Realizzare un Cortometraggio
con l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Articolo 6
Preparare lo storyboard

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Dopo aver scritto la sceneggiatura narrativa e averla trasformata in una sceneggiatura tecnica suddivisa in campi, piani, dettagli e movimenti di macchina, è necessario compiere un ulteriore passaggio: vedere il cortometraggio prima di realizzarlo.

Lo strumento che permette di farlo è lo storyboard.

Lo storyboard è una rappresentazione visiva, ordinata e progressiva, delle principali inquadrature previste per una scena. Può essere composto da disegni accurati, schizzi elementari, fotografie, immagini generate con l’Intelligenza Artificiale, collage o semplici figure stilizzate. Il suo valore non dipende dalla qualità artistica del disegno, ma dalla sua capacità di comunicare con chiarezza:

  • dove si trova la macchina da presa;
  • che cosa entra nell’inquadratura;
  • quali personaggi sono presenti;
  • dove guardano e come si muovono;
  • quali oggetti devono essere visibili;
  • come un piano si collega al successivo;
  • quale ritmo avrà la sequenza.

Molte persone rinunciano a preparare uno storyboard perché pensano di non saper disegnare. È un errore. Lo storyboard non è un’opera destinata a una mostra. È uno strumento di progettazione e controllo.

Anche un rettangolo contenente due cerchi, alcune frecce ed una porta può essere sufficiente, purché permetta di comprendere la scena.

Quando si lavora con l’Intelligenza Artificiale, lo storyboard diventa ancora più importante. I sistemi generativi possono creare immagini spettacolari, ma non garantiscono automaticamente continuità, chiarezza spaziale, coerenza dei personaggi e progressione narrativa. Lo storyboard impedisce di generare immagini casuali e costringe l’autore a stabilire, prima della produzione, quali immagini siano veramente necessarie.


* Che cos’è realmente uno storyboard

Uno storyboard è una sequenza di riquadri che rappresentano le inquadrature previste per il film. Ogni riquadro corrisponde generalmente ad una inquadratura o ad una fase significativa di un’inquadratura.

Sotto od accanto al disegno possono essere riportate informazioni come:

  • numero della scena;
  • numero dell’inquadratura;
  • tipo di campo o piano;
  • azione del personaggio;
  • movimento della macchina;
  • parte del dialogo;
  • rumori;
  • musica;
  • durata prevista;
  • indicazioni per il montaggio;
  • prompt da utilizzare con l’IA.

Lo storyboard deve essere considerato una prima versione visiva del cortometraggio.

La sceneggiatura dice:  Un uomo anziano percorre lentamente il corridoio del condominio e fa scivolare un biglietto sotto una porta chiusa.

Lo storyboard mostra:

  1. il corridoio visto in profondità;
  2. l’uomo che avanza;
  3. il suo volto esitante;
  4. la mano che stringe il biglietto;
  5. la porta chiusa;
  6. l’uomo che si china;
  7. il foglio che passa sotto la porta;
  8. l’uomo che rimane immobile in attesa.

Il passaggio dal testo alle immagini chiarisce immediatamente se la scena funziona, se manca qualche informazione e se l’azione è comprensibile.

 

* Lo storyboard non serve ad illustrare tutto

Uno degli errori più comuni consiste nel confondere lo storyboard con un fumetto completo.

Il fumetto è un’opera destinata al lettore. Ogni vignetta deve essere leggibile e spesso contiene dialoghi, didascalie ed elementi grafici elaborati.

Lo storyboard, invece, è uno strumento operativo. Non è necessario disegnare ogni minimo gesto. Bisogna rappresentare soprattutto i cambiamenti significativi, come:

  • cambio di inquadratura;
  • cambio di posizione;
  • entrata od uscita di un personaggio;
  • comparsa di un oggetto importante;
  • movimento della macchina;
  • variazione emotiva;
  • punto di svolta;
  • raccordo necessario al montaggio.

Se un personaggio rimane seduto e pronuncia tre battute nella stessa inquadratura, non occorrono necessariamente tre disegni. Un solo riquadro può essere sufficiente, accompagnato da una nota.

Se invece il personaggio si alza, attraversa la stanza ed apre una finestra mentre la macchina lo segue, può essere utile rappresentare almeno tre momenti:

  1. posizione iniziale;
  2. movimento intermedio;
  3. posizione finale.

 

* Perché lo storyboard è ancora più importante con l’IA

Nella produzione tradizionale una troupe può adattarsi durante le riprese. Il regista può spostare l’attore, cambiare un obiettivo o chiedere una nuova interpretazione.

