Realizzare un Cortometraggio con
l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Articolo 5
La sceneggiatura tecnica e la divisione in inquadrature

Dopo aver definito l’idea, scritto il soggetto, costruito i personaggi e sviluppato la sceneggiatura narrativa, arriva un passaggio decisivo: trasformare le parole in immagini precise.
La sceneggiatura narrativa racconta ciò che accade.
La sceneggiatura tecnica stabilisce invece come lo spettatore vedrà e ascolterà ciò che accade.
È in questa fase che una scena viene suddivisa in campi, piani, dettagli, movimenti di macchina, azioni, suoni e durate. Il testo letterario viene trasformato in una successione concreta di inquadrature realizzabili con una cinepresa, con uno smartphone, con un programma di animazione oppure con strumenti di Intelligenza Artificiale generativa.
Questo passaggio è importante in qualsiasi produzione cinematografica, ma diventa ancora più necessario quando si utilizzano sistemi di IA. Un generatore di immagini o di video, infatti, lavora meglio quando gli viene chiesta un’azione visiva semplice, chiara e circoscritta, non quando deve interpretare un’intera scena complessa con molti personaggi, spostamenti, dialoghi e cambiamenti emotivi.
La divisione in inquadrature non è quindi soltanto un procedimento tecnico. È il momento nel quale il regista comincia davvero a costruire il suo film.
* Dalla sceneggiatura narrativa alla sceneggiatura tecnica
Immaginiamo una scena scritta in forma narrativa: Marta entra in cucina. Trova suo padre seduto al tavolo con una vecchia lettera tra le mani. I due si guardano senza parlare. Marta si avvicina. Il padre nasconde rapidamente la lettera sotto il giornale.
Questa descrizione ci dice che cosa accade, ma non ci dice ancora come mostrarlo.
La scena potrebbe essere rappresentata con una sola inquadratura lunga, riprendendo contemporaneamente Marta, il padre e il tavolo. Oppure potrebbe essere suddivisa in molte immagini:
- un campo totale della cucina;
- un piano medio di Marta che entra;
- un primo piano del padre;
- un dettaglio della lettera;
- un controcampo sullo sguardo di Marta;
- un dettaglio della mano che nasconde il foglio;
- un nuovo primo piano di Marta, che comprende che il padre le sta nascondendo qualcosa.
La storia è la stessa, ma il modo di percepirla cambia completamente.
Nella prima soluzione lo spettatore osserva la situazione con una certa libertà. Nella seconda viene guidato dal montaggio e dai dettagli scelti dal regista.
La sceneggiatura tecnica deve quindi rispondere ad alcune domande fondamentali:
Dove si trova la macchina da presa?
Che cosa mostra esattamente?
Quanto è vicina al personaggio?
La macchina rimane ferma oppure si muove?
Quale azione deve avvenire dentro l’inquadratura?
Quanto dura il piano?
Quale suono accompagna l’immagine?
Come si collega questa inquadratura alla successiva?
* Che cos’è un’inquadratura
L’inquadratura è l’unità visiva fondamentale del cinema. È ciò che viene registrato tra l’inizio e la fine di una ripresa, oppure tra due tagli di montaggio.
Una scena può essere composta da una sola inquadratura oppure da decine di inquadrature.
La scelta dipende dal ritmo, dal genere, dalla complessità dell’azione e dal significato che il regista vuole attribuire al momento.
Una conversazione tra due persone può essere ripresa con:
- un unico piano sequenza;
- un campo e controcampo;
- un’inquadratura a due;
- una serie di primi piani;
- una combinazione di piani larghi, medi e dettagli.
Non esiste una soluzione universalmente corretta. Esiste una soluzione più adatta alla funzione drammatica della scena.
Quando si lavora con l’Intelligenza Artificiale, però, è generalmente consigliabile progettare inquadrature brevi e semplici, nelle quali avvenga una sola azione principale.
Per esempio, è più facile generare: Una donna entra lentamente in una cucina vuota e si ferma davanti al tavolo.
piuttosto che: Una donna entra, si toglie il cappotto, discute con un uomo, prende una lettera, si siede, piange e poi esce dalla porta sul fondo.
La seconda richiesta contiene troppe azioni, cambiamenti fisici e trasformazioni emotive. L’IA potrebbe confondere la posizione dei personaggi, modificare i volti, far sparire oggetti o produrre movimenti innaturali.
