
Scrivere un cortometraggio erotico senza cadere nella volgarità significa esplorare il desiderio e la sensualità attraverso l'arte della sottrazione, dove un semplice sguardo o un respiro sospeso valgono più di mille gesti espliciti. È la capacità di costruire una tensione emotiva e fisica tra i personaggi, lasciando che sia l'immaginazione dello spettatore a colmare gli spazi vuoti con la propria fantasia. La vera sfida risiede nel trasformare l'intimità in poesia visiva, utilizzando la luce, la musica e le inquadrature per suggerire il non detto piuttosto che mostrarlo apertamente.
In questo modo, l'erotismo diventa un'esperienza intellettuale ed emotiva che accende i sensi, elevando il racconto ad un'indagine profonda sulla passione umana, ben lontana dalla meccanica gratuita della pornografia.
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Base dal Titolo: “IL COLORE CHE RESTA”
- Genere
Dramma sentimentale / Erotico / Intimista
- Durata indicativa
18-22 minuti
- Logline
Durante il restauro notturno di un piccolo teatro, due donne che hanno vissuto per anni la propria attrazione soltanto come amicizia sono costrette a riconoscere ciò che provano quando una delle due annuncia che lascerà definitivamente la città la mattina successiva.
* I PERSONAGGI
CLAUDIA di 42 anni
Scenografa teatrale. Ha costruito per anni ambienti destinati a scomparire dopo poche settimane.
Precisa, ironica, apparentemente sicura. Ha avuto relazioni con uomini e donne, ma evita qualsiasi rapporto che possa diventare troppo importante.
SARA di 38 anni
Restauratrice e decoratrice. Vive una vita apparentemente stabile. Ha avuto soltanto relazioni con uomini e non ha mai definito la propria attrazione verso Claudia.
Non per paura di un’etichetta. Per paura di perdere l’amicizia più importante della propria vita.
* LA STORIA
Claudia e Sara lavorano insieme da molti anni. Tra loro esiste una complicità evidente.
Tutti nell’ambiente teatrale pensano che siano state una coppia. Ma non lo sono mai state.
La storia si svolge quasi interamente durante una notte.
Devono terminare il restauro del fondale di un piccolo teatro prima della sua riapertura.
Claudia annuncia quasi casualmente che la mattina seguente partirà per Bruxelles, dove ha accettato un contratto di un anno.
Sara sapeva dell’offerta, Na non sapeva che Claudia avesse accettato.
Il conflitto non esplode immediatamente. Continuano a lavorare. Mescolano colori. Riparano una tela. Condividono scale, pennelli, panni.
L’erotismo nasce dal fatto che conoscono perfettamente i corpi dell’altra nella quotidianità: Sara sa che Claudia si sporca sempre la guancia sinistra. Claudia sa che Sara, quando è nervosa, pulisce ripetutamente lo stesso pennello.
La tensione cresce quando Sara scopre una vecchia macchia di colore blu sul polso di Claudia.
È lo stesso blu di un allestimento realizzato dieci anni prima, la sera in cui si erano quasi baciate. Entrambe ricordano.
Nessuna lo aveva mai ricordato.
Sara domanda perché Claudia non abbia mai fatto nulla quella sera.
Claudia risponde: “Perché tu avevi detto che eri felice.”
Sara: “Non avevo detto con chi.”
Da quel momento la notte cambia. Non è una rivelazione improvvisa di orientamento sessuale.
Sara non “scopre” magicamente di essere qualcosa.
Scopre che ha passato anni a evitare una domanda specifica: Che cosa provo per Claudia?
Verso metà del corto, Sara pulisce una macchia di vernice dalla nuca di Claudia.
Il gesto dura troppo. Claudia si gira. Sono vicine. Claudia non la bacia.
Dice: “Non voglio essere la cosa che fai perché domani parto.”
È una battuta fondamentale.
Il desiderio non deve nascere dalla scadenza. La scadenza deve soltanto impedire loro di continuare a fingere.
Sara allora racconta che ha immaginato quel bacio per dieci anni.
Claudia si commuove, ma continua a non muoversi.
Sara: “Adesso posso?” Claudia annuisce.
Il bacio deve essere semplice, adulto, trattenuto.
Successivamente non c’è bisogno di mostrare sesso.
Possiamo vederle sedute sul palcoscenico, dopo. Scarpe tolte. Spalle vicine.
Sara ha la testa appoggiata sulla gamba di Claudia.
L’intimità posteriore al bacio può essere più erotica della sua rappresentazione.
Parlano della partenza. Sara non le chiede di rimanere. Claudia non le chiede di seguirla.
Per la prima volta evitano di trasformare l’amore in un ricatto.
All’alba terminano il fondale. È una grande parete dipinta che rappresenta una stanza aperta verso un cielo azzurro.
Claudia prende la valigia.
Prima di uscire si volta.
Sara ha ancora il pennello in mano.
CLAUDIA
Un anno.
SARA
Lo so.
CLAUDIA
Non è una promessa.
SARA
Nemmeno una condanna.
Claudia esce.
Sara rimane davanti al fondale.
Poi nota sul proprio polso una macchia dello stesso blu di Claudia.
Non la pulisce.
FINE.
* SEI SCENE DETERMINANTI
SCENA 1 - La partenza
CLAUDIA
Domani alle nove ho il volo.
Sara continua a dipingere.
SARA
Per il sopralluogo?
CLAUDIA
Per il lavoro.
Il pennello di Sara si ferma.
SARA
Hai accettato.
CLAUDIA
Sì.
SARA
Quando pensavi di dirmelo?
CLAUDIA
Adesso.
SARA
Ottima pianificazione.
SCENA 2 - Il blu
Sara guarda il polso di Claudia.
SARA
Hai ancora quel colore?