Con l’Intelligenza Artificiale, ogni modifica può richiedere una nuova generazione. Se la progettazione non è chiara, si rischia di produrre decine di immagini non raccordabili.

Lo storyboard riduce questo problema perché permette di definire prima:

  • quali inquadrature devono essere generate;
  • quali possono essere riprese dal vero;
  • quali possono essere ottenute da fotografie;
  • quali richiedono un movimento;
  • quali possono rimanere fisse;
  • quali dettagli serviranno per coprire eventuali errori;
  • quali immagini sono indispensabili e quali soltanto decorative.

Inoltre, aiuta a prevenire incoerenze molto frequenti, come:

  • un personaggio che cambia posto;
  • una porta che appare prima a destra e poi a sinistra;
  • un oggetto che scompare;
  • uno sguardo orientato nella direzione sbagliata;
  • una luce che cambia senza motivo;
  • un abito differente tra due immagini;
  • una stanza che assume proporzioni nuove;
  • un movimento che non può raccordarsi con quello successivo.


* Non bisogna saper disegnare

Per preparare uno storyboard efficace è sufficiente saper rappresentare alcune forme basilari.

Un personaggio può essere disegnato con:

  • un cerchio per la testa;
  • una linea per il busto;
  • due linee per le braccia;
  • due linee per le gambe;
  • un piccolo triangolo per indicare la direzione del naso;
  • due punti per gli occhi;
  • una freccia per lo sguardo.

Una stanza può essere indicata con pochi elementi:

  • il rettangolo della porta;
  • un quadrato per la finestra;
  • il tavolo visto dall’alto;
  • due sedie;
  • linee prospettiche essenziali.

La cosa più importante è che si capisca la relazione tra i vari soggetti.

Per esempio, per rappresentare un dialogo tra Marta ed il padre è sufficiente mostrare:

  • Marta sul lato sinistro;
  • il padre sul lato destro;
  • due frecce opposte per indicare gli sguardi;
  • una linea centrale che rappresenti il tavolo;
  • un rettangolo piccolo per la lettera.

Il disegno può essere molto semplice, ma deve mantenere coerenti le posizioni.

 

* Diversi modi per realizzare uno storyboard

Non esiste un solo metodo. Ogni autore può scegliere lo strumento più adatto alle proprie capacità e al proprio progetto.

- Lo storyboard disegnato a mano

È il metodo più immediato.

Occorrono soltanto:

  • alcuni fogli;
  • una matita;
  • una gomma;
  • un eventuale righello;
  • un pennarello;
  • eventualmente alcune matite colorate.

Il vantaggio principale è la velocità. Non è necessario imparare un programma e poi si può correggere immediatamente una posizione.

Il colore può essere utilizzato soltanto quando ha un valore narrativo. Per esempio. usare il colore:

  • rosso per un oggetto pericoloso;
  • giallo per una lampada significativa;
  • blu per una luce notturna;
  • verde per identificare un personaggio.

Non è necessario colorare tutto.

- Lo storyboard con figure stilizzate

Si possono utilizzare sagome già pronte: personaggi in piedi, seduti, di profilo, di spalle od in movimento.

Le sagome possono essere stampate, ritagliate e collocate all’interno dei riquadri.

Questo metodo è utile quando si vuole lavorare soprattutto sulla composizione e non sul disegno.

- Lo storyboard fotografico

È possibile anche fotografare persone reali che simulano le posizioni previste.

Non servono gli attori definitivi, i costumi corretti o la location finale. Si possono utilizzare amici, familiari o componenti della troupe.

Per esempio, per studiare una scena in cucina si può:

  1. scegliere una cucina simile;
  2. collocare due persone al tavolo;
  3. fotografare un campo totale;
  4. fotografare i primi piani;
  5. fotografare i dettagli delle mani;
  6. ordinare le immagini secondo la scena.

Questo procedimento è chiamato spesso photoboard.

Il photoboard è particolarmente utile per capire:

  • l'altezze della macchina;
  • le linee degli sguardi;
  • gli ingombri;
  • la posizione delle luci;
  • le distanze;
  • le possibilità reali della location.

- Lo storyboard realizzato con fotografie di riferimento

Le immagini possono provenire da archivi personali, fotografie di location, fotogrammi di film o immagini create appositamente.

Non devono necessariamente rappresentare esattamente i personaggi. Possono servire per definire:

  • l'atmosfera;
  • il tipo di luce;
  • la composizione;
  • le distanze;
  • il colore;
  • la prospettiva.