La sceneggiatura tecnica deve quindi scomporre l’azione complessa in microazioni visive controllabili.
* Campi e piani: quanto spazio mostrare
La prima scelta da compiere riguarda la distanza apparente tra la macchina da presa e il soggetto.
Quando l’inquadratura mette in evidenza soprattutto l’ambiente, si parla generalmente di campo. Quando concentra l’attenzione sulla figura umana, si parla di piano.
- Il campo lunghissimo
Il campo lunghissimo mostra un ambiente molto vasto. I personaggi possono essere piccoli o quasi indistinguibili.
Può servire a presentare:
- una città;
- un paesaggio;
- una montagna;
- una periferia;
- una strada deserta;
- un edificio isolato.
In un cortometraggio può essere usato come inquadratura di apertura per stabilire immediatamente il luogo.
Esempio: Campo lunghissimo di una città all’alba. Le strade sono quasi vuote. In lontananza, una sola automobile attraversa il ponte.
Per l’IA è una richiesta relativamente semplice, purché non si pretenda di riconoscere chiaramente il protagonista dentro un’inquadratura così ampia.
- Il campo lungo
Il campo lungo mostra l’ambiente, ma permette di riconoscere meglio il personaggio e la sua posizione nello spazio.
Esempio: Campo lungo di un uomo che cammina solo lungo il marciapiede davanti a una stazione chiusa.
È utile per mostrare il rapporto tra personaggio e ambiente. Può comunicare isolamento, fragilità, distanza o pericolo.
- Il campo totale
Il campo totale mostra interamente lo spazio principale della scena e tutti i personaggi presenti.
In una cucina può comprendere il tavolo, la porta, la finestra, i mobili e le persone.
È spesso utilizzato come master shot, cioè come inquadratura generale di sicurezza che contiene tutta l’azione.
Esempio: Campo totale della cucina. Marta entra dalla porta a sinistra. Il padre è seduto al tavolo sulla destra.
Il campo totale è molto utile anche per orientare lo spettatore prima di passare ad immagini più ravvicinate.
Con l’IA, tuttavia, un campo totale con molti personaggi e numerosi oggetti può diventare difficile da mantenere coerente. Occorre evitare di sovraccaricare la scena.
- La figura intera
La persona è ripresa dalla testa ai piedi. L’ambiente rimane visibile, ma il personaggio acquista maggiore importanza.
È adatta per:
- entrate e uscite;
- movimenti corporei;
- azioni fisiche;
- presentazioni del personaggio;
- cambiamenti di postura.
Esempio: Figura intera di Marta che entra, chiude la porta e si ferma.
- Il piano americano
Il personaggio viene ripreso generalmente dalle ginocchia o da metà coscia in su.
È un’inquadratura molto utile perché mostra contemporaneamente il volto, le mani e parte del corpo. Permette quindi di vedere sia l’espressione sia il gesto.
Esempio: Piano americano del padre. Tiene una lettera nella mano destra e guarda verso la porta.
In un corto realizzato con l’IA, il piano americano è spesso più gestibile del campo totale perché riduce la quantità di ambiente da generare, senza limitarsi al solo volto.
- Il piano medio
Il personaggio viene ripreso approssimativamente dalla vita in su.
È una delle inquadrature più usate nei dialoghi perché rende leggibili il volto, la postura e i movimenti delle mani.
Esempio: Piano medio di Marta. Appoggia lentamente la borsa sulla sedia.
- Il primo piano
Il primo piano mostra soprattutto il volto.
È l’inquadratura dell’emozione, del dubbio, della paura, della sorpresa e della comprensione.
Esempio: Primo piano di Marta. I suoi occhi si abbassano verso la lettera.
Il primo piano deve essere utilizzato quando esiste un motivo drammatico. Se tutto viene mostrato in primo piano, il film perde progressione e forza.
L’IA può generare primi piani molto efficaci, ma bisogna controllare la coerenza dell’identità: occhi, età, capelli, trucco, espressione e direzione dello sguardo possono cambiare tra un’inquadratura e l’altra.
- Il primissimo piano
Il primissimo piano si concentra su una porzione molto ravvicinata del volto, per esempio occhi e bocca.
È un’inquadratura intensa e spesso soggettiva.
Esempio: Primissimo piano degli occhi del padre quando sente pronunciare il nome della moglie.
