende comprensibile il conflitto senza bisogno di spiegarlo continuamente.

 

9. Rendere il soggetto visivamente realizzabile

Una storia può essere bella sulla carta ma troppo difficile da trasformare in immagini coerenti, soprattutto quando viene realizzata in parte od interamente con l’Intelligenza Artificiale.

Durante la scrittura del soggetto occorre quindi valutare la fattibilità dei vari elementi determinanti.

- Numero dei personaggi

Ogni personaggio aggiuntivo aumenta i problemi di:

  • continuità del volto;
  • costumi;
  • interazione;
  • posizione;
  • sguardi;
  • dialoghi;
  • sincronizzazione.

Per un primo cortometraggio generativo è spesso preferibile utilizzare solamente uno o due personaggi principali.

- Numero delle ambientazioni

Una storia ambientata in dieci luoghi richiede dieci scenografie coerenti.

Un’unica ambientazione ben utilizzata può essere molto più efficace.

Una stanza può cambiare significato attraverso:

  • la luce;
  • l'ora del giorno;
  • la disposizione degli oggetti;
  • i rumori esterni;
  • i movimenti del personaggio;
  • la variazione del colore.

- Complessità delle azioni

Sono più difficili da generare le azioni di:

  • combattimenti;
  • corse;
  • balli complessi;
  • abbracci;
  • contatto fra più persone;
  • manipolazione precisa di piccoli oggetti;
  • folle;
  • trasformazioni anatomiche;
  • dialoghi prolungati.

Sono generalmente più controllabili, invece:

  • gli sguardi;
  • le attese;
  • le camminate lente;
  • le azioni singole;
  • i dettagli di oggetti;
  • le porte che si aprono;
  • i personaggi seduti;
  • i movimenti moderati della macchina da presa.

- Continuità temporale

Se la storia copre molti anni, sarà necessario modificare età, ambienti, abiti e aspetto dei personaggi nei vari anni.

Si può semplificare usando:

  • fotografie;
  • calendario;
  • voce narrante;
  • oggetti che cambiano;
  • ellissi;
  • brevi montaggi;
  • variazioni di luce.

- Dialoghi

Un soggetto pieno di conversazioni potrebbe risultare difficile da realizzare con volti e labiale coerenti.

Il dialogo può essere ridotto e sostituito da:

  • messaggi scritti;
  • telefonate fuori campo;
  • voce narrante;
  • lettere;
  • registrazioni;
  • silenzi;
  • gesti;
  • montaggio alternato.

 

10. Semplificare un’idea spettacolare senza perderne il valore

Immaginiamo questa idea:  Nel futuro, una guerra fra esseri umani ed Intelligenze Artificiali distrugge le principali città del mondo. Un esercito di robot combatte contro migliaia di soldati.

La realizzazione del video richiederebbe la creazione di:

  • città futuristiche;
  • folle;
  • eserciti;
  • mezzi;
  • esplosioni;
  • numerose azioni;
  • continuità complessa.

Possiamo mantenere il tema, ma cambiare il punto di vista.

Versione semplificata

Durante una guerra fra esseri umani e macchine, un vecchio tecnico rimane chiuso in una centrale elettrica insieme ad un piccolo robot danneggiato. Per riattivare l’energia della città deve decidere se riparare proprio la macchina che appartiene al nemico.

Ora la storia richiede:

  • un personaggio umano;
  • un robot;
  • una sola ambientazione;
  • pochi effetti;
  • un conflitto morale;
  • un obiettivo concreto.

Il mondo esterno può essere suggerito attraverso alcuni semplici elementi, come:

  • sirene;
  • comunicazioni radio;
  • lampi dalle finestre;
  • vibrazioni;
  • notiziari;
  • rumori lontani.

La storia è diventata più economica, ma anche più umana.

 

11. Esempio pratico completo: da un’intuizione al soggetto

L’intuizione iniziale

Una donna anziana continua a cucinare per il marito morto.

L’immagine è emotivamente forte, ma manca un evento.

Individuazione del tema

Il tema riguarda il lutto e la difficoltà di accettare una importante assenza.

Protagonista

Rosa, ottantadue anni, vive sola nella casa in cui ha trascorso tutta la vita matrimoniale.

Situazione iniziale

Ogni domenica prepara i ravioli seguendo la ricetta del marito Carlo ed apparecchia per due.

Evento scatenante

Una domenica arriva inaspettatamente la nipote Sofia, nove anni, che non vede da mesi.

Obiettivo

Rosa cerca di nascondere alla bambina la propria abitudine, perché teme di apparire confusa e fragile.

Ostacolo

Sofia nota il secondo piatto e comincia a fare domande.