Occorre però evitare di trasformare la raccolta di riferimenti in una semplice moodboard. La moodboard comunica uno stile generale; lo storyboard comunica una successione precisa di inquadrature.

- Lo storyboard generato con l’Intelligenza Artificiale

È possibile generare ogni riquadro attraverso prompt specifici.

Questo metodo permette di ottenere immagini molto vicine al risultato desiderato, ma richiede attenzione alla coerenza.

Bisogna mantenere costanti:

  • la descrizione dei personaggi;
  • gli abiti;
  • l'ambientazione;
  • l'ora del giorno;
  • la direzione della luce;
  • la posizione dei personaggi;
  • il formato;
  • lo stile visivo.

È preferibile generare prima un’immagine di riferimento per ciascun personaggio e per la location. Queste immagini fungeranno da base per le successive.

- Lo storyboard ibrido

È spesso la soluzione migliore.

Si possono combinare:

  • schizzi fatti a mano;
  • fotografie;
  • immagini IA;
  • frecce aggiunte digitalmente;
  • note testuali;
  • planimetrie;
  • riferimenti di colore.

Non esiste alcun obbligo di uniformità artistica. Lo scopo è progettare bene il film.

 

* Il formato dello storyboard

Poiché il cortometraggio verrà realizzato in un determinato rapporto d’aspetto, anche i riquadri dello storyboard dovrebbero rispettarlo.

Se il film sarà in formato orizzontale 16:9, i riquadri dovranno avere proporzioni orizzontali.

Se il film sarà verticale 9:16, i riquadri dovranno essere verticali.

Questa scelta è fondamentale perché la composizione cambia profondamente.

Nel formato 16:9 è più facile:

  • collocare due personaggi affiancati;
  • mostrare ambienti larghi;
  • utilizzare la profondità laterale;
  • costruire campi e controcampi tradizionali.

Nel formato 9:16 è invece più naturale:

  • sovrapporre elementi in altezza;
  • mostrare una persona intera;
  • utilizzare scale, ascensori, corridoi e porte;
  • valorizzare il rapporto tra basso e alto;
  • lavorare con primi piani e figure isolate.

Disegnare lo storyboard nel formato corretto evita di scoprire troppo tardi che una composizione non funziona.

 

* Che cosa deve contenere ogni riquadro

Ogni vignetta dovrebbe fornire almeno cinque informazioni.

1. La dimensione dell’inquadratura

Bisogna indicare se si tratta della ripresa di un:

  • campo lunghissimo;
  • campo lungo;
  • campo totale;
  • figura intera;
  • piano americano;
  • piano medio;
  • primo piano;
  • primissimo piano;
  • dettaglio;
  • particolare.

2. La posizione dei personaggi

Deve essere chiaro:

  • chi è a sinistra;
  • chi è a destra;
  • chi è vicino alla macchina;
  • chi è sullo sfondo;
  • chi è seduto;
  • chi è in piedi.

3. La direzione dello sguardo

Un piccolo triangolo per il naso o una freccia può indicare dove guarda il personaggio.

Questa informazione è essenziale nei dialoghi.

4. L’azione principale

Sotto il disegno è possibile scrivere:  Marta entra e si ferma.

oppure:  Il padre nasconde la lettera.

L’azione deve essere semplice ed immediatamente leggibile.

5. Il movimento

Le frecce possono rappresentare:

  • il movimento dell’attore;
  • il movimento di un oggetto;
  • una panoramica;
  • una carrellata;
  • lo zoom;
  • l'inclinazione della camera.

È importante distinguere il movimento interno all’inquadratura dal movimento della macchina.

 

* Come rappresentare graficamente i movimenti

Lo storyboard utilizza alcuni segni convenzionali, ma possono essere personalizzati purché rimangano comprensibili.

Movimento del personaggio

Una freccia vicino al corpo indica la direzione.

Per esempio:  Marta → porta

Panoramica

Una freccia curva ai lati del riquadro indica che la macchina ruota.

Si può anche disegnare un riquadro molto largo e segnare il punto di partenza e quello di arrivo.

Carrellata in avanti

Le frecce convergono verso il soggetto, oppure si possono disegnare due riquadri:

  • posizione iniziale;
  • posizione finale più ravvicinata.

Carrellata laterale

Una freccia orizzontale sotto il riquadro indica che la macchina accompagna il personaggio.

Zoom

Si può disegnare un riquadro interno più piccolo, mostrando l’area verso la quale si restringerà l’immagine.

Cambio di fuoco

Si possono indicare due soggetti con le scritte:

fuoco sul volto;

passaggio di fuoco sulla fotografia.