- Il dettaglio
Il dettaglio mostra una parte del corpo o un oggetto:
- una mano;
- una chiave;
- un telefono;
- una lettera;
- un anello;
- una fotografia;
- una maniglia;
- un bicchiere che trema.
Nel cinema il dettaglio può avere una funzione narrativa fondamentale.
Esempio: Dettaglio della mano del padre che piega la lettera e la nasconde sotto il giornale.
Il dettaglio è particolarmente utile nei video generati con IA perché permette di isolare un’azione semplice. Tuttavia, le mani rimangono uno degli elementi più delicati. Conviene evitare gesti eccessivamente complessi e controllare attentamente dita, presa degli oggetti e continuità.
* Non scegliere l’inquadratura soltanto per bellezza
Una sceneggiatura tecnica non deve essere una raccolta di immagini decorative. Ogni inquadratura deve avere una funzione.
Prima di inserire un piano bisogna domandarsi:
Che cosa deve capire lo spettatore?
Quale emozione deve provare?
Quale informazione deve ricevere?
Che cosa deve rimanere nascosto?
Quale dettaglio diventerà importante più avanti?
Un campo largo può comunicare distanza. Un primo piano può rivelare una reazione. Un dettaglio può anticipare un pericolo. Un’inquadratura dal basso può dare potere al personaggio. Una ripresa dall’alto può renderlo fragile.
La scelta tecnica deve sempre servire il racconto.
* Il movimento della macchina da presa
Dopo aver scelto la dimensione dell’inquadratura bisogna decidere se la macchina rimarrà fissa oppure si muoverà.
Quando si lavora con un generatore di video, il movimento deve essere indicato in modo chiaro e limitato. Descrizioni vaghe come “movimento cinematografico spettacolare” possono produrre risultati imprevedibili.
È meglio scrivere: Lenta carrellata in avanti verso il volto della donna.
oppure: Panoramica orizzontale da sinistra a destra, dalla finestra al personaggio.
- La panoramica
La macchina ruota sul proprio asse.
Può essere:
- orizzontale;
- verticale;
- molto lenta;
- rapida;
- descrittiva;
- di accompagnamento.
Esempio: Panoramica lenta dal tavolo vuoto alla fotografia della madre.
La panoramica può rivelare progressivamente un’informazione.
- La carrellata
La macchina si sposta nello spazio.
Può avanzare, arretrare o muoversi lateralmente.
Esempio: Carrellata lenta in avanti verso Marta mentre comprende che il padre sta mentendo.
La carrellata in avanti può aumentare il coinvolgimento emotivo. Quella all’indietro può creare distanza o svelare lo spazio circostante.
- Il movimento laterale
La macchina accompagna un personaggio che cammina.
Esempio: Movimento laterale parallelo a un ragazzo che attraversa il corridoio della scuola.
È utile per seguire un’azione senza interromperla.
- La macchina a mano
La ripresa presenta piccole oscillazioni ed una sensazione più fisica ed instabile.
Può essere utile in:
- thriller;
- scene di tensione;
- inseguimenti;
- situazioni documentaristiche;
- momenti emotivamente disordinati.
Con l’IA bisogna evitare richieste troppo estreme. “Muovi la macchina a mano con corsa, rotazione e zoom” rischia di produrre deformazioni. È preferibile dare indicazioni come: Leggera macchina a mano, movimento controllato, realismo documentaristico.
- Il piano fisso
La macchina non si muove.
Il piano fisso è spesso sottovalutato, ma può avere grande forza. Permette allo spettatore di osservare il comportamento dei personaggi senza essere guidato continuamente.
Inoltre è una soluzione molto adatta ai video generati artificialmente, perché riduce gli errori geometrici e la trasformazione dello sfondo.
- Lo zoom
Lo zoom modifica la focale senza spostare fisicamente la macchina.
Può avvicinare od allontanare visivamente il soggetto, ma produce un effetto differente dalla carrellata.
Per un risultato attuale e moderno, lo zoom deve essere utilizzato consapevolmente. Uno zoom lento può creare inquietudine; uno zoom rapido può avere un effetto comico, televisivo od improvvisamente drammatico.
* Ogni inquadratura deve contenere un’azione semplice
Una delle regole più importanti nella produzione con IA è questa:
Una inquadratura, un’azione principale
Qusto non significa che il personaggio debba rimanere immobile, ma che il centro dell’inquadratura deve essere ben chiaro.