Momento decisivo

Rosa deve scegliere se continuare a fingere oppure raccontare alla nipote perché cucina ancora per Carlo.

Finale

Sofia non elimina il secondo piatto. Lo sposta al centro e propone di dividere insieme la porzione del nonno.

Soggetto completo

Rosa, ottantadue anni, vive sola nella vecchia casa di famiglia. Ogni domenica mattina prepara i ravioli secondo la ricetta del marito Carlo, morto da quasi un anno. Nonostante la sua assenza, Rosa continua ad apparecchiare la tavola per due e a posare davanti alla sedia vuota il tovagliolo che Carlo utilizzava durante il pranzo.

Una domenica, mentre la cucina è piena di farina e vapore, Rosa riceve la visita inattesa della nipote Sofia, nove anni. La bambina è stata accompagnata dalla madre, che deve assentarsi per alcune ore. Rosa cerca rapidamente di nascondere il secondo piatto ed il tovagliolo, ma Sofia si accorge che la tavola era stata preparata per un’altra persona.

Durante la preparazione dei ravioli, Sofia continua a fare domande. Rosa risponde in modo evasivo, sostenendo di avere semplicemente sbagliato il numero dei piatti. Quando però la bambina trova sotto la sedia le pantofole del nonno, comprende che la nonna continua ad aspettarlo.

Rosa, inizialmente imbarazzata, confessa che preparare il pranzo della domenica le permette di sentire Carlo ancora vicino. Teme che, smettendo, possa perderne definitivamente il ricordo. Sofia ascolta senza giudicarla.

Al momento di mangiare, Rosa decide finalmente di togliere il secondo piatto. Sofia la ferma, lo mette al centro della tavola e divide la porzione del nonno fra loro due. Le due cominciano a mangiare mentre Rosa racconta alla nipote come Carlo preparava il ripieno.

Alla fine del pranzo, la sedia rimane vuota, ma non appare più come un’assenza da nascondere. È diventata il posto di un ricordo condiviso.

Perché il soggetto funziona

La storia presenta:

  • un personaggio principale;
  • un comportamento visibile;
  • un oggetto simbolico;
  • un evento che rompe la routine;
  • un conflitto emotivo;
  • una relazione;
  • una decisione;
  • un cambiamento finale.

È inoltre realizzabile con:

  • due personaggi;
  • una sola cucina;
  • pochi oggetti;
  • azioni semplici;
  • dialoghi limitati;
  • forte componente sonora e visiva.

 

12. Un secondo esempio: il rapporto fra regista ed Intelligenza Artificiale

Idea iniziale

Un regista usa l’Intelligenza Artificiale per realizzare il proprio film.

Questa formulazione descrive un’attività, ma non contiene ancora un conflitto.

Possibile sviluppo

Un giovane regista utilizza l’IA per ricevere consigli, ma gradualmente smette di prendere decisioni autonome.

Soggetto sintetico

Luca, ventisette anni, sta preparando il suo primo cortometraggio. Insicuro e con poche risorse, utilizza un assistente artificiale per sviluppare la sceneggiatura, scegliere le inquadrature e preparare il montaggio.

All’inizio i suggerimenti migliorano il progetto. Luca comincia però a consultare l’IA per ogni decisione, compresi il tono degli attori, il colore delle scene ed il finale della storia. Quando l’assistente gli propone di eliminare dal film una scena legata ad un ricordo personale, giudicandola poco efficace per il pubblico, Luca accetta.

Durante la prima proiezione, il cortometraggio appare formalmente perfetto, ma Luca non riconosce più nulla di sé nel film. Torna nello studio, riapre il progetto e recupera la scena eliminata.

L’assistente artificiale gli segnala che quella scelta ridurrà probabilmente l’efficacia del video. Luca risponde che preferisce un film imperfetto che gli appartenga ad un film perfetto realizzato dalla IA al suo posto.

Il cortometraggio termina con Luca che spegne i suggerimenti automatici e ricomincia a montare come vuole lui. L’IA rimane disponibile sullo sfondo, non più come autrice, ma come strumento.

Elemento centrale

Il conflitto non è fra uomo e macchina in senso spettacolare. È fra delega e responsabilità creativa.

 

13. Come scrivere materialmente il soggetto

Il soggetto viene generalmente scritto:

  • al tempo presente;
  • in terza persona;
  • con linguaggio chiaro;
  • seguendo l’ordine degli avvenimenti;
  • senza dialoghi estesi;
  • senza descrizioni tecniche delle inquadrature;
  • senza nascondere il finale.

Si scrive:  Marco entra nella stanza e trova la finestra aperta.

