Questo è un anno importante per Clint Eastwood: primo perché ha appena compiuto 95 anni, e non è cosa di tutti i giorni vedere un compleanno così corposo di un professionista del cinema e dell’arte in generale ancora attivo, secondo perché da pochi mesi è uscita la quarantesima sua opera da regista, un numero tondo per certi versi quasi incredibile. Con Giurato numero 2 ci accorgiamo anche della freschezza con cui questo quasi centenario riesce ancora a gestire il mezzo cinematografico. Gremese, sempre attenta e prolifica sul mondo del cinema, ha appena pubblicato due libri sull’attore e regista di San Francisco. Questo Sul set con Clint Eastwood. Una leggenda del cinema si racconta è particolarmente interessante: scritto da Jean-Paul Chaillet, raccoglie quasi 40 anni di visite sui set per un totale di 22 episodi. L’autore pare sia l’unico giornalista a cui è stato riservato questo privilegio, e non è un caso che sia francese, visto che proprio i francesi furono i primi a capire la portata dell’Eastwood regista importante, e di questo lui ne è pienamente cosciente e riconoscente.
Così l'autore ci racconta quasi tutte queste visite, le chiacchierate/interviste col regista, ma non solo: ragionamenti, aneddoti e testimonianze anche da parte degli attori coinvolti nei progetti. Il risultato è un libro estremamente piacevole per gli appassionati di Eastwood e di cinema in generale. Ormai sfidiamo chiunque a non ritenerlo un regista imprescindibile per la storia del cinema. È un caso più unico che raro per alcune caratteristiche: è prima attore e poi regista, rimanendo ancora attore; dirige grandi opere nel secolo scorso e per due decenni di quello odierno; agisce a Hollywood, quindi in ambito mainstream, ma con un piglio diverso, quasi autoriale, per scelta di argomenti e storie.
E il coraggio, solitamente associato all’attore, qua si vede sul regista: il suo mantra spesso è stato “solo progetti rischiosi”, e questo dice tanto, se non tutto…
Il grande pregio di quest’opera è renderci completamente istruiti su due fronti: il modo di operare di Eastwood, e il suo approccio alla regia, ma anche forse verso la vita. Sul primo aspetto, riusciamo a vedere l’organizzazione perfetta del suo lavoro, della sua squadra della Malpaso, la meticolosità della macchina produttiva che spesso lavora anche in anticipo sui tempi. Sul secondo aspetto, la calma dell’Eastwood regista, la sua capacità di esserci e non esserci, di lasciare scorrere le cose, la sua tranquillità, ma soprattutto la sua semplicità, quasi irreale se rapportata al mito che la storia gli ha cucito addosso. E questo è l’aspetto più interessante del libro: avere un ritratto dell’uomo attraverso le testimonianze e l’analisi del suo lavoro e quello che attori e professionisti vari dicono di lui. Alla fine ciò che risulta è che Eastwood è un gigante nella sua semplicità, nel suo approccio tranquillo e discreto, ma estremamente competente, un’attitudine che applica nel suo lavoro, mutuandola dalla sua vita privata.
La carrellata di suoi film indimenticabili è notevole, ed è la bellezza di un tale regista: consegnare alla storia e alla gente almeno 10 titoli indimenticabili, ed entrare a grande diritto nella lista degli immortali.
Gremese Editore, 2015, collana Dialoghi, 216 pagine, 19,90 euro Biografie | Saggi | Cinema
Articolo del 19/06/2025 di Claudio Mariani per mescalina.it


































































































































