Esempio troppo complesso: Luca entra nella stanza, apre il cassetto, trova una fotografia, chiama Sara, si siede, piange, chiude il cassetto e spegne la luce.
La scena va scomposta.
Inquadratura 1
Campo medio. Luca entra nella stanza e si ferma vicino alla scrivania.
Inquadratura 2
Dettaglio. La sua mano apre lentamente il cassetto.
Inquadratura 3
Soggettiva di Luca. Dentro il cassetto c’è una vecchia fotografia.
Inquadratura 4
Primo piano di Luca. Il volto cambia quando riconosce la persona ritratta.
Inquadratura 5
Dettaglio del telefono. Luca seleziona il nome di Sara.
Inquadratura 6
Piano medio. Luca si siede sul bordo della sedia con la fotografia in mano.
Una divisione come quella indicata, rende la sequenza più controllabile, più leggibile e più facile da montare.
* Una scena completa divisa in inquadrature
Prendiamo una scena breve.
Scena narrativa
Interno, soggiorno, pomeriggio.
Ernesto, ottant’anni, è seduto sul divano. La nipote Sofia gli mostra come scattarsi un selfie. Ernesto prova ad usare il telefono, ma inquadra soltanto il soffitto. Sofia ride, gli sistema la mano ed avvicina il viso al suo. Finalmente scattano la fotografia.
La scena può essere trasformata nella seguente sceneggiatura tecnica.
Inquadratura 1 - Presentazione dello spazio
Campo totale del soggiorno. Camera fissa.
Ernesto e Sofia sono seduti sul divano. La luce del pomeriggio entra dalla finestra.
Funzione: presentare l’ambiente, la distanza tra i personaggi ed il tono familiare.
Inquadratura 2 - Il telefono
Dettaglio del vecchio cellulare nelle mani di Ernesto.
Il telefono è tenuto nel verso sbagliato.
Funzione: introdurre il piccolo problema pratico.
Inquadratura 3 - La spiegazione
Piano medio a due.
Sofia indica il pulsante della fotocamera. Ernesto osserva con attenzione.
Funzione: mostrare la relazione tra nonno e nipote.
Inquadratura 4 - Il tentativo sbagliato
Soggettiva del telefono.
Nello schermo si vede soltanto il soffitto e una parte della fronte di Ernesto.
Funzione: creare un momento comico.
Inquadratura 5 - La reazione di Sofia
Primo piano di Sofia.
La ragazza trattiene una risata, poi sorride.
Funzione: sottolineare l’affetto, evitando una risata umiliante.
Inquadratura 6 - Il gesto di aiuto
Dettaglio delle mani.
Sofia corregge delicatamente l’inclinazione del telefono.
Funzione: mostrare la cura attraverso un gesto fisico.
Inquadratura 7 - Avvicinamento
Piano medio a due. Leggera carrellata in avanti.
Sofia avvicina la testa a quella del nonno. Ernesto, inizialmente rigido, comincia a sorridere.
Funzione: mostrare il progressivo avvicinamento emotivo.
Inquadratura 8 - Lo scatto
Soggettiva del telefono.
I due volti sono finalmente ben inquadrati. Ernesto preme il pulsante.
Si sente il suono dello scatto.
Inquadratura 9 - La fotografia finale
Dettaglio dello schermo.
Sul telefono compare il selfie. Ernesto e Sofia sorridono insieme.
Funzione: concludere la piccola azione e dare alla scena un risultato concreto.
Questa suddivisione dimostra che una scena molto semplice può essere costruita attraverso variazioni di distanza, punto di vista, gesto e reazione.
* Campo e controcampo nei dialoghi
Il campo e controcampo è una delle forme più comuni per rappresentare un dialogo.
La macchina mostra prima un personaggio e poi l’altro, mantenendo una relazione spaziale coerente.
Esempio:
- piano medio di Marta che parla;
- primo piano del padre che ascolta;
- ritorno su Marta;
- reazione del padre;
- dettaglio della lettera.
La difficoltà principale consiste nel mantenere:
- la stessa posizione dei personaggi;
- la stessa direzione degli sguardi;
- la stessa luce;
- lo stesso abbigliamento;
- la stessa disposizione degli oggetti;
- la coerenza dello sfondo.
Con l’IA queste continuità non sono automatiche. È quindi necessario creare una scheda di riferimento per ogni personaggio e per ogni ambiente.
Per esempio:
Marta, 36 anni, capelli castani raccolti, camicia bianca, cardigan verde scuro, piccolo orecchino d’argento, seduta sul lato sinistro del tavolo, guarda verso destra.