Non:  Marco entrò nella stanza e aveva trovato la finestra aperta.

Il presente rende il racconto più diretto.

- Evitare indicazioni da sceneggiatura tecnica

Nel soggetto non è necessario scrivere:

Primo piano di Marco. Carrellata verso la finestra. Stacco sul dettaglio della tenda.

Queste decisioni appartengono a fasi successive.

Nel soggetto è sufficiente scrivere:  Marco entra nella stanza e nota che la finestra, che aveva chiuso prima di uscire, è nuovamente aperta.

- Evitare il linguaggio letterario eccessivo

Un soggetto non deve trasformarsi in un romanzo.

Formulazione troppo letteraria:  Il tramonto avvolge la stanza in un manto vermiglio, mentre il cuore spezzato di Laura precipita nell’abisso della memoria.

Formulazione più utile per i nostri scopi:  Al tramonto, Laura entra nella camera del figlio morto. Per la prima volta prova ad accendere il piccolo paralume giallo rimasto sul comodino.

La seconda frase contiene un’azione concreta ed un’immagine utilizzabile visivamente.

 

14. Problemi frequenti e possibili soluzioni

- Problema: ho un tema, ma non una storia

Esempio:  Voglio parlare della paura del futuro.

Soluzione:

Assegnare la paura ad un personaggio e trasformarla in un problema concreto.

Una studentessa riceve una lettera che le comunica l’ammissione all’università che desiderava, ma non riesce ad aprirla perché teme di dover lasciare la propria città.

Ora il tema produce un’azione.

- Problema: il protagonista non vuole nulla

Un personaggio che si limita ad osservare rischia di diventare passivo.

Soluzione:

Dargli un obiettivo.

Non:  Un uomo vive solo e ricorda il passato.

Ma:  Un uomo cerca una fotografia scomparsa prima di vendere la casa di famiglia.

La ricerca produce movimento.

- Problema: non esiste un ostacolo

Se il protagonista ottiene immediatamente ciò che vuole, la storia termina prima di svilupparsi.

Soluzione:

Creare una difficoltà significativa.

La fotografia è stata ritagliata e manca proprio la persona che l’uomo vuole ricordare.

- Problema: ci sono troppi personaggi

Molti personaggi richiedono presentazione e sviluppo.

Soluzione:

Unire più funzioni narrative in una sola figura.

Invece di avere un fratello, un vicino ed un amico che aiutano il protagonista, si può creare un unico vicino che conosce il passato della famiglia.

- Problema: il soggetto contiene soltanto atmosfera

Esempio:  Una città notturna, pioggia, luci al neon, un investigatore malinconico.

L’atmosfera è chiara, ma manca la vicenda.

Soluzione:

Aggiungere un obiettivo:  Un investigatore segue un uomo che sospetta essere coinvolto nella scomparsa di sua figlia.

- Problema: il finale non è definito

Un finale aperto può essere efficace, ma non deve derivare dall’incapacità di scegliere.

Soluzione:

Stabilire almeno quale decisione compie il protagonista.

Lo spettatore può non sapere che cosa accadrà dopo, ma deve comprendere che cosa il personaggio ha scelto.

- Problema: la storia dipende da troppe spiegazioni

Se il pubblico comprende tutto soltanto attraverso lunghi dialoghi, il racconto rischia di essere poco visivo.

Soluzione:

Trasformare le informazioni in:

  • oggetti;
  • azioni;
  • fotografie;
  • luoghi;
  • registrazioni;
  • cambiamenti nell’ambiente;
  • comportamenti.

- Problema: la storia è troppo complessa per gli strumenti disponibili

Soluzione:

Non eliminare necessariamente il tema. Ridurre la sua rappresentazione.

Una rivoluzione può essere raccontata attraverso una famiglia chiusa in casa.

Un viaggio nello spazio può essere raccontato dalla cabina di un astronauta.

La fine del mondo può essere suggerita da un ultimo programma radiofonico.

 

15. Utilizzare l’Intelligenza Artificiale durante lo sviluppo del soggetto

L’IA può essere utile per:

  • proporre varianti;
  • individuare incoerenze;
  • suggerire ostacoli;
  • confrontare finali;
  • semplificare ambientazioni;
  • ridurre il numero dei personaggi;
  • verificare se la storia è visivamente rappresentabile;
  • creare differenti versioni della logline;
  • analizzare punti deboli.

Non dovrebbe però decidere automaticamente quale storia raccontare.

Una richiesta utile potrebbe essere:  Analizza questo soggetto ed indica quali passaggi risultano poco visivi, quali azioni sono troppo complesse da realizzare e quali personaggi potrebbero essere eliminati senza perdere il tema.