CLAUDIA
Quale?
Sara indica una piccola macchia.
SARA
Quello.
Claudia capisce.
CLAUDIA
Non è lo stesso.
SARA
È esattamente lo stesso.
Pausa.
CLAUDIA
Sono passati dieci anni.
SARA
Appunto.
SCENA 3 - Quella sera
SARA
Perché non mi hai baciata?
Claudia posa il pennello.
CLAUDIA
Perché mi avevi detto che eri felice.
SARA
Non avevo detto con chi.
Claudia la guarda.
CLAUDIA
Dieci anni per precisarlo?
SARA
Sono lenta.
SCENA 4 - La nuca
Sara pulisce lentamente la vernice dalla nuca di Claudia.
Claudia si gira.
CLAUDIA
Sara.
SARA
Lo so.
CLAUDIA
Non voglio essere la cosa che fai perché domani parto.
SARA
Non lo sei.
CLAUDIA
Come fai a saperlo?
SARA
Perché ci penso da prima che decidessi di andare via.
SCENA 5 - Il consenso
Silenzio.
Sara è vicina.
SARA
Adesso posso?
Claudia la guarda per alcuni secondi.
Annuisce.
Il bacio.
SCENA 6 - Il mattino
CLAUDIA
Un anno.
SARA
Lo so.
CLAUDIA
Non è una promessa.
SARA
Nemmeno una condanna.
Claudia prende la valigia.
CLAUDIA
Mi chiamerai?
Sara guarda il pennello.
SARA
No.
Claudia si ferma.
Sara sorride.
SARA
Ti chiamerò troppo.
- TEMI TRATTATI
- Desiderio trattenuto;
- amicizia ed amore;
- identità non ridotta ad un’etichetta;
- paura di perdere una relazione;
- tempo sprecato;
- partenza;
- consenso;
- amore senza possesso;
- possibilità di cominciare anche quando non esiste una garanzia.
* CONSIGLI ALLO SCENEGGIATORE
Evitare la struttura: Sara scopre improvvisamente di essere attratta dalle donne.
La storia riguarda Claudia, non una categoria.
Sara può avere un’identità complessa senza bisogno di definirla completamente durante venti minuti.
Non inserire un ex marito cattivo od un personaggio esterno che renda più semplice il conflitto.
Il vero antagonista è il tempo non utilizzato.
La domanda è: Perché hanno aspettato dieci anni?
Costruire piccoli indizi che rendano credibile la risposta.
* CONSIGLI AL REGISTA
Il teatro offre una possibilità straordinaria: i personaggi stanno letteralmente costruendo uno spazio finto mentre smettono di fingere nella vita.
Utilizzare questa relazione senza renderla didascalica.
All’inizio molte inquadrature possono comprendere le quinte; le corde; gli elementi di scenografia; i teloni.
Sono donne parzialmente nascoste. Verso il finale gli spazi diventano più aperti.
Il palcoscenico vuoto può essere il luogo della massima sincerità.
* CONSIGLI ALLE ATTRICI
L’intimità deve essere preparata attraverso una familiarità quotidiana. Le due donne si conoscono da anni.
Possono prendere un oggetto dalle mani dell’altra, o sistemarle un vestito o passarsi dietro senza imbarazzo.
La differenza arriva quando un gesto abituale diventa improvvisamente consapevole.
Questa trasformazione è il cuore della recitazione.
Per il bacio utilizzare una coreografia concordata.
Entrambe devono conoscere la posizione, la durata, i movimenti ed i limiti.
La spontaneità emotiva non richiede improvvisazione fisica.
* DIREZIONE DELLA FOTOGRAFIA
La tavolozza può essere costruita intorno ai colori del teatro: inizialmente può essere beige; color legno; con tanti grigi; e luce da lavoro relativamente neutra.
Progressivamente introdurre il blu del fondale. Quel blu diventa il colore della memoria e del desiderio.
Per la scena della nuca utilizzare un medio tele con profondità di campo ridotta ma non estrema; luce laterale morbida; facendo attenzione alle loro mani.
Mai trasformare l’inquadratura in una frammentazione voyeuristica del corpo. Il dettaglio deve avere sempre un punto di vista emotivo.
* CONSIGLI AL MONTATORE
Creare un ritmo attraverso il lavoro del pennello; dell'acqua; con lo straccio, la scala; i loro passi ed i respiri.
Quando arriva la domanda: “Perché non mi hai baciata?” ridurre drasticamente i tagli.
Lasciare spazio ai due volti.
Dopo il bacio non utilizzare immediatamente una dissolvenza. Rimanere qualche secondo.
Mostrare l’imbarazzo. La felicità. La paura.
Il bacio non risolve automaticamente i dieci anni.
* PERCHÉ REALIZZARLO
Perché racconta una relazione tra due donne senza trasformarne l’orientamento sessuale nell’unico argomento.
Il cuore della storia è universalmente riconoscibile: Quanto tempo possiamo trascorrere accanto a qualcuno prima di avere il coraggio di capire che cosa rappresenta per noi?
È anche un cortometraggio produttivamente interessante perchè utilizza solo:
- due attrici;
- una sola location;
- pochi oggetti;
- nessun effetto complesso;
- forte potenziale fotografico;
- grande spazio per interpretazione e dialogo.
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* ATTENZIONE: Le idee presentate in questo articolo sono solo spunti iniziali di idee da sviluppare ulteriormente. Vi invitiamo a selezionarne una e a personalizzarla, arricchendola con dettagli, personaggi secondari e sviluppando o modificando l'idea base. Qualora decideste di ampliare una di queste bozze in una sceneggiatura completa e di realizzarla, vi preghiamo di comunicarcelo. Saremo lieti di promuovere la vostra opera sul nostro sito.