 

* Dal copione tecnico allo storyboard

Lo storyboard non deve nascere casualmente. Deve derivare dalla sceneggiatura tecnica.

Prendiamo questa divisione:

N.InquadraturaAzione
1Campo totale del corridoio   L’uomo anziano avanza verso una porta
2Piano medioStringe un biglietto nella mano
3Primo pianoGuarda la porta con esitazione
4DettaglioSul foglio è visibile una frase scritta a mano   
5Figura interaL’uomo si china
6DettaglioFa scivolare il foglio sotto la porta
7Primo pianoRimane in ascolto
8Campo lungoSi allontana nel corridoio


Per trasformarla in storyboard occorre disegnare otto riquadri.

Non è necessario riprodurre il corridoio con precisione in ogni vignetta. È sufficiente mantenere costanti alcuni elementi:

  • la porta centrale;
  • le altre porte laterali;
  • la direzione del corridoio;
  • la posizione della luce;
  • il lato dal quale arriva l’uomo.

 

* Esempio pratico: il biglietto sotto la porta

Riquadro 1 - Stabilire il luogo

Campo lungo del corridoio.

La porta destinataria è al centro o leggermente spostata verso destra. L’uomo appare piccolo sul fondo.

Funzione: mostrare la distanza e la solitudine.

Riquadro 2 - Avvicinamento

Figura intera dell’uomo.

Cammina lentamente verso la porta. Tiene il foglio abbassato lungo il fianco.

Funzione: rendere visibile l’azione senza rivelare ancora il contenuto.

Riquadro 3 - L’incertezza

Primo piano.

L’uomo osserva la porta. Lo sguardo è esitante, ma non melodrammatico.

Funzione: far comprendere il peso emotivo del gesto.

Riquadro 4 - Il biglietto

Dettaglio della mano e del foglio.

Non è necessario rendere leggibile l’intero messaggio. Può bastare una frase o una firma.

Funzione: attirare l’attenzione sull’oggetto narrativo.

Riquadro 5 - Il gesto

Figura intera o piano americano dal lato.

L’uomo si piega lentamente.

Funzione: mostrare la difficoltà fisica e la determinazione.

Riquadro 6 - Il passaggio

Dettaglio radente al pavimento.

Il biglietto attraversa lo spazio sotto la porta.

Funzione: trasformare un gesto ordinario in un momento narrativamente importante.

Riquadro 7 - L’attesa

Primo piano o piano medio.

L’uomo resta immobile, ascolta e guarda verso il basso.

Funzione: creare una sospensione.

Riquadro 8 - La conclusione

Campo lungo.

L’uomo si allontana. Il foglio non è più visibile perché si trova dall’altra parte.

Funzione: concludere la sequenza lasciando aperta la domanda: chi troverà il biglietto?

 

* Controllare la composizione

La composizione stabilisce come vengono distribuiti gli elementi dentro il quadro.

Lo storyboard permette di verificare se l’immagine è leggibile prima di girarla o di generarla.

Bisogna osservare:

  • posizione del soggetto;
  • quantità di spazio vuoto;
  • linee dell’ambiente;
  • rapporto tra primo piano e sfondo;
  • presenza di oggetti importanti;
  • equilibrio o squilibrio visivo;
  • direzione dello sguardo.

- La regola dei terzi

Il quadro può essere immaginato diviso da due linee verticali e due orizzontali.

I punti di intersezione sono zone visivamente forti. Collocare il volto od un oggetto su uno di questi punti può rendere la composizione più dinamica.

Non è una legge obbligatoria. Un personaggio può essere collocato al centro per comunicare:

  • rigidità;
  • isolamento;
  • controllo;
  • simmetria;
  • oppressione.

- Lo spazio dello sguardo

Se un personaggio guarda verso destra, è generalmente utile lasciare più spazio davanti al suo sguardo.

Un volto collocato sul bordo destro che guarda ancora più a destra può produrre una sensazione di chiusura. Questo può essere corretto oppure intenzionale, ma deve essere deciso.

- Lo spazio sopra la testa

Troppo spazio sopra la testa può far apparire il personaggio piccolo o schiacciato verso il basso.

Troppo poco spazio può rendere l’inquadratura soffocante.

Lo storyboard permette di verificare questo rapporto.

- Le linee guida

Corridoi, tavoli, scale e pareti possono condurre l’occhio verso il soggetto.

Nel corridoio condominiale, le linee delle pareti e del pavimento convergono verso la porta. Questa prospettiva rende la porta il centro narrativo della scena.

 

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