Padre, 68 anni, capelli grigi corti, camicia azzurra, seduto sul lato destro del tavolo, guarda verso sinistra.
Queste informazioni devono essere ripetute nei diversi prompt.
* La regola dei 180 gradi
Quando due personaggi si guardano, possiamo immaginare una linea invisibile che li unisce. La macchina da presa dovrebbe generalmente rimanere dallo stesso lato di questa linea.
In questo modo, sullo schermo, un personaggio continuerà a guardare verso destra e l’altro verso sinistra.
Se la macchina supera improvvisamente la linea, le direzioni possono invertirsi. Lo spettatore potrebbe avere l’impressione che i personaggi abbiano cambiato posto.
La regola dei 180 gradi non è una legge assoluta, ma è uno strumento di chiarezza.
Nei video generati con IA è ancora più importante, perché la coerenza spaziale è già fragile. Occorre indicare con precisione:
- personaggio A sulla sinistra;
- personaggio B sulla destra;
- A guarda verso destra;
- B guarda verso sinistra;
- sfondo coerente;
- altezza della macchina invariata.
* La regola dei 30 gradi
Quando si passa da un’inquadratura ad un’altra dello stesso soggetto, la posizione della macchina dovrebbe cambiare in modo sufficientemente evidente.
Un cambiamento minimo può produrre un salto visivo sgradevole, chiamato jump cut, salvo che non sia voluto.
Per evitare questo effetto si può cambiare:
- la distanza;
- l’angolazione;
- la dimensione del piano;
- il momento dell’azione.
Per esempio, è più chiaro passare da un piano medio ad un primo piano più che da un piano medio ad un altro piano quasi identico.
* Lo sguardo e la direzione del movimento
La sceneggiatura tecnica deve controllare attentamente gli sguardi.
Se una donna guarda qualcosa fuori campo verso destra, l’inquadratura successiva dovrebbe mostrare ciò che sta guardando in una posizione coerente.
Esempio:
- Primo piano della donna che guarda verso destra.
- Dettaglio di una porta collocata sul lato destro della stanza.
- Ritorno sulla donna.
La stessa attenzione deve essere dedicata alla direzione del movimento.
Se un personaggio esce dall’inquadratura verso destra, nella ripresa successiva dovrebbe generalmente entrare da sinistra, dando l’impressione che continui a muoversi nella stessa direzione.
Con l’IA è utile inserire esplicitamente queste indicazioni nei prompt:
Il personaggio cammina da sinistra verso destra.
La donna entra nell’inquadratura dal lato sinistro.
L’uomo guarda fuori campo verso la propria destra.
* Il dettaglio come strumento narrativo
Il dettaglio non serve soltanto a mostrare meglio un oggetto. Può costruire suspense, anticipare un evento o rivelare una verità.
Immaginiamo una scena nella quale un uomo entra in una casa apparentemente vuota.
Potremmo mostrare:
- la porta che si apre;
- le scarpe dell’uomo che entrano;
- un bicchiere ancora bagnato;
- una tenda che si muove;
- un secondo paio di scarpe nascosto dietro il divano.
Attraverso i dettagli lo spettatore comprende che probabilmente qualcuno è ancora nella casa, anche se il protagonista non lo sa.
In questo modo nasce la suspense: lo spettatore possiede un’informazione che il personaggio ignora.
* Le inquadrature di copertura
Durante una ripresa tradizionale si realizzano spesso immagini aggiuntive, chiamate coperture, che permettono di montare la scena con maggiore libertà.
Le inquadrature di copertura possono essere:
- reazioni;
- mani;
- oggetti;
- dettagli dell’ambiente;
- inquadrature sopra la spalla;
- piani d’ascolto;
- inserti;
- immagini del personaggio prima o dopo la battuta.
Sono molto utili per risolvere problemi di montaggio.
Immaginiamo che due frammenti di dialogo non si colleghino bene. Un dettaglio della lettera od una reazione silenziosa può coprire il taglio.
Nel lavoro con IA le coperture sono ancora più preziose. Se un movimento del volto risulta innaturale o le labbra non coincidono perfettamente con il dialogo, si può inserire temporaneamente:
- una mano che stringe un bicchiere;
- una fotografia sul tavolo;
- l’altro personaggio che ascolta;
- un oggetto presente nella stanza.
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