Una richiesta meno utile sarebbe:  Scrivi una storia bellissima e originale che piaccia a tutti.

La seconda formulazione non contiene criteri precisi e tende a produrre risultati generici.

L’autore dovrebbe utilizzare l’IA come interlocutore critico, non come sostituto della propria intenzione.

 

16. Una scheda pratica per costruire il soggetto

Prima di scrivere il testo completo, è possibile compilare questa traccia guida.

Titolo provvisorio:

Come si chiama temporaneamente il progetto?

Tema:

Di che cosa parla profondamente?

Protagonista:

Chi vive la storia in prima persona?

Condizione iniziale:

Come vive prima dell’evento principale?

Desiderio:

Che cosa vuole ottenere?

Evento scatenante:

Che cosa rompe l’equilibrio?

Ostacolo esterno:

Che cosa impedisce materialmente il raggiungimento dell’obiettivo?

Ostacolo interiore:

Quale paura, colpa o limite deve superare?

Azione principale:

Che cosa fa concretamente?

Momento decisivo:

Quale scelta deve compiere?

Finale:

Come termina la vicenda?

Cambiamento:

Che cosa è diverso rispetto all’inizio?

Immagine conclusiva:

Quale immagine potrebbe riassumere il significato della storia?

 

17. Esercizio pratico

Partire da questa intuizione:  Una bambina trova un vecchio registratore.

Svilupparla attraverso alcune domande.

Chi è la bambina?

Sofia, dieci anni, trascorre l’estate nella casa della nonna.

Che cosa trova?

Un piccolo registratore a cassette nascosto in un armadio.

Che cosa contiene?

La voce della madre quando aveva la stessa età di Sofia.

Che cosa vuole Sofia?

Vuole scoprire perché la madre non ha mai parlato della propria infanzia.

Quale ostacolo incontra?

La cassetta è danneggiata e la nonna non vuole che venga ascoltata.

Qual è il segreto?

La registrazione contiene la voce del fratello della madre, morto da bambino.

Qual è il momento decisivo?

Sofia deve scegliere se ascoltare di nascosto l’ultima parte oppure chiedere alla nonna di farlo insieme.

Qual è il finale?

La bambina porta il registratore alla nonna. Le due ascoltano la voce del bambino e, per la prima volta, la nonna racconta quella storia.

L’idea iniziale è diventata una vicenda completa, visiva e realizzabile con:

  • due personaggi;
  • una casa;
  • un registratore;
  • una voce fuori campo;
  • poche azioni;
  • forte valore emotivo.

 

18. Verifica finale del soggetto

Prima di considerare conclusa questa fase, è utile controllare il testo attraverso alcune domande.

Il protagonista è chiaramente riconoscibile?

Vuole qualcosa di concreto?

Accade un evento che modifica la situazione?

Esiste un ostacolo?

La storia procede attraverso azioni e non soltanto spiegazioni?

Ogni passaggio conduce al successivo?

Il finale è definito?

Il protagonista cambia, comprende qualcosa o prende una decisione?

La storia può essere rappresentata con le risorse disponibili?

Il numero di personaggi ed ambientazioni è controllabile?

Il tema emerge dalla vicenda oppure viene soltanto dichiarato?

Esiste almeno un’immagine forte che lo spettatore potrebbe ricordare?

Quando la maggior parte delle risposte è positiva, l’idea è probabilmente diventata un soggetto sufficientemente solido.


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Quindi passare dall’idea al soggetto significa trasformare una possibilità in una storia.

L’idea può essere vaga, emotiva, astratta od incompleta. Il soggetto, invece, deve rendere chiaro chi agisce, che cosa desidera, quale difficoltà affronta e come la vicenda termina.

Per il video realizzato con l’Intelligenza Artificiale, il soggetto deve possedere anche una qualità ulteriore: deve essere concretamente traducibile in immagini coerenti.

Questo richiede attenzione al numero dei personaggi, alle ambientazioni, alla complessità delle azioni, alla continuità ed alla durata del progetto.

Una storia semplice non è necessariamente una storia povera. Un solo personaggio, un oggetto ed una stanza possono contenere un conflitto profondo, purché esistano un desiderio, un ostacolo ed una trasformazione.

L’Intelligenza Artificiale può proporre molte immagini e molte varianti. La responsabilità dell’autore consiste nel scegliere quali appartengono veramente alla storia.

Il passaggio decisivo avviene quando l’autore smette di chiedersi soltanto:  Quale immagine vorrei creare?

e comincia a domandarsi: Che cosa deve accadere perché questa immagine acquisti un significato?

È in quel momento che l’intuizione comincia a diventare cinema.